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il blog di Francesco Zanfardino
Trattato UE, "Fuori chi è contrario"
post pubblicato in Diario, il 13 giugno 2008


                                

La notizia del giorno, Europei di calcio a parte (sigh!), è che il referendum irlandese ha detto "NO" ai trattati di Lisbona. Il che vuol dire l'ennesimo stop per il percorso Costituzionale dell'Europa, dopo che i precedenti trattati di Roma erano stati bocciati, sempre da referendum, in Francia e Olanda. Quello del referendum irlandese era l'unico scoglio per i Trattati, poichè per prudenza era stato deciso che la ratifica arrivasse per via governativa. Unica eccezione l'Irlanda, poichè c'è una clausola per la quale un trattato europeo può essere ratificato in Irlanda solo tramite referendum.

Ma il 53,4% di Irlandesi ha votato "NO". Sono i limiti della democrazia: in una situazione economica difficile come quella che sta attraversando l'Europa intera, per il "fronte del no" irlandese è stato facile manipolare il consenso dei cittadini scaricando tutte le colpe sulla UE. Ma è pur sempre democrazia, e il dato va rispettato. Oggi, il presidente Napolitano ha detto: "Fuori dalla UE chi è contrario ai Trattati". Come a dire: il percorso unitario della UE non può fermarsi di fronte alla contrarietà della metà degli abitanti di un paese che conta appena l'1% della popolazione dell'Unione. Il ragionamento è condivisibile, ma avrei voluto ben vedere se Napolitano avesse fatto le stesse dichiarazioni nei confronti paesi come Francia e Germania ... E comunque non credo si possa (e sia giusto) escludere l'Irlanda quando non era scritto da nessuna parte che se avesse bocciato i Trattati sarebbe stata esclusa.

Per questo penso che verrà rinegoziato un nuovo Trattato. Ovvero verranno annacquati ancora di più i precedenti trattati di Roma. E stavolta bisognerà mettere una bella clausola: chi rifiuterà il Trattato è fuori dall'Europa. E se gli Irlandesi, o chiunque altro, ritenessero che ne vale davvero la pena, che boccino pure il Trattato. Vuol dire che avranno scelto democraticamente di uscire dalla UE.

P.S. Ah, anche stavolta non manca l'occasione per un'altra cretinata di Calderoli e della Lega. Questi signori che stanno lì a rappresentarci esultano per la bocciatura del Trattato. Niente di particolare (le opinioni sono opinioni), se non fosse che costoro sostengono un Governo e un premier che si dicono europeisti. Come reagiranno Berlusconi e il PdL? Come sempre: "Solo folklore" ...

Viva l'Europa
post pubblicato in Diario, il 11 febbraio 2008


                  
 
Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ci ha ricordato quanto sia importante per l'Italia partecipare al progetto della comunità europea. E, forse, se il Presidente non avesse avuto un malore durante la sua Lectio Magistralis all'Università di Trento, le sue parole sarebbero rimaste inosservate, sommerse dalle notizie elettorali.

"Certamente è indispensabile - ha detto Napolitano - che in questo contesto nessuno Stato membro si sottragga alle sue responsabilità e agli impegni ancora una volta assunti. Il tempo stringe. Non possiamo più esitare. L’Italia deve fare la sua parte innanzitutto ratificando il Trattato anche in questa fase elettorale. È indispensabile che anche alle elezioni europee si giunga potendo presentare ai cittadini il nuovo quadro di obiettivi e regole dell’Unione". Insomma, un forte monito all'Italia e a tutti i paesi europei a ratificare il Trattato di Lisbona. Completare, dunque, il processo iniziato il 29 Ottobre 2004 con i Trattati di Roma, che nella Sala degli Orazi e Curiazi videro la nascita del testo della Costituzione Europea, il cui iter è stato poi bloccato dai referendum di Francia e Olanda.

Ora abbiamo una nuova occasione per mettere nero su bianco i valori comuni dei 27 paesi dell'Unione Europea. Quei valori, quella civiltà, quel comune impegno che da più di sessant'anni hanno evitato conflitti, nonchè portato ad una maggiore responsabilità e collaborazione fra i paesi membri. Che hanno portato da parte degli Stati aderenti la rinuncia a parte, piccola o grande, della loro sovranità, in nome di un disegno comune. Ovvero una nuova Europa, di pace, solidarietà e libertà. Un sogno? Cominciamo a metterlo nero su bianco.


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