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il blog di Francesco Zanfardino
E ci credo che ora Pizza rinuncia al rinvio del voto ...
post pubblicato in Diario, il 3 aprile 2008


            La nostra Missione:  il Sud e la Sicilia

Giuseppe Pizza ritira la minaccia. Dopo che il suo simbolo è stato riammesso dal Consiglio di Stato (era stato escluso per la troppa somiglianza con quello dell'UDC), il segretario del partitino che intende ripercorrere le "glorie" della vecchia DC aveva ventilato l'ipotesi di un rinvio delle elezioni al 27 Aprile. Rinvio che Pizza poteva richiedere, perchè ogni partito ha diritto a 30 giorni di campagna elettorale. Ma, come avevo già sottolineato, alla fine Pizza non avrebbe mai rinviato il voto. Perchè Berlusconi, della cui coalizione la "DC" fa parte, non glielo avrebbe mai concesso. Tuttavia Pizza ha tentennato sul rinvio, così da ottenere la giusta visibilità mediatica. E far sapere a tutti, in particolare agli elettori dell'UDC, che la vecchia DC "è tornata". Perchè è questo lo scopo per cui la DC è presente alle elezioni, e per cui è in coalizione con Berlusconi, e per cui è presente solo al Senato: togliere voti all'UDC.

Berlusconi infatti ha fatto fuori un alleato scomodo come Casini, ma in qualche modo voleva limitare i danni. E così si è alleato con la Dc di Pizza, alla faccia di tutte le giustificazioni che aveva dato all'esclusione di Casini: "Basta simboli, l'ho concesso solo alla Lega (correggo: alle Leghe) perchè è una forza radicata sul territorio"; "Per l'UDC sarebbe un piccolo sacrificio, perchè il loro simbolo non ha poi tutta questa storia". Già, perchè notoriamente la DC di Pizza è una forza radicata sul territorio, e il suo simbolo non è lo scudocrociato usato dall'UDC ...............

E così, a 10 giorni dal voto, sappiamo che nella coalizione di Berlusconi c'è un partito in più (il quarto, se consideriamo il PDL un unico partito), che le schede elettorali e i manifesti elettorali (quelli ufficiali con i simboli e le liste) dovranno essere ristampati, e che i voti degli italiani temporaneamente all'estero potrebbero essere a rischio (questi, infatti, hanno già votato, e sulle loro schede, valide per le circoscrizioni italiane, non era presente il simbolo della Dc di Pizza).

Verrebbe da dire: "già, d'altronde siamo in Italia ..."
Sono stereotipi, ma quando si assiste a certe cose .... forse non sbagliano del tutto.

A 12 giorni dal voto, riammessa la DC di Pizza. Le solite barzellette italiane
post pubblicato in Diario, il 1 aprile 2008


                                  

Sembra un pesce d'Aprile, ma putroppo non lo è. La lista "Democrazia Cristiana" di Giuseppe Pizza, uno dei tanti partitini che si ritengono eredi del simbolo della DC, è stata riammessa dal Consiglio di Stato, dopo che era stata esclusa per la troppa somiglianza del simbolo con quello dell'UDC. Infatti, la funzione della DC di Pizza, collegata alla coalizione di Berlusconi, era quella di togliere voti proprio all'UDC (e non per niente la DC sarà presente solo al Senato).

Ora, ipoteticamente, potrebbe anche essere rinviata la data delle elezioni, poichè la DC avrebbe diritto ad una "proroga" di 15 giorni per la campagna elettorale. Ma, a parte questo rischio improbabile (non credo Berlusconi lo conceda a Pizza, e non credo che Pizza sia così arrogante), la cosa ridicola è che possano avvenire simili fatti a soli 12 giorni dal voto: dovranno essere ristampate le schede, ripubblicate le liste elettorali, riviste le tribune elettorali, e tutti le cose in qualche modo collegate alle elezioni. E' indecente.
"Sette missioni per il rilancio dell'Italia": Berlusconi presenta il programma
post pubblicato in Diario, il 1 marzo 2008


                       

Ieri a Roma il candidato premier di Popolo delle Libertà, Lega Nord, Autonomia Sud, Democrazia Cristiana (il partitino di Pizza con lo "scudocrociato" con cui è stata annunciata ieri l'alleanza), ovvero Silvio Berlusconi, ha presentato il suo programma. All'Auditorium erano presenti tutti, tranne la Brambilla, polemica con il Cavaliere per aver avuto solo 3 parlamentari per i suoi Circoli. Arrivato in ritardo di mezz'ora, attorniato da un gruppetto di giovani in felpa blu con scritto "Con Silvio Presidente", si scusa dichiarando: "Oggi ho fatto disinformazione anch'io. Ho detto che iniziavamo alle 12, invece era per le 12.30", dopodichè accenna, evidentemente per scherzo, al gesto dell'ombrello.

Dopodichè l'ex premier presenta il suo programma, un "impegno morale che noi assumiamo nei confronti degli Italiani" (e che, annuncia, sarà forse formalizzato con un altro "contratto con gli Italiani" da Vespa), che però non devono aspettarsi "miracoli"
Ecco le "sette missioni per rilanciare il Paese" contenute nel programma:

"Rilanciare lo sviluppo". Innanzitutto, un "nuovo fisco per le imprese", con detassazione di straordinari e incentivi legati alla produttività, graduale detassazione delle tredicesime, graduale abolizione dell'IRAP (dopo i primi tagli del governo Prodi), graduale riduzione dell'IVA sul turismo.
Poi le infrastutture: priorità a Ponte sullo Stretto, Pedemontana Lombarda e Veneta, TAV; valorizzazione degli HUB di Malpensa e Fiumicino, realizzazione dei rigassificatori e, ed è la notizia più clamorosa, un "ritorno al nucleare".
Inoltre, il ritorno alla piena attuazione della Legge Biagi (lavoro "flessibile") e maggiori tutele per i lavoratori. E un pallino di Berlusconi, la riforma degli "studi di settore" (quelli che vanno a determinare i parametri per l'evasione fiscale) dal "basso" (cioè calcolati proprio insieme ai soggetti fiscali).
Infine, sostegno al Made in Italy ("lotta" con la UE per imporre dazi sulle merci provenienti dall'Asia).

"Sostenere la famiglia". Subito l'eliminazione dell'ICI sulla prima casa (o meglio completamento dopo il taglio al 40% delle famiglie nella Finanziaria 2008), abolizione della tassa sulle successioni (reintrodotta da Prodi), graduale diminuzione della pressione fiscale sotto il 40%.
Poi, un "piano casa" per giovani e famiglie in difficoltà, attraverso lo scambio di proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità. Inoltre, ripristino del "bonus bebè" e aumento delle pensioni minime.
Rientra in questo capitolo anche un "rilancio" del ruolo dei consultori (aborto) e l'esclusione di qualsiasi possibilità di "eutanasia", anche pratiche mediche assimibilabili alla stessa (il riferimento è al PD, nel cui programma è valutata la possibilità di introdurre il "testamento biologico").
Anche una serie di incentivi a favore dei giovani che, in realtà, già sono previsti nella Finanziaria 2008, come il credito d'imposta alle imprese che assumo giovani e convertono contratti a tempo determinato in indeterminato, nonchè il "bonus affitti".

"Più sicurezza, più giustizia". Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza; più carabinieri e poliziotti di quartiere; allontanamento dei nomadi, clandestini e non, che non hanno adeguati mezzi di sostentamento; iniziative in UE contro nuove sanatorie per i clandestini, e apertura di nuovi Centri di permanenza temporanea; ristrutturazione e costruzione di nuove carceri, più certezza della pena, inasprimento delle pene per i reati di violenza su minori e donne, istituzione del Tribunale della Famiglia. Infine, abolizione delle intercettazioni, tranne che per reati "gravi" (mafia e corruzione).

"Servizi agli Italiani". Sanità: eliminazione delle liste d'attesa (???), incentivi al rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere, maggiore repressione contro le droghe. Istruzione: ripresa nella scuola delle "3 i" (inglese, internet, impresa), aiuti agli studenti in difficoltà economica, rafforzamento della competizione fra atenei. Ambiente: "5 per mille per l'ambiente", valorizzazione del territorio.

"Sud". Potenziamento delle infrastutture, creazione di porti "franchi", valorizzazione del patrimonio, realizzazione della Banca del Sud, fisco solidale per le aree svantaggiate.

"Federalismo". In sostanza, attuazione del "federalismo fiscale" (maggiori competenze agli enti locali).

"Un piano straordinario di finanza pubblica". Riduzione del debito pubblico, attraverso l'immissione sul mercato di una parte del patrimonio pubblico. 

Il finanziamento? Non è evidenziato questo aspetto, ma comunque il Cavaliere pensa di finanziare il programma (ricordiamo la promessa di far scendere la pressione fiscale di ben 3,3%!) con l'immissione sul mercato di una parte del patrimonio pubblico (missione 7) e con la lotta all'evasione fiscale (abbandona i condoni fiscali, dunque), ma "senza mettere paura agli Italiani". E circa 20 milioni di euro (notare che le Finanziarie si contano in miliardi) all'anno derivanti dalla digitalizzazione della P.A.



P.S. Anche il PdL, dopo quelle del PD, presenta le sue "slide" (diapositive del programma).
N.B. Ho già esposto il programma del PD in questo post (vedi anche la sezione "Verso le elezioni del 13 Aprile").
Yes, We Can...nolo
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2008


                    

Oggi è giunta a conclusione la "questione Sicilia". Infatti, Berlusconi ha trovato l'accordo con Raffaele Lombardo, leader dell'MPA (Movimento per le Autonomie). Lombardo sarà l'unico candidato del centrodestra alle regionali siciliane, scongiurando dunque la possiblità, diventata abbastanza concreta, di perdere contro il centrosinistra, qui unito, guidato dal ticket Anna Finocchiaro - Rita Borsellino. E assicurandosi il premio di maggioranza al Senato nella regione siciliana.

Cose che, più la prima che la seconda, erano abbastanza possibili, in quanto l'accoppiata Casini-Lombardo, UdC-MpA era data in Sicilia sul 20%. Ma l'accordo prevede anche che l'MPA si colleghi alle elezioni nazionali con il PDL di Berlusconi, presentandosi nel Centro-Sud, ovvero in quelle regioni in cui la Lega Nord ha fatto lo "sforzo" di non presentarsi. E, secondo molte indiscrezioni, l'MpA di Lombardo potrebbe presentarsi sotto le insegne della DC di Pizza: dunque, sfruttare lo "scudocrociato" per strappare voti all'UDC dov'è più forte, ovvero al Sud. Una "Lega Nord" e una "Lega Sud" (con indirizzo democristiano) all'interno della stessa coalizione, dunque.

Qualcuno dirà: e Miccichè che fine ha fatto? L'ex presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, membro di Forza Italia, si è arreso. Aveva promesso di candidarsi a qualsiasi costo pur di combattere il "cuffarismo", che per lui avrebbe ritrovato continuità con Lombardo. Lo aveva ripetuto nei giorni scorsi sul suo blog, promettendo una "rivoluzione siciliana". Oggi, invece, sul suo blog rassegna le "dimissioni da candidato", dicendo che "Berlusconi è in buona fede, ma per questioni di marketing doveva fare l'accordo con Lombardo" (insomma, l'ha venduto e lo dice pure!), e quindi ha dovuto ritirarsi, impegnandosi però nel ruolo di "controllore".

E la "rivoluzione siciliana"? A farsi fottere. Anzi, trasformata in lista collegata a Lombardo (al "cuffarismo", stando a quel che dichiara), dichiarando agli utenti del suo blog: "Speravamo di iniziare subito ad avere successo. Il successo è rimandato ma la nostra creatura è nata. Dobbiamo portarla avanti! Al nostro futuro dobbiamo pensarci noi, tutti insieme. E' difficile ma aiutiamoci a vincere. Yes We Can!".

Yes We Can, Miccichè? No .... Yes, We Cannolo.

P.S. Avrei voluto dire ai Siciliani, da questo piccolo pezzo della blogosfera: se siete di centrodestra, votate Miccichè, e se siete di centrosinistra, votate la Finocchiaro. Ora, invece, non mi resta che dire: votate la Finocchiaro e, con lei, la Borsellino, l'unica speranza per questa terra.
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