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il blog di Francesco Zanfardino
La famiglia
post pubblicato in Diario, il 10 settembre 2010


                                          

Ha destato scandalo in tanti la notizia che il tribunale dei minori di Trento ha confermato la decisione dei servizi sociali di togliere la bambina ad una madre troppo "povera". La donna, separata dal marito, ha avuto difficoltà economiche, tanto che è ospitata da una struttura: è stata "ritenuta immatura e fragile, persino incosciente per aver voluto affrontare una gravidanza contro ogni consiglio e con un lavoro precario e mal retribuito" (circa 500 euro al mese).

A me ha destanto ancora più rabbia pensare di vivere in un Paese dove ci sono tante persone in politica e non solo che si professano "paladini della vita", organizzano "crociate" contro l'aborto, si riempono la bocca con la parola "famiglia" e poi non fanno lo stesso per chiedere ai nostri governanti delle politiche serie per evitarli, gli aborti, comprese per l'appunto delle politiche per assistere le giovani madri in difficoltà economiche.

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La pillola
post pubblicato in Diario, il 31 luglio 2009


                                                 

E' la notizia del giorno. L'Agenzia del Farmaco ha finalmente consentito l'utilizzo in Italia della RU-486, meglio nota come "pillola abortiva", dopo cinque anni di estenutanti discussioni.

Eppure le
polemiche non si placano affatto. Il Vaticano ha reagito durissimamente, promettendo la scomunica a chiunque "prescriva, assuma o influisca in qualsiasi modo sull'iter" della pillola. Per il Movimento della Vita la pillola "banalizza" l'aborto. Per Isabella Bertolini, deputata PDL, "aumenta il rischio per la salute della donna", probabilmente riferendosi ai 29 casi di decesso che sono accaduti nel mondo, presenti anche in tante altre dichiarazioni contrarie, unitariamente alle dichiarazioni del tipo "non è vero che è indolore, comunque ci sono delle complicanze". Per il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ex radicale ora paladina "teocon", con la RU-486 si arriverebbe ad una sorta di "clandestinità legalizzata" dell'aborto, contraria allo spirito della legge 164 (quella sull'aborto). Gabriella Carlucci, deputata Pdl e vicepresidente Commissione Infanzia: "Legalizzato l'aborto fai da te". Gianluigi Gigli, responsabile Sanità dell'UDC: "E' un regalo alle multinazionali".

A me tutte queste dichiarazioni sanno di "oscurantismo". Per carità, sono legittime, come tutte le posizioni, d'altronde. Ma ciò non mi vieta di dire che sono assurde ed incomprensibili. Innanzitutto, chiariamo una cosa. Si può non essere d'accordo sull'aborto. Io stesso ho tantissimi dubbi in merito: per esempio non ho nulla contro la legge 194, anzi, meno male che c'è (e quanto c'è voluto!), ma fatico a ritenere l'aborto "un diritto", come molti fanno. C'è pur sempre una (potenziale) vita di un terzo soggetto. Quindi, personalmente ed al momento (vorrei proprio parlarne con qualcuno dei due "fronti", per chiarirmi le idee), lo ritengo una "concessione" per evitare una situazione peggiore (più aborti, e soprattutto clandestini). In ogni caso, l'obiettivo deve essere, almeno idealmente, quello di una società a "zero aborti". Ma questo non c'entra un'acca con l'introduzione della "pillola". RU o non RU, chi vuole abortire lo può fare lo stesso. Si tratta unicamente di introdurre un nuovo strumento per abortire, aggiuntivo a quelli già presenti. Quindi, risultano del tutto strumentali e incomprensibili le posizioni di chi è contrario a priori perchè è contario all'aborto. A meno di non voler fare delle riflessioni del tipo "Hanno voluto l'aborto? Bene, allora soffrano come cagne!", che è inutile commentare. Seguendo questa logica, inoltre, altro che pillola, dovremmo tornare direttamente ai ferri delle mammane.

Stessa identica logica andrebbe applicata ad una delle altre motivazioni contrarie, ovvero quella della presunta "banalizzazione" dell'aborto. Infatti, a parte il fatto che non vedo come una decisione come quella di abortire possa correre il rischio di assumere i toni della "banalità", allora anche i metodi attuali sarebbero "banalizzanti" rispetto ai cari vecchi ferri delle mammane (e scusate la ripetizione!). Per quanto riguarda invece i presunti "aumentati rischi per la salute delle donne", a parte il fatto che bisognerebbe mettersi d'accordo, perchè non si può contemporaneamente paventare rischi di banalizzazione e poi evocare una pericolosità maggiore, le ricerche scientifiche e l'utilizzo in tutti i Paesi d'Europa (l'Italia era assieme ad Irlanda e Polonia l'unica a non consentire l'uso della "pillola") dimostrano che tali rischi non esistono. I dolori simil-mestruativi conseguenti al suo utilizzo sono comunque inferiori ai metodi chirurgici tradizionali, così come sono minori le conseguenze psicologiche (minore degenza ospedaliera, niente stress da operazione). Ed è ridicolo chi parla di "29 morti": un numero insignificante per 20 anni di utilizzo in mezzo Mondo. Si vadano a leggere la letteratura sui casi di morte per infezione conseguenze ad intervento chirurgico abortivo, e poi parlino. Per chi invece parla di "aborto fai da te" e "clandestinità legalizzata", invece, si palesa una forte ignoranza, dato che la "pillola" rientra nei meccanismi della legge 194, dunque potrà essere assunta solo in ospedale, e sarà il medico a stabilire quando e come la donna potrà tornare a casa. Ridicolo, infine, chi parla di "regalo alle multinazionali" ... se dovessimo parlare di tutti i regali che vengono fatti alle multinazionali, l'elenco non finirebbe più. A cominciare dai recenti regali fatti alle "multinazionali" produttrici del Tamiflu. E poi le attuali tecniche abortive non prevedono forse l'utilizzo di anestetici ed altri strumenti medici? E non sono forse questi prodotti da multinazionali?

Quindi, cari amici "anti-abortisti", ascoltate un consiglio: invece di perdere tempo in incomprensibili battaglie, concentrate i vostri sforzi per chiedere legislazioni che eliminino le premesse sociali ed economiche dell'aborto. E' quella l'unica vera strada di successo per una società "senza aborto". Il resto è solo strumentalizzazione ed oscurantismo.

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Via libera alla pillola abortiva, una scelta di civiltà
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2008


                                                        

Sembra davvero fatta per la pillola abortiva. Dopo anni di polemiche e dibattiti, alla RU486 sarà probabilmente dato il via libera dall'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco, e "il Governo non potrà fermarla", ha dichiarato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day e accanita nemica della "pillola". E meno male.
 
Ma cos'è la RU486? E' un nuovo trattamento farmacologico che, rispetto ai metodi abortivi tradizionali, presenta numerosi vantaggi, per la salute (mentale e psichica) della donna e per le tasche dello Stato: richiede infatti un solo giorno di ricovero, non richiede interventi chirurgici, può essere utilizzata già nelle prime settimane di gravidanza, elimina molti dei possibili traumi dell'intervento chirugico (traumi dell'utero e del suo collo, rischi di sterilità e gravidanza extra-uterina, ma anche problemi psicologici). Maggiori informazioni qui.

Ebbene, nonostante ciò, il solito movimento vaticanista-teocon si è dichiarato contrario, ritardandone l'adozione in Italia. I motivi? Sarebbe pericolosa per la salute della donna, e pretesto prendono alcuni dati di decessi causati dalla pillola. Nessuno di loro però promuove un confronto con i metodi tradizionali, che causano molte più morti e molti più rischi rispetto alla pillola abortiva. Così come nessuno dice che su 27 paesi membri dell'Unione Europea solo in Italia, Portogallo e Irlanda non è ancora pienamente consentito l'uso della RU486.

E allora, da cristiano credente (ma cattolico sempre meno convinto viste le molte scelte sbagliate del Vaticano), saluto con felicità questa scelta. Perchè l'aborto è un dramma, e il "diritto" all'aborto è un tema su cui nessuno può dire di avere risposte certe: ma certamente dobbiamo difendere la legge 194 (modificabile, ma non verso il passato), che ha fortemente diminuito gli aborti, e questa pillola. Perchè nessuno che si definisce cristiano può fare ragionamenti del tipo: "Vogliono l'aborto? Allora soffrano come delle cagne". Perchè questo vuol dire, concettualmente, opporsi al progresso delle tecniche abortive.

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Proposte per l'Italia (5): Consentire l'uso della "pillola abortiva" (RU-486)
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2008


                                     


Torna "Proposte per l'Italia" con il suo quinto appuntamento, prendendo spunto da una notizia di oggi. La Federazione degli Ordini dei Medici si è infatti oggi espressa sulla questione della legge 194, tornata sul dibattito politico dopo la "moratoria anti-aborto" lanciata da Giuliano Ferrara. E da un forte supporto alla legge: "La legge 194, pur scontando ritardi e omissioni applicative, a distanza di 30 anni dimostra tutta la solidità e modernità del suo impianto tecnico-scientifico, giuridico e morale".  

Inoltre, la Federazione sottolinea come debba essere data piena attuazione alla legge 194, in tutte le sue parti: anche l'articolo 15, laddove raccomanda "l'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità psicofisica della donna e meno rischiose per l'interruzione di gravidanza". Il riferimento è alla pillola abortiva RU-486, che secondo la Federazione dovrebbe essere usata anche in Italia.

Ma che cos'è la RU-486? E' un pillola che, rispetto ai metodi abortivi tradizionali ha il vantaggio di non richiedere l'ospedalizzazione della donna, quindi non prevede intervento chirugico, provocando dunque minori traumi fisici e psicologici, nonchè minori costi per il servizio sanitario. Può essere usata entro 64 giorni dal concepimento: quindi, a differenza del comune metodo per "aspirazione", ha il vantaggio di poter essere usata nelle prime settimane di gravidanza. L'unico svantaggio è che il processo richiede 1-2 giorni per completarsi: a proposito, avviene tramite "sfaldamento" della mucosa uterina e del suo "contenuto" (è un po brutto dirlo così), come per le mestruazioni. (spiegazione più dettagliata qui, fonte: Wikipedia).

Non capisco cosa aspettiamo ancora. Dato che l'aborto è un dato di fatto, perchè non modernizzarlo, sostituendo il "metodo per aspirazione" con la "pillola abortiva", garantendo così meno rischi alla salute della donna? E invece no, perchè se non siamo gli ultimi in Europa anche in queste cose non siamo soddisfatti (tutti i Paesi della Comunità Europea adottano la RU-486, tranne Irlanda, Portogallo e, appunto, l'Italia).

Diritto alla vita. E diritto alla morte
post pubblicato in Diario, il 3 febbraio 2008


                  

"La vita deve essere tutelata e servita sempre, ancora più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale". Lo ha dichiarato Benedetto XVI nell'occasione della Giornata della Vita, promossa dalla Cei.

Le parole del Papa, tuttavia, arrivano in coincidenza con la diffusione del documento degli ospedali di 4 atenei romani, nel quale si dichiara che "un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio e assistito adeguatamente". Insomma il neonatologo deve rianimarlo, "anche se la madre è contraria, perchè prevale l'interesse del neonato". "Tuttavia, se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico".

Bene. Peccato che i cattedratici romani non pongano nessuna nuova questione: il codice deontologico, infatti, impone già ai medici di intervenire quando il neonato abortito è vitale. Quindi, un documento superfluo. Semmai, visti i progressi della medicina che permettono la sopravvivenza del feto anche prima dei 6 mesi previsti per l'aborto (in casi di malattie tipo sindrome di Down, negli altri casi il limite è di 3 mesi), si potrebbe abbassare il "tetto d'aborto" alla 22°settimana (ovvero 5 mesi), per evitare una vita d'inferno ai feti rianimati che dovessero sopravvivere . Ma questo assolutamente senza mettere in discussione i principi e la struttura della legge 194 sull'aborto
Papa Ratzinger ha dichiarato che "la misura della civiltà si vede dalla difesa della vita". Beh, si vede anche dal diritto all'autodeterminazione della donna. L'aborto è un diritto della donna, e non va toccato.

Ma l'appello del Papa, l'ennesimo, affronta anche un altro tema: quello della difesa della vita fino al suo "naturale tramonto". Ovvero, niente eutanasia. Quello della "dolce morte" è un tema alquanto controverso. Ma l'eutanasia non va assolutamente confuso con il "diritto al suicidio". Non si può concedere un simile diritto, quando il "suicidante" ha tutte le possibilità di vivere e soprattutto potrebbe non essere in possesso pieno delle proprie facoltà (nel senso che, superata la crisi, potrebbe pensare: meno male che non mi sono ucciso). Ma quando il "suicidante" è in pieno possesso delle proprie facoltà e non ha nessuna possibiità di tornare ad una vita dignitosa (o comunque una vita) e vive solo grazie alle macchine (e già questo farebbe pensare rispetto al "naturale tramonto"), perchè non dargli il diritto di togliersi la vita, se non può farlo?
Il riferimento, ovvio, è al caso Welby. Ecco, io non mi scandalizzerei se si desse il "diritto alla morte" alle persone nelle stesse condizioni di Welby.

La civiltà è anche riconoscere questi diritti.  

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