.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Non bastano i privilegi
post pubblicato in Diario, il 5 giugno 2008


                               
 
Siamo abituati alle uscite della Mussolini. Ma la nipote del Duce, parlamentare Pdl, ha sfiorato oggi il ridicolo. Anzi, direi che lo ha proprio oltrepassato.

E' successo che stamani i deputati hanno avuto assegnati ciascuno il loro posto: finora infatti c'era stata la tipica "anarchia" di inizio legislatura, un po' come nei primi giorni di scuola. Ebbene, alla Mussolini è capitato il posto in "piccionaia", ovvero in quell'ottantina di posti dell'ultima fila dell'emiciclo da sempre ritenuti "scomodi". Da lì infatti si vedrebbe poco bene, il banco sarebbe più stretto e le poltroncine sarebbero scomode. Così la Mussolini si è andata a sistemare nei banchi del governo, inscenando una plateale protesta: "Protesto, io mi siedo qua, lassù su quelle seggiole scomodissime ci vada qualcuno del governo...". E con lei si schiera un'altro parlamentare Pdl, Mario Pepe, che dichiara: "Lassu mi sembra di stare in Striscia di Gaza". Addirittura, Onorevole?

Presidente di turno della Camera era il collega di partito Maurizio Lupi, sconcertato, come tutti, dalla protesta. Il leader dell'Udc Casini ha sintetizzato: "Qui si sfiora il ridicolo". Già, perchè è davvero ridicolo che la Mussolini, nonostante tutti i privilegi di cui gode, si lamenti della sua postazione (dove tra l'altro si lavora "benissimo", come ha dichiarato lo stesso Lupi, anche lui in "piccionaia" alla scorsa legislatura). Cosa dovrebbero dire tutti i lavoratori che lavorano in postazioni molto più scomode e vengono pagati molto ma molto di meno senza alcun privilegio? Tra l'altro, poi, l'assegnazione dei posti avviene in maniera automatica: secondo una prassi, infatti, per ciascun gruppo parlamentare la prima fila spetta ai capigruppo, ai vice capigruppo e ai presidenti di Commissione, poi a seguire i vice delle Commissioni e i rispettivi capigruppo e poi in ordine alfabetico fino alle file più in alto.

"Nessuno si lamenta per i posti dal 1948", ha proseguito Casini nel suo battibecco con la Mussolini. In realtà ciò non è vero: nel 1976 i Radicali di Pannella "lottarono" con il PCI per ottenere i posti in piccionaia, in quanto quei posti avevano un significato "politico": sono quelli degli ultimi, quelli che fanno le battaglie. Ma evidentemente alla Mussolini interessa solo la poltrona. E bella comoda.

Che charm, che classe: la Mussolini e la Santanchè
post pubblicato in Diario, il 26 marzo 2008


               

Oggi un post frivolo (una volta tanto) sul battibecco fra le due "dure e pure" della destra italiana, Alessandra Mussolini e Daniela Santanchè. La prima, nota per essere nipote del Duce, la seconda, per essere frequentatrice del Billionaire e della vita mondana. Entrambe fortissimamente legati ai valori di destra e forse anche nostalgiche del fascismo, se la prima uscì da Alleanza Nazionale poichè Fini aveva definito il fascismo "male assoluto" (salvo poi ritornare da Fini e Berlusconi candidadosi alle politiche del 2008 nel Popolo delle Libertà) e se la seconda ha rinunciato alla poltrona sicura nel PDL pur di rappresentare quella destra che a suo dire non è rappresentata nel PDL (candidandosi premier con "La Destra" di Storace).
Ma ecco la cronaca del battibecco di oggi.

Santanchè: "Donne italiane, non date il voto a Silvio Berlusconi, perchè Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, mai verticali".

Mussolini: "La Santanchè, per decenza, è l'unica a non dover aprire bocca sull'argomento poichè rappresenta la perfetta incarnazione della donna politicamente orizzontale. Infatti, la sua storia politica è l'esempio contrario di quello che una donna deve fare per contribuire all'affermazione della democrazia paritaria. Nel partito dove è stata sino a qualche settimana fa la Santanchè, è sempre stata protetta a discapito del merito a partire dalla elezione in Parlamento, sempre avvenuta orizzontalmente grazie ad un posizionamento d'onore nel listino bloccato, l'ultima volta dietro a Fini. Oggi, ancora una volta orizzontalmente, in quanto scelta come candidato premier da un protettore politico, ha la pretesa di voler indicare alle donne chi meglio le rappresenta. Non sta certo a me difendere Berlusconi, del quale sono note la galanteria nonchè il rispetto delle donne in politica come nella società. Fossi in lei eviterei di cercare la polemica con lui su questo argomento: rischia il grottesco".

Santanchè: "Sarebbe fin troppo facile rispondere, ma per principio non polemizzo mai con le donne. Le Italiane sanno bene come Berlusconi consideri le donne e c'è tutta una pubblicistica a dimostrarlo. Quanto ad Alessandra Mussolini, credo che suo nonno, Benito, si rivolti nella tomba a vederla fare la valletta di chi ha definito il fascismo il male assoluto".

Mussolini: "Proprio stanotte ho sognato mio nonno Benito e mi ha detto cosa penso della Santanchè".

Santanchè: "Cara Alessandrra, ti rivelo io riservatamente cosa ti ha detto ieri notte nonno Benito in sogno: <<Mia amatissima nipotina, non dovevi essere proprio tu e non la Santanchè a ricordare agli Italiani, come ha fatto oggi a Napoli con la schiena dritta e il petto in fuori, che senza Mussolini non ci sarebbero stati il salario garantito, l'INPS, i diritti per le donne, Cinecittà, Marconi, Pirandello, D'Annunzio, la grande architettura e le grandi bonifiche? Ti perdono mia carissima Alessandra perchè non sai quello che fai e con chi stai anche perchè senza Mussolini neppure il tuo Fini sarebbe mai esistito politicamente>>. Con comprensione, tua Daniela".

A parte il fatto che nella foga di esaltare Mussolini la Santanchè si è dimenticata di inserire nell'elenco il lavaggio dei cervelli, l'eliminazione delle libertà civili, le leggi razziali, la guerra, penso che le donne italiane siano allibite all'idea che siano queste due a contendersi lo scettro di "rappresentante delle donne"...
Sfoglia maggio        luglio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca