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il blog di Francesco Zanfardino
Il consenso
post pubblicato in Diario, il 17 novembre 2010


"Alla luce delle politiche aziendali fin qui perseguite, esprimi fiducia nel direttore generale della Rai Mauro Masi"? Questa la, se vogliamo, banalissima domanda posta ai giornalisti RAI dalla loro organizzazione sindacale, l'Usigrai. Ebbene, dei 1878 aventi diritto ben 1.314 hanno votato NO e solo 77 sì (con 29 schede bianche e 18 nulle).

Ora: le capacità non si misurano dal consenso, o quantomeno non solo da quello. Ma una così schiacciante sfiducia da parte dei suoi dipendenti, che si unisce ai ripetuti schiaffi alle proprie politiche aziendali ricevuti dalla critica e soprattutto dal pubblico (che favoriscono le trasmissioni ostacolati da Masi) e ad una pressochè oggettiva supinità agli interessi berluscones, dovrebbe portare il dg Masi a dimettersi seduta stante. Perchè il consenso non è tutto, ma la RAI è pur sempre nel mercato e ha bisogno di manager capaci di puntare al massimo di servizio pubblico col massimo di ascolti, e non al minimo di tutti e due.

E poi l'esaltazione del "consenso" non è uno dei pilastri della cultura berlusconiana di cui Masi è fedele servitore?

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Santoro, vattene ...
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2010


Ho mandato la mia letterina a Masi, e vi invito a fare altrettanto. Sottolineando che un servizio pubblico degno di questo nome deve garantire la pluralità delle voci, non l'omologazione. Che un programma che fa costantemente il doppio degli ascolti di una media serata di RaiDue andrebbe trattato come una gallina dalle uova d'oro, anzichè ostacolato in tutti i modi. Che se c'è un problema di contradditorio non è nello studio di Santoro, ma in quelli del Tg1 di Minzolini (che tra l'altro gli ascolti li perde, lui). Insomma, che il problema della RAI, del servizio pubblico non è certo Santoro.

Il problema è una dirigenza asservita
, specialmente sotto l'egida berlusconiana. Asservita non alle logiche del mercato, e purtroppo nemmeno a quelle del servizio pubblico, ma a quelle degli uffici di propaganda del Governo. Questo non è servizio pubblico.

E forse, Santoro & Co, non è nemmeno il caso di continuare a lottare. Il vostro tentativo è lodevole, ma forse è arrivato il momento di prendersi quella milionaria liquidazione e reinvestirla. In una nuova televisione o, volando basso, perchè no, trasferendo armi, bagagli e 20% di ascolti nella La7 di Mentana, Gruber, Lerner, eccetera. Contro il duopolio, anzi contro l'omopolio (nel senso di "Raiset", intendiamoci). Si può fare, e forse ora si deve fare.

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Fatela finita
post pubblicato in Diario, il 23 settembre 2010


                                           

Passata la prima puntata di Annozero, traiamo un po' di somme. Mettiamo da parte le vicende interne a casa Santoro, costretto a lavorare nella TV pubblica in condizioni indegne di un Paese civile, persino contro tutte le leggi dello share (ad un programma che raddoppia l'audience di un canale viene data sempre carta bianca, e invece... ), e Santoro fa più che bene ad incazzarsi, anche se secondo me evitando tutta quell'anteprima polemica avrebbe dato una lezione di stile forse ancora più pesante delle accuse.

Resta un'infinito e paradossale dibattito sulla faccenda-Montecarlo, che è durato praticamente tutta la trasmissione, praticamente senza lasciare spazio ad altro ... e quindi come non essere d'accordo quell'operaio da Castellammare di Stabia che mostrava tutta la sua insofferenza davanti ad una classe politica, destra e sinistra, bloccata da due mesi su Montecarlo e Fini e che non si pone minimamente il problema di sforzarsi a risolvere il problema di tutti questi lavoratori che stanno perdendo o hanno già perduto il lavoro.

E' ora di finirla. Non perchè la faccenda Fini non sia importante, ma perchè non può essere l'unica priorità della politica in questo Paese. E il mio è anche un'appello a Fini e ai finiani: fatela finita anche voi, abbiate le palle una volta per tutte di mettere la parola fine ad un Governo che ritenete addirittura capace di dossierare contro la terza carica dello Stato. Non c'è "vincolo di programma" che tenga: come potete ritenere che possa ben governare un Governo che non pensa a risolvere i problemi dei suoi cittadini ma i problemi di uno solo e che perde il tempo ad incastrare gli alleati?

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"Nemmeno nello Zimbabwe"
post pubblicato in Diario, il 13 marzo 2010


                                                 

Così commenta ipocritamente Mauro Masi, piazzato come dg alla Rai proprio da Berlusconi, le pressioni ricevute dal premier per ridimensionare e chiudere i programmi "scomodi" della TV pubblica ("Annozero" di Santoro, ma anche "Parla con me" della Dandini), nelle intercettazioni rivelate dal quotidiano "Il fatto" nell'ambito delle indagini della procura di Trani. Intercettazioni nelle quali compare anche il nome del "fido" Minzolini, che mette a disposizione del premier il suo TG1.

E' vero, "nemmeno nello Zimbabwe ci si comporta così". Il fatto è che siamo in Italia, e se queste cose lasciano indifferenti l'opinione pubblica e le istituzioni, vuol dire che c'è un problema di democrazia. A meno di non voler usare lo Zimbabwe come modello di democrazia ...

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Rai Flop
post pubblicato in Diario, il 5 marzo 2010


                                                

Era prevedibile. Soppressi i grandi talk show come Annozero e Ballarò, la RAI perde ascolti (e guadagni) a favore di Mediaset: già dalla prima settimana di applicazione dell'assurdo "regolamento bavaglio", si può notare come Rai Due il giovedì sera dimezzi lo share, passando dal 19% di Annozero del 25 Febbraio (nonostante la partita della Juve) al 9% del 4 Marzo con "La carica dei 101". Idem per RaiTre, che passa dal 15% di Ballarò del 23 Febbraio (Rai-Mediaset: 42% a 38%) all'8% del simbolico documentario "La Grande Storia - Dittatura" del 2 Marzo (Rai-Mediaset: 40% a 44%).

Era prevedibile, dicevamo. I dirigenti RAI sapevano benissimo che Floris e Santoro "tirano" gli ascolti, oltre a fare un ottimo servizio pubblico, ancora più importante in campagna elettorale. Il problema è che era anche evitabile. La legge sulla par condicio non è cambiata rispetto agli anni scorsi, nei quali i talk-show sono doverosamente andati in onda. Inoltre, si poteva mandarli in onda senza politici. Invece si è scelta la strada più comoda ... a Mediaset e al PDL. A Berlusconi, insomma.

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Tabù pericolosi
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2010


                                             

Contrariamente a quanto sostenuto da Carlo Giovanardi, voglio fortemente ringraziare Michele Santoro ed Annozero per aver finalmente affrontato in TV, senza tabù obsoleti, il tema della droga e del disagio giovanile ad esso connesso. Si potrà magari contestare ciò che gli ospiti hanno detto, ma non che il tema è stato affrontato: c'è chi preferisce far finta che il problema non esiste, ma ignorare i problemi è il miglior modo per aggravarli.

Entrando nel merito della trasmissione, equlibrata come al solito, con tutti i punti di vista trattati con la stessa dignità, e con la novità di una discussione pacata e comprensibile (non c'erano politici, d'altronde... ), è stato importante dar voce anche a chi non si piega alle opposte retoriche proibizioniste e antiproibizioniste, ma che semplicemente vuole agire di buon senso in un tema così delicato. Non esiste un diritto a "farsi una canna", in nessun caso, perchè anche le "canne" sono nocive e stupefacenti; ma non si può nemmeno continuare ad ignorare che ormai chi vuole farsela, di qualunque età, non ha alcun problema a procurarsele. Statalizzare il consumo di droghe "leggere", dunque, non potrebbe aggravare una situazione già pesantemente compromessa, e se supportato da una buona strategia può essere il più efficace degli strumenti di lotta alle droghe. Sottrarebbe enormi incassi alla criminalità organizzata, trasferendoli invece allo Stato, che potrebbe così investirli proprio in prevenzione e in lotta ai traffici di droghe; ma soprattutto farebbe emergere il fenomeno dall'ipocrita clandestinità nella quale si cerca oggi di relegarlo, con tutti i benefici che ne derivano: innanzitutto, la possibilità di "monitorare" il fenomeno, e quindi di poter introdurre una serie di controlli che il far-west attuale non consente; aumenterebbe inoltre  l'informazione e la consapevolezza della pericolosità delle sostanze, come accaduto in questi anni con il fumo; eliminerebbe i rischi connessi alla "qualità" delle sostanze "spacciate" attualmente dalla malavita. E, magari, potrebbe evitare il passaggio alle "droghe pesanti" incentivato dall'attuale sistema basato sulla malavita, interessata a che ciò avvenga, e dalla falsa pretesa di mettere allo stesso livello tutte le droghe (finendo per far passare il messaggio che, se una "canna" apparentemente non fa tanto male, nemmeno la cocaina deve farlo).

Insomma, legalizzare per combattere. Forse è una strada sbagliata, ma far finta di nulla lo è sicuramente.

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Se questa è par condicio
post pubblicato in Diario, il 11 febbraio 2010


                                                 

I Radicali, come qualcuno di voi saprà, li apprezzo molto. Sono probabilmente l'unico partito italiano a fare politica sulle questioni di principio e non sulla convenienza elettorale o personale. Ed è grazie a questo, alle loro battaglie, che noi Italiani abbiamo ottenuto dei diritti che incredibilmente non avevamo; ed è grazie ai Radicali se la politica Italiana, ogni tanto, fa qualche bella figura all'estero.

Tuttavia, questo loro attivismo sulle "questioni di principio" presenta anche i suoi lati negativi: se portato alle estreme conseguenze, questo può produrre conseguenze controproducenti (motivo per il quale non voto Radicale, almeno finchè ci saranno alternative migliori). Come sulle questioni della Giustizia, dove la giusta difesa dei diritti della difesa li portà però ad approvare o astenersi persino su leggi, come quelle berlusconiane, che fanno il male della Giustizia. O, per fare un esempio più banale, sul "rispetto delle regole" sono riusciti a votare a favore di Villari come Presidente della Vigilanza RAI pur di far eleggere un Presidente perchè, come invece giustamente lamentavano da tempo, era una carica istituzionale vacante da troppo tempo. 

E, a proposito di RAI, è il caso della polemica scoppiata in questi giorni sul nuovo regolamento RAI sulla par condicio, votato dalla rappresentanza del centrodestra in Commissione di Vigilanza su proposta proprio del radicale Marco Beltrandi. Fermare per un mese le trasmissioni di approfondimento come Annozero, Ballarò e Porta a Porta, a meno che non si trasformino in tribune elettorali (che senso avrebbe?), facendo un enrome danno all'informazione, pur di far rispettare alle estreme conseguenze la "par condicio" è una insensatezza colossale. Sia perchè è inopportuno equiparare le "trasmissioni di approfondimento" alla "comunicazione politica", non perchè siano due cose totalmente separate, ma perchè richiedono un rispetto della parità politica certamente diverso; sia perchè il buon senso, e le multe dell'Agcom, hanno sempre spinto i conduttori in periodo elettorale a riequilibrare le presenze politiche in favore dei partiti minori, senza ovviamente mai arrivare all'insensata uguaglianza che ha senso solo per le tribune elettorali (e, anche su quelle, avrei qualcosa da ridire). Ma soprattutto perchè, viste queste premesse, è fin troppo controproducente, in nome di un presunto rispetto delle regole, sacrificare di fatto tutte le trasmissioni di approfondimento.

Non è difficile, d'altronde, capire perchè il centrodestra ha votato a favore di questo provvedimento, nonostante da anni inveisca contro l'insensatezza della par condicio (per motivazioni del tutto opposte alle mie, ovviamente): il regolamento gli consente di far fuori le popolari trasmissioni "scomode" proprio nel momento clou della campagna elettorale, e contemporaneamente gli consente di rafforzare la propria volontà di distruggere la par condicio (con la scusa dell'"avete visto cosa capita a difendere la par condicio"?). Il tutto in un contesto di conflitto di interesse sull'informazione enorme (tra l'altro, Matrix e le trasmissioni di Mediaset non saranno toccate, perchè la norma non si applica alle tv private) e con una situazione dei TG, a cominciare da quelli RAI, vergognosa.

Era proprio necessario, caro Beltrandi?

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L'alternativa
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2009


                                                 

Devo ammettere che guardare lo scontro Bersani-Tremonti ad AnnoZero è stata una vera goduria. Quei due che si ribattevano l'un l'altro, cercando vicendovolmente di fregarsi, ma senza mai scadere nell'offesa, sono stati un vero spettacolo.

Però, c'è da dirlo, il vincitore del duello, purtroppo, sembra essere stato Tremonti. Per quanto Bersani sia riuscito, insieme ad altri ospiti della serata, a smontare tutta la propaganda fatta dai berluscones sull'Italia "uscita meglio di altri dalla crisi", e a sottolineare che il Governo ben poco abbia fatto per fronteggiare la crisi, il neo-segretario del PD si è però fatto mettere sotto su un punto cruciale, tra l'altro a lui tanto caro: la capacità di essere alternativa.

Quando il Ministro dell'Economia si è trovato in difficoltà, infatti, si è giustamente difeso passando al contrattacco: voi che fate tanto i soloni, che cosa proponete di alternativo a quello che facciamo noi contro la crisi?". E lì lo spettacolo, al negativo, lo ha fatto Bersani, cercando in tutti i modi di evitare la risposta, con Tremonti che però implacabilmente gli chiedeva una risposta chiara, dicendo cosa fare e con quali soldi. Alla fine, l'ex Ministro dello Sviluppo si è limitato a proporre una manovra da 6-7 miliardi di euro (senza tra l'altro nemmeno specificare in cosa spenderli), coprendoli con dei "sacrifici" (tasse, avranno pensato gli Italiani; aumento del debito, forse voleva dire Bersani) che il Governo avrebbe potuto chiedere col sostegno dell'opposizione, e magari aumentando la fedeltà fiscale, ripristinando le norme anti-evasione volute da Prodi e cancellate da Tremonti. Insomma, un disastro su tutti i fronti: non ha fatto capire cosa vuole, ma in compenso ha fatto capire che non aveva idea di come finanziarlo ed ha addirittura fatto pensare che voleva aumentare le tasse.

E quindi, dicevo, Bersani ha perso. Perchè gli elettori di Berlusconi, magari, puoi anche convincerli del fatto che il centrodestra governa male, ma se non riesci a porti anche (e sottolineo "anche") come concreta e visibile alternativa, continueranno in gran parte a votarlo ("tanto non cambia nulla, forse ancora peggio, tanto vale votare zio Silvio che almeno è simpatico"). D'altronde, è il concetto che più volte Bersani e i suoi hanno ribadito in campagna congressuale, come critica alle gestioni Veltro-Dariste, accusate di pensare troppo all'immagine e all'antiberlusconismo senza porre un'alternativa; e la prima iniziativa del "suo" PD, infatti, sono le "1000 piazze per l'alternativa". E allora, caro Pierluigi, forse sarà troppo presto per giudicarti, ma se il buon giorno si vede dal mattino, con te non è che sia cambiato molto ... e non vorrei che "l'alternativa" sia, invece che fatta di proposte per cambiare l'Italia, fatte di meri giochi di alleanze (e di potere). Oltre che del riciclo perenne di una classe dirigente del centrosinistra che magari cambia nelle facce, ma nella sostanza è la stessa classe dirigente fallimentare di questi quindici anni. In effetti, non dovrei meravigliarmi dell'incapacità di Bersani ...

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Poi dicono
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2009


                                               

Poi dicono che si parla sempre delle stesse cose.

Sarà, magari, anche colpa di un Governo che, spalleggiato dal non proprio imparziale presidente Schifani, si permette di scavalcare il Parlamento e le sue commissioni di garanzia pur di tentare l'ennesimo abuso del potere sulla trasmissione di Santoro, con un'istruttoria fuori da ogni norma, anche quelle di buon senso, e soprattutto fuori dalla realtà (vorrei tanto capire in cosa la puntata di Annozero abbia "sgarrato" dall'essere servizio pubblico).

Sarà, magari, anche colpa di un centrodestra e dei suoi lacchè che non trovano niente di meglio di lanciare campagne mediatiche per l'evasione del canone Rai, dal pulpito di giornali che ambiscono a rappresentare "la maggioranza degli Italiani" e di trasmissioni gossipare che però non mancano mai di fare lodi al Governo e discrediti all'opposizione. Senza ovviamente dire però che Annozero si ripaga ampiamente da solo con la pubblicità che ottiene grazie ai suoi grandi ascolti.

Ed è proprio qui il punto. La "scandalosa" puntata di Annozero ha totalizzato il 23% di ascolti, contro la media del 10% delle prime serate di Rai Due. Tutto il resto dovrebbe essere noia in un Paese normale ... ma siamo in Italia.

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Annozero
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2009


                                                  

Quando il protagonista è Michele Santoro, le polemiche sono immancabili. Qualcuno addirittura pensa che le monti apposta per dare visibilità ai suoi programmi. Se fosse vero, non sarebbe il primo ... ma le polemiche che ha portato avanti in queste ultime settimane sono sacrosante.

Si può sostenere quel che si vuole, infatti, ma non si possono negare i fatti: AnnoZero parte domani e non c'è stato nemmeno uno spot che ne annunciasse l'inizio. AnnoZero parte domani e le troupe sono state messe a disposizione l'altroieri. AnnoZero parte domani e il contratto di Marco Travaglio deve ancora arrivare (mentre altri contratti sono arrivati solo qualche giorno fa). E questo nonostante AnnoZero sia una delle punte di diamante di RaiDuecon il suo share medio del 18% (il giovedì, quando va in onda, è infatti l'unico giorno nel quale RaiDue nel prime time va ben oltre il 10%), e che sia una trasmissione che si ripaga da sola, proprio grazie alla pubblicità ottenuta con i grandi ascolti.

Invece, tutti i dirigenti della RAI sembrano fare a gara a chi dimostra più insofferenza nei confronti della loro gallina dalle uova d'oro. D'altronde, il neo-direttore di RaiDue Liofredi, di fresca nomina berlusconiana, lo ha detto chiaramente nella conferenza stampa di presentazione (fatta due giorni prima dell'inizio del programma!): "Di AnnoZero ne farei a meno. Preferirei un bel confronto politico". Sono le nuove regole del mercato: non contano gli ascolti, conta ciò che vuole il Padrone. Che, guarda caso, è anche proprietario della concorrenza. Auguri.

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Servizietto pubblico
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2009


                                                

La "normalizzazione" della RAI non sembra avere fine. Mentre continua lo squallido gioco di nomi per i futuri dirigenti (e soprattutto la futura linea) di RaiTre, nonostante l'era Ruffini-DiBella sia stata caratterizzata da aumenti di ascolti per la terza rete e per il Tg3, e a pochi giorni di distanza dalla notizia della copertura legale tolta ai giornalisti di Report, altre grane in arrivo per i pochi spazi di vera informazione del servizio pubblico.

Innanzitutto Michele Santoro che, dopo aver lamentato il mancato rinnovo dei contratti che molti suoi collaboratori devono ancora ricevere, e l'ipotesi quantomeno fantasiosa, e ancora non del tutto smentita, di affiancare a Travaglio un editorialista di destra, continua a battagliare con la dirigenza RAI per mandare in onda gli spot della sua trasmissione, che comincerà (?) il 24 Settembre ma della quale non si è vista ancora traccia, a 10 giorni dalla prima puntata, sulla pubblicità RAI. Nonostante sulla Rete siano diventati un successone.

Ma la faccenda più incredibile è quella che riguarda il rinvio di Ballarò. La trasmissione condotta da Giovanni Floris sarebbe dovuta partire questo Martedì, ma la dirigenza RAI ha ben pensato di spostare a data da destinarsi il peraltro annunciatissimo avvio della nuova stagione, pur di concentrare l'attenzione sullo speciale prima serata di Porta a Porta dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi (di Onna, in particolare). Un vero e proprio "evento", secondo il dg Masi, ma che invece avrebbe tranquillamente potuto andare in seconda serata. Anche perchè si tratta delle prime case consegnate, non del "entro Settembre nessuno in tenda" promesso qualche tempo fa da Re Silvio. Evidentemente Palazzo Grazioli aveva espresso la necessità di mascherare le promesse non mantenute con uno show mediatico dai grandi ascolti tutto incentrato a far di una pagliuzza l'intero granaio. E i fidi Masi e Vespa hanno subito supinamente acconsentito.

Si tratta palesemente di una spudorata mossa indegna di un servizio pubblico degno di questo nome, perpetrato da dirigenti RAI che non anno altra premura che quella di offrire un "servizietto pubblico" al Premier e alla sua propaganda politica. Un motivo in più per aderire il più possibile alla manifestazione del 19 Settembre per la libertà d'informazione in Italia. Anzi, per un'informazione che non dimentichi la sua dignità.

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I due comici
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2009


       Questa in particolare è la vignetta citata da Masi nella lettera in cui spiega i motivi della sospensione di Vauro (Dal sito www.vauro.net)
 
Alla fine il nuovo "editto bulgaro" è arrivato. Un "edittino", a dire il vero, in quanto stavolta è solo una, e non tre, la persona invisa a Berlusconi & Co allontanata dalla RAI: ovvero il vignettista Vauro, che ogni giovedì concludeva con le sue vignette satiriche le puntate di Annozero, la trasmissione "polemista" condotta da Santoro, anch'essa punita dai vertici RAI a dover "riequilibrare", nella prossima puntata, i servizi informativi sulla faccenda dell'Abruzzo.

Le sanzioni arrivano dopo le polemiche innescate dal centrodestra in merito proprio alla puntata di Giovedì 9 sul terremoto. Già ne ho parlato pochi giorni fa, dunque non mi ripeto, se non per ribadire che, pur non condividendo l'impostazione diciamo "politica" di Annozero, perchè fa quasi sembrare che la politica faccia tutta schifo, che quasi non ci sia differenza fra il tanto criticato Berlusconi e il centrosinistra, che non abbia mai speso una parola positiva per Berlusconi anche quando (occasioni rare, ma capitano...) la si poteva spendere, eccetera, di trasmissioni come Annozero ci sarebbe più bisogno in Italia. Perchè, a fronte di tante trasmissioni di "approfondimento" che definire "giornalistiche" è un insulto al giornalismo, tanto sono prone a Berlusconi e al potere in generale, Annozero è l'unica trasmissione, a parte l'ottimo Report (che però non lo si fila nessuno, purtroppo), che rompe le scatole davvero a tutti, compreso il PD (anzi, negli ultimi tempi, ed immeritatamente, forse pure di più), mettendo in luce tante cose che tutti gli altri circuiti mediatici non osano dire per paura di infastidire qualcuno. Forse gli unici che si salvano da Annozero sono quelli dell'Italia dei Valori (ed è questo infatti secondo me l'unico vero limite della trasmissione: perchè certo l'IDV non è immune da ciò che Annozero tanto critica, anzi). E per questo Annozero è tanto criticato, accusato di "comunismo", "volgare", "denigratorio", bla bla bla, dal centrodestra, e a malapena tollerato, se non criticato, da certi settori delle opposizioni (l'Udc di Casini, ma anche molti dei "dalemiani" e  dei "centristi" del PD, quelli sì davvero ben poco differenti dal pensiero berlusconiano, a differenza di chi guida e ha guidato il PD finora). Dimenticandosi ovviamente che l'unico limite alla libertà di espressione è la menzogna, e proprio Annozero di bugie non le ha mai dette, a differenza di molte altre trasmissioni che la documentazione giornalistica non sanno manco dove stia di casa.

Ma, al di là di questo discorso generale, la cosa più assurda sta proprio nella motivazione della sospensione di Vauro. Il dg della Rai Mauro Masi (appena nominato e membro del Governo: un politico espressione diretta, direttissima, del Governo a gestire tre televisioni pubbliche. Poi dicono che il conflitto d'interessi è un invenzione) ha infatti motivato la sospensione dicendo che una delle sue vignette era offensiva verso la sensibilità dei terremotati. Per precisione, quella con scritto: "Aumento delle cubature? Dei cimiteri!" con un uomo sconsolato davanti alle bare e al crollo della propria casa. Cosa ci sia di offensivo in questa vignetta, penso non sia chiaro nemmeno a voi: anzi, la vignetta mette in risalto come fino a poco tempo fa si sognava di allargare la casa con la liberalizzazione di Berlusconi, e ora invece ci si ritrova senza case e con i cimiteri allargati. Sottilmente,  probabilmente la vignetta poneva anche l'attenzione sul fatto che il "piano casa" non prevedeva il rispetto delle norme antisismiche. D'altronde, nelle polemiche post-trasmissione Vauro non era nemmeno stato citato. Però Masi lo ha sospeso lo stesso.

Poi non si capisce perchè si colpisce Vauro e non quel comico che davvero ha offeso la sensibilità dei terremotati, paragonando le loro condizioni ad un "campeggio". Cosa che ha fatto indignare tutto il mondo, finendo sulle prime pagine di tutti i giornali esteri, ma non nei ciricuiti medidatici italiani che l'hanno censurata. Ah, ma già, "quel" comico non è un comico qualsiasi, è il Presidente del Consiglio.

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