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il blog di Francesco Zanfardino
Il premio
post pubblicato in Diario, il 30 gennaio 2010


                                                    

Berlusconi ha deciso: ancora uno. Ovvero arriva l'ennesimo ministero: sarebbe il ventiquattresimo, a solo uno di distanza dai tanto vituperati  e pletorici 25 ministri di Prodi. Stavolta l'assegnatario della promozione è il Guido Bertolaso, già sottosegretario all'emergenza rifiuti, ai "grandi eventi" e alla Protezione Civile, ma soprattutto uomo-factotum del Governo Berlusconi.

Secondo il Premier, infatti, farlo ministro "è il minimo che possiamo fare dopo l'exploit straordinario che abbiamo visto in questi mesi". Bè, conoscete la mia opinione sui presunti "miracoli" di San Bertolaso, ma mi duole sottolineare ancora una volta che mentre San Silvio e San Guido si lodavano l'un l'altro a L'Aquila, secondo i dati della stessa Protezione Civile ancora 10mila sfollati su 25mila non hanno la "casetta" promessa, nonostante i trionfalismi attuali e le promesse dispensate a piene mani (e a piene televisioni) negli scorsi mesi sul "case per tutti" entro Dicembre scorso.

Evidentemente quei 10mila Aquilani non faranno parte della "gente che ama": lo fanno apposta a non prendersi le case allestite prontamente con un "exploit" dal Governo, pur di dare notizie negative ai giornali "fabbriche di odio".

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Tragedia annunciata
post pubblicato in Diario, il 29 aprile 2009


                                               

La Regione che insabbia. Il giornalismo, che fa il suo mestiere (cosa rara di questi tempi), che ritrova. E così si scopre che nel 2006 uno studio commissionato dalla Regione Abruzzo evidenziò già all'epoca che 137 edifici de L'Aquila erano a rischio crollo, tra cui i simboli di questa tragedia, la Casa dello Studente e l'Ospedale.

Oddio, c'è da dire che altri palazzi simbolo, come il Palazzo del Governo e la Prefettura, erano stati giudicati "a posto". Ma comunque 137 edifici no: e molti di questi sono crollati o hanno subito danni gravi. Ma non s'è fatto nulla: anzi, si è preferito insabbiare, evidentemente per rifuggire dalle responsabilità.

Questo è solo una parte del marciume politico ed imprenditoriale che ha comportato l'immane tragedia. Tante sono le responsabilità. Ma da qualche parte bisognerà pur cominciare: e da chi, se non da chi in teoria, di qualunque colore politico, dovrebbe tutelare la "cosa pubblica"?

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Impre-giro
post pubblicato in Diario, il 9 aprile 2009


                                              

In questi giorni si sente spesso ripetere da tutti, e anche da esponenti del centrodestra e del Governo, che chi ha costruito con la "ricotta" gli edifici che non dovevano crollare in Abruzzo, a cominciare dall'Ospedale, dalla Prefettura e dalla Casa delle Studente (strutture pubbliche, ricordiamolo, e che in teoria dovrebbero rimanere in piedi in queste calamità, come fulcro delle operazioni di emergenza, e invece sono state le prime a crollare o comunque a rovinarsi irreparabilmente), dovrà pagare

Qualcuno dovrà allora dire a chi di dovere che la ditta che si è occupata dell'Ospedale dell'Aquila è l'Impregilo. Tra l'altro moltiplicandone per nove i costi. Sì, proprio l'impresa di costruttori che allora apparteneva alla galassa Fiat e si chiamava Cogefar, e che piano piano si è costruita un impero, fino a diventare aggiudicatrice pressochè unica di tutte le "Grandi Opere" di questo Paese. Peccato che nel frattempo l'Impregilo abbia anche creato disastri, avendo grandi responsabilità nell'emergenza rifiuti in Campania (era diventata, tramite una sua controllata, la Fibe, gestore unico dell'intero ciclo dei rifiuti in Campania, comprese le discariche, Cdr e termovalorizzatori, e per contratto avrebbe dovuto smaltire tutti i rifiuti, cosa che evidentemente non ha fatto; inoltre, è anche costruttrice del termovalorizzatore di Acerra, da costruire entro il 2003 e terminato solo nel 2009; di fatti, vari vertici dell'Impregilo sono indagati nell'inchiesta sui rifiuti). Ma l'Impregilo è anche l'impresa che si è aggiudicata i lavori della Salerno-Reggio, e ne sta ritardando i lavori di altri tre anni (concessione appena richiesta), per il momento. E questi sono solo i due esempi più clamorosi dello "stile" di lavoro dell'Impregilo.

Stile che verrà a breve applicato anche al Ponte sullo Stretto, di cui ha vinto l'appalto, e alle centrali nucleari che eventualmente verranno, dato che l'Impregilo con il benestare di Berlusconi sembra essere l'unica a potersele accaparrare (almeno per la parte italiana). A meno che al Governo Berlusconi non venga un sussulto di dignità e imposti regole più rigide per partecipare agli appalti, e regole migliori per gli appalti stessi, che impediscano il formarsi di monopoli e di gare i cui vincitori sono già conosciuti.

Ma i visti i legami a doppio, triplo, plurimo filo fra l'Impregilo e Berlusconi stesso (che tra l'altro ha anche accusato i magistrati che indagavano Impregilo sulla Bologna-Firenze - "la magistratura è una metastasi" - e sull'affaire-rifiuti - "uomini di Impregilo sono stati veri eroi che qualcuno ha cercato di ostacolare") dubito si faccia qualcosa. La legalità non porta abbastanza voti, in questo Paese. O comunque mai quanto gli interessi dei gruppi di potere.

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