.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Libera informazione in libero stato ... perchè no?
post pubblicato in Diario, il 24 aprile 2008


                       

Domani è il 25 Aprile, la festa della Liberazione dal nazi-fascismo. Data che Beppe Grillo ha scelto simbolicamente per la raccolta firme dei suoi tre referendum per una "libera informazione in libero Stato", ovvero un'informazione libera dal duopolio "partiti-Mediaset". Ecco i tre referendum:

1 - Abolizione dell'Ordine dei Giornalisti;
2 - Abolizione del finanziamento pubblico all'editoria;
3 - Abolizione della Legge Gasparri.

Chi segue questo blog conosce la mia opinione su Grillo. Un'opinione prevalentemente negativa, a causa del qualunquismo di Grillo, aggravata dal suo invito all'astensione. Tuttavia, non sono certo io a commettere il suo errore, ovvero generalizzare, e Grillo a volte dice cose giuste. E non nascondo che, ove si dovessero svolgere, potrei dare il mio sì ai referendum.

Sicuramente al terzo. La legge Gasparri va assolutamente rivista, ed altronde ce lo impone tassativamente la UE, pena una costosa multa. Infatti, secondo la Corte Europea la legge Gasparri "non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi" e "non ha criteri di selezione obiettivi e trasparenti" (insomma, una legge ad uso e consumo del duopolio "Rai-Set").

Quasi sicuramente anche al secondo. L'articolo 21 della Costituzione recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e qualsiasi altro mezzo di diffusione". Dunque, non ha senso un Albo dei giornalisti. Perchè una persona deve essere iscritta ad un Albo per scrivere su un giornale? Certo, non deve scrivere con i piedi, ma se è in grado di farlo, perchè deve essere iscritto ad un Albo? L'Albo va eliminato, sperando che con esso scompaia anche il corporativismo che domina il giornalismo.

Ho qualche dubbio sul primo. Indubbiamente è indecente che paghiamo milioni e milioni di euro per finanziare giornali come "Il Giornale" o "Il Foglio". Però ho paura che il finanziamento pubblico venga poi sostiuito da finanziamenti privati, con altrettanti spiacevoli effetti sull'obiettività dell'informazione. Dunque, personalmente sarei per una revisione del finanziamento pubblico, non per l'abolizione.

Ecco dunque la mia opione. Per maggiori informazioni sull'evento, ovviamente visitate il sito www.beppegrillo.it.
"Com'è ridicolo Vittorio Feltri"
post pubblicato in Diario, il 18 aprile 2008


                       

Quando ho letto questa notizia mi sembrava davvero incredibile. Mai avrei pensato che il giornalismo (si fa per dire) si potesse abbassare a simili livelli.

Quella che vedete in allegato (cliccateci su per vedere meglio) non è una prima pagina ritoccata, è proprio quella vera di "Libero", il quotidiano libero e indipendente (seh.....) diretto da Vittorio Feltri. Nella foto sbattuta in prima pagina c'è un uomo, un accompagnatore di Miuccia Prada, definita da Feltri "icona chic dei progressisti", che sale su un aereo salendo sulle spalle della sua guardia del corpo. Secondo Feltri, "la fotografia vale più di qualsiasi saggio (politologico e sociologico) spiegando perfettamente cosa sia la Sinistra e perchè ha perso le elezioni". Nemmeno una mente delirante poteva associare le due cose. Inoltre, Feltri parlava di quel "poveraccio, un essere umano ridotto peggio che in schiavitù e usato come cosa dove mettere i piedi da una persona incurante dell'umiliazione che gli infligge". E così via.

Arriva la smentita di Patrizio Bertelli, patron di Prada, che parla di uno "scherzo tra vecchi amici". Cosa confermata da una lettera di precisazione degli stessi protagonisti del "misfatto", compreso il "poveraccio": "era un gioco tra uomini che scherzavano vantandosi della rispettiva forma fisica, tanto da mettersi l'uno, a fare le flessioni proprio ai piedi della scaletta e l'altro, ad appoggiargli il piede sulla schiena". D'altronde, si vede chiaro dalla foto che il "poveraccio" era in "assetto da flessione".

Voi direte: Feltri si sarà sicuramente scusato. E invece no. "Personalmente, non ho nulla da scusarmi con Miuccia Prada".

No, Feltri, non ha nulla da scusarsi. D'altronde, inventarsi una balla clamorosa, infangare delle persone chiamandole "disumane" e "nuovi negrieri", mettere in relazione queste cose con la sinistra e con una sconfitta alle elezioni, non sono cose di cui scusarsi.

Di fronte a questo scempio del giornalismo, viene da chiedersi se non ha ragione Beppe Grillo a volere elimanare il finanziamento pubblico ai giornali. Pensare che noi paghiamo più di 5 milioni di euro all'anno per finanziare questo giornale ridicolo.
Sfoglia marzo        maggio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca