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il blog di Francesco Zanfardino
Possono dire quel che vogliono ...
post pubblicato in Diario, il 22 ottobre 2010


... ma, con la ri-nomina di Guido Bertolaso a commissario "di fatto" della ennesima emergenza rifiuti in Campania, Berlusconi e soci hanno ammesso il loro fallimento nella risoluzione dell'emergenza che, in realtà, non era mai stata risolta (e comunque, quel poco che hanno fatto, è ben poco merito loro). Quello che, nel mio piccolo, vado dicendo in questo blog da quando questa faccenda è iniziata, nel pressochè totale silenzio dell'informazione titolata e dell'opposizione politica.

Ovviamente, i berluscones cercheranno in tutti i modi, con tutte le scuse di far sembrare il contrario. E magari ci riusciranno, avendo in mano la maggior parte dei mezzi di comunicazione, e a fronteggiarli un'opposizione fin troppo corretta. Ma la verità è questa, e la verità non muore mai. Si tratta solo di tempo, e chi ha fatto "il gallo sulla monnezza" morirà di monnezza.

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Quello che non torna
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2010


                                           

Non avevo ancora commentato il ritorno della monnezza nelle strade di Napoli e dintorni, dato che, come sapranno i miei ventiquattro lettori assidui, l'avevo ampiamente previsto e ribadito proprio poche settimane prima che scoppiasse questa ennesima crisi. Anzi, come scrivevo in quell'articolo, queste sono solo le avvisaglie di una crisi ben più grave, una vera e propria nuova emergenza rifiuti che scoppierà in Campania fra pochissimi mesi, se nel frattempo il Governo non interverrà con misure straordinarie quale l'apertura di discariche "provvisorie" e l'ampliamento delle discariche esistenti: misure che stanno scatenando e scateneranno, e giustamente, le proteste dei cittadini. Tanto che alla fine, per quietarle, si tornerà di sicuro ad inviare treni di rifiuti fuori Regione, giusto per tamponare un po', e magari scegliendo anche di utilizzare il sito di San Tammaro per i nuovi rifiuti e non per stoccarvi le "ecoballe" accumulate negli oltre dieci anni di emergenza. E sperando che il termovalorizzatore di Acerra torni al più presto a funzionare completamente, e non solo con una linea su tre.

Ma, in ogni caso, lo "showdown" dell'emergenza accadrà presto. E sarà la prova definitiva di quello che dovrebbe già essere evidente a tutti, ovvero il fallimento dell'operazione politico-mediatica messa in campo dal Governo Berlusconi sulla monnezza in Campania. E la gente farà bene, anzi benissimo a protestare, perchè il Governo ha avuto due anni di tempo a disposizione, dopo il superamento dell'emergenza di inizio 2008, per fornire una soluzione definitiva al problema dei rifiuti in Campania. E invece no: si è voluto puntare tutto sulle discariche e sugli inceneritori, risultando ora insufficienti sia le prime che i secondi, dopo aver fatto credere che tutto fosse stato risolto.

Urge invece una soluzione strutturale al problema rifiutiA dire il vero, una soluzione potrebbe esserla proprio la costruzione dei cinque inceneritori inizialmente previsti dal piano Bertolaso, che a pieno regime diminuirebbero decisamente il numero delle discariche necessarie. Ma si tratta di una soluzione primordiale ("bruciamo tutto") e dai non ancora del tutto accertati rischi per la salute (anche se a tutti gli oppositori degli inceneritori consiglierei di concentrarsi sui "roghi tossici" che ogni giorno insozzano l'aria della Campania, e che sono sicuramente molto peggio dei fumi degli inceneritori). Ma la vera innovazione sarebbe puntare tutto su una raccolta differenziata di qualità, obbligatoria per tutti i Comuni e che sia capace di coinvolgere i cittadini, premiandone i comportamenti virtuosi (corretta differenziazione, deposito di vetro, ingombranti, RAEE, ecc. presso le isole ecologiche, riciclo dell'umido tramite compostaggio domestico, eccetera) tramite sconti sulla tassa. Una raccolta differenziata abbinata poi a impianti di compostaggio per il riciclo della frazione umida e "centri di riciclo", come quello famoso di Vedelago (ma copiato in varie parti d'Italia), per il riciclo della frazione secca. In pratica rimarrebbe ben poco da destinare a discariche ed inceneritori, con il vantaggio di recuperare i materiali e poterci guadagnare (oltre che dare lavoro a molti più dipendenti, cosa non da poco in tempi di crisi).

Non ci vorrebbe molto, anzi. Un ciclo dei rifiuti di questo tipo sarebbe convenientissimo per tutti, soprattutto per gli enti locali, che risparmierebbero tantissimo sui costi di smaltimento. Il problema è "solo" la mancanza di volontà, dovuta evidentemente alla commistione della politica con gli interessi, camorristici e non, che stanno dietro al ciclo dei rifiuti basato su discariche e "grandi impianti" come gli inceneritori. E la negazione degli arresti e dell'utilizzo delle intercettazioni per Cosentino, che riguardavano proprio i suoi rapporti con i clan coinvolti nella gestione dei rifiuti, non è proprio un bel segnale in questa direzione.

Ecco quello che "non torna", caro Bertolaso. Invece di reggere il moccolo alla propaganda di Berlusconi e agli interessi oscuri (nemmeno tanto) che stanno dietro ai rifiuti, potevi risolvere davvero in questo modo il problema: invece sei solo uno degli ennesimi complici di questa eterna emergenza monnezza.

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Emergenza latente
post pubblicato in Diario, il 3 settembre 2010


                                            

Dopo la "risoluzione" dell'emergenza rifiuti in Campania, vero fiore all'occhiello mediatico di questo Governo (complice il mondo del giornalismo e dell'opposizione, incapace di sottolineare come Berlusconi e soci avessero semplicemente spostato i rifiuti in discariche tra l'altro costruite dal predecessore di Bertolaso, il commissario De Gennaro), i riflettori si sono sempre più spenti sulla situazione dei rifiuti in Campania. Tanto che, dopo che il 31 Dicembre 2009 è finita per decreto l'emergenza rifiuti, nessuno può più informarsi sulla situazione del ciclo dei rifiuti in Campania. Perlomeno su Internet, dato che con quel decreto è stato chiuso il portale www.emergenzarifiuticampania.it, il sito della struttura commissariale che, seppur non in maniera perfetta, forniva aggiornamenti continui in materia.

E così possiamo ragionare solo sui dati al 31/12/09. Ragionamenti interessanti, però. Secondo quelli forniti da Bertolaso nella sua relazione al Parlamento, a quella data questa era la situazione per quanto riguarda la capacità di smaltimento delle 6.700 tonnellate di rifiuti prodotti mediamente ogni giorno in Campania:

- discarica di Savignano Irpino (AV): capacità residua 450mila tonnellate;

- discarica di Sant'Arcangelo Trimonte (BN): c.r. 400mila tonnellate;

- discarica di Chiaiano (NA): c.r. 587.122 tonnellate;

- discarica di San Tammaro (CE): c.r. 1.292.027 tonnellate;

- discarica di Terzigno (cava Sari) (NA): c.r. 465.319 tonnellate.

Nell'elenco erano previste anche la seconda discarica di Terzigno (cava Vitiello - 3.000.000 tonnellate), Andreatta (AV - 1.000.000 tonnellate) e di Serre (2.000.000 tonnellate), tanto da far dire a Bertolaso che la Campania era a posto per almeno 4 anni, ma queste discariche in realtà sono ancora sulla carta e difficilmente verranno mai realizzate: l'unica probabile, la cava Vitiello, è stata pure bloccata dal TAR. Restano quindi 3.194.468 le tonnellate di rifiuti che secondo Bertolaso potevano essere conferite nelle discariche campane, al 31 Dicembre 2009.

Nel frattempo sono passati 246 giorni che, al ritmo di 6700 al giorno, rappresentano 1.648.200 tonnellate smaltite finora nel 2010. Resterebbero quindi 1.546.268 tonnellate di "spazio", dato che nel frattempo nessuna discarica è stata aperta, equivalenti ad altri 231 giorni di "sopravvivenza". Cioè a metà Aprile 2011. Poi, se non si prenderanno nuovi provvedimenti, i rifiuti si ammasseranno sempre di più nelle strade, senza alcuno sfogo. Mi direte voi: ma non c'è anche l'inceneritore di Acerra? E' vero, ma il suo funzionamento è stato finora altalenante: spesso non funzionano contemporaneamente le tre linee. Comunque, anche ammettendo un suo pieno funzionamento finora (anche qui, i dati non sono disponibili), sono 492.000 tonnellate smaltite, che allungherebbe di altri 73 giorni il periodo di sopravvivenza. Ovvero fino a fine Giugno 2011. Altro che 2013.

Ma il vero problema è che i dati di Bertolaso sono molto dubbi. Proprio sul "suo" sito www.emergenzarifiuticampania.it si dice che, sempre al 31/12/09, a Savignano sono state conferite 610mila tonnellate sulle 700mila a disposizione, mentre a Sant'Arcangelo 650mila su 700mila (e chi ha seguito costantemente gli aggiornamenti su questo sito sa che è così; qualche cifra non coinciderebbe nemmeno su Terzigno e Chiaiano, ma lasciamo stare). Quindi 140mila tonnellate di "spazio residuo" nel complesso, rispetto alle 850mila delle parole di Bertolaso. E così dobbiamo togliere 710mila tonnellate ai nostri calcoli, ovvero 106 giorni: scendiamo a 198 giorni di sopravvivenza, ovvero fino a metà Febbraio. E tenete conto che, a questo punto, dopo 8 mesi, le due discariche in questione dovrebbero essere molto prossime all'esaurimento: e sarà difficile smaltire 6.700 tonnellate nel solo inceneritore di Acerra e nelle due discariche di Terzigno e San Tammaro (a Chiaiano ci vanno poche centinaia di tonnellate al giorno). Difficoltà e raccolta di rifiuti "a singhiozzo" in arrivo, insomma. 

Se poi ci aggiugiamo che a San Tammaro dovevano finirci praticamente solo il milione di tonnellate di rifiuti accumulati nel sito di stoccaggio "provvisorio" di Ferrandelle, comprenderete come aumentano i miei dubbi. In tal caso rimarrebbero 49 giorni di sopravvivenza, ovvero fine Ottobre.

Che confusione, insomma. Dovuto ad un colpevole vuoto d'informazione voluto dal Governo e che vede ancora complice l'opposizione (tutta) e il mondo dell'informazione. Il Governo ci dica chiaramente qual'è la situazione dei rifiuti in Campania e prenda i dovuti provvedimenti, rispettando le promesse sullo sviluppo della raccolta differenziata (attualmente ferma al palo) e cercando di superare il modello di gestione basato solo su discariche e inceneritori, con l'impiego di centri di riciclo ed altri sistemi alternativi. Altrimenti non ci vengano a chiedere di aprire nuove discariche "per l'emergenza", di fronte ai rifiuti in strada, dopo aver tentato fino all'ultimo di nascondere tutto.

E, intanto, nella "Terra dei Fuochi" si continua a bruciare ...

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Pagliacciate
post pubblicato in Diario, il 19 febbraio 2010


                                              

Abuso di dimissioni. Quasi quasi dovrebbero inventare questo reato, perchè davvero non se ne può più di gente che annuncia le dimissioni, prendendosi le lodi del momento, per poi ritirarle in nemmeno 48 ore. Prima Bertolaso, ora Cosentino. Marrazzo e Delbono sono dei poveri fessi, a 'sto punto.

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E il regolamento?
post pubblicato in Diario, il 18 febbraio 2010


                                                

Ormai non fa nemmeno più notizia. Anzi, mi stavo meravigliando che il direttore del TG1 ancora non avesse fatto un editoriale sul caso-Bertolaso. E così Augusto Minzolini ha subito rimediato, lanciando il suo quinto editoriale in meno di un anno (unico direttore di TG italiano così "interventista") e, ovviamente, quinto messaggio pro-premier senza contraddittorio, come direttore del TG dell'ammiraglia del servizio pubblico (quella che, in teoria, dovrebbe essere imparziale). Viene da domandarsi che limite abbia l'indecenza. E anche l'incorenza di citare la legge sulla par condicio, proprio quando la si sta palesemente violando, e in un momento dove un regolamento impedisce al Sindaco di Sanremo di salire sul palco, anche muto.

I giornalisti del TG1, intanto, non hanno il coraggio di fare quello che dovrebbero: scioperare più e più volte, fino a quando Minzolini non se ne sarà andato. Non bastano gli scarni comunicati, ormai l'ha fatta troppe volte fuori dal vaso.

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Il premio
post pubblicato in Diario, il 30 gennaio 2010


                                                    

Berlusconi ha deciso: ancora uno. Ovvero arriva l'ennesimo ministero: sarebbe il ventiquattresimo, a solo uno di distanza dai tanto vituperati  e pletorici 25 ministri di Prodi. Stavolta l'assegnatario della promozione è il Guido Bertolaso, già sottosegretario all'emergenza rifiuti, ai "grandi eventi" e alla Protezione Civile, ma soprattutto uomo-factotum del Governo Berlusconi.

Secondo il Premier, infatti, farlo ministro "è il minimo che possiamo fare dopo l'exploit straordinario che abbiamo visto in questi mesi". Bè, conoscete la mia opinione sui presunti "miracoli" di San Bertolaso, ma mi duole sottolineare ancora una volta che mentre San Silvio e San Guido si lodavano l'un l'altro a L'Aquila, secondo i dati della stessa Protezione Civile ancora 10mila sfollati su 25mila non hanno la "casetta" promessa, nonostante i trionfalismi attuali e le promesse dispensate a piene mani (e a piene televisioni) negli scorsi mesi sul "case per tutti" entro Dicembre scorso.

Evidentemente quei 10mila Aquilani non faranno parte della "gente che ama": lo fanno apposta a non prendersi le case allestite prontamente con un "exploit" dal Governo, pur di dare notizie negative ai giornali "fabbriche di odio".

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Da che pulpito
post pubblicato in Diario, il 24 gennaio 2010


                                                

Come avrete notato, finora non ho parlato di Haiti e della tragedia che l'ha colpita. Ciò che avrei potuto sarebbe stato forse fin troppo scontato. Evidentemente, però, prima o poi dovevo farlo ... e l'occasione me l'ha dato l'onnipresente Bertolaso, l'uomo per tutte le emergenze. Il motivo? La patetica accusa lanciata dal capo della Protezione Civile agli Stati Uniti, accusati di aver messo in piedi una "patetica fiera delle vanità priva di organizzazione" nel gestire i soccorsi.

Il che potrebbe anche essere una critica accettabile, se a farla non fosse stato Bertolaso. Ovvero l'uomo che si è prestato alla propaganda governativa in Abruzzo e Campania, dove la "fiera delle vanità" è arrivata ai massimi livelli. Un uomo che, appena insediatosi alla struttura emergenziale per i rifiuti in Campania, ha dovuto solo tagliare i nastri alle due discariche allestite nel frattempo in cinque mesi dal commissario De Gennaro e dal Governo Prodi, per poi metterci quasi un anno a far partire il termovalorizzatore (consegnatogli completo al 90%) ed ad allestire le discariche di Chiaiano e Terzigno. Uno che, in un contesto ben diverso da quello Haitiano, dove non c'è nè protezione civile, nè esercito, nè ricchezza, ha organizzato la macchina dei soccorsi in Abruzzo certo non alla perfezione come invece pretende ora dagli USA (solo che allora ogni critica a Bertolaso era un'eresia), e ancora adesso non è riuscita a dare una abitazione del progetto C.A.S.E. - M.A.P. ad ancora oltre 10.000 persone, nonostante avesse promesso insieme a Berlusconi "una casetta per tutti entro Dicembre". L'Italia, poi, ha stanziato la "bellezza" di sei milioni di euro per l'emergenza Haiti. Gli USA centinaia di milioni ... perchè Bertolaso non utilizza la sua verve polemica contro Berlusconi?

Ma poi, mi si tolga una curiosità. Cosa ci è andato a fare Bertolaso ad Haiti, se non a fare anche lui l'ennesima passerella?

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Non ha tutti i torti
post pubblicato in Diario, il 27 dicembre 2009


                                                

"Sono stufo che i nostri soccoritori muoiano perchè le persone vanno a fare escursioni in modo sprovveduto e senza tenere conto degli allarmi. Basta morire per errore degli altri". Queste le parole, sacrosante, di Guido Bertolaso di fronte alla tragedia delle Dolomiti dove quattro soccoritori hanno perso la vita nel vano tentativo di salvare due turisti triestini travolti da una valanga, dopo essersi avventurati nonostante l'altissimo livello di pericolo segnalato dal bollettino meteorologico.

In effetti, sono stufo anch'io. Forse ci sarà da investire di più sull'informazione, sulla preparazione, sul controllo ... ma forse è anche arrivato il momento di non far più passare l'idea che ci si può avventurare in qualsiasi cosa, consci del pericolo, tanto eventualmente c'è chi ti salva (o prova a salvarti) gratis anche rischiando fortemente la propria vita. Non so come ... forse è troppo ingiusto stabilire che i costi di salvataggio in queste situazioni vengano addebitati al soccorso e non allo Stato, forse è troppo complicato introdurre un sistema di "patenti" per questo tipo di sport estremi e multare chi viene scoperto a praticarli senza "patente". Ma qualcosa va fatto ... non si può sempre fare affidamento sull'eroismo dei soccorritori. Gli eroi non nascono per forza.

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Natale a casa Abruzzo
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2009


                                                

Il Natale, nella tradizione, è il momento di riunificazione delle famiglie, all'interno della casa natia. Il pensiero, quest'anno, non può che correre dunque alle tante famiglie abruzzesi spezzate dalla tragedia del terremoto, e che non hanno più la propria casa.

Anzi, in tante, non hanno ancora una parvenza di "casa", nonostante le tante promesse del Governo, inclusa quella del "entro Dicembre tutti avrete una casa". Eppure, la propaganda governativa, complice il mondo mediatico a lui soggiogato,  e purtroppo anche una mancanza di incisività dell'opposizione (che spesso riconosce al Governo meriti che non ha) e dell'informazione libera, riesce in questi giorni a far passare il messaggio che il Governo è intervenuto e lo ha fatto in una maniera così prodigiosa da aver sistemato tutto in tempi da record, rispettando le promesse e potendo quindi essere giustamente definito un "Governo dei fatti".

Balle. Enormi balle. Sono gli stessi numeri della Protezione Civile a smentirle (aggiornamento del 23 Dicembre 2009; e le cifre reali potrebbero essere ben peggiori, visto l'interesse di Bertolaso ad edulcorare la realtà): delle 30.129 persone assistite dallo Stato solo il 31.7% è stato sistemato presso le "case antisismiche" del progetto C.A.S.E. o del progetto M.A.P. (quello avviato in fretta e furia quando il Governo "dell'efficienza" si è reso conto che il C.A.S.E. non sarebbe bastato, e che tra l'altro sarebbe stata la scelta migliore poichè necessitava di minori tempi per la realizzazione), ovvero 12.573 persone contro le 17.566 alloggiate temporaneamente negli alberghi (9.051), nelle "case private" (7.076, ovvero persone che hanno preferito sistemarsi presso parenti o amici e che ricevono comunque un contributo statale) e nelle caserme (1.439). E mancavano solo 8 giorni al "casa per tutti" ...

Ma le palle, e i problemi per gli Abruzzesi, non finiscono certo qui. Raccontare e linkare tutto, dalle C.A.S.E. antisismiche che non resistono al vento, ai loro garage inutilizzabili per il cemento che "cola" letteralmente sulle vetture, ai problemi idraulici e fognari, all'arredamento standardizzato e prodotto altrove mentre si sarebbero potute scegliere aziende del posto e fornire buoni alle famiglie per potersi scegliere il proprio arredamento (e con esso la sensazione di avere una casa "propria"), pareti in cartogesso che ammazzano la privacy, il riscaldamento e comportano infiltrazioni a poche settimane dall'inaugurazione ... tutte problematiche che il blog "Terremoto09" testimonia alla perfezione e che smentiscono la propaganda di Governo sul "miracolo abruzzese" e sull'efficacia dell'azione governativa nell'assistena agli Abruzzesi.

Ma, ovviamente, chiedere che i TG ne parlino è una causa persa. L'argomento unico della "grande" informazione nostrana, a parte le mille varianti della "cronaca popolare" (gossip, notizie "curiose" e recensioni), è ormai la lotta tra "amore e odio" ... anzi, meglio che la finisca qui, altrimenti magari potrei essere accusato di essere uno dei famigerati "mandanti".

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Munnizza tuttu l'annu
post pubblicato in Diario, il 5 ottobre 2009




Quello che vedete nei video (cliccateci su due volte per ingrandirli) è solo un piccolo assaggio delle montagne di immondizia che stanno assediando Palermo e dintorni da diversi giorni. In uno dei video si vede addirittura un vero e proprio fiume pieno zeppo di rifiuti, causato dalla combinazione con le pesanti piogge che hanno devastato la Sicilia nei giorni scorsi. Una situazione che sta spingendo all'esasperazione i palermitani, tanto da indurli ad appiccare decine di roghi di rifiuti ogni notte.

E questo nonostante l'aumento record della TARSU, la tassa sui rifiuti, aumentata del 175% in un anno. L'ennessima dimostrazione del fallimento del modello di governo del centrodestra in Sicilia, tutto basato su clientelismo  e pagnottismo (e spesso su connivenze col sistema mafioso) in spregio del merito e delle competenze, che invevitabilmente porta ad immani sprechi di denaro e allo sfascio generale delle amministrazioni. Al punto di arrivare al paradosso di essere, in virtù dell'autonomia speciale, una delle poche Regioni fortunate per il ricevere dallo Stato più finanziamenti delle tasse versate dai siciliani allo Stato, e contemporanemanete di essere piena zeppa di amministrazioni incapaci di pagare i dipendenti delle aziende municipalizzate, riempiendo periodicamente di rifiuti le strade cittadine, lasciando a zero la manutenzione, e addirittura togliendo l'illuminazione pubblica in diversi quartieri.

Eppure di tutto questo non sembra esserci coscienza nell'opinione pubblica. Forse dipenderà dal fatto che, a differenza dell'emergenza napoletana, di queste faccende siciliane si parla poco nei Tg e nelle trasmissioni tv. Forse perchè, per lo stesso motivo, tutti credono che Berlusconi e Bertolaso abbiano risolto tutto in qualche giorno, all'epoca della crisi scoppiata in piena campagna per le Europee. Alla faccia.

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Balla a Balla
post pubblicato in Diario, il 16 settembre 2009


                                                

Alla fine, Porta a Porta l'ho guardato. Non ho raccolto l'invito a "boicottare" Vespa, semplicemente perchè non c'era lo strumento per boicottare: non sono mica parte del campione Auditel, quindi non potevo avere alcuna influenza sul dato degli ascolti. E poi certe cose è meglio guardarle, così da rendersi conto della loro portata. E infatti, nonostante mi sia perso l'inizio (e con esso, a quanto ho sentito, alcuni siparietti spettacolari), ho fatto in tempo a sentire un elenco di balle pronunciate dal Presidente del Consiglio, senza un vero contradditorio, in una trasmissione confezionata apposta per lui.

Tralasciando le altre faccende, sulle quali pure sono state dette enormi falsità e mezze verità, andiamo direttamente alla materia iniziale del contendere: le casette di Onna. Bertolaso ha detto che sono state realizzate in tempi record, Berlusconi se ne è appropriato il merito, grazie anche alla grancassa mediatica a suo favore, che l'hanno sbandierata come una sua promessa mantenuta (non solo i vari TG, non solo Porta a Porta: ho persino sentito una Barbara d'Urso intenta ad incitare il pubblico ad applaudire Berlusconi e il suo "governo dei fatti"). Ebbene, a questo proposito ci sono un paio di cosette da dire:
cinque mesi per le casette non è affatto un tempo da record. Persino nel terremoto dell'Irpinia, il peggior esempio della storia italiana della gestione dei terremoti, con i soccorsi che arrivarono dopo giorni, senza Protezione Civile, e con un gran "magna-magna" politico, le prime casette arrivarono per gli abitanti di Laviano, che come Onna fu il comune più colpito, dopo soli quattro mesi;
- le casette di Onna sono state costruite dalla Provincia di Trento con i soldi della stessa provincia e della Croce Rossa Italiana (eccezion fatta per l'asilo, finanziato dagli ascoltatori di Porta a Porta); a maggior riprova di ciò, il cartello dei lavori inizialmente riportava solo i loghi della CRI e della Provincia di Trento, salvo poi la magica aggiunta in dirittura d'arrivo del cartello "Presidenza Consiglio Ministri - Protezione Civile" (vedere per credere);
- tant'è vero che Onna e i comuni circostanti non sono mai rientrata nel progetto C.A.S.E., quello governativo, poichè la zona era stata ritenuta alluvionale, e i cittadini sarebbero dovuti essere sparpagliati in altri villaggi: fu così che gli abitanti si ribellarono, si appellarono a Trento e alla CRI e hanno potuto far costruire il villaggio;
- i tempi avrebbero potuto persino essere minori, poichè il villaggio è stato costruito in soli 43 giorni, poichè sono stati scelti dei pre-fabbricati, costruibili più velocemente delle casette del progetto CASE ma ugualmente efficaci: tant'è vero che la struttura governativa, resosi conto che il progetto CASE non era sufficiente ad ospitare tutti gli sfollati, hanno deciso di ricorrere ai pre-fabbricati per coprire la falla. E hanno anche deciso, un mese e mezzo fa, di dare le autorizzazioni al villaggio di Onna, che avevano bloccato per tre mesi. Se il Governo avesse voluto, insomma, non solo gli Onnesi, ma tutti gli Aquilani avrebbero dovuto farsi solo un mese e mezzo di tenda

Ad integrazione, vi ricordo quello che già ho scritto qualche tempo fa a proposito del progetto CASE, ovvero che la data di fine lavori del progetto CASE è il 31 Dicembre (come chiunque può verificare sui cartelli dei cantieri ... e bisogna anche tenere conto che i lavori sono iniziati in ritardo, quindi ci sono da attendersi slittamenti di date), e che c'è spazio solo per 15mila persone, su 45mila facenti richiesta.

Ma queste cose non le hanno dette a Porta a Porta, nè in qualunque trasmissione tv. Solo su Internet c'è ancora un po' di informazione, a quanto pare. Ma la maggior parte degli Italiani non si informa con Internet, quindi alla fine passa la (finta) realtà che Berlusconi vuol far passare. Un po' come successo per l'emergenza rifiuti. Povera Italia.

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Misteri Acerrani
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2009


                                          

35 volte. E' il numero massimo di sforamenti consentiti in un anno al termovalorizzatore di Acerra per quanto riguarda il limite di concentrazioni di polveri sottili (le famigerate Pm10) nell'area circostante l'impianto inaugurato in pompa magna qualche mese fa dal solito "Silvio trionfante".

Ebbene, al 7 Luglio, tale limite è stato sfondato ben 33 volte. In "ben" 102 giorni di funzionamento, o sarebbe meglio dire parziale funzionamento, in quanto l'impianto non è mai entrato davvero in funzione, il che dovrebbe avvenire a fine anno, bensì è ancora in fase di collaudo e viene continuamente acceso e spento (più spento che acceso, a dire il vero). Dati impressionanti che hanno scatenato le reazioni dei comitati acerrani, e dal punto di vista politico una vera e propria campagna di denuncia messa in atto da Tommaso Sodano, ex Presidente della Commissione Ambiente del Senato e responsabile nazionale ambiente del Partito della Rifondazione Comunista. Una campagna che è continuata anche dopo le elezioni provinciali di Napoli, cui Sodano era candidato Presidente per il PRC, e "grazie" alla quale Sodano si è beccato una denuncia da Bertolaso, solo perchè ha "osato" fare quello che un qualunque cittadino poteva fare: leggere sul sito Internet dell'ARPAC, l'agenzia regionale per l'ambiente, i dati delle centraline che l'Agenzia è stata incaricata di sistemare nel territorio.

Ebbene, di fronte ai fatti, la difesa si è basata su una nota dell'ARPAC stessa, quella del 28 Maggio: "(...) si ritiene opportuno precisare che i dati, registrati nel periodo marzo/maggio 2009 dalle tre centraline ARPAC dell’area acerrana, non si discostano da quelli misurati nel corso delle campagne di monitoraggio ex-ante della qualità dell’aria, effettuate negli anni 2006/2007 (...). Si rileva, altresì, che alcuni dei superamenti dei limiti di PM10, riscontrati nello stesso periodo marzo/maggio 2009 dalle centraline ARPAC, sono stati registrati anche durante i periodi di fermo dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra (...)"Della serie: quando la toppa è peggio del buco. In pratica l'ARPAC, dicendo che i dati sono gli stessi se l'impianto è acceso o no, che erano gli stessi anche quando l'impianto non era ancora completo, ha certificato che ad Acerra e dintorni l'aria è perennemente resa tossica da concentrazioni di Pm10 oltre la norma, a prescindere dal termovalorizzatore. Ebbene, dire questo senza prendere provvedimenti significa avere la faccia di bronzo (per essere gentili). La legge prevederebbe il fermo del termovalorizzatore in caso di 35 sforamenti in un anno ... e allora per Acerra andrebbe chiesta l'evacuazione da anni!

Ma ora voi vi starete chiedendo: come mai questa situazione dell'aria? Semplice: il territorio di Acerra, che con Nola e Marigliano è ai vertici del cosiddetto "triangolo della morte" (definizione coniata nel 2004 da una rivista scientifica internazionale per indicare un area dall'altissima incidenza di morti per cancro), è come buona parte del restante territorio campano infestato dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Smaltimento che, attenzione, non avviene interrando i "rifiuti", come pensano probabilmente quasi tutti gli Italiani, ma prevalentamente attraverso la pratica dei "roghi tossici": ovvero lo sversamento nelle campagne di rifiuti tossici di ogni tipo (eternit, rifiuti di conceria, vernici, imballaggi, metalli, con gli immancabili copertoni che fanno da "base" per l'incendio) che vengono poi dati alle fiamme. E questo non avviene solo di notte, e solo nelle campagne più sperdute: sempre più spesso, con un'incredibile escalation negli ultimi tempi, è possibile avvistare da una qualsiasi delle città del Napoletano pennacchi di denso fumo nero alle periferie delle città, di mattina come di pomeriggio. Come d'altronde testimoniano i video girati da "La Terra dei Fuochi", un'associazione di liberi cittadini che, ispiratisi al titolo di uno dei capitoli di "Gomorra" di Roberto Saviano (che parla proprio di questo fenomeno), semplicemente fanno ciò che lo Stato ed il mondo del giornalismo dovrebbero fare: prendono ogni giorno in mano una telecamera, e testimoniano questo quotidiano scempio della civiltà (i video li trovate su www.laterradeifuochi.it, o anche semplicemende scrivendo "terra fuochi" o "roghi tossici" su YouTube).

E' un disastro di cui pochi sanno davvero la portata, persino nella stessa Campania. D'altronde, cosa si potrebbe pretendere da un Paese dove l'informazione (o sarebbe meglio definirla propaganda?) ha fatto credere a tutti che la Campania fosse tornata "alla civiltà". Non oso immaginare cos'altro ci aspetterà di peggio di questo quando torneremo nell'inciviltà.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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