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il blog di Francesco Zanfardino
La vera riforma della Giustizia
post pubblicato in Diario, il 31 gennaio 2009


                                                  

In questi giorni si stanno svolgendo le cerimonie dell'apertura dell'anno giudiziario. Le celebrazioni assumono quest'anno un significato particolare, dato che nelle prossime settimane il Parlamento discuterà proprio di "riforma della Giustizia".

Effettivamente in Italia c'è un disperato bisogno di riforma del sistema giudiziario. Come ha ricordato il presidente della Cassazione, l'Italia è fra gli ultimi paesi al mondo nella classifica dell'efficienza dei sistemi giudiziari. 151° su 181 paesi, peggio di molti paesi Africani come Angola e Gabon: con tutto il rispetto per questi Paesi, ma non è proprio una bella cosa!

D'altronde, non potevamo aspettarci altro. In Italia i processi durano anni e anni, e la stagrande maggioranza delle volte si risolvono in prescrizioni, ovvero decadono a causa della lunghezza eccessiva dei processi, gettando all'aria tutto il lavoro fatto e il tempo perso precedentemente, e cancellando un diritto inviolabile come quello di avere giustizia. Quando poi invece si giunge a sentenze definitive, non vengono applicate (come nel caso Englaro), oppure vengono sconfessate da indulti, amnistie e sconti di pena concessi a volte molto allegramente. E così vanno a quel paese sicurezza, giustizia e la dignità dei cittadini e del Paese.

E allora ben venga la riforma della Giustizia. Ma il Governo non vuole "questa" riforma della Giustizia
: tutto ciò che ha fatto sinora in materia di Giustizia va contro le reali esigenze del Paese. A cominciare dalle "riforme" fatte apposta per il Presidente del Consiglio, come il "lodo Alfano" che lo preserva dai processi, ma anche il "blocca-processi", che rinviava e metteva a rischio migliaia di processi, cui fortunatamente il Governo ha rinunciato dato che non serviva più al vero scopo (ovvero rinviare il processo di Berlusconi, ma con il lodo Alfano non ce n'era più bisogno).  Poi le riforme volte ad indebolire strumenti indispensabili per l'apparato giudiziario, come i limiti posti alle intercettazioni, i tagli alle risorse della magistratura e dei tribunali. Mentre nella futura "riforma della Giustizia" ci saranno solo le "riforme" ispirate dall'insofferenza verso la Magistratura e la Costituzione, come la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (!) e tutti gli aspetti riguardanti i rapporti fra politica e magistratura.

Al di là della legittimità o meno di queste "riforme", ma è normale che con l'efficienza della Giustizia Italiana ai minimi termini dobbiamo metterci a parlare di queste cose? E per favore, almeno risparmiateci le idiozie sul fatto che con queste pseudo-riforme migliorerà l'efficienza della Giustizia. Si possono sopportare le riforme inutili e dannose, ma le colossali prese in giro.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Le mie riflessioni sull'Appello dei Costituzionalisti sulla giustizia
post pubblicato in Diario, il 4 luglio 2008


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Oggi l'Associazione Italiana Costituzionalisti ha presentato un appello "In difesa della Costituzione"
. Obiettivo dell'iniziativa, promossa da circa cento ordinari di diritto costituzionale e similari, tra i quali gli ex Presidenti della Consulta Onida, Zagrebelsky ed Elia, è quello di fermare l'entrata in vigore del Lodo Alfano e della cosidetta norma "blocca-processi". Aderisco anche io all'appello (riportato integralmente qui), cui tra l'altro hanno aderito al momento già circa 120mila persone (per firmare cliccate il banner in alto a questo post).

I motivi che mi spingono ad aderire sono vari. Per quanto riguarda il cosidetto "Lodo Alfano", ovvero la sospensione dei processi per le quattro maggiori cariche dello Stato (Presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato, al di là dell'evidente conflitto d'interessi dell'attuale premier, esso presenta innanzitutto secondo me palesi contraddizioni con la Costituzione. In particolare, come recita lo stesso appello, con l'articolo 3, che come tutti sappiamo recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Con questa norma, invece, si vorrebbe dire che "qualche cittadino è più uguale degli altri", introducendo una discriminazione di "condizioni personali e sociali" (ovvero una discriminazione fra rappresentanti ed eletti, e fra rappresentanti e rappresentanti). Per questo, questa norma (per me comunque sbagliata), se proprio la si vuole introdurre, deve essere introdotta con ddl costituzionale, e non per decreto nè per disegno di legge semplice, e quindi sottoporla al giudizio degli Italiani con un referendum (a meno che non si raggiungano i 2/3 in Parlamento). E poi, per evitare il palese conflitto d'interessi, deve essere applicata perlomeno dalla prossima legislatura. Comunque sia, rimane per me una norma sbagliata, anche perchè le figure istituzionali, proprio perchè tali, devono essere senza macchia nè dubbio, e quindi devono farsi processare come tutti gli altri, e senza accussare un giorno sì e l'altro pure chi li indaga o chi scrive di loro (come fecero Andreotti e Clinton, giusto per fare due esempi).

Quanto invece alla norma "blocca-processi" inserita nel "decreto-sicurezza", oltre che per profili di incostituzionalità paventati dai costituzionalisti, essa va bocciata per la sua "irragionevolezza" e "irrazionalità", come dichiarato dal CSM. In effetti, questa norma che sospende per un anno tutti i processi con pene inferiore ai 10 anni partiti nel 2002, fa acqua da tutte le parti: innanzitutto, allunga ancora di più i tempi della giustizia: questi processi, infatti, sono partiti almeno da già sei anni. E sono quindi gratuiti i ripetuti attacchi di Gasparri (PdL) alla magistratura che "dovrebbe pensare non a Berlusconi ma ai processi che durano da anni", non solo perchè non è colpa loro (e quando lo è vengono puniti, come nel caso del giudice Pinatto), ma anche perchè questa norma non risolve ma aggrava il problema (lo avrebbe risolto un "indulto", ma per carità, uno basta e avanza). Inoltre, il blocca processi aggrava il problema della prescrizione: infatti, nonostante la prescrizione venga sospesa con il processo, si perderà comunque un sacco di tempo per la chiusura e il riavvio dei processi, fra notifiche e strataggemmi vari utilizzati dagli avvocati difensori. E, soprattutto, il blocca processi non serve a niente: il suo obiettivo sarebbe infatti quello di velocizzare i processi più gravi, ma in realtà non fa che dare l'illusione di questa velocità, in quanto poi dopo un anno tornerebbero in essere tutti i processi (e in un anno, con i tempi della giustizia italiana, di certo i processi "più gravi" non si concluderanno). Senza contare che, tra i reati "meno gravi", ci sono: rapina, furto, stupro e violenza sessuale, associazione per delinquere, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione, frode fiscale, corruzione, peculato, pedopornografia, omicidio colposo stradale, omicidio colposo medico, maltrattamenti in famiglia, traffico di rifiuti. E, cosa ridicola e contradditoria, addirittura i reati riguardanti immigrazione clandestina e intercettazioni illecite: dopo tutto il casino per introdurli! E' una palese contraddizione, dunque, ma soprattutto una minaccia alla sicurezza dei cittadini e alla giustizia Italiana. Una norma che non ha niente a che fare con un "decreto sicurezza".

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