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il blog di Francesco Zanfardino
Dodici non sono troppi?
post pubblicato in Diario, il 10 luglio 2013




I Radicali Italiani, guidati da Mario Staderini ma, come sempre, con la spinta dell'instancabile duo Pannella-Bonino, si stanno rendendo in questi giorni dell'ennesima campagna referendaria da loro promossa. Stavolta, però, superano loro stessi, richiedendo le firme per promuovere contemporaneamente ben dodici referendum.

Gli argomenti oggetto dei quesiti sono interessantissimi, e in molti casi li condivido, più o meno con convinzione: abolizione del reato di clandestinità e delle norme discriminatorie riguardanti il lavoro dei migranti, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, divorzio breve, destinazione allo Stato della quota dell'8xMille non optata, abolizione del carcere per i reati minori connessi al possesso di droghe leggere, responsabilità civile dei magistrati, abolizione dell'ergastolo, separazione delle carriere, abolizione dei magistrati fuori ruolo, restrizione della custodia cautelare ai soli reati gravi. Ognuno di questi meriterebbe un forte dibattito nella società italiana, a prescindere dall'attuale campagna referendaria (che, comunque, resta sommersa nel silenzio mediatico-istituzionale, come sempre per le campagne promosse dai Radicali).

Però, oggettivamente, dodici sono troppi. Spesso i Radicali si lamentano della scarsa partecipazione ai referendum (cui solo l'ondata emotiva dell'incidente nucleare di Fukushima e la primavera politica "arancione" sono riusciti a porre miracolosamente rimedio nel 2011), ma è pur vero che a questo contribuisce lo svilimento dello strumento referendario di cui proprio gli stessi Radicali si rendono protagonisti. Mi immagino il povero elettore costretto a recarsi nell'urna elettorale con ben dodici schede in mano. E mi chiedo se esprimerebbe un voto effettivamente consapevole, visto che sarebbe oggettivamente difficile fare una buona informazione in contemporanea su dodici quesiti, tra l'altro così complessi. E allora non posso certo biasimare chi maligna ritenendo questa iniziativa, più che una campagna referendaria, una meno nobile iniziativa di "rilancio" di un movimento, quello dei Radicali, così prezioso per la salute della nostra democrazia ma che in fondo alle ultime elezioni Politiche ha ricevuto un consenso infinitesimale (64mila voti in tutta Italia, pari allo 0.19%), rischiando di scomparire definitivamente.

D'altronde, nella società moderna è diventato molto più facile promuovere un referendum, così come le leggi di iniziativa popolare. Forse andrebbero rivisti i meccanismi, a cominciare dai numeri di firme necessarie (almeno raddoppiarli, 1.000.000 per i referendum, 100.000 per le leggi), così da rendere più serie le campagne referendarie, diminuendo il rischio di campagne "spot". Al tempo stesso, però, c'è da focalizzarsi anche su altre storture dello strumento referendario, stavolta a svantaggio dei proponenti: innanzitutto andrebbero finalmente introdotti i referendum propositivi, dando finalmente all'elettorato piena possibilità di partecipazione democratica. Andrebbe rivisto il quorum, perché trovo profondamente ingiusto che chi sceglie di non votare influenzi le decisioni con forza persino maggiore di chi sceglie di votare: quantomeno andrebbe ridotto ad un terzo degli aventi diritto, se non addirittura abolito. Andrebbero concessi ai comitati promotori maggiori spazi televisivi e di propaganda, già in fase di raccolta firme (magari dopo aver superato una certa soglia). Eccetera.

Però, per cortesia, non lasciamo morire lo strumento referendario tra l'indifferenza di una classe politica spaventata dall'azione popolare e gli abusi degli eterni referendari.

P.S. Maggiori informazioni sulla campagna referendaria su www.radicali.itwww.cambiamonoi.itwww.referendumgiustiziagiusta.it.

Francesco Zanfardino - www.discutendo.ilcannocchiale.it
Comiche finali
post pubblicato in Diario, il 28 febbraio 2010


                                            

Perdere per un "panino". Questa l'incredibile sorte che potrebbe toccare tra un mese a Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla guida del Lazio, dopo l'esclusione ormai pressochè scontata della lista provinciale romana del Popolo delle Libertà (oltre il 40% un anno fa, alle elezioni Europee), presentata in ritardo dal rappresentante di lista che si era andato a fare un "panino". O almeno questa è la scusa che ha addotto, mentre risulta più probabile che si sia dovuto allontanare per fare delle modifiche alle liste dell'ultimo minuto.

E così si son fregati. La giusta punizione per coloro con liste e listini non hanno fatto altro che i soliti giochini di potere. Niente potrà salvarli: le regole sono regole, e vanno rispettate ... e sono anche regole giuste: un limite temporale per presentare le liste ci deve pur sempre essere. Inoltre, sono loro stessi ad ammettere il ritardo. "Un errore da dilettanti", ha dichiarato Silvio Berlusconi, e mai parole furono più azzeccate. Viene solo da chiedersi come dei "dilettanti" possano pretendere di governare una regione come il Lazio. Meglio Emma Bonino ... di lei "ti puoi fidare".

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Basta casini
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2010


                                                 

La mia, sul balletto delle Regionali, l'ho già detta più volte. E' una cosa squallida, e putroppo bipartisan. C'è però un aspetto della vicenda che merita una filippica durissima e speciale, e cioè l'atteggiamento dell'Unione di Centro.

Si tratta di un vero e proprio meretricio politico: Solo così può essere definito l'atteggiamento di un partito che non solo sta un po' di qua, un po' di là, un po' da soli, non solo in alcune Regioni passa da uno schieramento all'altro nel giro di poche settimane (potrebbe accadere in Calabria), ma ha la faccia tosta di appoggiare governatori uscenti cui ha fatto opposizione per anni (accadrà in Piemonte, Liguria, Marche e Basilicata). Il tutto senza cercare accordi sui programmi, altrimenti non si spiegherebbe perchè l'Udc ritiene impossibile appoggiare la Bonino per via delle questioni etiche e poi appoggi la Bresso che la pensa allo stesso modo, anche perchè in fondo un programma vero l'Udc non lo ha. Semplici giochi di convenienza, comuni a tutta la politica, ma che trovano nel comportamento dei "centristi" la più disgustosa rappresentazione.

Ecco, a proposito di "dialogo", io allora chiedo a PD e PDL di stringere l'unico accordo, l'unico "lodo" che dovrebbero attuare: far fuori l'Udc da tutte le alleanze. E' certamente una misura troppo radicale, perchè alcune alleanze con l'Udc sono concepibili (penso all'alleanza col centrodestra nel Lazio, dove c'è una candidata come la Polverini, o a quella con Dellai in Trentino qualche mese fa) ... ma è l'unico modo per porre insieme fine a questo scandaloso meretricio. Altrimenti, si rischia di risvegliarsi dopo le Regionali con un potere enorme dato ad un partito minoritario, senza una linea politica e senza coerenza. Ci pensino bene.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Ce l'abbiamo fatta! Sì dell'ONU alla moratoria sulla pena di morte!
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2007


                        <b>Pena di morte, sì dell'Onu<br>alla moratoria proposta dall'Italia</b>

Oggi è una giornata storica
. Per la prima volta l'ONU approva una moratoria sulla pena di morte.

Il voto decisivo è arrivato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con 104 sì, 54 contro e 29 astenuti. Ma quello di oggi è stato solo il frutto di mesi e mesi di lavoro della diplomazia italiana, promotrice del testo della moratoria. Era da 13 anni che si tentava di farla approvare. Finalmente adesso, grazie all'impegno dell'Italia, la moratoria viene approvata. Finalmente l'Italia e i suoi valori cominciano a contare.

La risoluzione non è vincolante, certo. E d'altronde l'ONU non poteva intervenire nella sovranità legale dei singoli paesi. Ma il valore simbolico del testo è confermato dal fatto che per ben tre volte il fronte anti-abolizionista ha impedito la sua approvazione. E, comunque, adesso sarà molto più difficile per gli Stati che usano la pena di morte continuare ad usarla. Soprattuto per gli Stati Uniti, dove da tempo c'è una forte discussione sul tema e dove da qualche tempo c'è una "moratoria di fatto" delle esecuzioni capitali (e nel New Jersey è stata abolita definitivamente qualche giorno fa, 14° stato negli USA a farlo). E la battaglia sulla moratoria ha portato molti paesi a recedere dalle proprie posizioni, prima il Ruanda, e oggi Senegal, Kiribati, Palau e Guinea Bissau hanno votato per la prima volta a favore.

Insomma, una grande vittoria di civiltà. E finalmente l'Italia è il riferimento del mondo...almeno sui diritti civili...
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