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il blog di Francesco Zanfardino
Le dimissioni di Mastella
post pubblicato in Diario, il 16 gennaio 2008


                             

Oggi è successo un fatto epocale. Clemente Mastella si è dimesso da Ministro della Giustizia. Sì sì, proprio lui che è indicato (giustamente o no) come il simbolo della Casta, l'uomo più attaccato alle poltrone.
State tranquilli, non è completamente impazzito. A parte il fatto che non è certo che alla fine davvero lascerà la poltrone (ma comunque già è qualcosa che lo abbia dichiarato), la decisione di Mastella è arrivata dopo una vicenda che lo ha colpito personalemente. Ovvero l'indagine della Procura di Caserta su una ventina di esponenti campani dell'Udeur e in particolare sulla moglie Sandra Lonardo (Presidente del Consiglio Regionale della Campania), che dovrebbe essere messa agli arresti domiciliari (dovrebbe, perchè non è arrivato nessun comunicato ufficiale dalla Procura). L'indagine riguarderebbe un sistema di "scambio di favori" gestito dagli esponenti locali dell'Udeur (in verità, anche un sindaco di Forza Italia), in particolare nella gestione della Sanità.

L'annuncio lo ha dato Mastella stesso nel suo discorso alla Camera, con il quale doveva relazionare sull'amministrazione della Giustizia italiana. "Le mie illusioni oggi sono frantumate di fronte a un muro di brutalità. Ho sperato che la frattura tra magistratura e politica potesse essere ricomposta, ma devo prendere atto che sono stato percepito da frange estremiste come un nemico da abbattere, quasi una caccia all'uomo, un autentica persecuzione""Mi dimetto per essere più libero politicamente e umanamente, perché tra l'amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo". "Tutta la mia famiglia, tutto il mio partito sono stati seguiti dalla procura di Potenza, un tiro al bersaglio, mia moglie è in ostaggio". "Mi dimetto pur sapendo che la colpa è di un provvedimento perseguito con ostinazione da un procuratore che l'ordinamento giudiziario manda a casa per limiti di mandato e di questo mi addebita la colpa".

Ora, comprendo che il Ministro si senta perseguitato, che senta una grande sofferenza per la moglie e i suoi colleghi di partito. Però mi auguro che le sue siano dichiarazioni dettate dalla rabbia e che le smentisca presto. Perchè così come sono risibili le dichiarazioni della maggioranza, che con i suoi maggiori esponenti è subito pronta a manifestare la sua piena solidarietà a Mastella, nel timore di una crisi di Governo, e così come sono altrettanto risibili i tentativi dell'opposizione di strumentalizzare la vicenda ripercorrendo gli anni del "vittimismo berlusconiano" (non ricordo gesti di dimissioni del Cavaliere), sono altrettanto inaccettabili gli attacchi del Ministro alla magistratura, soprattutto quando questi vengono dall'alto della Camera. E in questo contesto va preso atto dell'onestà intellettuale dell'Italia dei Valori che, pur dando la dovuta solidarietà, non manca di sottolineare un aspetto importante. E cioè che un Ministro della Giustizia non può fare simili attacchi alla magistratura, seppure solo delle "frange" e  che a suo parere si comportano in maniera "estremistiche". E soprattutto non si può accusarla di essere una "bomba ad orologeria" (riferendosi alla coincidenza con la relazione annuale alle Camere sull'amministrazione della giustizia), perchè altrimenti anche certi provvedimenti, giuridicamente impeccabili, della magistratura potrebbero essere accusati di un certo "tempismo" (mi riferisco alle azioni del CSM su De Magistris e Forleo).

Però su una cosa sono d'accordo con Mastella: è ignobile e scandaloso che le persone debbano apprendere dalla televisione di essere agli arresti domiciliari (come è accaduto alla signora Mastella). Non conosco bene il ddl sulle intercettazioni voluto dal Ministro, ma non mi scandalizzerei più di tanto se si facesse qualcosa in tal senso.
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