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il blog di Francesco Zanfardino
Damocle a punti
post pubblicato in Diario, il 6 febbraio 2010


                                             

L'idea del "permesso di soggiorno a punti", proposta dai ministri Maroni e Sacconi, rischia di diventare l'ennesima trovata demagogica senza un'utilità concreta. Demagogica, perchè dà a certa opinione pubblica l'impressione di essere più inflessibili con gli immigrati. Disutile, perchè altro non farà che inserire nuove pastoie burocratiche per gli immigrati che vengono in Italia per lavorare e che già fanno i salti mortali per ottenere la cittadinanza dopo anni e anni di residenza in Italia. Ora persino per ottenere il permesso di soggiorno dovranno farlo, "dimostrando" di conoscere la lingua italiana, di conoscere la Costituzione e di compiere altri passi verso l'integrazione.

Peccato che per questo andrebbe predisposta una rete capillari di "corsi di integrazione", altrimenti trovo difficile che gli sfruttatori di immigrati gli insegnino queste cose. Ma, al di là di questa pur fondamentale considerazione, trovo davvero "crudelmente forzoso" imporre queste normative a delle persone che vengono qui solo per lavorare e che nella maggior parte vorrebbero tornare in patria, senza necessariamente "integrarsi" alla perfezione in Italia, dovendo dimostrare di possedere dei requisiti che tanti "Italiani di nascita" non posseggono (e anche diversi parlamentari, a dire il vero) ed affrontare in più queste difficoltà, con il peso di una nuova "spada di Damocle a punti" sulla testa. Semmai, certi requisiti potrebbero essere richiesti per avere la cittadinanza, per quella parte di immigrati che desidera restare in Italia. Magari con un sistema che premi i più "integrati" con l'abbreviamento dei tempi per ottenere la cittadinanza. Anche se, comunque, andrebbe lasciata la possibilità di ottenere la cittadinanza solo con gli anni di residenza (come avviene oggi): magari con un percorso più lungo, ma la possibilità va lasciata, proprio perchè certi requisiti non vengono certo richiesti agli Italiani "di nascita" ... e non mi sembra molto coerente.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Si preservi il fiato
post pubblicato in Diario, il 20 giugno 2009


                                                        

Qualche giorno fa la Provincia di Roma ha approvato una mozione, presentata da Sinistra e Libertà e sostenuta da una raccolta firme organizzata, appunto, dai Giovani di S&L e del Pd, insieme a "circolo Mario Mieli", "Associazione Luca Coscioni" e "Rosa Arcobaleno", che comporterà l'installazione di distributori automatici di preservativi negli istituti superiori della Provincia, (fatta salva ovviamente l'autonomia delle singole scuole, che potranno decidere se installarli o no).

La decisione ha suscitato le immediate critiche degli ambienti ecclesiastici, con i soliti discorsi del tipo "strisciante relativismo", "banalizzazione della sessualità", "istigazione al sesso facile", "c'è ben altro da fare", eccetera. D'altronde la Chiesa non ha mai nascosto la sua contrarietà ai preservativi, e putroppo non solo dal punto di vista dogmatico (recentissima la grossolona sortita del Papa, in viaggio in Africa: "i preservativi non risolvono il problema dell'Aids"). A me sembrano polemiche sterili, oltre che pericolose. Innanzitutto perchè frutto di una forte ignoranza, o di un forte distacco dalla realtà, che ci dice che l'età del primo rapporto sessuale si sta sempre più abbassando, che la promiscuità sessuale fra i giovani è sempre più diffusa, e che i rapporti "protetti" sono ancora lontani dal diventare la prassi. E che, in ogni caso, a 13-14 anni certo non si crede più alla storiella del cavolo o della cicogna ... 

Fare finta di niente, o peggio ancora credere che un distributore di preservativi a scuola possa stimolare gli impulsi sessuali dei ragazzi, sono dunque atteggiamenti più che sbagliati. Pericolosi, appunto, perchè contemporaneamente all'aumento della promiscuità sessuale nelle fasce giovanili sta diminuendo l'attenzione sui temi dell'Aids e delle altre malattie sessuali, vero tormentone fino ad una decina d'anni fa. Le critiche della Chiesa, inoltre, risultano ancora più controproducenti se riflettiamo sul fatto che rapporti non protetti possono portare a gravidanze indesiderate, e dunque a possibili aborti, tanto avversati proprio dalla Chiesa.

Avrei compreso, piuttosto, quache critica sull'utilità dell'iniziativa ... perchè certo per procurarsi preservativi non c'è bisogno necessariamente di distributori a scuola. Più ce ne sono, però, meglio è (e soprattutto in luoghi così frequentati dai giovani), anche perchè la loro presenza aiuta la sensibilizzazione al "sesso protetto". E, a tal proposito, nessuno di coloro che criticano il provvedimento hanno notato che nella mozione approvata dalla Provincia c'è appunto l'istituzione di corsi scolastici sulla prevenzione. Evidentemente tanto oscurantismo deve aver annebbiato la vista a qualcuno.

P.S. No comment, invece, sugli esponenti del centrodestra, subito pronto a sostenere le tesi dei vari cardinali: evidentemente, con il loro Capo nel mezzo di uno scandalo sessuale, devono aver dimenticato la coerenza e la decenza da qualche parte.

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