.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Le mie riflessioni sull'Appello dei Costituzionalisti sulla giustizia
post pubblicato in Diario, il 4 luglio 2008


   img504/2564/appellojh9.png

Oggi l'Associazione Italiana Costituzionalisti ha presentato un appello "In difesa della Costituzione"
. Obiettivo dell'iniziativa, promossa da circa cento ordinari di diritto costituzionale e similari, tra i quali gli ex Presidenti della Consulta Onida, Zagrebelsky ed Elia, è quello di fermare l'entrata in vigore del Lodo Alfano e della cosidetta norma "blocca-processi". Aderisco anche io all'appello (riportato integralmente qui), cui tra l'altro hanno aderito al momento già circa 120mila persone (per firmare cliccate il banner in alto a questo post).

I motivi che mi spingono ad aderire sono vari. Per quanto riguarda il cosidetto "Lodo Alfano", ovvero la sospensione dei processi per le quattro maggiori cariche dello Stato (Presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato, al di là dell'evidente conflitto d'interessi dell'attuale premier, esso presenta innanzitutto secondo me palesi contraddizioni con la Costituzione. In particolare, come recita lo stesso appello, con l'articolo 3, che come tutti sappiamo recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Con questa norma, invece, si vorrebbe dire che "qualche cittadino è più uguale degli altri", introducendo una discriminazione di "condizioni personali e sociali" (ovvero una discriminazione fra rappresentanti ed eletti, e fra rappresentanti e rappresentanti). Per questo, questa norma (per me comunque sbagliata), se proprio la si vuole introdurre, deve essere introdotta con ddl costituzionale, e non per decreto nè per disegno di legge semplice, e quindi sottoporla al giudizio degli Italiani con un referendum (a meno che non si raggiungano i 2/3 in Parlamento). E poi, per evitare il palese conflitto d'interessi, deve essere applicata perlomeno dalla prossima legislatura. Comunque sia, rimane per me una norma sbagliata, anche perchè le figure istituzionali, proprio perchè tali, devono essere senza macchia nè dubbio, e quindi devono farsi processare come tutti gli altri, e senza accussare un giorno sì e l'altro pure chi li indaga o chi scrive di loro (come fecero Andreotti e Clinton, giusto per fare due esempi).

Quanto invece alla norma "blocca-processi" inserita nel "decreto-sicurezza", oltre che per profili di incostituzionalità paventati dai costituzionalisti, essa va bocciata per la sua "irragionevolezza" e "irrazionalità", come dichiarato dal CSM. In effetti, questa norma che sospende per un anno tutti i processi con pene inferiore ai 10 anni partiti nel 2002, fa acqua da tutte le parti: innanzitutto, allunga ancora di più i tempi della giustizia: questi processi, infatti, sono partiti almeno da già sei anni. E sono quindi gratuiti i ripetuti attacchi di Gasparri (PdL) alla magistratura che "dovrebbe pensare non a Berlusconi ma ai processi che durano da anni", non solo perchè non è colpa loro (e quando lo è vengono puniti, come nel caso del giudice Pinatto), ma anche perchè questa norma non risolve ma aggrava il problema (lo avrebbe risolto un "indulto", ma per carità, uno basta e avanza). Inoltre, il blocca processi aggrava il problema della prescrizione: infatti, nonostante la prescrizione venga sospesa con il processo, si perderà comunque un sacco di tempo per la chiusura e il riavvio dei processi, fra notifiche e strataggemmi vari utilizzati dagli avvocati difensori. E, soprattutto, il blocca processi non serve a niente: il suo obiettivo sarebbe infatti quello di velocizzare i processi più gravi, ma in realtà non fa che dare l'illusione di questa velocità, in quanto poi dopo un anno tornerebbero in essere tutti i processi (e in un anno, con i tempi della giustizia italiana, di certo i processi "più gravi" non si concluderanno). Senza contare che, tra i reati "meno gravi", ci sono: rapina, furto, stupro e violenza sessuale, associazione per delinquere, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione, frode fiscale, corruzione, peculato, pedopornografia, omicidio colposo stradale, omicidio colposo medico, maltrattamenti in famiglia, traffico di rifiuti. E, cosa ridicola e contradditoria, addirittura i reati riguardanti immigrazione clandestina e intercettazioni illecite: dopo tutto il casino per introdurli! E' una palese contraddizione, dunque, ma soprattutto una minaccia alla sicurezza dei cittadini e alla giustizia Italiana. Una norma che non ha niente a che fare con un "decreto sicurezza".

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia giugno        agosto
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca