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il blog di Francesco Zanfardino
L'omofobia non è un'opinione
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2013




E' iniziata la discussione alla Camera dei Deputati del ddl Scalfarotto (Pd), firmato da oltre 200 deputati (in maniera pressochè trasversale, dal Movimento Cinque Stelle al PdL passando per Scelta Civica), che mira a introdurre in Italia il reato di omofobia, equiparandolo alle altre persecuzioni punite dalla cosiddetta "legge Mancino" ovvero quelle per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. 

Una equiparazione già fatta propria nel 2006 a livello europeo con un'apposita direttiva UE, ma che in Italia è stata bocciata nella scorsa legislatura (allora a provarci era stata l'ex deputata Anna Paola Concia, sempre del PD) per via dell'opposizione dei settori più conservatrici del centrodestra e della comunità ecclesiastica italiana. Opposizioni che si fanno sentire ancora adesso, nonostante la composizione del nuovo Parlamento sia decisamente più favorevole. E che rischiano di far naufragare anche questo tentativo, sia con tecniche dilatorie (il PDL ha recentemente tentato di rinviare la discussione, ritenendola non prioritaria) che con una vera bocciatura che, seppur improbabile alla Camera, potrebbe esserci al Senato, dove il centrodestra ha più forza. 

Eppure si fa fatica a comprenderne le ragioni. Da parte dell'intellighentia conservatrice si levano voci scandalizzate verso l'introduzione di un nuovo "reato d'opinione", che renderebbe ad esempio punibili coloro che si dichiarano contrari al matrimonio gay o all'adozione da parte di coppie omosex e simili. Ma in tal senso l'intento del legislatore è chiarissimo: come ricordato dal testo del ddl Scalfarotto, la stessa legge Mancino non condanna la semplice manifestazione di un'opinione, ma punisce chi commette o istiga a commettere un reato (quello di discriminazione, per l'appunto). In sostanza: così come non sono punibile se evidenzio delle differenze tra i vari gruppi etnici, ma solo se incito in base a queste differenze a commettere atti discriminatori, allo stesso modo col ddl Scalfarotto sarò punibile se incito ad emarginare una coppia gay che si bacia in pubblico (mentre tollero quelle etero), ma certo non mi manderanno in carcere se dovessi definire più romantico il bacio tra un uomo e una donna!

E allora dov'è il motivo di tanta preoccupazione? Sarà forse la paura che, approvato questo testo, le battaglie del mondo attento alle rivendicazioni della comunità LGBTQi si concentrino su altre battaglie quale il riconoscimento delle coppie omosessuali?

Sieropositivi, non criminali
post pubblicato in Diario, il 4 gennaio 2010


                                             

Devo dire che, quando ho saputo di questa cosa, stentavo a credere che nella cosiddetta "culla della democrazia", quale dovrebbero essere gli Stati Uniti, una persone potesse essere esclusa dal Paese solo perchè malata di AIDS. E invece è stato per anni così, fino a quando il governo Obama ha abolito, con un provvedimento in vigore a partire da oggi, questa grave discriminazione, cancellando il divieto di ingresso e permanenza negli USA per i sieropositivi.

Ma quel che ancora mi sgomenta è che altri Paesi "democratici" come Canada e Australia mantengono provvedimenti del genere, per un totale di circa 60 paesi in tutto il Mondo. E' una cosa scandalosa, che stona contro tutti gli appelli a non emarginare chi ha avuto la sfortuna di incappare nella malattia. Nemmeno i criminali vengono trattati in maniera così brutale.

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S-concordato
post pubblicato in Diario, il 26 agosto 2009


                                                

La polemica suscitata oggi da un articolo della Padania, il qutodiano della Lega, con la minaccia di rivedere il Concordato se la Chiesa non starà buona e zitta sulle politiche dell'immigrazione del Governo, si è sì poi spento in fuoco di paglia, con i dirigenti della Lega pronti a smentire quello che definiscono "un articolo di un editorialista esterno, che non riflette la linea della Lega", ma ha perlomeno riportato per qualche istante all'attenzione generale un tema sepolto purtroppo da anni.

Non solo il Concordato andrebbe rivisto, infatti, ma andrebbe proprio abolito, o perlomeno esteso a tutte le confessioni. Certo non per zittire la Chiesa, che ha tutto il diritto e dire il dovere civico di esprimere la propria idea su qualsiasi argomento, sull'immigrazione così come sui temi etici (e mi dissocio dai tanti che in nome della "laicità" vorrebbero che la Chiesa si facesse gli affari propri quando è contraria alle proprie idee, e poi plaudono quando fa il contrario); ovviamente non di effettuare vere e proprie ingerenze, e putroppo la Chiesa non ne fa mancare esempi, più o meno manifesti (complice una politica troppo spesso debole e compiacente). Ma andrebbe abolito perchè rappresenta una palese violazione della parità dei diritti, ovvero di un privilegio dato ad una confessione rispetto a tutte le altre. Teoricamente sarebbe anche una palese incostituzionalità, dato che l'art.8 della Costituzione dice chiaramente che "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge", che poi non è altro che l'estensione dell'art.3 ("Tutti i cittadini ... sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, .... di religione"), ma i Padri Costituenti, chissà con quale logica e coerenza, decisero di dedicare l'art.7 della stessa all'inglobamento dei "Patti Lateranensi" sanciti da Mussolini e dalla Chiesa durante il regime fascista. Poi si arrivò ad una parziale revisione, all'epoca del Governo Craxi, ma la sostanza del Concordato non cambiò: la religione cattolica, o meglio l'istituzione Chiesa, gode di privilegi che le altre confessioni, oltre che i normali cittadini, non hanno.

Qualche esempio? Le forze dell'ordine non possono entrare negli edifici di culto senza preavvisare l'autorità ecclesiastica. Gli enti della Chiesa sono fuori dalla giurisdizione italiana (vedasi caso IOR). Dal punto di vista fiscale, le attività della Chiesa sono equiparate agli enti di beneficenza. La Chiesa ha inoltre diritto ad accedere all'8xmille, ove i cittadini lo scelgano (anche se buona parte dell'8xmille della Chiesa non deriva dalle esplicite dichiarazioni dei cittadini, ma anche dalla ripartizione delle quote non destinate ad alcun ente, ovvero quelle dei cittadini che hanno lasciato casella bianca). Le scuole cattoliche, anche se con programmi diversi, sono equiparate a quelle pubbliche. Le nomine dei docenti della Cattolica di Roma sono sottratte allo Stato. Fino a giungere alla madre di tutte le polemiche, l'insegnamento della religione cattolica che fino al concordato craxiano era addirittura obbligatorio. E che prevede addirittura che i professori siano nominati dalla Curia, non dallo Stato, anche se poi vengono pagati dallo Stato (!). Questione tornata in auge dopo la sentenza del TAR che ha finalmente abolito la partecipazione degli insegnanti di religione agli scrutini, voluta dall'allora Ministro Fioroni. Anche se i vescovi e i fari politici genuflessi hanno definito la sentenza come "pretestuosa" e figlia di un "bieco illuminismo", i giudici del TAR hanno semplicemente applicato la Costituzione, eliminando la clamorosa discriminazione fra coloro che hanno scelto o no di seguire il corso di religione. Corso che prevede, per legge, l'insegnamento della reglione CATTOLICA, ricordiamolo, (anche se professori illuminati parlano anche delle altre religioni), e che quindi non viene seguito da alunni di altre credenze. Alunni che però si vedevano discriminati negli scrutini, poichè non avevano accesso al credito ottenuto da chi aveva frequentato il corso. Si dirà: ma allora i prof di religione a che servono? Giusto. Se un prof non può partecipare ai giudizi, allora è meglio che non ci sia proprio. Sinceramente non so se sia giusto o no che ci siano. Tuttavia, se devono esserci, allora devono partecipare agli scrutini, e quindi non deve esserci la possibilità di scegliere o meno l'insegnamento, onde evitare discriminazioni. Ma per fare ciò occorre o garantire corsi di insegnamento per ciascuna religione, oppure più intelligentemente sostituirla con un corso di storia delle religioni. E, aggiungo, i professori devono essere scelti mediante concorso dallo Stato: altrimenti se li paghino le Chiese!

Ma l'insegnamento della religione cattolica è solo il simbolo di tutte le discriminazioni di cui è causa il Concordato. Che, per carità, prevede anche tante cose giuste, alcune che derivano dai normali diritti costituzionali, altre no (come l'esenzione dal servizio militare per i religiosi, o il riconoscimento del "segreto professionale" dei confessori"). Così come possono essere definiti "giusti" (io non sono mica tanto d'accordo, almeno su molti aspetti) i particolari regimi fiscali previsti per la Chiesa. Ma allora lo Stato deve garantire tali diritti ugualmente a tutte le confessioni religiose. Ed eliminare le palesi incostituzionalità contenute nel resto. Ma per fare questo andrebbe rivisto il Concordato ... e per farlo non si può nemmeno effettuare un Referendum, visto che è nella Costituzione. Solo una difficile legge di revisione costituzionale, o un impossibile mutuo accordo tra Stato e Chiesa, possono modificarlo. E quindi dovremo tenerci il Concordato, mi sa, per molti anni, almeno fino a quando la politica ritroverà la dignità e il coraggio di non aver paura di inimicarsi qualche gerarchia ecclesiastica ben poco illuminata e cristiana. Mi sa che forse il Giudizio Universale arriverà prima ...

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Ladrocinio di Stato
post pubblicato in Diario, il 11 agosto 2009


                                                

La regolarizzazione delle colf e delle badanti presta molti fianchi alle critiche. La principale è ovviamente quella di essere una discriminazione, o meglio una concessione di un privilegio a determinate categorie di lavoratori ed una porta chiusa alle altre. Inoltre, è un clamoroso dietrofont di fronte all'ideologia in tema di clandestinità portata avanti dalle forze governative finora, in nome evidentemente di una convenienza elettorale che fa mettere da parte la coerenza pur di mantenere i consensi delle famiglie borghesi del Nord (e non solo).

Ma oggi vi parlo di un altro aspetto della faccenda, che dimostra una natura alquanto "truffaldina" di questo Governo. Come forse molti di voi sapranno, infatti, per regolarizzare una colf o una badante occorrerà presentare apposita domanda all'Inps e versare un "contributo" forfettario di 500 euro. Quello che invece in pochi di voi sapranno è che, se la domanda verrà rigettata, lo Stato non restituirà i 500 euro. D'altronde, è ben specificato nel vademecum dell'Inps in materia (pagina 7), pubblicato sul sito del Ministero del Welfare: "Si precisa che, in caso di di irricevibilità, archiviazione o rigetto delle domande di emersione, non si procederà comunque alla restituzione del contributo forfettario di 500 euro".

Ora, sarò ignorante io, ma una simile procedura mi sembra alquanto anomala, e assolutamente non giusta. Per niente.

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Un calcio all'ipocrisia
post pubblicato in Diario, il 26 giugno 2009


                                               

Leggevo su LaStampa.it questa notizia proveniente dalla Turchia su un arbitro gay che è stato licenziato dalla Federazione e costretto a fuggire dalla sua città a causa del suo outing, e mi è venuto in mente quel video di La7 che fece tanto scalpore qualche anno fa poichè riprendeva le dichiarazioni di un presunto "calciatore gigolò" di Serie C che sosteneva di andare a letto a pagamento con moltissimi giocatori, anche di Serie A ed anche sposati, e che buona parte dei calciatori italiani è bisex, magari con "fidanzate di facciata e vita privata più 'allegra'".

Mi è venuto in mente perchè nell'articolo si mette in risalto la discriminazione subita dall'arbitro turco, sottolineando le "battutacce" dei cronisti sportivi (del tipo "non può riavere il posto, assegnerebbe i rigori ai calciatori più carini"), e che in Turchia anche se l'omosessualità non è reato, è comunque perseguita ai limiti della legge, come ad esempio la non idoneità alle visite militari se si è gay (scusa utilizzata dalla Federazione turca per espellere l'arbitro "incriminato"). Ebbene, siamo poi così sicuri che in Italia siamo messi meglio? In fondo, che io sappia o ricordi, finora nessun calciatore, allenatore o arbitro italiano ha mai confessato la propria omosessualità. Eppure, l'OMS stima, basandosi sul cosiddetto "Rapporto Kinsey", che circa una persona su venti sia omosessuale, e che un altro 5% abbia rapporti prevalentemente omosessuali. Pensare dunque che tra migliaia di uomini che popolano il mondo nel calcio, e che tra l'altro vivono ogni giorno a stretto contatto, nemmeno uno di loro sia omosessuale, è al di fuori di ogni logica.

Il perchè di tanto mistero è evidente: in una società dove essere gay è ancora causa di discriminazione, dove i più elementari diritti della persona non sono ancora riconosciuti (sì, mi riferisco a Dico e company), e dove il proprio orientamento sessuale può pregiudicare l'accesso a vari settori lavorativi (compreso quello militare: non è forse vero che ai "test psico-attitudinali" viene chiesto l'orientamento sessuale? E vorrei tanto sapere se c'è stato un solo gay dichiarato che è stato ritenuto "idoneo"...), un calciatore gay è un binomio che non può esistere. Proviamo infatti ad immaginare un Del Piero o, che so, un Materazzi che fa outing: immediatamente partirebbero gli sfottò, il clima in spogliatoio sarebbe diverso, gli ultras darebbero sfoggio dei peggiori insulti, eccetera eccetera.

Siamo poi così sicuri di essere migliori della Turchia?

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La parità dei furbi
post pubblicato in Diario, il 3 marzo 2009


                                                    

Bene, alla fine il Governo è uscito allo scoperto. Quando Brunetta per la prima volta annunciò l'intenzione di innalzare l'età pensionabile delle donne a 65 anni, equiparandola a quella maschile, nella maggioranza si cercò di smorzare l'annuncio, di nasconderlo, addirittura smentirlo. Poi a mano a mano le voci sono diventate sempre più forti. Ed oggi l'annuncio definitivo. Secondo il progetto del Governo, l'età pensionabile delle donne verrà gradualmente innalzata dai 60 anni attuali ai 65 del 2018. La motivazione? Semplice: ce lo impone l'Unione Europea. Infatti, secondo la UE, la situazione attuale sarebbe una discriminazione nei confronti dell'uomini.

Giusto. E' una discriminazione, e va sanata. Ma, allora, tutte le discriminazioni vanno sanate ... non solo quelle che fanno comodo. Perchè, come ha dichiarato la stessa Avvocatura dello Stato difendendosi alla UE, in Italia esiste una profonda discriminazione lavorativa nei confronti delle donne, e dunque esiste l'età pensionabile più bassa come parziale compensazione. E allora, caro Brunetta e caro Governo: rispettate la sentenza della UE, ma ogni singolo euro che guadagnerete dall'operazione spendiatelo per sanare le altre discriminazioni, quelle ai danni delle donne. Costruite più asili nido, impedite che le donne possano venire licenziate per una gravidanza, favorite (magari temporaneamente tramite "quote" obbligatorie") la parità di accesso delle donne agli incarichi importanti, ecc. ecc. ecc. E che non un solo euro venga speso per altro. Altrimenti, non abbiate la faccia tosta di parlare di parità ...

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Stupri di serie A e serie B
post pubblicato in Diario, il 28 gennaio 2009


                                                

In questi giorni abbiamo tutti potuto assistere nei TG al violento tentativo di linciaggio che un nutrito gruppo di abitanti di Guidonia ha perpretato nei confronti dei ROM protagonisti dello stupro di Guidonia" (seguito, tra l'altro, da raid contro gli stranieri della zona).  Non mi soffermo sulla legittimità di tali gesti, anche se ovviamente sono sbagliati (ma posso parzialmente comprendere l'esasperazione e la paura che stanno alla base del tentativo linciaggio: aver paura di vedere sè o i propri figli subire una simile bestialità può far perdere la testa).

Quello che voglio sottolineare, invece, è che non abbiamo avuto notizia, però, di alcun tentativo di linciaggio nei confronti dell'italiano protagonista dello "stupro di Capodanno".

Che dite, è un caso oppure non sono poi così folli le persone che sostengono che in Italia sta dilagando un forte sentimento razzista, che fa ritenere più gravi gli stupri commessi da stranieri che quelli commessi da Italiani?

P.S. Scusate se in questo periodo non rispondo spesso ai commenti, e/o non ricambio sugli altri blog ... sono un po' impegnato ...

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Io ricordo così, gli altri ...
post pubblicato in Diario, il 27 gennaio 2009


                                               

Oggi, 27 Gennaio, è il Giorno della Memoria. 64 anni fa le truppe sovietiche sfondarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, scoprendone gli orrori e i pochi superstiti di quell'infamia. Fu così che, forse tardivamente, la Comunità Internazionale decise nel 2000 di istituire tale data come giornata mondiale in commemorazione delle vittime dell'Olocausto, del nazionalsocialismo e di tutti i fascismi. E, aggiungerei io, proprio "per non dimenticare", anche di tutte le altre pulizie etniche di questo mondo, troppo spesso dimenticate e/o occultate.

Ci sono diversi modi per "ricordare".

C'è chi
, come un Vescovo forse riabilitato con troppa superficialità dal Papa, lo fa negando l'esistenza delle camere a gas. E c'è chi, tanti, troppi, nega l'Olocausto in generale.

C'è chi, come un Presidente del Consiglio che considera il suo ruolo con fin troppa superficialità, lo fa raccontando barzellette sui lager che non fanno ridere nessuno.

C'è chi, come buona parte degli Italiani, forse la maggioranza, lo fa con molta ipocrisia, indignandosi la mattina per l'odio razziale della Germania Nazista contro gli ebrei, e pensando la sera ad altrettando razzistiche equazioni straniero = criminale = viadalmioPaese.

Poi c'è chi, come me, che non nega, prende seriamente la questione e senza ipocrisia. Personalmente, voglio ricordare così, come l'anno scorso, con l'introduzione di Primo Levi a Se questo è un uomo (uno dei migliori libri mai scritti, da leggere assolutamente almeno una volta nella vita per comprendere fin dove possa spingersi, in basso, la coscienza umana), che rispecchia fedelmente lo spirito di questa giornata.

"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi"
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Il razzismo, la demagogia, la paura e l'inganno
post pubblicato in Diario, il 9 gennaio 2009


                                              

Dovevamo ancora riprenderci dall'incredibile mozione della Lega sulle classi separate per i bambini stranieri, che le menti leghiste hanno partorito in poco tempo altre aberrazioni, stavolta però appoggiata dal Governo e dai suoi relatori in Parlamento. Si tratta di un emendamento al cosiddetto "dl anticrisi", che propone due misure ritenute "oggettivamente discriminatorie" anche dal Presidente della Camera Gianfranco Fini (del PDL, ricordiamolo).

La prima è una tassa di 50 euro sui permessi di soggiorno e sul loro rinnovo. Della serie: invece di favorire la regolarizzazione dei tanti lavoratori immigrati che lavorano in nero, la tassiamo. Tra l'altro addebitandone il costo non ai datori di lavoro, come vorrebbe la logica (pur nella illogicità complessiva del provvedimento), ma ai lavoratori stessi, che certo non navigano nell'oro. Come mettere una tassa sui poveri, con l'aggravante della discriminazione e dell'incentivazione del lavoro nero e della clandestinità. E, per finire, sapete dove andrebbero a finire i fondi delle "tasse"? A sostegno delle famiglie italiane (altra discriminazione) e per il controllo del territorio: non per politiche per l'integrazione, come chiunque farebbe!

La seconda è una fidejussione obbligatoria di 10.000 euro a carico dei lavoratori extracomunitari che aprono un'attività. Norma ancora peggiore della precedente, non solo perchè danneggia la libera impresa, ma perchè palesemente discriminatoria: perchè solo i lavoratori extracomunitari, e non tutti? Quale motivazione può giustificare una tale discriminazione di condizione? Nessuna.

Speriamo che le parole di Fini vengano ascoltate dalla maggioranza cui pure appartiene. Perchè il Governo non può pagare l'appoggio della Lega con l'appoggio a provvedimenti talmente sbagliati, propagandistici e razzisti. Nè tantomeno può continuare ad affrontare problemi importanti come la sicurezza e l'immigrazione clandestina con demagogia ed incompetenza. Perchè altrimenti i frutti di tale demagogia (i 2000 sbarcati a Lampedusa in pochi giorni a Natale, di cui solo una trentina rimpatriati, che hanno contribuito a fare del 2008 "l'anno record per gli sbarchi", come ammesso oggi da Maroni, e i 300 sbarcati proprio oggi, nonostante le "norme eccezionali" varati da Maroni e dal Governo sei mesi fa e ribaditi pochi giorni fa), finiranno per travolgerli. Sempre che l'informazione faccia il suo mestiere come lo faceva, con eccessivo zelo, fino ad un anno fa. 

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I diritti umani sessant'anni dopo
post pubblicato in Diario, il 10 dicembre 2008


                                                      

Oggi è il 10 Dicembre. Esattamente sessant'anni fa l'Assemblea Generale dell'ONU proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ovvero quella che, con i suoi 30 articoli, ancora oggi è la Carta dei Diritti più importante al mondo, e per universalità, e per i principi in essa contenuti.
 
Purtroppo. Perchè se la Dichiarazione, in questi sessant'anni, avesse trovato piena o quasi applicazione, non ce ne sarebbe nemmeno più bisogno. E invece, nonostante i notevoli passi avanti fatti nella direzione del rispetto dei diritti umani, siamo ancora molto lontani dall'obiettivo. Nel mondo, certamente, con tutti i conflitti ancora in corso e spesso dimenticati, con tutti i tipi di tortura e di discriminazione, con miliardi di poveri, con la privazione di beni primari come cibo e acqua. Ma anche nella nostra pur civile Italia siamo molto lontani da un pieno rispetto dei diritti umani. Certo, non abbiamo la pena di morte, non c'è una dittatura, non ci sono leggi razziali, ecc. ecc. Ma, se controlliamo, nessuno dei 30 articoli della Dichiarazione è privo di violazioni o comunque pienamente attuato nel nostro Paese.

Basti pensare alla tragedia delle morti sul lavoro. Alle nuove forme di schiavitù, come gli immigrati sfruttati per pochi euro in condizioni pietose, o a categorie come gli operatori di call-center, fuori praticamente da ogni diritto. Al nuovo clima di discriminazione e intolleranza verso il diverso, sia esso rappresentato dal colore della pelle, dalla sessualità o dalla religione. All'annoso problema delle mafie, che ostacono la libera impresa e la sicurezza. Eccetera eccetera eccetera.

Forse, anzi sicuramente, la piena attuazione della Dichiarazione è un'utopia. Però, perlomeno, tutti gli sforzi devono essere tesi a quell'obiettivo. Perchè certe violazioni possono e devono essere evitate facilmente. E perchè ogni millimetrico passo in avanti è sempre meglio dell'immobilismo o addirittura dei passi indietro.

P.S. In tal proposito, segnalo, come spesso mi capita con le buone proposte dei partiti, il pacchetto legislativo sui diritti umani presentato in Parlamento dal Partito Democratico in corrispondenza dell'anniversario della Dichiarazione. Si tratta di 7 proposte di legge sui diritti umani, che riguardano: "1) l'introduzione nel nostro codice penale del reato di tortura; 2) La corte penale internazionale (nel senso di un adeguamento del nostro ordinamento alle prescrizioni della Corte); 3) L'istituzione di una commissione nazionale indipendente per la promozione e la tutela dei diritti umani (previsto da una risoluzione dell'Onu a cui l'Italia non ha dato seguito); 4) Messa al bando delle munizioni a grappolo ("cluster bomb") 5) Ratifica ed esecuzione del V protocollo relativo ai residuati bellici esplosivi; 6) Ratifica della convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani; 7) Legge organica sul diritto d'asilo". Spero che, una volta tanto, non si guarda al colore dei proponenti, ma alle proposte, e che siano approvate all'unanimità (soprattutto quella sull'introduzione del reato di tortura: è uno scandalo che non sia già previsto).

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Noooo, mica alimentano il clima di razzismo ...
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2008


                                                        

Oggi la bassezza politica della Lega ha raggiunto (per ora) il limite di più basso. E' vero, in questi anni ne abbiamo sentito di idiozie demagogiche sugli stranieri, ma questa forse è la più indecente. Anche perchè somiglia terribilmente troppo ad una legge razziale.

Ricordate i "negozi per ebrei"? Oppure i bagni per i neri (o qualsiasi delle aberranti separazioni dell'apartheid)? Ora arrivano le classi riservate agli immigrati. La proposta è della Lega, ma attenzione: non è un semplice annuncio, di quelli che ogni tanto la Lega fa per distogliere il suo elettorato da provvedimenti come i 140 milioni regalati al clan bancarottista di Catania. La proposta, infatti, sotto forma di mozione, è stata approvata alla Camera con 256 sì. La misura si è attirata ovviamente una marea di critiche, a partire dalle opposizioni, con un duro attacco di Veltroni, ma anchesindacati e persino di parte della maggioranza (che però l'ha votata...). Gli unici a difenderla fortemente sono i leghisti, che anzi sostengno che questa norma è "anti-razzista", "favorisce l'integrazione": secondo loro, infatti, i bambini immigrati possono assumere le basi linguistiche per integrarsi meglio successivamente nelle classi "normali". Ma che diamine significa? C'è bisogno di fare classi separate? Non è sufficiente fare dei corsi pomeridiani aggiuntivi? Quale integrazione si vuole ottenere separando gli immigrati, escludendoli?

E' una vergogna. L'Italia sta avendo una deriva razzista, sta diventando sempre più intollerante nei confronti del "diverso", vede qualsiasi cosa di diverso dalla realtà comune come un peso, se non come una minaccia, e il Governo cosa pensa di fare? Escludere, nascondere, emarginare. Poi dicono che non è vero che alimentano questo clima di razzismo ...

P.S. Tra l'altro, mentre scrivo mi accorgo che l'Unione Europea ha bocciato alcune norme del Ministro Maroni, precisamente l'allontanamento dei cittadini comunitari senza casa e reddito e il carcere per chi è senza permesso di soggiorno. Il Ministro, in audizione davanti al Comitato Schengen, è stato infatti costretto ad ammettere l'errore e ritirare queste norme a causa della bocciatura di Jacques Barrot, il Commisario UE che tratta della materia. Il bello è che Maroni aveva sbandierato un presunto "via libera" della UE alle sue norme, dichiarando che era stata "fatta giustizia su tutte le accuse della sinistra". Ora torna a casa con la coda tra le gambe, tentando di difendersi dichiarando: "Vabbè, la UE è in disaccordo solo su questi due punti". Ha detto niente! Praticamente la campagna del "Governo della sicurezza" si è basata solo su queste due norme, specialmente il carcere per gli irregolari! Ma Maroni non si preoccupi: i TG non hanno dato e non daranno notizia a questa bocciatura, o perlomeno non faranno lo stesso bailamme fatto quando sono state approvate... quindi l'effetto demagogico non svanirà.

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La UE boccia l'aggravante di clandestinità
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 18 settembre 2008


                                                      

Qualche settimana fa Maroni e il Governo avevano esultato quando Jacques Barrot, commisario europeo alla Giustizia, Libertà e Sicurezza, aveva dichiarato "non discriminatorie" le norme sul censimento dei campi nomadi. Era, secondo il Governo, la prova della falsità delle accuse provenienti dalla sinistra e dagli ambienti cattolici sulla presenza di norme discriminatorie e razziste nei suoi provvedimenti per la "sicurezza".

Peccato però che ieri lo stesso  Barrot ha ritenuto l'aggravante di clandestinità "non in linea con il diritto comunitario". Più precisamente, "ci sono delle modifiche che abbiamo chiesto su una parte della legislazione che è già in vigore, ma che non ci è stata notificata, e sulla quale ci siamo attivati". Come aveva dichiarato l'altro ieri alla radio svizzera Rsi, "sembra che i testi prevedano che un immigrato irregolare possa costituire circostanza aggravante nei delitti. Questo non è affatto conforme al diritto europeo".

Ora due sono le cose: o Maroni aveva sbagliato ad esultare sul censimento dei nomadi, o adesso deve ammettere di aver sbagliato nel prevedere l'aggravante di clandestinità. Perch Barrot è sempre lo stesso, non cambia in meno di due settimane ...

D'altronde, era abbastanza evidente che aumentare la pena di un terzo ad un condannato solo perchè è clandestino, magari per reati in cui la clandestinità non c'entra un bel niente, è una norma ingiusta e insensata. Norma che, tra l'altro, non farebbe altro che prolungare la presenza del clandestino in Italia, quando poi, grazie alla "svolta sulla sicurezza", i clandestini dovrebbero essere prontamente espulsi, no? Ah, ma no, i clandestini continuano ad arrivare lo stesso in massa, nonostante la "svolta" ...

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