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il blog di Francesco Zanfardino
Uno vale uno?
post pubblicato in Diario, il 18 giugno 2013




L'idea della politica "orizzontale" mi stuzzica molto, è probabilmente ancora troppo d'avanguardia, ma credo tra qualche decennio guarderemo con sdegnata sufficienza questi anni di sfrenato verticisimo e autorefenzialità delle classi dirigenti. Certo, il concetto di "uno vale uno", per quanto possa sembrare una lapalissiana verità democratica, tende a perdere un po' di senso quando l'opinione del militante storico di partito viene messa sullo stesso livello dell'ultimo arrivato, tesserato magari da un capobastone per garantirsi la sua quota d'azioni in quelle S.p.a. che sono spesso diventati i partiti (almeno quelli dove non c'è direttamente un padre-padrone che comanda, senza troppi fastidi "democratici" o presunti tali).

In ogni caso, il Movimento Cinque Stelle, dove si spera che le truppe cammellate e le logiche azionarie non siano ancora arrivate, ha fatto dell'"ognuno vale uno" proprio uno dei suoi principali slogan, inserito nella retorica del "non-partito", del "non-statuto" eccetera ...

Uno slogan cui ho pensato molto, nel seguire distrattamente la vicenda, un po' penosa, della guerra tra bande all'interno del M5S (che bella novità, devo dire) e del clima un po' da purghe staliniste in cui Beppe Grillo ha deciso di far precipitare il suo movimento. Se ognuno vale uno, Beppe Grillo vale come uno qualunque dei suoi iscritti. O almeno così ha sempre detto di essere, vantandosi di essere solo un "megafono" del Movimento.

Ebbene, allora per quale motivo dovrebbero essere espulse dal M5S parlamentari che hanno avuto l'unico difetto di contestare il ruolo di "uno qualunque" degli iscritti? Secondo la stessa logica, non andrebbe espulso anche Beppe Grillo? Non ha forse anche lui criticato (così duramente) l'operato di "iscritti qualunque" del Movimento?

Francesco Zanfardino - www.discutendo.ilcannocchiale.it
Viva la sincerità
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2009


                                             

Oggi il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, in procinto di incontrare il suo omologo della Romania, ha dichiarato: "la Francia ha espulso solo nel 2008 oltre 7000 cittadini romeni, l'Italia circa 40".

Come come come? Solo 40 romeni espulsi? E tutti i proclami sulla sicurezza, sulle "espulsioni più facili", sul "sì agli onesti, fuori dall'Italia i delinquenti", "vadano a casa loro", "interverremo contro l'emergenza ROM", ecc. ecc. che fine hanno fatto? La tanto sbandierata "svolta" su sicurezza e criminalità straniera rispetto al Governo Prodi dov'è, caro Ministro? Perchè non dice al suo collega Maroni che i suoi innumerevoli pacchetti sicurezza sono stati tutti dei gran pacchi (soprattutto alla luce degli ultimi fatti di cronaca)?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sicurezza, meno chiacchiere più fatti: costruire nuove carceri
post pubblicato in Diario, il 23 agosto 2008


                                                        
 
Sulle ultime elezioni si è detto di tutto e di più, ma su una cosa gli analisti sono tutti d'accordo: il centrodestra ha vinto sulla sicurezza. Dunque, era inevitabile che il nuovo Governo dovesse occuparsi di questo tema, per non tradire il mandato degli elettori. Tuttavia, i frutti di questi primi quattro mesi di Governo sono ben poco sostanziosi: quella "svolta" sulla sicurezza che il Paese si attendeva non è arrivata.

I provvedimenti in materia del Governo, infatti, quando non sono stati in continuità con quelli del precedente Governo (come i "sindaci-sceriffi", o meglio i maggiori poteri dati ai sindaci, già presenti nel "pacchetto-Amato"), sono stati poco più che un misto di propaganda e populismo, volti più ad assecondare le paure e gli stereotipi di larga parte degli Italiani che a contribuire fattivamente ad una maggiore sicurezza. L'esempio principe sono le impronte prese ai Rom, delle quali non se ne comprende l'utilità: infatti, o sono prese a Rom "regolari", e quindi inutili e discriminatorie (perchè solo ai Rom e per gli Italiani bisogna aspettare il 2010?), o sono prese a Rom "irregolari", ma comunque inutili, perchè una volta accertata la loro regolarità dovrebbero essere espulsi, no? E allora perchè invece di fare un semplice censimento bisonga aggiungerci pure l'inutile raccolta di impronte? Passando poi per le espulsioni, che dovrebbero essere più facili, ma in realtà non si è fatto altro che cambiare nome ai CTP e tendere ad imbrigliare la clandestinità nelle maglie della macchina giudiziaria italiana, con la conseguenza che in molti casi i clandestini, per le lungaggini dei processi, potrebbero rimanere più tempo e magari non giungere mai ad un giudizio (come la stragrande maggioranza dei procedimenti giudiziari in Italia). Infine, l'esercito delle strade (3.000 unità), che probabilmente agli occhi degli Italiani sarà il provvedimento principe del Governo, ma che in realtà serve unicamente per nascondere i tagli all'organico delle forze dell'ordine (40.000 unità secondo i sindacati). Per non parlare del rischio che si è corso con la norma blocca-processi, che poteva mandare all'aria la già farraginosa macchina giudiziaria italiana e, anche se annacquata dopo che il lodo Alfano ne ha eliminato lo scopo principale (non era utile per tutti gli Italiani?), i suoi danni potrebbe farli lo stesso).

Avrei preferito che si facesse qualcosa di più concreto. Magari prendendo esempio dagli errori del passato, come l'indulto. Se l'insoddisfazione del Paese nei confronti del precedente Governo in materia di sicurezza ha raggiunto vette inverosimili, infatti, non è certo dovuto all'effettivo aumento della crimininalità (in calo da anni e anni), ma ad un notevole aumento della percezione di insicurezza, dovuta sia ad una sovraesposizione mediatica della criminalità, sia a provvedimenti come quelli dell'indulto. In realtà è stata fatta molta demagogia sull'indulto: innanzitutto, è sembrato un provvedimento del solo centrosinistra, ma è stato votato anche da Udc e Forza Italia (senza i cui voti l'indulto non sarebbe mai passato, dato che servono i 2/3 del Parlamento per l'indulto). Ma soprattutto alla sua base c'era un'esigenza reale, ovvero un sovraffollamento esagerato delle carceri i cui problemi si evidenziavano e peggioravano di estate in estate. D'altronde, fu Papa Wojtila in persona a chiederlo in Parlamento; solo giustizialisti e estremisti di destra/leghisti potevano sostenere il proseguimento di questa situazione. La cosa grave, dunque, non è stato l'indulto (oddio, l'indulto è sempre un obrobrio, ma in quel caso particolare era putroppo necessario), anche se andava fatto meglio e meno esteso, ma il fatto che non si sia previsto un bel niente per evitarlo in futuro. Semplicemente, assieme all'indulto andava approvato un piano di edilizia carceraria.

Ebbene, il Governo, invece di giocare a soldatini, dovrebbe costuire più carceri. Questa sì che sarebbe una concreta azione per la sicurezza: il pugno di ferro non serve, se poi non si è in grado di garantire la certezza della pena (e della condanna). Soprattutto quando, secondo il tradizionale rapporto ferragostano dei Radicali, il sovraffollamento sta tornando: 12mila carcerati in più rispetto alla capienza delle carceri. Certo, potranno pure essere dati "di parte", ma sicuramente non molto lontani dalla realtà ...

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