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il blog di Francesco Zanfardino
Il conto della Lega aumenta di altri 400 milioni
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2009


                                                     

Ancora una volta, la Lega Nord ha presentato il conto al Governo. Stavolta si tratta di ben 400 milioni di euro, ovvero quanto ci costerà, secondo i calcoli di lavoce.info, far svolgere il "referendum elettorale" separatamente da europee ed amministrative.

Sì, proprio quel referendum che nell'autunno 2007 si impose prepotentemente sulla scena politica nazionale, con i suoi tre quesiti, proposti da Mario Segni e Giovanni Guzzetta, che, se approvati, comporterebbero l'assegnazione del premio di maggioranza, sia alla Camera che al Senato, alla lista (e non alla coalizione) che ottiene più voti, oltre che l'impossibilità di candidarsi in più circoscrizioni. Proprio quel referendum che scombussolò i precarissimi equilibri del Governo Prodi, che si reggeva sull'appoggio di partitini minuscoli che sarebbero spariti con l'approvazione del Referendum. E che forse fu tra le principali cause della sua fine.

Tanti cavalcarono quel referendum nel centrodestra, in primis Gianfranco Fini e la sua Alleanza Nazionale. Che firmarono in massam, contribuendo al raggiungimento di 820mila firme, ben 320mila in più del necessario. Però, caduto Prodi, tutti si dimenticarono della scelta fatta. Nessuno nel centrodestra, compreso Fini, volle accettare la proposta di un governo di transizione per cambiare la legge elettorale, quella definita una "porcata" da colui che l'aveva proposta, il ministro leghista Calderoli. E così il referendum, che doveva tenersi in primavera 2008, slittò di un anno (quando ci sono le elezioni per cambiare Governo, i referendum non possono svolgersi).

Ora non ci sono più impedimenti: il referendum si farà. Bisognava solo scegliere la data. E il ministro Maroni, leghista, ha scelto come data il 14 Giugno. Ovvero la domenica successiva a quella delle elezioni Europee ed amministrative, e la domenica precedente a quella dei turni di ballottaggio delle amministrative. E così in 7000 comuni e 73 province i cittadini dovrebbero recarsi a votare per ben tre domeniche consecutive. Un grado di fedeltà elettorale che, in tempi di antipolitica, difficilmente verrà raggiunto ... e, provate ad immaginare, a quale voto molti Italiani rinunceranno? Ma al referendum, ovviamente.

Insoma, si tratta di una astuta mossa della Lega Nord per boicottare il referendum, impedendogli di raggiungere il quorum. Una mossa palese, visto che lo stesso Calderoli ha ammesso: "Ne uscirebbe un sistema per noi inaccettabile". Perchè tanta paura? Semplice: poichè è la lista singola, e non la coalizione, ad ottenere il premio di maggioranza e quindi governare da sola, la coalizione PDL-Lega non potrebbe più esistere due scenari: il peggiore, per la Lega, è che il PDL si presenti da solo, mettendo la Lega, se non fuori dal Parlamento, comunque fuori dal Governo; il "meno peggio", per la Lega, è che il PDL apri le sue liste ai leghisti ... e la Lega perderebbe la sua identità e soprattutto la sua forza elettorale (e ricattatoria). E così la Lega ha minacciato Berlusconi, dato che attualmente può farlo, di far cadere il Governo se il Governo non avesse fatto di tutto per far fallire il Referendum. 

E così, per i capricci della Lega, gli Italiani dovranno sborsare 400 milioni di euro ... non proprio una sommetta, soprattutto in tempo di crisi. Ma la Lega non era contro le poltrone e gli sprechi?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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