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il blog di Francesco Zanfardino
Candidature vere
post pubblicato in Diario, il 22 marzo 2009


                                                           

L'accusa del leader del PD, Franceschini, a Berlusconi di "imbrogliare" gli elettori candidandosi come capolista alle Europee in tutta Italia, come se potesse davvero fare il parlamentare europeo (quando invece per legge c'è incompatibilità tra l'essere parlamentare europeo e Premier, tant'è vero che Berlusconi dopo le Europee dovrà dimettersi subito da parlamentare europeo), è un ottimo esempio della necessità per la politica italiana di mostrare un tantino di serietà.

Chi si candida alle elezioni per un determinato ruolo lo deve poi svolgere quel ruolo. Non deve essere un sistema meschino per portare voti, offendendo magari anche gli elettori considerandoli delle pecore capaci di votare per il tuo partito solo se ti candidi tu (o magari solo se sul tuo simbolo di partito c'è scritto "Berlusconi Presidente" a caratteri cubitali ... anche alle elezioni locali ...). Dovrebbe essere una cosa normale, ma in Italia ormai niente è normale, dunque sarebbe necessaria una legge che obbliga il candidato ad una determinata elezione a dimettersi prima da qualsiasi carica ricopra. Solo così potremmo evitare quella cosa squallida degli eletti che si dimettono tre giorni dopo essere stati eletti.

Poi, ovviamente, i problemi della politica italiana e della sua dignità sono ben altri ... ma sarebbe un bel punto da dove cominciare.

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Ennesimo imbroglio del Governo: stavolta sull'8 x mille
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 24 settembre 2008


                                                             

Dopo il doppio imbroglio sull'inflazione programmata di cui ho parlato ieri, ecco un nuovo imbroglio di Tremonti e del Governo. Stavolta si tratta dell'8 per mille destinato allo Stato, che dovrebbe essere utilizzato per finalità solidaristiche, e invece è stato usato per finanziare il decreto ICI.

D'altronde c'eravamo abituati alla "finanza creativa" di Tremonti. Già nel 2004 e nel 2006 Tremonti depredò il fondo dell'8 per mille, fino a ridurre al 6% le risorse destinate a finalità solidaristiche. Nel 2007 e nel 2008 Prodi invertì la rotta, riportando queste risorse al 72%, dirottando solo 24,5 milioni degli 88 disponibili. Ma poi Tremonti, tornato al Ministero, torna alle vecchie abitudini, e utilizza i restanti 60 milioni per finanziare parte del decreto ICI, destinando solo 3,5 milioni per finalità solidaristiche. In particolare, solo 7 progetti sui 808 già approvati e che quindi ora non vedranno nemmeno un euro. Tra l'altro 7 calamità naturali, quindi niente fondi ai beni culturali, alla fame nel mondo, all'assistenza, alle associazioni di volontariato. Quando poi sarebbe bastato non levare l'ICI a qualche riccone con la casa nel centro di Roma.

Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Anche se nel caso di Tremonti bisognerebbe parlare di "volpe".

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Il Governo imbroglia: rivede il PIL, ma non l'inflazione
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 23 settembre 2008


                                                         

Nel CdM di oggi il Governo ha rivisto al ribasso le stime del PIL: per il 2008 dallo 0.5% previsto a Maggio si scende allo 0.1%; per il 2009 si scende dallo 0.9% allo 0.5%. Il Governo dunque ammette che si sta andando verso la recessione, ma, a differenza degli altri paesi Europei, messi peggi di noi, non fa niente per cambiare direzione, nemmeno una piccola manovra correttiva. Vabbè, ma non è questa la notizia grave di oggi.

La cosa grave è che il Governo aggiorna tutti gli indicatori economici, tranne uno: l'inflazione. E non si tratta di una semplice disonestà, ma di una vera e propria "tassa" ai danni dei lavoratori dipendenti. L'inflazione programmata è infatti ancora ferma all'1.7% programmato a metà 2007, quando il Governo Prodi varò il DPEF 2007-11 (e quando l'inflazione era effettivamente all1.7%). Il Governo Berlusconi, quando ha varato il nuovo DPEF 2008-11, invece di aggiornare tutti gli indicatori economici come ogni volta che si fa un DPEF, li ha aggiornati tutti tranne uno: l'inflazione appunto. E ora ci ritroviamo con un'inflazione reale del 4.1% contro un'inflazione programmata del 1.7%. Più del doppio.

E voi direte: embè, che ce ne frega? E invece ce ne frega, perchè sull'inflazione programmata si basano gli aumenti contrattatuali per gli statali. E una norma dell'ultima Finanziaria prevede che l'importo dell'aumento non può superare il 90% dell'inflazione programmata. Così, il Governo può "risparmiare" sugli aumenti contrattuali rifiutandosi di aumentare l'inflazione programmata. E così è stato.

Insomma, un vero imbroglio, di cui si dovrebbero vergognare. E poi dicono che "non mettono le mani nelle tasche degli Italiani".

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