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il blog di Francesco Zanfardino
Omertà
post pubblicato in Diario, il 12 maggio 2010


                                                 

"Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere."

Va tutto bene
post pubblicato in Diario, il 28 novembre 2009


                                          

E no. Basta derubricarle come "battute". Le parole usate ieri dal premier Berlusconi non hanno alcunchè di ironico, sono semplicemente vergognose. Se io in un post dicessi "se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una bella figura, lo strozzo", voi cosa direste? Non mi inondereste di messaggi con cui mi comunichereste tutto il vostro sdegno e il vostro schifo, mi direste "vergogna!" e mi accureste di essere mafioso o loro amico? E perchè allora bisogna sempre ridurre tutto ad una "battuta", ad una "ironia" quando queste cose le dice Berlusconi?

In fondo, lui l'ha sempre detto: chi parla dei problemi dell'Italia è "anti-italiano". Se l'opposizione sottolinea i problemi derivanti dalla crisi, è anti-italiana. Se sottolinea le sue figuracce internazionali, è anti-italiana. Se l'informazione fa il suo dovere, è anti-italiana. E chi parla di mafia, evidentemente, è anti-italiano. Tutto deve andare bene, sotto il suo Governo. L'informazione deve ridursi a celebrare le meraviglie del fanstastico mondo di Berlusconi, mentre l'opposizione deve scomparire od essere accondiscendente. Un po' come nel fascismo, insomma.

Peccato che in Italia ben poco vada bene, ed il resto va comunque peggio di come dovrebbe. Se questo dà fastidio al Premier, bè, se ne faccia una ragione: non siamo ancora in una dittatura. Ancora.

P.S. Ma se il Premier teneva tanto all'immagine internazionale dell'Italia, perchè ha usato il suo impero mediatico per martellare ossessivamente sull'emergenza rifiuti in Campania? Evidentemente, doveva ancora ravvedersi: infatti, ora dei rifiuti di Palermo non parla più nessuno ...

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Capacità estere
post pubblicato in Diario, il 8 novembre 2009


                                               

Chi segue questo blog sa che Massimo D'Alema non mi sta proprio in simpatia, pur essendo di quella parte politica. Per tanti motivi. Tuttavia, da Ministro degli Esteri ha lavorato abbastanza bene (ha portato a casa la moratoria Onu sulla pena di morte; ha reso l'Italia primo attore nella missione in Libano, simbolo per me delle vere missioni di pace, e ne ha portato a casa il comando; ha ritirato le truppe dall'iraq; resta la pecca dell'Afghanistan, anche se più come ostinazione nell'appoggiare il Governo adesso, che nel mantenere la missione allora, quando durava ancora da pochi anni). Dunque, non potrei non essere felice se venisse eletto Ministro degli Esteri europeo, come pare possibile, anche se vorrei che si allontanasse dalla retorica militarista cui il PD e lui stesso sembrano ormai essersi piegati irrimediabilmente.

Tutavia, trovo abbastanza curioso che a sponsorizzare D'Alema ci sia Berlusconi. Non tanto per le teorie "inciuciste" che ne derivano (che, comunque, ci stanno eccome ... vedasi Bicamerale), ma per l'incoerenza di Re Silvio. Infatti, uno dei cavalli di battaglia dei berluscones in questi 15 anni è stato quello che l'incapacità in politica estera della sinistra rabbuiava l'immagine all'estero dell'Italia, mentre quando stavano loro al Governo l'immagine dell'Italia tornava trionfante e l'Italia contava qualcosa in politica internazionale. Ora, al di là del fatto che una analisi oggettiva dimostrerebbe il contrario, la domanda è questa: ma Berlusconi non si contraddice appoggiando D'Alema?

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Ti piace vincere facile?
post pubblicato in Diario, il 29 marzo 2009


                                                            

6000 delegati. Più del doppio dell'Assemblea del PD, sul cui numero è stata fatta tanta ironia e schernimento (ma su quella del PDL no, loro possono permettersi tutto). E nemmeno uno che si sia preso la briga di sfidare Berlusconi per la leadership del partito ("ti piace vincere facile?", verrebbe da dire). Una bella acclamazione, e via.

Ma che volete, è il Popolo delle Libertà. Ovvero la nuova facciata che è stata data a Forza Italia, che nel frattempo si è allargata (un aumento di cubatura, che va di moda) per accogliere, o meglio assorbire, Alleanza Nazionale e qualche partitino dell'area berlusconiana. Ma, a parte il nuovo nome ed il nuovo simbolo (cioè la nuova scritta, dato che di simbolico non c'è niente), niente è cambiato. Nessun sistema di valori, nessuna idea di Paese, nessuna democrazia interna, nessuna partecipazione dal basso, niente di niente. Solo il leader, solo Berlusconi. Nemmeno un po' di politica.

D'altronde, in questo Paese, questo basta e avanza. Per tutta una serie di motivi (principalmente crisi di credibilità della politica, avvento della società dell'immagine, crollo di qualità e controllo politico del sistema dell'informazione, non sufficiente forza dell'azione politica degli avversari), che non starò qui a sviscerare. Quel che conta è che, per colpa di questa degenerazione della politica italiana, l'Italia non è riuscita a liberarsi dell'arretratezza economica e sociale che, con la fine della Prima Repubblica, poteva finalmente giungere alla fine. E invece ci siamo trovati con un "ventennio berlusconiano" che ha impedito all'Italia di crescere come merita.

Che dire ... c'è solo da sperare che questo berlusconismo finisca quanto prima, che l'Italia torni ad essere una democrazia normale. Una democrazia con una politica vera, dove a sfidarsi non siano i personalismi, ma diversi sistemi valoriali, diverse idee di Paese. Dove ci sia un centrodestra che sia davvero centrodestra, e non una miscela di populismo e leaderismo. Dove chi guida il Paese pensi al suo ruolo come il potere di cambiare i destini del Paese, e non di cambiare quelli propri (e dei propri soci, reali o politici). Dove siano dati agli elettori tutti gli strumenti per poter scegliere, in piena coscienza e informazione, chi deve rappresentarli.

E, in attesa di questo Paese, non restiamo con le mani in mano. Perchè certo non cadrà dal cielo, come la manna ...

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Le bende sugli occhi non servono
post pubblicato in Diario, il 6 gennaio 2009


                                                

"Gomorra è da Oscar, però non giova all'immagine dell'Italia". Questo, estremamente riassunto, è l'opinione di Fabio Cannavaro, capitano della Nazionale di Calcio, sul film di Garrone candidato all'Oscar tratto dall'omonimo best-seller di Roberto Saviano.

Forse Cannavaro si è espresso male, lasciamogli il beneficio del dubbio. Tuttavia, questo ragionamento non è per niente condivisibile. Certo all'estero ci sono molti pregiudizi sull'Italia e sugli Italiani, così come in Italia ci sono molti pregiudizi sui napoletani, sui siciliani, sui polentoni e compagna bella. Però i pregiudizi non possono comportare l'oscuramento dei nostri mali. Dovremmo andare orgogliosi di chi denuncia, di chi racconta la mafia, il malgoverno, la corruzione, la povertà, gli scandali del nostro Paese. Innanzitutto perchè queste bende sugli occhi, questo far finta di non vedere, questo voler mettere la polvere sotto il tappeto non risolve i problemi, ma li lascia crescere indisturbati. Inoltre, non tutti sono a conoscenza di tutti i mali dell'Italia, e lasciare la popolazione nell'ignoranza è il principale terreno di coltura per le malattie del Paese. Infine, almeno in Italia, abbiamo fin troppe poche persone che hanno il coraggio di denunciare le schifezze del nostro Paese, e fin troppe persone dedite invece a dare agli Italiani un finto mondo fatto di lustrini e pailettes, mentre nella realtà il Paese va a rotoli.

E se all'estero qualcuno mette più in risalto i nostri lati negativi che quelli positivi ... bè, forse "qualche" colpa ce l'abbiamo pure noi, no?

P.S. Intanto la petizione "Saviano Governatore" che lancia tempo fa ha raggiunto 85 firme. Pochine, ma d'altronde posso dedicarmici poco ... se qualcuno vuole offrire il suo aiuto, è più che ben accetto.

Per firmare: www.firmiamo.it/savianogovernatore
Blog della petizione: www.savianogovernatore.ilcannocchiale.it
Gruppo Facebook: http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=35824884451

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