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il blog di Francesco Zanfardino
Non solo mimose
post pubblicato in Diario, il 8 marzo 2010


                                             

Probabilmente sembrerò retorico e ovvio in quello che sto per dirvi. Ma, d'altronde, cos'è ormai la "festa delle donne" se non un rito retorico, un'occasione per far vendere i fiorai e per far parlare di parità ai vari opinionisti e politicanti? Ecco, vorrei tanto che queste persone invece di dire sempre le stesse retoriche frasi si prendessero la briga di assumersi degli impegni chiari, forti e netti per risolvere, o quantomeno ridurre il divario, imposto dalla società, che ancora separa le donne dagli uomini, a cominciare dalla disparità lavorativa dovuta alla gravidanza e dalla rappresentanza nei luoghi decisionali. Che so, qualcosa del tipo "asili nido obbligatori per le aziende", "illicenziabilità irrunciabile almeno per un anno dopo la gravidanza, anche per le precarie", "non solo quote rosa, ma fondi di partito per la campagna elettorale destinati alle candidate donna". Giusto per dirne qualcuna.

E poi, magari, non vorrei "esagerare", chiedere anche scusa per non aver fatto queste cose prima. Non sarebbe affatto male.

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Bella moralità
post pubblicato in Diario, il 30 settembre 2009


                                            

"Con il mio Governo è stata introdotta una nuova moralità: si mantengono gli impegni presi, nessuno escluso". Questo è quello che osato dire Berlusconi il giorno del suo 73° compleanno. E, d'altronde, è il messaggio che sta tentando di far passare la gran cassa mediatica che il Premier a sua disposizione, chi subdolatamente, come i vari Tg, ormai uniformati tra loro, e chi palesemente, come il Pomeriggio Cinque di Barbara d'Urso, che ormai ripete questa cosa ogni volta che Berlusconi si vanta di qualcosa, senza pudore e con tanto di claque del pubblico (come successo ieri, dove addirittura si è messa pure a cantare gli auguri al Presidente intervenuto in diretta - ci vorrebbe il video, che è davvero vomitevole, ma Mediaset non li mette a disposizione come invece fa la Rai).

In realtà potremmo fare mille esempi di impegni non mantenuti nei suoi anni di Governo, ma fermiamoci all'argomento in occasione del quale Berlusconi ha pronunciato questa frase: la ricostruzione in Abruzzo. Proprio ieri il Premier, infatti, ha furbescamente collegato il suo compleanno alla consegna delle prime casette del Progetto C.A.S.E., quello governativo (anche se si è appropriato comunque del merito delle case di Onna, dove invece il suo progetto non prevedeva nulla). Soliti trionfi mediatici, che non vi sto qui a raccontare. Così come non vi sto a dire che tutta la prosopopea sull'evento è falsa, a partire dai "tempi record" (Irpinia docet). E non vi sto nemmeno ad elencare tutti i punti deboli del progetto CASE.

Quello che proprio oggi scadeva una delle promesse sull'Abruzzo, sbandierata a gran voce da Berlusconi in persona. Quell'"entro Settembre nessuno in tenda" promesso ad inizio Luglio e ripetuto più e più volte, fino all'annuncio definitivo del 15 Settembre, in contemporanea alla messinscena delle casette di Onna: "siamo certi che entro la fine di Settembre non avremo una sola tendopoli aperta". Ora, invece, grazie ad un reportage del Corriere (e alle varie denunce apparse sui siti internet), sappiamo che ci sono ancora 9mila sfollati nelle tende. E il freddo inverno aquilano è ormai già arrivato.

Ovviamente, però, ne la D'Urso o Brachino, nè Minzolini o Mimun e nè Feltri o Belpietro ne parleranno. Sono allergici all'informazione, ormai.

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Impegni
post pubblicato in Diario, il 9 luglio 2009


                                              

Arrivano i primi impegni targati G8-l'Aquila (ex Napoli, ex Maddalena). Vedremo se saranno rispettati, o se rimarranno parole al vento.

Intanto, a proposito di impegni, ho letto con molto interesse questo articolo de La Stampa sull'incontro avutosi Domenica fra Berlusconi e Bob Geldof, rockstar molto impegnata per il continente africano, che gli ha rimproverato proprio il mancato rispetto degli impegni sottoscritti da Berlusconi ed altri capi di Stato nel vertice di Gleneagles nel 2005. Accordi che prevedevano lo stanziamento di cifre ingenti per lo sviluppo dell'Africa (lo 0.51% del PIL), prontamente disattesi dallo stesso Berlusconi che li aveva sottoscritti. Il premier ha provato a scusarsi in ogni modo, ma, di fronte all'incalzare di Geldof, alla fine, innervosito, è stato costretto ad ammettere l'errore.

Speriamo che oltre alle scuse da questo G8 esca qualcosa di concreto per l'Africa. Che stavolta gli impegni li rispetti, il nostro caro Premier. Anche perchè, quando vuole, 16 miliardi per comprare 131 cacciabombardieri li trova ...

P.S. Intanto, mi congratulo con Geldof. Il suo dibattito con Berlusconi, che vi invito decisamente a leggere, ha dimostrato che una rockstar può essere migliore di migliaia di giornalisti smidollati che popolano la nostra Italia. Chissà come deve essersi innervosito Berlusconi trovandosi di fronte ad uno che gli facesse delle domande ... delle vere domande ...

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