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il blog di Francesco Zanfardino
Qualche riflessione sulla questione Papa-università
post pubblicato in Diario, il 20 gennaio 2008


                    (Ansa)

Oggi si è tenuto il cosidetto "Papa-day", ovvero la giornata di solidarietà a Papa Benedetto XVI dopo i noti fatti dell'Università "La Sapienza". Il cardinal Ruini ha infatti chiamato a raccolta i fedeli, tra i quali erano presenti numerosi esponenti politici, tra i quali Andreotti, la Binetti, Casini, Cossiga, Mastella e Rutelli. Una folla di 200mila persone, secondo alcune stime.

Il Papa ha ringraziato "universitari, professori e quanti sono venuti così numerosi in piazza San Pietro per partecipare alla preghiera dell'Angelus e per esprimermi solidarietà". "Come sapete, avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto a intervenire giovedì scorso all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza. Purtroppo, com'è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia. Ho soprasseduto mio malgrado, ma ho voluto comunque inviare il testo da me preparato per l'occasione". "Come professore - ha poi continuato Ratzinger - vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui".

Ora, chiariamo innanzitutto una cosa. Nonostante quanto vogliano far sembrare i media e lo stesso Papa con quel "suo malgrado",  il Papa non è stato "costretto" ad annullare la sua visita, ma è stata una sua libera scelta. I personaggi di una certa rilevanza sono spesso accolti da critiche e contestazioni. Anche Bush viene sempre accolto da durissime contestazioni, ma lui non ha mai annullato le sue visite.
Inoltre, contrariamente da come molti hanno dichiarato, non è vero che "il Papa in Italia non ha nemmeno il diritto di parlare". Anzi, l'Italia è l'unico paese al mondo in cui il Vaticano ha così tanto spazio. Tutti i giorni i nostri media non mancano di parlarne (sicuramente non il 30% dei telegiornali come dichiarato da Pannella, ma comunque molto spazio): indubbiamente sono argomenti che ci interessano, ma non si deve dire che il Vaticano non ha il diritto di parlare.

Passando nel merito delle contestazioni, è scandaloso il comportamento di quella parte di studenti e professori della "Sapienza" che, nel nome della laicità, volevano impedire al Papa di venire all'Università "a priori", in qualsiasi contesto. Essere laici, infatti, come ricordato dallo stesso Papa oggi, vuol dire "rispettare sempre le opinioni altrui" (anche se, a questo punto, il Papa dovrebbe essere coerente e non chiedere ai parlamentari di ostacolare le leggi che vogliono garantire, ad esempio, i diritti dei gay e dei malati terminali, ma questo è un altro discorso). Il comportamento di queste persone, invece, è stato puro anti-clericalismo.

Allo stesso tempo, però, sono comprensibili le istanze di quell'altra parte di professori (la maggioranza dei "67" della lettera) e di studenti (la minoranza dei contestatori), che semplicemente non contestavano al Rettore in generale di aver inviato il Papa, ma di averlo invitato a fare la "Lectio Magistralis" di apertura dell'anno accademico di un'università (ed invece proponevano di invitarlo in un altro momento). Ma, soprattutto, è condivisibile la loro richiesta di un dibattito aperto, e non di un semplice monologo. Perchè l'Università è innanzitutto il luogo del dialogo. Infatti, molti hanno dichiarato, in tono accusatorio, che persino il presidente iraniano Ahmadinejad ha potuto parlare alla Columbia University: già, ma anche lui è stato contestato e soprattutto lì si è stato un dibattito, non una Lectio Magistralis.

Comunque, di tutta questa vicenda contesto soprattutto una cosa: ovvero la rappresentazione di uno scontro fra "laici" e "cattolici". Semmai ci può essere uno scontro fra cattolici oltranzisti e laici, e fra laici e laicisti. Ma l'essere laico e l'essere cattolico non sono in contraddizione: si può essere laici e cattolici allo stesso tempo. Anzi, il vero cattolico è anche laico. D'altronde, le due frasi che forse meglio caratterizzano il mondo laico e quello cristiano, ovvero "Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee" (Voltaire) e "Ama il tuo prossimo come te stesso (Gesù), non sono poi così distanti.
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