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il blog di Francesco Zanfardino
Via libera alla pillola abortiva, una scelta di civiltà
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2008


                                                        

Sembra davvero fatta per la pillola abortiva. Dopo anni di polemiche e dibattiti, alla RU486 sarà probabilmente dato il via libera dall'Aifa, l'Agenzia Italiana del Farmaco, e "il Governo non potrà fermarla", ha dichiarato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day e accanita nemica della "pillola". E meno male.
 
Ma cos'è la RU486? E' un nuovo trattamento farmacologico che, rispetto ai metodi abortivi tradizionali, presenta numerosi vantaggi, per la salute (mentale e psichica) della donna e per le tasche dello Stato: richiede infatti un solo giorno di ricovero, non richiede interventi chirurgici, può essere utilizzata già nelle prime settimane di gravidanza, elimina molti dei possibili traumi dell'intervento chirugico (traumi dell'utero e del suo collo, rischi di sterilità e gravidanza extra-uterina, ma anche problemi psicologici). Maggiori informazioni qui.

Ebbene, nonostante ciò, il solito movimento vaticanista-teocon si è dichiarato contrario, ritardandone l'adozione in Italia. I motivi? Sarebbe pericolosa per la salute della donna, e pretesto prendono alcuni dati di decessi causati dalla pillola. Nessuno di loro però promuove un confronto con i metodi tradizionali, che causano molte più morti e molti più rischi rispetto alla pillola abortiva. Così come nessuno dice che su 27 paesi membri dell'Unione Europea solo in Italia, Portogallo e Irlanda non è ancora pienamente consentito l'uso della RU486.

E allora, da cristiano credente (ma cattolico sempre meno convinto viste le molte scelte sbagliate del Vaticano), saluto con felicità questa scelta. Perchè l'aborto è un dramma, e il "diritto" all'aborto è un tema su cui nessuno può dire di avere risposte certe: ma certamente dobbiamo difendere la legge 194 (modificabile, ma non verso il passato), che ha fortemente diminuito gli aborti, e questa pillola. Perchè nessuno che si definisce cristiano può fare ragionamenti del tipo: "Vogliono l'aborto? Allora soffrano come delle cagne". Perchè questo vuol dire, concettualmente, opporsi al progresso delle tecniche abortive.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Proposte per l'Italia (5): Consentire l'uso della "pillola abortiva" (RU-486)
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2008


                                     


Torna "Proposte per l'Italia" con il suo quinto appuntamento, prendendo spunto da una notizia di oggi. La Federazione degli Ordini dei Medici si è infatti oggi espressa sulla questione della legge 194, tornata sul dibattito politico dopo la "moratoria anti-aborto" lanciata da Giuliano Ferrara. E da un forte supporto alla legge: "La legge 194, pur scontando ritardi e omissioni applicative, a distanza di 30 anni dimostra tutta la solidità e modernità del suo impianto tecnico-scientifico, giuridico e morale".  

Inoltre, la Federazione sottolinea come debba essere data piena attuazione alla legge 194, in tutte le sue parti: anche l'articolo 15, laddove raccomanda "l'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità psicofisica della donna e meno rischiose per l'interruzione di gravidanza". Il riferimento è alla pillola abortiva RU-486, che secondo la Federazione dovrebbe essere usata anche in Italia.

Ma che cos'è la RU-486? E' un pillola che, rispetto ai metodi abortivi tradizionali ha il vantaggio di non richiedere l'ospedalizzazione della donna, quindi non prevede intervento chirugico, provocando dunque minori traumi fisici e psicologici, nonchè minori costi per il servizio sanitario. Può essere usata entro 64 giorni dal concepimento: quindi, a differenza del comune metodo per "aspirazione", ha il vantaggio di poter essere usata nelle prime settimane di gravidanza. L'unico svantaggio è che il processo richiede 1-2 giorni per completarsi: a proposito, avviene tramite "sfaldamento" della mucosa uterina e del suo "contenuto" (è un po brutto dirlo così), come per le mestruazioni. (spiegazione più dettagliata qui, fonte: Wikipedia).

Non capisco cosa aspettiamo ancora. Dato che l'aborto è un dato di fatto, perchè non modernizzarlo, sostituendo il "metodo per aspirazione" con la "pillola abortiva", garantendo così meno rischi alla salute della donna? E invece no, perchè se non siamo gli ultimi in Europa anche in queste cose non siamo soddisfatti (tutti i Paesi della Comunità Europea adottano la RU-486, tranne Irlanda, Portogallo e, appunto, l'Italia).

Diritto alla vita. E diritto alla morte
post pubblicato in Diario, il 3 febbraio 2008


                  

"La vita deve essere tutelata e servita sempre, ancora più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale". Lo ha dichiarato Benedetto XVI nell'occasione della Giornata della Vita, promossa dalla Cei.

Le parole del Papa, tuttavia, arrivano in coincidenza con la diffusione del documento degli ospedali di 4 atenei romani, nel quale si dichiara che "un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio e assistito adeguatamente". Insomma il neonatologo deve rianimarlo, "anche se la madre è contraria, perchè prevale l'interesse del neonato". "Tuttavia, se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico".

Bene. Peccato che i cattedratici romani non pongano nessuna nuova questione: il codice deontologico, infatti, impone già ai medici di intervenire quando il neonato abortito è vitale. Quindi, un documento superfluo. Semmai, visti i progressi della medicina che permettono la sopravvivenza del feto anche prima dei 6 mesi previsti per l'aborto (in casi di malattie tipo sindrome di Down, negli altri casi il limite è di 3 mesi), si potrebbe abbassare il "tetto d'aborto" alla 22°settimana (ovvero 5 mesi), per evitare una vita d'inferno ai feti rianimati che dovessero sopravvivere . Ma questo assolutamente senza mettere in discussione i principi e la struttura della legge 194 sull'aborto
Papa Ratzinger ha dichiarato che "la misura della civiltà si vede dalla difesa della vita". Beh, si vede anche dal diritto all'autodeterminazione della donna. L'aborto è un diritto della donna, e non va toccato.

Ma l'appello del Papa, l'ennesimo, affronta anche un altro tema: quello della difesa della vita fino al suo "naturale tramonto". Ovvero, niente eutanasia. Quello della "dolce morte" è un tema alquanto controverso. Ma l'eutanasia non va assolutamente confuso con il "diritto al suicidio". Non si può concedere un simile diritto, quando il "suicidante" ha tutte le possibilità di vivere e soprattutto potrebbe non essere in possesso pieno delle proprie facoltà (nel senso che, superata la crisi, potrebbe pensare: meno male che non mi sono ucciso). Ma quando il "suicidante" è in pieno possesso delle proprie facoltà e non ha nessuna possibiità di tornare ad una vita dignitosa (o comunque una vita) e vive solo grazie alle macchine (e già questo farebbe pensare rispetto al "naturale tramonto"), perchè non dargli il diritto di togliersi la vita, se non può farlo?
Il riferimento, ovvio, è al caso Welby. Ecco, io non mi scandalizzerei se si desse il "diritto alla morte" alle persone nelle stesse condizioni di Welby.

La civiltà è anche riconoscere questi diritti.  

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