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il blog di Francesco Zanfardino
Il mantenuto secessionista
post pubblicato in Diario, il 30 ottobre 2010


Un po' per rispondere alla Lega, un po' per finire sui giornali, il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, ha auspicato la secessione della "Trinacria", ormai pronta a "fare da sola".

Peccato che proprio Lombardo dovrebbe essere l'ultimo a parlare, dato che per la Sicilia il federalismo è già stato attuato da un pezzo, sotto il nome di "autonomia speciale", e Roma non è ladrona, ma "bonacciona": il 100% e anche più delle tasse dei Siciliani, infatti, resta a disposizione dell'amministrazione regionale ... più secessione di questa!

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Quella maledetta paura di perdere
post pubblicato in Diario, il 17 settembre 2010


                                      

In queste ore tutte le attenzioni della "galassia democratica" sono rivolte al "documento Veltroni" e alle reazioni piuttosto accese che sta scatenando nel PD. Un giorno dirò sicuramente anch'io la mia, magari quando la gazzarra si sarà spenta, Veltroni & co magari avranno compiuto ulteriori passi, e quindi tutto potrà essere più comprensibile.

La faccenda sta però oscurando qualcosa che invece dovrebbe interessare, e molto, il popolo democratico. Ieri il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, alla Festa Democratica di Palermo ha annunciato che la sua nuova giunta, la quarta in due anni, sarà appoggiata da Mpa, Futuro e Libertà, Udc, Api e, udite udite, Pd. Il tutto dopo il placet di Bersani, in una riunione romana con i capibastone siciliani del PD. E non si tratta di un governo "per fare la legge elettorale" e poi dopo tre mesi si va al voto, come sarebbe ammissibile anche in ambito nazionale, ma un vero e proprio governo fino al termine della legislatura (almeno nelle intenzioni). Un ribaltone in piena regola, con il PD che si ritrova a sostenere un governatore che aveva contrastato alle elezioni regionali. E in una regione come la Sicilia, dove Lombardo, l'Udc e il loro sistema di potere clientelare, con diverse personalità importanti colluse o coinvolte in inchieste sulla mafia, hanno imperversato per anni ed anni. E risulta molto poco credibile una "svolta riformista" di Lombardo&Co.

La domanda è una sola: perchè? Perchè il PD siciliano ha deciso di fare da stampella a Lombardo, invece di fare ciò che qualunque opposizione farebbe, ovvero chiedere le elezioni e sfruttare in campagna elettorale le divisioni nell'armata brancaleone che aveva sostenuto Lombardo? Le risposte che vengono subito in mente alla maggior parte degli elettori del centrosinistra saranno sicuramente: magna-magna, spartizioni, inciucio. Io invece voglio essere buono, voglio concedere ai capetti del Pd siciliano che la loro sia soltanto paura: paura di perdere, paura degli elettori. Molto più comodo un governo sicuro oggi, anche se con chi dovrebbe essere ben poco compatibile con il PD, che correre il rischio delle elezioni. Eppure alle ultime europee il centrosinistra ha ottenuto il 34%, che può sembrare poco ma sarebbe comunque superiore sia alla coalizione di Lombardo che a quella del Pdl (ricordatevi che anche in Sicilia c'è il premio di maggioranza). E di candidati trascinatori ne avrebbe: Rita Borsellino, la più votata in Sicilia alle Europee (oltre 230mila preferenze), oppure Rosario Crocetta, altro recordman di preferenze (oltre 150mila); e si potrebbe puntare pure su Ivan Lo Bello, leader di Confindustria Sicilia, attivo anch'egli contro la mafia, e presente a molte Feste Democratiche. Per non parlare dell'elettorato siciliano: quando lo si è riuscito ad entusiasmare (leggasi "primavera siciliana") non c'è stato bisogno di grandi alleanze (anzi a Catania, ora roccaforte inespugnabile della destra e degli autonomisti, ci fu un ballottaggio a sinistra).

E invece no. La mancanza di coraggio la fa da padrone in Sicilia, ed evidentemente anche nelle stanze romane. Queste sono le questioni sulle quali la segreteria Bersani deve rispondere a Veltroni: non reagire stizziti e insofferenti alle critiche, ma rispondervi coi fatti, di fronte ai quali non c'è documento che tenga. Bersani, e tutta la dirigenza, decida una volta per tutte se la priorità per il PD è essere al governo o governare il Paese. E' semplice.

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Partiti-corrente
post pubblicato in Diario, il 2 novembre 2009


                                                               

Domani nasce il PDL-Sicilia. Non un nuovo partito, non una lista civica, non un movimento meridionalista, non una fondazione: bensì un partito-corrente. Così, da una parte avremo il PDL ufficiale, con il simbolo ufficiale, quello con Berlusconi Presidente: non a caso, visto che in Sicilia sarà rappresentato dai "lealisti" al premier, Alfano e Schifani (che dovrebbe essere una personalità "terza", visto il suo ruolo istituzionale, ma tant'è); dall'altra, il PDL degli "scissionisti", di Miccichè e dei finiani, con lo stesso simbolo ma con un "Sicilia" al posto di "Berlusconi" nel logo. Il tutto per risolvere le questioni interne di un partito, certo non per offire nuove idee di Paese.

Qualcuno potrà anche dire che certi giochi di corrente è meglio che si palesino, anzichè tenerli ipocritamente nascosti. Probabilmente è vero. Ma per me i due PDL siciliani sono comunque una ridicola pagliacciata senza pudore.

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Truf-Fas
post pubblicato in Diario, il 30 luglio 2009


                                              

Alla fine tutta la "tarantella" sul Partito del Sud è rientrata. O perlomeno così sembra. A quanto pare, è bastato che Re Silvio promettesse un "piano Marshall" per il Sud, in cui è previsto lo "sblocco" di 4 miliardi di euro di fondi FAS per la Sicilia (l'epicentro del terremoto "sudista") da parte del CIPE (il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica).

C'è un però. La cifra indicata da Berlusconi è straordinariamente uguale a quella già stanziata dal CIPE lo scorso 6 marzo, con provvedimenti poi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 16 Giugno. Dove, alla pagina 4 di 6, si legge chiaramente che dei 17.8 miliardi sbloccati all'epoca dal FAS proprio 4.093.784.000 euro venivano stanziati per la Sicilia. Dato che la "premiata ditta" Berlusconi-Tremonti ci ha già abituato a questi magheggi propagandistici, per i quali venivano annunciati sempre nuovi stanziamenti fatti in realtà con gli stessi soldi, il sospetto che il fantomatico "piano Marshall" sia in realtà un "piano Farsa-ll" è più che fondato.

Così come assume sempre più i toni della farsa la "rivolta sudista". Uno dei loro leader, Miccichè, infatti, è proprio sottosegretario al CIPE, e quindi dovrebbe sapere di questo "magheggio". Così come dovrebbe sapere che, dei 64 miliardi di fondi FAS stanziati da Prodi nel 2007 (poi non sbloccati a causa della crisi di Governo, e Berlusconi se ne è subito appropriato il merito mediatico, ovviamente), ben 20 miliardi sono stati stanziati per altri scopi e non per lo sviluppo del Sud (e i 17 miliardi stanziati all'epoca ne sono solo una minima parte).

Quindi trovino una scusa migliore per finire a "tarallucci e vino" con Berlusconi, lor signor "sudisti" ... altrimenti è meglio che se ne stiano a casa.

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Mezzogiorno di fuoco
post pubblicato in Diario, il 27 luglio 2009


                            

Ogni estate ha la sua boutade politica. Nemmeno tanto "boutade", visto che se due estati fa la registrazione dal notaio di nome e logo del PDL da parte di Michela Vittoria Brambilla fu seguita pochi mesi dopo dall'effettiva nascita di quel partito, c'è da (temere?) aspettarsi che le manovre politiche in atto in Sicilia e non solo intorno alla nascita del "Partito del Sud" si concretizzino a breve in forma più consolidata.

D'altronde, l'interesse di tanti "capibastone" del Sud, dall'infuriato Lombardo al suo ex nemico Miccichè, da Dell'Utri alla Poli Bortone, da Loiero a Bassolino (che di recente ha fondato l'ennesima "fondazione" di area PD, un fantasioso "Sudd"), e persino l'interessamento di personalità come Vendola, unito alle tante dimostrazioni di insofferenza dimostrate dall'MPA e dai parlamentari siciliani della maggioranza nelle votazioni in Parlamento, sono molto più che la spia di qualche malessere. Sono un vero e proprio segnale a Berlusconi & company che non si può più andare avanti con le scelte effettuate dal Governo finora, altrimenti qualche scossone potrebbe accadere. E un movimento come "Forza Sud", come denominato da Miccichè, potrebbe strappare voti preziosi, e molti, proprio nella roccaforte dei berlusconiani, il Sud. E, cosa ancora più grave, potrebbe minare la stabilità dello stesso Governo, trasformando la netta maggioranza in Camera e Senato in maggioranze di tipo "prodiano", se non peggio.

In effetti, le politiche del Governo finora sono state fin troppo "nordiste". La "golden share" della Lega Nord si è fatta sentire, in mancanza di un solido contrappositore di forze "sudiste", e ogni provvedimento del Governo Berlusconi è stato indirizzato quasi sempre a favore del Nord. Sia quando si trattava di tematiche vicine all'elettorato padano, sia quando si tratta di veri e propri finanziamenti. Il simbolo di tutto ciò è il cosiddetto "scippo dei Fondi Fas", ovvero quegli stanziamenti che l'Unione Europea destina per lo sviluppo delle aree disagiate, e che dovrebbe andare per l'85% al Mezzogiorno e per il 15% alle restanti zone d'Italia. Dovrebbe, poichè, come ci racconta un buon servizio del Tg3 nella sua seconda parte, le decine di miliardi di euro contenuti nei Fas sono stati prevalentamente usati invece dal Governo per realizzare tutt'altro. Una sorte di "pozzo delle meraviglie" da cui attingere per coprire ogni falla di bilancio. Manca un miliardo per il taglio dell'ICI? Presi dai fondi Fas. Servono 18 miliardi per l'occupazione, per le infrastrutture, per la Finanziaria? Ancora i fondi Fas. Servono soldi per la ricostruzione a L'Aquila? Sempre fondi Fas. Serve un miliardo per salvare i sindaci amici di Roma e Catania? Preso dai fondi Fas. Servono soldi per realizzare le inutilizzate opere per il G8 in Sardegna? Usati i fondi Fas. Servono soldi per abolire il ticket sanitario? I fondi Fas, naturalmente. E così allo sviluppo del Sud è rimasto ben poco. Ma lo stesso andazzo del "federalismo fiscale", strutturato così come, rischia di danneggiare pesantemente il Mezzogiorno.

La domanda è: questo "Partito del Sud" può essere un credibile portabandiera degli interessi del Meridione? La risposta è un netto no. Questo "PDS" non è altro che l'organizzazione di numerosi apparati clientelari e personalistici intorno alla difesa di denari che vengono sottratti al Sud, ma unicamente per metterci le mani e non per destinarli ad un reale sviluppo del Sud. Insomma, gli autori del disastro del Mezzogiorno intendono solo perpetuarlo, in base a logiche localistiche, clientelari e collusiviste con mondi della facile impresa e della malavita. E' quello che temono e denunciano Lega e PDL, dimenticandosi che essi stessi adottano quei sistemi e che certo non poso lamentarsi, dato che la Lega è essa stessa un partito di quel tipo.

Certo è che la "questione meridionale" deve tornare al centro del dibattito nazionale. E se questi quattro "uappi" riusciranno a farlo, sarà comunque un fatto positivo. Ma al Sud serve ben altro.

P.S. A proposito di Sud e "rivoluzioni", ho creato questo gruppo su Facebook per gettare le basi per una "rivoluzione democratica" che, attraverso le Primarie Regionali del PD in Campania, porti avanti quella sfida di rinnovamento di cui quella regione in primis e l'Italia tutta necessitano fortemente. L'appello ha suscitato molti interessamenti, aiutatemi a diffonderlo!

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Riporto Report: i Vicerè
post pubblicato in Riporto Report, il 16 marzo 2009


                                                    

Inizia oggi una nuova rubrica di "Discutendo", dal nome "Riporto Report", in cui ogni lunedì tratterò della puntata settimanale di "Report", l'ottima trasmissione giornalistica condotta dalla bravissima Milena Gabanelli, una delle purtroppo poche che possa davvero definirsi, senza esagerazioni, di "servizio pubblico". Per chi non la conoscesse, Report va in onda ogni domenica in prima serata su Rai Tre e ogni puntata offre un servizio giornalistico "scientificamente" documentato, esaustivo e soprattutto coinvolgente su uno dei tanti piccoli e grandi scandali italiani che putroppo non trovano grande spazio sullo scenario mediatico italiano. E che quindi nel mio piccolo cerco di diffondere.

La puntata di ieri di Report, dal titolo "I Vicerè", ha trattato il cosiddetto "modello Catania", dove la città siciliana è stata presa come simbolo del modo di costruire consenso da parte di una certa politica tramite gli intrecci con mafia e certa imprenditoria locale, compresa l'editoria, e tramite una politica clientelare. Un modello politico che ha portato al disastro economico Catania, così come tante altre città italiane, specialmente del Sud, dove tale modello è applicato, e nonostante ciò il consenso non diminuisce, anzi è si rafforza sempre più (Catania è roccaforte da decenni del centrodestra e di Berlusconi). Ora provo a riassumere la complicatissima vicenda, ma è meglio se la seguite il video della puntata su Rai.tv)

I VICERE' (di Sigfrido Ranucci) - La puntata inizia e si focalizza più volte su una intervista a Umberto Scapagnini (Popolo delle Libertà), sindaco di Catania dal 2000 al 2008 ed indagato per il disastro di bilancio causato dalla sua amministrazione che ha portato la città in situazioni da Terzo Mondo, con strade invase dall'immondizia non raccolta e piene di buche per la mancata manutenzione, traffico ingestibile per l'assenza di vigili urbani e penuria di mezzi pubblici, strade al buio e costi idrici alle stelle per bollette non pagate dal Comune. Tuttavia non mancano i voti a Scapagnini e al centrodestra, che qui a Catania vince da anni (l'attuale Sindaco, Raffaele Stancanelli del PdL, ha stravinto le elezioni ad Aprile), sostenendo fortemente Berlusconi e i suoi alleati, come il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo, attuale Governatore della Sicilia, che di Catania è stato vicesindaco e presidente di Provincia.

Il motivo? Semplice, il cosiddetto "modello Catania" della costruzione del consenso. Iniziamo dalla sentitissima e partecipatissima festa patronale di Catania, la festa di Sant'Agata o della "Candelora", dal nome delle candele di cera più o meno grandi che si donano come offerta alla Santa Patrona della città. Ebbene, la festa è gestita da uno strano intreccio fra politica, Chiesa e mafia, visto che non si capisce bene chi gestisca chi e cosa ... probabilmente uno scambio simbiotico. Fatto sta che molti boss o parenti di boss locali sono/sono-stati ai vertici all'organizzazione della festa, e sono fra i portantini delle "candelore" e del carro della Santa. E probabilmente le offerte che gli esercizi commerciali offronto ai "capi della candelora" per far sostare la Santa sui propri marciapiedi sono un astuto sistema di "pizzo mascherato". Così è altamente probabile che sia la mafia a gestire il mercato della cera a Catania. Con una Chiesa locale che senza remore confessa di non dover guardare in faccia ai "buoni o cattivi" quando si tratta di Sant'Agata, e il Comune che generosamente finanzia la festa, nonostante i gravi buchi di bilancio (la giunta Stancanelli ha ereditato 1 miliardo di euro di debiti da Scapagnini, di cui 360 milioni di vero e proprio "buco" finanziario).

Nomi di mafia che ritornano tra quelli di gestori di aziende che hanno avuto appalti dal Comune, tramite assessori amici, per lavori pubblici comunali, sui quali la magistratura sta indagando. E la mafia ripaga tramite l'appoggio politico, dato che secondo i verbali della magistatura i boss coinvolti danno indicazione di voto nelle poitiche 2008 per Berlusconi ed un senatore locale, Pino Firrarello del PdL, ritenuto un "cavallo vincente" (per il quale il Senato ha negato l'autorizzazione a procedere per concorso esterno in associazione mafiosa).

Ma il consenso si costruisce anche attraverso il clientelismo. Che si attua, ad esempio, attraverso l'assunzione (e promozione) indiscriminata di dipendenti pubblici. Che magari avviene sotto le elezioni, come fatto nei giorni prima delle elezioni comunali del 2005 da Scapagnini e alcuni assessori, tra cui l'ex senatore Nino Strano del Pdl (tristemente noto per l'aver dato della "checca squallida" al sen.Cusumano ed aver mangiato mortadella in Senato alla caduta del Governo Prodi), e per i quali sono stati multati (non si possono fare queste cose in campagna elettorale), per una cifra irrisoria. Durante la gestione Scapagnini, inoltre, c'è stata un'ondata di promozioni dei dipendenti pubblici, che ha portato al paradosso di avere circa 4mila dipendenti pubblici che stanno senza fare niente o quasi, ma con mancanze di disponibilità di dipendenti per il catasto, per i vigili urbani, per i giardinieri, per i vigili del fuoco. Non solo: il clientelismo si è attuato anche tramite le tante consulenze chieste e pagate dal Comune a decine di persone, di competenza molto dubbia, in particolare molti politici: infatti, rispetto all'assunzione come dipendente pubblico, che è un posto fisso, la consulenza consente di tenere sotto schiaffo, o "sotto a scopa" come si dice da quelle parti, il politico di turno (e il suo pacchetto di voti).

Catania però ha anche la sfortuna di essere una delle zone a più rischio sismico e vulcanico d'Europa (recenti il terremoto del '90 e l'eruzione del 2002). Oltre ad essere una delle città più trafficate d'Italia (anche per la mancanza di vigili urbani di cui sopra). Tanto che il Governo Berlusconi fornisce nel 2002 i poteri speciali a Scapagnini per la sicurezza sismica e l'emergenza traffico. Grazie ai quali la Giunta comunale può gestire una mole di fondi maggiore e da destinare a discrezione del Sindaco, senza troppi problemi. Scapagnini ha finanziato con questi fondi numerose opere, tra cui l'agibilità sismica di numerose scuole catanesi e la costruzione di una ventina di parcheggi. Tuttavia, a tutt'oggi queste opere non ci sono, o sono incomplete, o sono in abbandono. Il tutto a causa di un "sistema" politico-imprenditoriale che, come spiegato da un ingegnere interpellato dal giornalista di Report, fa in modo di ricevere fondi per realizzare opere, per poi destinare tali fondi ad altri scopi e/o non raggiungono del tutto l'obiettivo cui sono destinati: così tali opere andranno comunque realizzate, arriveranno altri fondi, e "avanti Savoia", come riassunto dalla Gabanelli ... e intanto la Giunta ottiene i voti degli imprenditori e dei loro bacini elettorali.

Lo stesso tipo di sistema è stato applicato alla Sidra, la società comunale che gestisce l'acqua e la sua depurazione. Solo che al posto degli imprenditori ci sono gli inquilini delle case popolari, sistemati dal comune (altro clientelismo). Tuttavia, il Comune non richiede ai suoi inquilini le bollette dell'acqua (sempre per guadagnare voti), dunque non può versare i finaziamenti alla Sidra e questa accumula debiti su debiti, rendendosi impossibilitata ad erogare i propri servizi per gli altri catanesi: che hanno richiesto risarcimenti che hanno vinto ma non arriveranno, per probabile fallimento della società, per gli ulteriori debiti provocati da spese e assunzioni folli (sempre per clientelismo).

Per non parlare di Librino, la cittadella-dormitorio alle porte di Catania dove Pdl e Mpa ottengono il 90% dei consensi. Qui tutto un fiorire di parchi e strutture, pagate caro, che dovevano rendere Librino un piccolo paradiso, ma che sono incomplete ed in stato di abbandono: ma che vengono puntualmente inaugurate e/o promesse ad ogni elezione per prendere consenso. Per non parlare delle tante case popolari qui presenti, e del "sistema" delle occupazioni abusive, gestite da mafia e politica: coloro a cui spetterebbero gli appartamenti sono fatti fuori, facendoli occupare a chi di comodo (altro clientelismo). Ma così il Comune rinuncia gli affitti ... ed altri debiti (per non parlare delle miserabili condizioni degli appartamenti).

Ma i cittadini non vengono informati? Beh, a livello nazionale non si parla di queste cose, mentre a livello locale è tutto un monopolio televisivo e giornalistico in mano a Mario Ciancio, editore tra l'altro de "La Sicilia", il più importante quotidiano locale: anzi, l'unico, visto che l'edizione locale di "La Repubblica", stampata dalle aziende di Ciancio, non viene fatta uscire nelle edicole catanesi. Inutile descrivervi in che modo gestisce l'informazione questo signore, in particolare sotto elezioni. D'altronde, lo stesso impero di Ciancio a quanto pare è legato a doppio filo a nomi di mafia e politica di mafia, tanto da essere il punto di riferimento di chi voglia fare affari a limite o oltre la legalità a Catania.

La magistratura sta indagando su tutte queste vicende, ma nel frattempo per tutto ciò il Comune è a rischio fallimento. Ma Berlusconi non lascia la città legata a lui da doppio, triplo filo, così fa una cosa che non si potrebbe fare: regala a Catania ben 140 milioni di euro, sottrati dai fondi Fas (fondi aree sottosviluppate), con la scusa di destinarli a determinate opere per lo sviluppo di cui Catania avrebbe tanto bisogno (come quelle per evitare la "piccola Venezia" che si realizza nei pressi dell'aeroporto di Catania ... da vedere le immagini delle periodiche "alluvioni" che si creano ad ogni pioggia un po' più abbondante; oppure per far funzionare la giustizia a Catania, dove gli archivi sono strapieni e sena protezioni e necessiterebbero di nuove strutture). Ma i soldi non vanno a queste opere, ma al bilancio, tanto che il Cipe, che si occupa dei fondi Fas, non ha ancora pubblicato il verbale della seduta in cui sono stati destinati questi fondi (ad opere che non ci saranno) ... e lo stesso Sindaco Stancanelli ha ammesso lo stratagemma. E così, mentre i comuni virtuosi stringono la cinghia, le città amiche del Premier possono fare quello che vogliono, tanto paga Pantalone. E poi ci vengono a parlare di federalismo!

A proposito di Lega Nord e della sua coerenza: indovinate chi finanzia il Movimento dell'Autonomia di Raffaele Lombardo, Governatore della Sicilia ed ex vicesindaco e presidente di provincia di Catania? Ma sì, proprio la Lega Nord. Con centinaia di migliaia di euro. Bella coerenza, per coloro che dicono di voler combattere gli sprechi che vengono fatte dalle amministrazioni del Sud a scapito dei comuni virtuosi del Nord ...

P.S. Report, oltre ai Vicerè, ha anche trattato altri argomenti nelle sue rubriche: in quella classica, "Good News", ha parlato degli effetti positivi che una sana alimentazione può avere sull'allungamento della vita (con tanto di "spesa" suggerita da un professore dell'Istituto dei Tumori di Milano). In quella nuova, "L'emendamento", invece, Report ci ha spiega gli effetti di una norma, in questo caso del "decreto ICI" (con tutti i suoi lati oscuri). Vi invito a seguire i due video (questo e questo).

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Yes, We Can...nolo
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2008


                    

Oggi è giunta a conclusione la "questione Sicilia". Infatti, Berlusconi ha trovato l'accordo con Raffaele Lombardo, leader dell'MPA (Movimento per le Autonomie). Lombardo sarà l'unico candidato del centrodestra alle regionali siciliane, scongiurando dunque la possiblità, diventata abbastanza concreta, di perdere contro il centrosinistra, qui unito, guidato dal ticket Anna Finocchiaro - Rita Borsellino. E assicurandosi il premio di maggioranza al Senato nella regione siciliana.

Cose che, più la prima che la seconda, erano abbastanza possibili, in quanto l'accoppiata Casini-Lombardo, UdC-MpA era data in Sicilia sul 20%. Ma l'accordo prevede anche che l'MPA si colleghi alle elezioni nazionali con il PDL di Berlusconi, presentandosi nel Centro-Sud, ovvero in quelle regioni in cui la Lega Nord ha fatto lo "sforzo" di non presentarsi. E, secondo molte indiscrezioni, l'MpA di Lombardo potrebbe presentarsi sotto le insegne della DC di Pizza: dunque, sfruttare lo "scudocrociato" per strappare voti all'UDC dov'è più forte, ovvero al Sud. Una "Lega Nord" e una "Lega Sud" (con indirizzo democristiano) all'interno della stessa coalizione, dunque.

Qualcuno dirà: e Miccichè che fine ha fatto? L'ex presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, membro di Forza Italia, si è arreso. Aveva promesso di candidarsi a qualsiasi costo pur di combattere il "cuffarismo", che per lui avrebbe ritrovato continuità con Lombardo. Lo aveva ripetuto nei giorni scorsi sul suo blog, promettendo una "rivoluzione siciliana". Oggi, invece, sul suo blog rassegna le "dimissioni da candidato", dicendo che "Berlusconi è in buona fede, ma per questioni di marketing doveva fare l'accordo con Lombardo" (insomma, l'ha venduto e lo dice pure!), e quindi ha dovuto ritirarsi, impegnandosi però nel ruolo di "controllore".

E la "rivoluzione siciliana"? A farsi fottere. Anzi, trasformata in lista collegata a Lombardo (al "cuffarismo", stando a quel che dichiara), dichiarando agli utenti del suo blog: "Speravamo di iniziare subito ad avere successo. Il successo è rimandato ma la nostra creatura è nata. Dobbiamo portarla avanti! Al nostro futuro dobbiamo pensarci noi, tutti insieme. E' difficile ma aiutiamoci a vincere. Yes We Can!".

Yes We Can, Miccichè? No .... Yes, We Cannolo.

P.S. Avrei voluto dire ai Siciliani, da questo piccolo pezzo della blogosfera: se siete di centrodestra, votate Miccichè, e se siete di centrosinistra, votate la Finocchiaro. Ora, invece, non mi resta che dire: votate la Finocchiaro e, con lei, la Borsellino, l'unica speranza per questa terra.
"Cerco un centro di gravità permanente"....
post pubblicato in Diario, il 21 febbraio 2008


                    

Con l'accordo fra PD e Radicali (che entreranno nelle liste del PD), l'unico grande dilemma della questione delle alleanze è il "magma centrista". Mancano pochi giorni alla presentazione dei contrassegni elettorali (26 Gennaio), e l'accordo ancora non c'è. Analizziamo la situazione:

UDC: L'UDC, dopo aver subito lo strappo dell'ala anti-berlusconiana (Tabacci e Baccini) e di quella berlusconiana (Giovanardi), ha poi finalmente deciso di lasciare Berlusconi, dopo una tarantella durata molti giorni. Ha deciso dunque di candidare premier il suo leader Pierferdinando Casini e di gareggiare con il suo contrassegno.

Rosa Bianca: I fuoriusciti dall'UDC, Tabacci e Baccini, hanno dato vita insieme a Savino Pezzotta al nuovo movimento della Rosa Bianca, con Tabacci candidato premier. Ora dialogano con l'UDC, ma si oppongono a Mastella e alle candidature non-pulite (ostacolo Cuffaro, dunque, cui però l'UDC sicuro non rinuncerà). Non solo: sembra che pretendano anche che permanga la candidatura a premier di Tabacci e/o il loro simbolo in quello dell'UDC.

Udeur. Il partito di Mastella, artefice della caduta del Governo, sembra davvero destinato a correre, costretto, da solo. Andando così alla sua definitiva scomparsa (al massimo otterrebbe un seggio al Senato grazie alla Campania, ma probabilmente nemmeno quello). Potrebbe essere la cosa migliore di questa tornata elettorale, a meno che Casini e la Rosa Bianca non tornino indietro sulle loro dichiarazioni. Incredibile, forse dopo tanto tempo Mastella non avrà più una poltrona. Povero Clemente.....

Movimento per l'Autonomia. Il movimento di Raffaele Lombardo, radicato nel Sud e forte soprattutto in Sicilia, sembrava destinato all'accordo con il PDL. Tuttavia, tutto è legato alle elezioni regionali in Sicilia: Miccichè, di Forza Italia, non intende ritirare la propria candidatura a favore dello stesso Lombardo (che invece è fortemente sostenuto dall'UDC). Insomma, alla fine l'MPA potrebbe tornare al centro.

E, dietro tutte queste manovre, c'è Ciriaco De Mita. Sì, proprio lui, l'ottantenne ex-segretario e premier della Democrazia Cristiana, il cui governo ha portato all'aumento incredibile del debito pubblico (di cui paghiamo le conseguenze oggi), che ha lasciato il Partito Democratico per aver ricevuto la "grave offesa" di essere stato ricandidato per la sua 12° legilsatura. Ora, dichiara, "lavorerà contro il PD e contro Veltroni". Il suo sogno? La rinascita della Democrazia Cristiana. E, infatti, De Mita sta mediando fra Rosa Bianca e UDC (e magari, vista la vicinanza geografica ma anche clientelare, Mastella).
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