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il blog di Francesco Zanfardino
Memoria
post pubblicato in Diario, il 27 gennaio 2010


                                             

Ogni anno in occasione della Giornata della Memoria pubblico la prefazione a "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Probabilmente perchè è probabilmente il libro che più mi ha scosso nella mia vita, probabilmente perchè in quelle poche righe è sunta tutta la tragedia umana dell'Olocausto, con lo scientifico tentativo di dis-umanizzazione di un intero popolo, ben più grave dell'omicidio di massa in sè. In ogni caso, una lettura che consiglio a tutti.

"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi"
.

Non bisogna dimenticare, perchè la storia può ripetersi. Magari non nelle stesse forme, ma nello stesso senso sì, purtroppo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Io ricordo così, gli altri ...
post pubblicato in Diario, il 27 gennaio 2009


                                               

Oggi, 27 Gennaio, è il Giorno della Memoria. 64 anni fa le truppe sovietiche sfondarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, scoprendone gli orrori e i pochi superstiti di quell'infamia. Fu così che, forse tardivamente, la Comunità Internazionale decise nel 2000 di istituire tale data come giornata mondiale in commemorazione delle vittime dell'Olocausto, del nazionalsocialismo e di tutti i fascismi. E, aggiungerei io, proprio "per non dimenticare", anche di tutte le altre pulizie etniche di questo mondo, troppo spesso dimenticate e/o occultate.

Ci sono diversi modi per "ricordare".

C'è chi
, come un Vescovo forse riabilitato con troppa superficialità dal Papa, lo fa negando l'esistenza delle camere a gas. E c'è chi, tanti, troppi, nega l'Olocausto in generale.

C'è chi, come un Presidente del Consiglio che considera il suo ruolo con fin troppa superficialità, lo fa raccontando barzellette sui lager che non fanno ridere nessuno.

C'è chi, come buona parte degli Italiani, forse la maggioranza, lo fa con molta ipocrisia, indignandosi la mattina per l'odio razziale della Germania Nazista contro gli ebrei, e pensando la sera ad altrettando razzistiche equazioni straniero = criminale = viadalmioPaese.

Poi c'è chi, come me, che non nega, prende seriamente la questione e senza ipocrisia. Personalmente, voglio ricordare così, come l'anno scorso, con l'introduzione di Primo Levi a Se questo è un uomo (uno dei migliori libri mai scritti, da leggere assolutamente almeno una volta nella vita per comprendere fin dove possa spingersi, in basso, la coscienza umana), che rispecchia fedelmente lo spirito di questa giornata.

"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi"
.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Lega Nord = Nazisti
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2007


                               

Anche oggi la Lega Nord non smentisce la sua natura xenofoba, razzista e demagogica
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Di fronte ad un problema serio come quello della sicurezza, gli esponenti del "Carroccio" non pensano ad altro che cercare di sfruttare il senso di insicurezza delle persone, cercando di avvicinarle a pericolose posizioni razziste.

In un dibattito del consiglio comunale di Treviso (sindaco leghista) sulla cosidetta ordinanza anti-sbandati" (quella del sindaco leghista di Cittadella, che prevede la non ammissione per pericolosità sociale" degli stranieri al di sotto dei 5.000 euro di reddito), un esponente della Lega Nord, tale Giorgio Bettio, ha infatti dichiarato che "per gli immigrati non basta la legge del taglione, ma dobbiamo usare i metodi delle SS: ogni loro male fatto ad un nostro cittadino, dobbiamo farlo a dieci di loro".

Ora, inutile mettere in evidenza l'indecenza di queste affermazioni. Oltre al fatto che è assurdo che, condannando un reato, lo si commetta a propria volta (e decuplicandolo, tra l'altro), è assurdo anche rievocare certi periodi della nostra storia che sono universalmente riconosciuti come moralmente e umanamente degradanti. Perlomeno, certe affermazioni hanno un aspetto positivo: mettere in evidenza la vera natura della Lega Nord e cioè, come già detto, xenofoba e razzista.

E poi, certe affermazioni rendono impossibile dialogare su una proposta, come quella "anti-sbandati", sui cui si poteva essere d'accordo o meno. Per quanto mi riguarda, l'errore della "anti-sbandati" sta nel riconoscere la pericolosità sociale di chi ha meno di 5.000 euro. Infatti, dire ciò vuol dire riconoscere la pericolosità di tutti, stranieri e non, che hanno un reddito inferiore a questa cifra. Se deve essere impedito agli stranieri sotto i 5.000 di entrare, devono anche essere cacciati gli italiani sotto i 5.000. Infatti, entrambi sarebbero "pericolosi socialmente" (secondo il giudizio della Lega, ovviamente).

Insomma, se ci deve essere un discriminante per l'ingresso degli stranieri (e d'altronde non possiamo aprire le nostre porte all'infinito), non può certo essere la pericolosità sociale.
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