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il blog di Francesco Zanfardino
E' troppo facile prendersela con gli operai e i medici
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2007


    

L'Italia negli ultimi giorni è stata sconvolta da molti lutti
. Come sempre. Purtroppo questa è la vita. Ma certi lutti rimangono impressi nella mente per ciò che rappresentano.

Torino. Acciaierie TyssenKrupp. Quattro operai sono morti letteralmente bruciati da un incendio scoppiato nella fabbrica dove lavoravano, probabilmente a causa della rottura di una tubatura ad olio. Una moglie di uno degli operai morti ha dichiarato: "Me l'hanno ammazzato". 
Già nel 2003 era scoppiato un incendio nella fabbrica. Inoltre, stando a quanto dichiarato dagli operai sopravvissuti, gli estintori non funzionavano o erano vuoti. La fabbrica era in crisi da molto tempo, tanto che era già stata decisa la sua dismissione, e si tirava avanti a campare, a discapito della sicurezza (sempre secondo quanto dichiarato dagli operai, gli estintori, quando erano usati, erano usati a metà, per risparmiare: ma così facendo la qualità del materiale si annullava) e dei diritti dei suoi lavoratori (gli operai hanno dichiarato che dovevano fare straordinari lunghissimi, altrimenti perdevano il lavoro).
Oggi, la Tyssenkrupp ha dichiarato che "le cause dell'incendio sono tuttora in accertamento e, al momento, non c'è alcuna conferma che alla base ci sia la violazione degli standar di sicurezza".

Vibo Valentia. Ospedale cittadino. Una sedicenne, Eva Ruscio, muore dopo essere stata ricoverata per un ascesso alle tonsille. Un anno fa, stesso ospedale, stessa sala operatoria, un'altra sedicenne, Federica Monteleone, morì dopo un coma causato da un black-out durante l'interventoUn ospedale, quello di Vibo, gestito male, e in cui i fondi erano gestiti a livello clientelare (sembra in mano ad UDC e Opus Dei, ma poteva essere chiunque).
In questi giorni, molti studenti, amici delle ragazze morte, hanno messo su della manifestazioni, in cui spesso si è puntato il dito contro i medici, quasi bollandoli come "assassini".

Di fronte ai fatti di Torino, il premier Prodi ha fatto le solite dichiarazioni di rito. E d'altronde lo Stato non può far altro che augurarsi che i giudici facciano il loro lavoro, "accertando tutta la verità", e che gli ispettori facciano anch'essi il loro lavoro, con serietà e non con accondiscendenza verso le imprese. Ma certo lo Stato può mettere in evidenza ciò che deve essere messo in evidenza, come ha fatto il premier dichiarando come spesso la responsabilità sia delle imprese, e come ha fatto la ministro della salute Turco, dichiarando che in Calabria i fondi per costruire i 4 nuovi ospedali non saranno controllati dalla Regione ma dallo Stato (ovviamente, tutto da vedere).

Queste vicende, così lontane, sia come luoghi che come contesti, sembrano essere accomunate solo dalla tragicità della morte. In realtà, entrambe queste vicende sono accomunate dall'attacco contro gli operai e i medici, nel primo caso dalle aziende, nel secondo dalla gente. Non si può dare la colpa dell'incendio agli errori degli operai, perchè senza estintori funzionanti, senza mezzi di sicurezza non si può lavorare. Non si può dare la colpa ai medici, primo perchè compiono un lavoro delicatissimo e la paura di essere cacciati e criminalizzati per un solo umano errore può far sbagliare chi magari non sbaglierebbe, secondo perchè la responsabilità, come nelle fabbriche è spesso dei dirigenti, è spesso di chi dirige gli ospedali e non fa rispettare le norme. In tutto questo, una severa critica va fatta agli organi di ispettorato, che non devono in alcun modo transigere sulla sicurezza.

E' troppo facile prendersela con operai e medici. Troppo.
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