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il blog di Francesco Zanfardino
Libertà de che?
post pubblicato in Diario, il 14 maggio 2009


                                              

"Invidia ed odio nei confronti di un presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini: sono palesi i motivi della campagna denigratoria che la Repubblica e il suo editore stanno conducendo da giorni contro il presidente Berlusconi. Attacchi di così basso livello, in vista delle prossime elezioni europee e amministrative, confermano non solo l'assoluta mancanza di argomenti politici concreti di quel giornale e della sua parte politica, ma anche una strategia mediatica diffamatoria tesa a strumentalizzare vicende esclusivamente private a fini di lotta politica".

Ora, a parte il fatto che quelle due paroline "esclusivamente private" il premier Berlusconi avrebbe dovuto ricordarsene in tutti i momenti in cui ha utilizzato la sua vita privata per fini politici (l'esempio più clamoroso è questo), e che il termine "campagne denigratorie" mi ricorda tanto certe campagne di certi giornali direttamente vicini a Berlusconi, le parole di Palazzo Chigi fanno pensare a come ci si possa appropiare della parola "libertà", inserendola in qualsiasi discorso ed in qualsiasi simbolo, e contemporaneamente invocare la censura a giornali che fanno una cosa molto semplice: porsi e porre domande. Domande tra l'altro molto ovvie, e che chiunque giornalista dovrebbe porre di fronte ad una vicenda obiettivamente oscura, compreso coloro come Vespa che invitano senza contraddittorio uno dei diretti interessati della vicenda. Ma ormai fare domande, quelle vere, che pur sarebbe il mestiere del giornalista, è una qualità sempre più rara in Italia. L'Italia "libera", ricordiamolo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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