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il blog di Francesco Zanfardino
La bufala della bufala su Sakineh
post pubblicato in Diario, il 20 settembre 2010


                                              

Lo chiarisco subito: a me il TG di Mentana piace, è davvero una novità nel panorama dei TG italiani, ed una novità di qualità. Ancora più apprezzata di sera dopo che per molto tempo, di fronte alla scelta fra Tg1 e Tg5, ci si ritrovava a dover spegnere la televisione, a meno di non volersi fare due risate amare di fronte allo scempio dell'informazione messo in campo dalla premiata ditta Minzolini-Mimun.

Però ciò non vuol dire che non gli si possano fare delle critiche. Non mi è andato proprio giù, per esempio, che in una delle scorse edizioni serali Mentana abbia realizzato un servizio dove ha sì correttamente e coraggiosamente affrontato il tema delle bufale nell'informazione in riferimento al falso rischio attentato al Papa nella sua visita a Londra, ma lo ha accostato ad un'altra presunta bufala, ovvero quella della lapidazione di Sakineh, che è stata smentita dal presidente iraniano Ahmadinejad. Anche se non posso riportarvi le esatte parole usate da Mentana per lanciare il servizio ed il commento del giornalista che l'ha realizzato, visto che non ritrovo quell'edizione su YouTube (a proposito, ma non doveva anche questa essere una svolta nel mondo dei TG?).

Mi viene da chiedere a Mentana se siano più affidabili le parole estemporaneo un quasi-dittatore interessato a fermare la mobilitazione internazionale contro la condizione dei diritti umani nel suo paese oppure le innumerevoli e credibili testimonianze della situazione di Sakineh? Se la lapidazione di Sakineh era una notizia falsa, e quindi è stata inutile la mobilitazione per cancellarle la condanna a morte, perchè i quotidiani iraniani hanno attaccato Carla Bruni e tutti i personaggi che l'hanno appoggiata? Perchè i leaders iraniani avrebbero smentito solo le 99 frustate, e non la condanna a morte? Ma, soprattutto, perchè l'Iran avrebbe comunicato al mondo che la condanna a morte era stata sospesa, se la condanna non c'era proprio?

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That's amore
post pubblicato in Diario, il 26 dicembre 2009


                                                  

Nella girandola mediatica che un Premier in convalescenza si sta concedendo in questi giorni, ieri sera è toccato al Tg1 delle 20, dove Berlusconi è intervenuto telefonicamente (senza uno straccio di motivo, evidentemente solo per occupare spazi televisivi). Ebbene, alla domanda di Attilio Romita sull'episodio che ha coinvolto il Papa nella notte di Natale, il premier ha risposto: "La mia opinione è, credo, quella di tutti gli Italiani, di preoccupazione e di incredulità, e ho pensato che davvero dobbiamo contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio".

Ecco, grazie a questa frase ho vinto una scommessa fatta con mio padre, elettore berlusconiano (ma non supinamente piegato al suo pensiero), appena dopo l'episodio di Natale. Avevo detto: "meno male che è emerso subito che la squilibrata in realtà non voleva aggredire il Papa, ma, seppur follemente, salutarlo, altrimenti i tuoi (i berluscones) avrebbero cominciato ad associare il fatto al <clima d'odio> ... e non escludo che lo facciano ugualmente". "Ma quando mai, figurati, si capisce che non c'entra nulla", aveva detto mio padre. Smentito dai fatti ...

P.S. Ma quanto ancora dovremo sopportare questa messinscena dell'amore contro l'odio?

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Anticlericando ...
post pubblicato in Diario, il 17 novembre 2009


                                            

Sarò anticlericale, ma, sentendo le pur bellissime parole del Papa ieri al vertice Fao sulla fame nel mondo, una domanda me la sono fatta lo stesso: ma perchè il Vaticano non utilizza una parte consistente delle sue vaste ricchezze per aiutare lo sviluppo del Terzo Mondo?

Ok, anche se non conosco i dati, di sicuro il Vaticano fa già molto in questo senso, e molto meglio degli altri Stati del mondo. Così come sono consapevole che un vero sviluppo non si fa solo con i soldi. Ma resta il fatto che il Vaticano, per coerenza con ciò che dice e professa, dovrebbe fare molto di più: non dico ridursi ad un ordine di francescani, ma perlomeno concedersi molti meno lussi. In fondo, se non lo fanno nemmeno gli uomini di Chiesa ... hai voglia ad aspettare quelli di Stato!

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Più carceri? Speriamo bene
post pubblicato in Diario, il 23 gennaio 2009


                                                 

Sono sempre stato d'accordo sulla necessità di costrutire più carceri in Italia. Mene resi conto quando, negli anni recenti, ad ogni estate si moltiplicavano gli appelli indignati per l'elevato sovraffollamento delle carceri, con tutte le sue conseguenze per le condizioni sanitarie, aggravate dalle alte temperature (per questo ogni estate si moltiplicavano gli appelli) e per il rispetto dei più elementari diritti umani. Tanto che lo stesso papa Giovanni Paolo II, nella sua visita al Parlamento Italiano del 2002, chiese accorato un provvedimento di indulto: "senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società".

Appello che fu accolto parzialmente nel 2003, maggioranza di centrodestra, con il cosidetto "indultino", che scontava per alcuni reati due anni di pena a chi aveva già scontato metà della pena, che però non basto. Il problema si ripresentò subito, e nel 2006, maggioranza di centrosinistra (ma con i voti determinanti di Forza Italia e Udc, occorre ricordarlo) fu necessario un vero e proprio "indulto", stavolta di 3 anni, a prescindere dagli anni di pena già scontati. Dunque negli ultimi centrosinistra e centrodestra, di fronte al problema delle carceri sovraffollate, hanno scelto sempre una sola strada: l'indulto. Con tutte le conseguenze per la certezza della pena, per la sicurezza dei cittadini, ecc. ecc. Mentre la strada più ovvia è un altra: costruire nuove carceri.

Dunque vedo con molto favore la volontà del Ministro della Giustizia, Alfano, di attuare un "piano carceri". Un piano che dovrebbe aumentare la capienza totale delle carceri italiane del 40% (da 43mila a 60mila). Certo, ci sono molte perplessità. Per esempio la scelta di "differenziare" i detenuti per reati minori dal resto degli altri, ponendoli in "carcerine" (non vorrei che le "nuove carceri" in realtà siano strutture riadattate allo scopo, senza i relativi standard di sicurezza). Così come l'insufficienza di tali numeri, dato che già adesso ci sono 58mila carcerati (con una capienza "regolare" di 43mila, dunque un sovraffollamento enerome). Così come l'istituzione dell'ennesimo commissario straordinario (l'Italia è il paese dei commissari, ormai), sperando almeno che la struttura commissariale faccia il proprio dovere e non si riveli un costo in più, come spessissimo accade in Italia. Ma soprattutto desta molte perplessità la decisione di prelevare finanziare parte del piano con i soldi per il reinserimento sociale dei detenuti, e quella di costruire le nuove strutture con finaziamenti privati, preludio di una privatizzazione delle carceri cui sono fermamente contrario. E poi io avrei fatto in maniera diversa: ovvero facendo funzionare tutte quelle carceri nuove di zecca ma mai andate in funzione (ricorderete, no, tutti quei servizi di Striscia la Notizia?), evitando di sperperare altri soldi delle nostre tasse. Ma comunque meglio di niente.

Certo, rimane il problema fondamentale dell'Italia: che non è la certezza della pena, ma la certezza della condanna. Tra prescrizioni, amnistie, sconti di pena dati "allegramente", insufficienza di fondi e mezzi per forze dell'ordine e magistrati, limitazioni alle intercettazioni, tagli ai fondi, eccetera (tra l'altro la responsabilità del centrodestra per queste cose è altissima), corriamo il serio rischio un giorno di avere le carceri, ma non i delinquenti. Capito Alfano?

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Tettamanzi, il Natale e la solidarietà
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2008


                                              

Mi è davvero piaciuto l'Urbi et Orbi natalizio del Papa quest'anno. Benedetto XVI ha infatti impostato tutto il discorso sul significato profondo del Natale, ovvero la solidarietà. Quel Bambino che la fede cristiana fa nascere circa 2000 anni fa in una famiglia umile in una grotta altrettanto umile di Betlemme, circondato ed accolto dalla solidarietà degli umili, di condizione e d'animo, non può infatti non ricordarci che "se ciascuno pensa solo ai propri interessi, il mondo non può che andare in rovina". Un messaggio che, 2000 anni dopo, risuona sempre più attuale, come lo dimostrano due eventi di oggi , in positivo e in negativo.

Il primo vede protagonista l'Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, un uomo che interpreta fin troppo bene il messaggio cristiano e che purtroppo non diventerà Papa proprio per questo, oltre che per la sua avanzata età. Ebbene, il cardinal Tettamanzi ha annunciato la creazione di un fondo disoccupati da 1 milione di euro, finanziato non solo tramite fondi dell'8xmille o delle offerte, ma anche tramite "scelte di sobrietà" della Diocesi stessa. Un gesto simile, ovvero il fatto che una Diocesi, in tempi difficili, destini una somma non indifferente, magari sacrificando lussi inutili, per sostenere i deboli, è quello che secondo me dovrebbe essere la prima missione della Chiesa. Missione che viene già svolta da tantissimi missionari, preti coraggio, opere, ecc. ecc., ma che sempre meno vede un ruolo predominante della dirigenza ecclesiastica, occupata sempre di più in polemiche inutili e anacronistiche e sempre di meno nel diffondere ed applicare il messaggio cristiano. Bene Tettamanzi, dunque, sperando che sia una scossa per tutto il Vaticano.

E ora veniamo alla notizia negativa, ovvero l'ennesima pagliacciata razzista ed intollerante dell'europarlamentare leghista Mario Borghezio. Infatti, Borghezio ha issato uno striscione bianco con scritto "NO MOSCHEE" sul Duomo di Milano, proprio in polemica con Tettamanzi, le cui dichiarazioni sulla necessità di maggiori luoghi di culto per le altre religioni avevano già suscitato le dichiarazioni farneticanti del Ministro leghista Calderoli, che l'aveva definito "ultimo baluardo del cattocomunismo", e aveva definito le moschee "presunti luoghi di religione che in realtà sono scuole di violenza. Noi siamo contro le cattedrali del terrorismo". Evidentemente per la Lega Nord tolleranza e accoglienza, oltre che la verità, sono degli optional.

Viva Tettamanzi. E viva la Chiesa "vera" e i fedeli "veri" che interpretano davvero il messaggio cristiano.

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Il Papa si dimentica (per ora) della pena di morte
post pubblicato in Diario, il 17 aprile 2008


                       

Papa Benedetto XVI è negli USA da due giorni
. Ha incontrato Bush alla Casa Bianca, poi vari incontri e visite. E ha parlato di molti argomenti.

In particolare, papa Ratzinger ha posto l'accento sullo scandalo dei "preti-pedofili", che ha sconvolto l'opinione pubblica americana. Il Papa ha rafforzato l'autocritica e promette una linea dura: "I pedofili saranno completamente esclusi dal sacerdozio. Ci vergognamo profondamente e faremo tutto il possibile affinchè questo non si ripeta in futuro". Ma non solo: il Papa ha ricordato le "ingiustizie" commesse dai colonizzatori nei confronti dei nativi americani e poi nella tratta degli schiavi. Inoltre, il Papa ha parlato di "crollo dei valori" nella società americana, poichè molti fedeli compiono scelte di vita contrarie ai precetti della fede.

Infine, nello Studio Ovale Bush e Ratzinger hanno parlato di "difesa della vita" e "tutela dei diritti umani". Eppure, nell'anno della moratoria dell'ONU sulle esecuzioni capitali, e a poche ore dalla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato legittimo l'uso dell'iniezione letale (riaprendo la strada alla ripresa delle esecuzioni, ferme da Settembre), non una parola è venuta dal Pontefice sul tema della pena di morte.

E' una grave dimenticanza. Speriamo che il Papa se ne ricordi prima di tornarsene in Vaticano.

Povero Gesù ...
post pubblicato in Diario, il 7 aprile 2008


                          

Povero Gesù ... anche lui sfruttato a fini propagandistici
. Di solito ci si contende l'eredità dei grandi politici del passato (Berlinguer, Moro, De Gasperi, Almirante). Ma alla fine anche il Nazareno è finito nel tritacarne della campagna elettorale.

Ha cominciato, suscitando gran scalpore, il Partito Socialista di Enrico Boselli. Sì, proprio il Partito Socialista tanto avversato dalla Chiesa per le sue battaglie laiche (o meglio laiciste). Un video basato sulla concezione di Gesù come "primo socialista della storia". Ovviamente subito sono scoppiate le polemiche politiche, con le accuse degli ambienti cattolici e dell'UDC di Casini contro Boselli. Anche se, riflettendoci, l'interpretazione del PS non è proprio un abominio...

Oggi, invece, è il turno di Silvio Berlusconi. Con una delle sue solite "battute", si paragona a Gesù: "Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verità. Andate, predicate e convertite le genti. Mi hanno già detto che certe volte penso di essere Gesù e gli vado dietro...". Tra l'altro, questo dopo aver sostenuto anche la benedizione del Papa alla sua candidatura: "Il Papa tornerà a Settembre e quando verrà vorra dire che tornerò anch'io, ci faremo benedire per averci ridato la Sardegna e l'Italia..." (fonti: diretta Repubblica.it, minuti 19:32 e 19:45).

A questo punto, mi aspetto solo che la Santanchè si definisca Madonna, Veltroni invece San (di) Pietro .... 
E Mastella ....... vi lascio immaginare........

P.S. Adesso ho capito perchè si usa una "croce" per votare.....
Diritto alla vita. E diritto alla morte
post pubblicato in Diario, il 3 febbraio 2008


                  

"La vita deve essere tutelata e servita sempre, ancora più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale". Lo ha dichiarato Benedetto XVI nell'occasione della Giornata della Vita, promossa dalla Cei.

Le parole del Papa, tuttavia, arrivano in coincidenza con la diffusione del documento degli ospedali di 4 atenei romani, nel quale si dichiara che "un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio e assistito adeguatamente". Insomma il neonatologo deve rianimarlo, "anche se la madre è contraria, perchè prevale l'interesse del neonato". "Tuttavia, se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico".

Bene. Peccato che i cattedratici romani non pongano nessuna nuova questione: il codice deontologico, infatti, impone già ai medici di intervenire quando il neonato abortito è vitale. Quindi, un documento superfluo. Semmai, visti i progressi della medicina che permettono la sopravvivenza del feto anche prima dei 6 mesi previsti per l'aborto (in casi di malattie tipo sindrome di Down, negli altri casi il limite è di 3 mesi), si potrebbe abbassare il "tetto d'aborto" alla 22°settimana (ovvero 5 mesi), per evitare una vita d'inferno ai feti rianimati che dovessero sopravvivere . Ma questo assolutamente senza mettere in discussione i principi e la struttura della legge 194 sull'aborto
Papa Ratzinger ha dichiarato che "la misura della civiltà si vede dalla difesa della vita". Beh, si vede anche dal diritto all'autodeterminazione della donna. L'aborto è un diritto della donna, e non va toccato.

Ma l'appello del Papa, l'ennesimo, affronta anche un altro tema: quello della difesa della vita fino al suo "naturale tramonto". Ovvero, niente eutanasia. Quello della "dolce morte" è un tema alquanto controverso. Ma l'eutanasia non va assolutamente confuso con il "diritto al suicidio". Non si può concedere un simile diritto, quando il "suicidante" ha tutte le possibilità di vivere e soprattutto potrebbe non essere in possesso pieno delle proprie facoltà (nel senso che, superata la crisi, potrebbe pensare: meno male che non mi sono ucciso). Ma quando il "suicidante" è in pieno possesso delle proprie facoltà e non ha nessuna possibiità di tornare ad una vita dignitosa (o comunque una vita) e vive solo grazie alle macchine (e già questo farebbe pensare rispetto al "naturale tramonto"), perchè non dargli il diritto di togliersi la vita, se non può farlo?
Il riferimento, ovvio, è al caso Welby. Ecco, io non mi scandalizzerei se si desse il "diritto alla morte" alle persone nelle stesse condizioni di Welby.

La civiltà è anche riconoscere questi diritti.  

Qualche riflessione sulla questione Papa-università
post pubblicato in Diario, il 20 gennaio 2008


                    (Ansa)

Oggi si è tenuto il cosidetto "Papa-day", ovvero la giornata di solidarietà a Papa Benedetto XVI dopo i noti fatti dell'Università "La Sapienza". Il cardinal Ruini ha infatti chiamato a raccolta i fedeli, tra i quali erano presenti numerosi esponenti politici, tra i quali Andreotti, la Binetti, Casini, Cossiga, Mastella e Rutelli. Una folla di 200mila persone, secondo alcune stime.

Il Papa ha ringraziato "universitari, professori e quanti sono venuti così numerosi in piazza San Pietro per partecipare alla preghiera dell'Angelus e per esprimermi solidarietà". "Come sapete, avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto a intervenire giovedì scorso all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza. Purtroppo, com'è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia. Ho soprasseduto mio malgrado, ma ho voluto comunque inviare il testo da me preparato per l'occasione". "Come professore - ha poi continuato Ratzinger - vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui".

Ora, chiariamo innanzitutto una cosa. Nonostante quanto vogliano far sembrare i media e lo stesso Papa con quel "suo malgrado",  il Papa non è stato "costretto" ad annullare la sua visita, ma è stata una sua libera scelta. I personaggi di una certa rilevanza sono spesso accolti da critiche e contestazioni. Anche Bush viene sempre accolto da durissime contestazioni, ma lui non ha mai annullato le sue visite.
Inoltre, contrariamente da come molti hanno dichiarato, non è vero che "il Papa in Italia non ha nemmeno il diritto di parlare". Anzi, l'Italia è l'unico paese al mondo in cui il Vaticano ha così tanto spazio. Tutti i giorni i nostri media non mancano di parlarne (sicuramente non il 30% dei telegiornali come dichiarato da Pannella, ma comunque molto spazio): indubbiamente sono argomenti che ci interessano, ma non si deve dire che il Vaticano non ha il diritto di parlare.

Passando nel merito delle contestazioni, è scandaloso il comportamento di quella parte di studenti e professori della "Sapienza" che, nel nome della laicità, volevano impedire al Papa di venire all'Università "a priori", in qualsiasi contesto. Essere laici, infatti, come ricordato dallo stesso Papa oggi, vuol dire "rispettare sempre le opinioni altrui" (anche se, a questo punto, il Papa dovrebbe essere coerente e non chiedere ai parlamentari di ostacolare le leggi che vogliono garantire, ad esempio, i diritti dei gay e dei malati terminali, ma questo è un altro discorso). Il comportamento di queste persone, invece, è stato puro anti-clericalismo.

Allo stesso tempo, però, sono comprensibili le istanze di quell'altra parte di professori (la maggioranza dei "67" della lettera) e di studenti (la minoranza dei contestatori), che semplicemente non contestavano al Rettore in generale di aver inviato il Papa, ma di averlo invitato a fare la "Lectio Magistralis" di apertura dell'anno accademico di un'università (ed invece proponevano di invitarlo in un altro momento). Ma, soprattutto, è condivisibile la loro richiesta di un dibattito aperto, e non di un semplice monologo. Perchè l'Università è innanzitutto il luogo del dialogo. Infatti, molti hanno dichiarato, in tono accusatorio, che persino il presidente iraniano Ahmadinejad ha potuto parlare alla Columbia University: già, ma anche lui è stato contestato e soprattutto lì si è stato un dibattito, non una Lectio Magistralis.

Comunque, di tutta questa vicenda contesto soprattutto una cosa: ovvero la rappresentazione di uno scontro fra "laici" e "cattolici". Semmai ci può essere uno scontro fra cattolici oltranzisti e laici, e fra laici e laicisti. Ma l'essere laico e l'essere cattolico non sono in contraddizione: si può essere laici e cattolici allo stesso tempo. Anzi, il vero cattolico è anche laico. D'altronde, le due frasi che forse meglio caratterizzano il mondo laico e quello cristiano, ovvero "Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee" (Voltaire) e "Ama il tuo prossimo come te stesso (Gesù), non sono poi così distanti.
Buon Natale da Papa Ratzinger
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2007


                                 

Oggi, Santo Natale, non si può non discutere del mesaggio "urbi et orbi" di Benedetto XVI.
E' stato un discorso, come sempre, contrassegnato da quei messaggi che l'umanità, purtroppo, non riesce mai a realizzare. E non si poteva non iniziare dalla pace, che purtroppo è assente in molte zone del mondo (Ratzinger ne ha elencate molte, come "le martoriate terre del Darfur"). Con una bella strigliata "ai responsabili di governo a cercare soluzioni giuste, umane, durature".

Il discorso del Papa ha riguardato anche l'ambiente ("Salviamo la Terra"), i valori della famiglia, l'amore, la speranza.  "La nascita di Cristo rechi a tutti serenità e gioia, e risvegli in ciascuno il desiderio di testimoniare i valori della vita, della famiglia, dell'amore, e della pace, evocati dal grande mistero dell'incarnazione e della nascita di Gesù". Un patrimonio di valori che, secondo il Papa, l'Italia non deve dimenticare.

Ed, infine, la giustizia sociale. "Il Natale porti consolazione per coloro che vedono negata la loro legittima aspirazione ad una più sicura sussistenza, alla salute, all'istruzione, a un'occupazione stabile, a una partecipazione più piena alle responsabilità civili e politiche, al di fuori di ogni oppressione e al riparo da condizioni che offendono la dignità umana".

Belle parole. Davvero. Anche se dette da chi spesso, mentre afferma questi valori (giustissimi), contemporaneamente scatena campagne di civiltà contro chi ha una visione diversa (condivisibile o no) di valori come la vita e la famiglia, creando "oppressioni" e "negazioni di legittime aspirazioni".

Colgo l'occasione per rinnovarvi gli auguri di un sereno Natale, da passare con chi si vuole bene.
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