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il blog di Francesco Zanfardino
Propri particolari interessi
post pubblicato in Diario, il 9 agosto 2010


                                         

Secondo il (per ora) premier Berlusconi adesso è necessaria una "mobilitazione permanente", una "grande opera di diffusione", "un porta a porta permanente", "un banchetto o un gazebo in ogni piazza" per spiegare agli Italiani "quanto il Governo è riuscito a realizzare in due anni di appasionato lavoro" e "contrastare i disfattismi e i personalismi di chi antepone i propri particolari interessi al bene di tutti, al bene del Paese".

Fatta salva la scelta "mobilitazione permanente", che se attuata davvero e per bene è vincente come strategia di comunicazione (imparino, a sinistra), non vorrei essere nei panni dei "promotori della libertà" che dovrebbero sobbarcarsi questo compito. Non solo per quanto riguarda i frutti dell'"appassionato lavoro" del Governo, inesistenti o comunque più dannosi che altro ... ma, in fondo, nulla che una sapiente opera di propaganda non possa trasformare in oro colato per gran parte della massa popolare, già  adeguatamente disinformata dall'azione dei Minzolini e delle D'Urso. Piuttosto, mi troverei decisamente in difficoltà, al posto di un "berluscones", a spiegare agli elettori italiani che il governo Berlusconi è sotto attacco di politicanti interessati ai propri interessi.

Persino questo elettorato italiano altamente berlusconizzato in gran parte si rende conto, o perlomeno ne ha la percezione, che è proprio Berlusconi a farsi gli affari propri, molto più di Fini e soci. Decisamente di più. Magari credono che Berlusconi faccia anche i loro interessi ... ma che si faccia pure i suoi lo sanno benissimo. D'altronde, come potrebbero essere loro sfuggiti tutti questi provvedimenti "ad personam" messi in campo da Berlusconi nei suoi 9 anni al Governo di questo Paese:

  • Legge sulle rogatorie internazionali(L. 367/2001): limitazione dell'utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria (trova applicazione anche al processo "Sme-Ariosto 1" per corruzione in atti giudiziari)
  • Depenalizzazione del falso in bilancio(L. 61/2002): modifica della disciplina del falso in bilancio (nei processi "All Iberian 2" e "Sme-Ariosto2" Berlusconi viene assolto perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato")
  • "Legge Cirami" (L. 248/2002): introduzione fra le cause di ricusazione e trasferimento del processo del "legittimo sospetto sull'imparzialità del giudice" (la norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati)
  • "Lodo Schifani" (L. 140/2003): introduzione del divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio in carica, dichiarata incostituzionale dopo pochi mesi, con sentenza della Corte costituzionale n. 13 del 2004
  • Decreto-salva Rete 4(D.L. 352/2003): introduzione di una norma 'ad hoc' per consentire a Rete 4 di continuare a trasmettere in analogico
  • "Legge Gasparri" (L. 112/2004): introduzione del SIC ("Sistema Integrato delle Comunicazioni") che ha per effetto di estendere il numero di canali televisivi che un singolo soggetto può avere in concessione (la norma consente di evitare la riduzione del numero di concessioni del gruppo Mediaset)
  • Condono edilizio nelle aree protette (L. 308/2004): estensione del condono edilizio alle zone protette (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà di Berlusconi)
  • "Legge ex Cirielli" (L. 251/2005): riduzione dei termini prescrizione (la norma porta all'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Lodo Mondadori", "Lentini", "Diritti tv Mediaset" nei quali era imputato Berlusconi)
  • "Legge Pecorella" (L. 46/2006): introduzione dell'inappellabilità da parte del PM delle sentenze di proscioglimento, dichiarata incostituzionale dopo pochi mesi, con sentenza della Corte costituzionale n. 26 del 2007
  • "Lodo Alfano" (L. 124/2008): introduzione di un nuovo divieto di sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il Presidente del Consiglio in carica, dichiarata incostituzionale dopo un anno, con sentenza della Corte costituzionale n. 262 del 2009
  • Legge "Tremonti bis" (L. 383/2001): abolizione dell'imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni, che in precedenza era applicata fino a 350 mln (trova applicazione a tutti i grandi patrimoni familiari, incluso quello della famiglia Berlusconi)
  • Decreto salva-calcio (D.L. 282/2002): concessione alle società sportive della possibilità di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali (la norma trova applicazione anche al Milan A.C.)
  • Condono "tombale" (L. 289/2002): con la Finanziaria 2003 viene introdotto un condono "tombale" sulle imposte evase (beneficiano del condono "tombale" anche le imprese del gruppo Mediaset)
  • Incentivo per l'acquisto del decoder (L. 350/2003): con la Finanziaria 2004 viene introdotto un incentivo statale all'acquisto di decoder per DDT (la maggior beneficiaria della norma è la società Solari.com, principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo "Mhp", che è controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi)
  • Riordino previdenza complementare (D.Lgs. 252/2005): riforma complessiva della previdenza complementare. Vengono introdotte una serie di norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (beneficiano di queste disposizioni anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi)
  • Decreto anticrisi(D.L. 185/2008) aumento dal 10 al 20 per cento dell'IVA sui servizi di televisione a pagamento (la norma danneggia la "Sky Italia", principale competitore privato del gruppo Mediaset)
  • Decreto incentivi (D.L. 5/2009): aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio (la disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset).
  • il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi)
  • la modifica del Piano di assetto idrogeologico (PAI) dell'Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de "la Cascinazza" (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconi

E tanti altri ancora che saranno certamente sfuggiti alle varie liste che chiunque può trovare su Internet. Semmai, dunque, Fini è poco credibile su questo fronte non perchè sia più "affarista" di Berlusconi (impresa impossibile, d'altronde), ma perchè ha sempre appoggiato tutte queste leggi negli ultimi 16 anni, salvo scoprirsi "paladino della legalità contro gli affaristi". E certo non sta messa bene a credibilità nemmeno l'opposizione di centrosinistra, che questi provvedimenti non l'ha sostenuti (e ci mancava pure!), ma nemmeno si è così tanto sforzata di cancellarli, nei suoi 7 anni di Governo.

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Mezzogiorno di fuoco
post pubblicato in Diario, il 27 luglio 2009


                            

Ogni estate ha la sua boutade politica. Nemmeno tanto "boutade", visto che se due estati fa la registrazione dal notaio di nome e logo del PDL da parte di Michela Vittoria Brambilla fu seguita pochi mesi dopo dall'effettiva nascita di quel partito, c'è da (temere?) aspettarsi che le manovre politiche in atto in Sicilia e non solo intorno alla nascita del "Partito del Sud" si concretizzino a breve in forma più consolidata.

D'altronde, l'interesse di tanti "capibastone" del Sud, dall'infuriato Lombardo al suo ex nemico Miccichè, da Dell'Utri alla Poli Bortone, da Loiero a Bassolino (che di recente ha fondato l'ennesima "fondazione" di area PD, un fantasioso "Sudd"), e persino l'interessamento di personalità come Vendola, unito alle tante dimostrazioni di insofferenza dimostrate dall'MPA e dai parlamentari siciliani della maggioranza nelle votazioni in Parlamento, sono molto più che la spia di qualche malessere. Sono un vero e proprio segnale a Berlusconi & company che non si può più andare avanti con le scelte effettuate dal Governo finora, altrimenti qualche scossone potrebbe accadere. E un movimento come "Forza Sud", come denominato da Miccichè, potrebbe strappare voti preziosi, e molti, proprio nella roccaforte dei berlusconiani, il Sud. E, cosa ancora più grave, potrebbe minare la stabilità dello stesso Governo, trasformando la netta maggioranza in Camera e Senato in maggioranze di tipo "prodiano", se non peggio.

In effetti, le politiche del Governo finora sono state fin troppo "nordiste". La "golden share" della Lega Nord si è fatta sentire, in mancanza di un solido contrappositore di forze "sudiste", e ogni provvedimento del Governo Berlusconi è stato indirizzato quasi sempre a favore del Nord. Sia quando si trattava di tematiche vicine all'elettorato padano, sia quando si tratta di veri e propri finanziamenti. Il simbolo di tutto ciò è il cosiddetto "scippo dei Fondi Fas", ovvero quegli stanziamenti che l'Unione Europea destina per lo sviluppo delle aree disagiate, e che dovrebbe andare per l'85% al Mezzogiorno e per il 15% alle restanti zone d'Italia. Dovrebbe, poichè, come ci racconta un buon servizio del Tg3 nella sua seconda parte, le decine di miliardi di euro contenuti nei Fas sono stati prevalentamente usati invece dal Governo per realizzare tutt'altro. Una sorte di "pozzo delle meraviglie" da cui attingere per coprire ogni falla di bilancio. Manca un miliardo per il taglio dell'ICI? Presi dai fondi Fas. Servono 18 miliardi per l'occupazione, per le infrastrutture, per la Finanziaria? Ancora i fondi Fas. Servono soldi per la ricostruzione a L'Aquila? Sempre fondi Fas. Serve un miliardo per salvare i sindaci amici di Roma e Catania? Preso dai fondi Fas. Servono soldi per realizzare le inutilizzate opere per il G8 in Sardegna? Usati i fondi Fas. Servono soldi per abolire il ticket sanitario? I fondi Fas, naturalmente. E così allo sviluppo del Sud è rimasto ben poco. Ma lo stesso andazzo del "federalismo fiscale", strutturato così come, rischia di danneggiare pesantemente il Mezzogiorno.

La domanda è: questo "Partito del Sud" può essere un credibile portabandiera degli interessi del Meridione? La risposta è un netto no. Questo "PDS" non è altro che l'organizzazione di numerosi apparati clientelari e personalistici intorno alla difesa di denari che vengono sottratti al Sud, ma unicamente per metterci le mani e non per destinarli ad un reale sviluppo del Sud. Insomma, gli autori del disastro del Mezzogiorno intendono solo perpetuarlo, in base a logiche localistiche, clientelari e collusiviste con mondi della facile impresa e della malavita. E' quello che temono e denunciano Lega e PDL, dimenticandosi che essi stessi adottano quei sistemi e che certo non poso lamentarsi, dato che la Lega è essa stessa un partito di quel tipo.

Certo è che la "questione meridionale" deve tornare al centro del dibattito nazionale. E se questi quattro "uappi" riusciranno a farlo, sarà comunque un fatto positivo. Ma al Sud serve ben altro.

P.S. A proposito di Sud e "rivoluzioni", ho creato questo gruppo su Facebook per gettare le basi per una "rivoluzione democratica" che, attraverso le Primarie Regionali del PD in Campania, porti avanti quella sfida di rinnovamento di cui quella regione in primis e l'Italia tutta necessitano fortemente. L'appello ha suscitato molti interessamenti, aiutatemi a diffonderlo!

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Ti piace vincere facile?
post pubblicato in Diario, il 29 marzo 2009


                                                            

6000 delegati. Più del doppio dell'Assemblea del PD, sul cui numero è stata fatta tanta ironia e schernimento (ma su quella del PDL no, loro possono permettersi tutto). E nemmeno uno che si sia preso la briga di sfidare Berlusconi per la leadership del partito ("ti piace vincere facile?", verrebbe da dire). Una bella acclamazione, e via.

Ma che volete, è il Popolo delle Libertà. Ovvero la nuova facciata che è stata data a Forza Italia, che nel frattempo si è allargata (un aumento di cubatura, che va di moda) per accogliere, o meglio assorbire, Alleanza Nazionale e qualche partitino dell'area berlusconiana. Ma, a parte il nuovo nome ed il nuovo simbolo (cioè la nuova scritta, dato che di simbolico non c'è niente), niente è cambiato. Nessun sistema di valori, nessuna idea di Paese, nessuna democrazia interna, nessuna partecipazione dal basso, niente di niente. Solo il leader, solo Berlusconi. Nemmeno un po' di politica.

D'altronde, in questo Paese, questo basta e avanza. Per tutta una serie di motivi (principalmente crisi di credibilità della politica, avvento della società dell'immagine, crollo di qualità e controllo politico del sistema dell'informazione, non sufficiente forza dell'azione politica degli avversari), che non starò qui a sviscerare. Quel che conta è che, per colpa di questa degenerazione della politica italiana, l'Italia non è riuscita a liberarsi dell'arretratezza economica e sociale che, con la fine della Prima Repubblica, poteva finalmente giungere alla fine. E invece ci siamo trovati con un "ventennio berlusconiano" che ha impedito all'Italia di crescere come merita.

Che dire ... c'è solo da sperare che questo berlusconismo finisca quanto prima, che l'Italia torni ad essere una democrazia normale. Una democrazia con una politica vera, dove a sfidarsi non siano i personalismi, ma diversi sistemi valoriali, diverse idee di Paese. Dove ci sia un centrodestra che sia davvero centrodestra, e non una miscela di populismo e leaderismo. Dove chi guida il Paese pensi al suo ruolo come il potere di cambiare i destini del Paese, e non di cambiare quelli propri (e dei propri soci, reali o politici). Dove siano dati agli elettori tutti gli strumenti per poter scegliere, in piena coscienza e informazione, chi deve rappresentarli.

E, in attesa di questo Paese, non restiamo con le mani in mano. Perchè certo non cadrà dal cielo, come la manna ...

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