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il blog di Francesco Zanfardino
Dicevo io
post pubblicato in Diario, il 19 ottobre 2009


                                                

Quando Re Silvio aveva fatto la sparata sul Ponte sullo Stretto, promettendo la prima pietra entro la fine dell'anno, devo dire che ero rimasto un po' perplesso. Anche volendo credere che non fosse stato uno dei soliti annunci, era difficile poter pensare che, anche in mano al "miglior Premier degli ultimi 150 anni", si possa avviare, di punto in bianco, una grande opera in così poco tempo.

Infatti, il trucco è così subito svelato, grazie ad un'inchiesta tanto mini quanto efficace di Giuseppe Baldessarro per Repubblica. Ebbene, a quanto pare la "prima pietra" promessa non è altro che la realizzazione di una traslazione di una ferrovia a Villa San Giovanni, opera compensativa del Ponte ma che era già decisa da tempo, in quanto prevista a prescindere dalla realizzazione o meno del Ponte (e dunque, mentre il Ponte fu rinviato, questa opera no). Mentre, per quanto riguarda il Ponte vero, certo non si partirà a breve, visto che manca ancora il progetto esecutivo ...

Ovviamente, però, questo dettaglio non è andato in onda in nessuno dei TG in cui si è dato ampio spazio all'annuncio di Berlusconi ...

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Roulette Abruzzo
post pubblicato in Diario, il 23 giugno 2009


                                             

Oggi la Camera ha approvato il "decreto terremoto", meglio detto "decreto nulla" per l'inconsistenza delle misure intraprese e soprattutto della loro copertura economica: poco più di un miliardo di euro per il 2009, giusto per soddisfare le primarie esigenze (un tetto prefabbricato prima dell'inverno), e poi piccoli finanziamenti spalmati per i prossimi 20 anni (fino al 2032): il che la dice lunga sui tempi della ricostruzione.

Ancora peggio, poi, se volgiamo lo sguardo alla copertura di questi finanziamenti. A parte l'ennesima pesca nei Fondi Fas (i fondi destinati allo sviluppo del Mezzogiorno e che il Governo ha utilizzato per tutt'altro, in questo primo anno di attività), un imprecisato riferimento alla lotta all'evasione, fino al ridicolo riferimento ai "risparmi" che sarebbero conseguiti allo spostamento del G8 a l'Aquila (ma poi, nello stesso decreto, si specifica che tutto ciò che si doveva realizzare a La Maddalena verrà realizzato lo stesso: e allora quali soldi si sono risparmiati?), il decreto si basa essenzialmente sulla "fortuna". Aumento delle poste minime, raddoppio delle tasse sulle vincite, liberalizzazione del gioco d'azzardo online, "gratta e vinci" dedicati all'Abruzzo.

Insomma, per molti Abruzzesi avere una casetta prima del rigido inverno potrebbe dipendere da se qualche Italiano sarà abbastanza bravo da indovinare i "magici sei". O da se gli Italiani compreranno in massa più gratta e vinci. Evidentemente risparmiare circa 6 miliardi di euro rinviando inutili e controproducenti cattedrali nel deserto come il Ponte, o ben 17 miliardi rinunciando all'acquisto insensato di 131 nuovi cacciabombardieri, devono essere sembrate strade troppo poco avvicenti per il Governo. A loro "non piace vincere facile" ...

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Caro Di Pietro, mi hai proprio deluso
post pubblicato in Diario, il 25 ottobre 2007



                                       

Caro Di Pietro, mi hai proprio deluso ... questo post inizia così, con la delusione che probabilmente molti italiani, anche e forse soprattutto dell'Italia dei Valori. E lo sconcerto non deriva dal fatto che i voti dei suoi senatori oggi sono stati determinanti per far scivolare la maggioranza su 4 degli innumerevoli emendamenti al decreto fiscale, ma dalla scelta del motivo del suo voto.

Caro Di Pietro, se proprio dovevi votare contro il tuo Governo, perchè proprio sullo Stretto di Messina? Tra caso De Magistris, giustizia, Mastella e company, c'erano motivazioni meno incoerenti. E invece hai scelto di farlo sullo Stretto. In particolare, hai deciso di salvaguardare una società, la Stretto di Messina spa, costituita durante il Governo Berlusconi per la realizzazione del famigerato Ponte sullo Stretto, che il Governo Prodi ha deciso di non realizzare. Su questa scelta si può essere più o meno d'accordo: certo il Ponte rischiava di essere una "cattedrale nel deserto" senza prima completare per bene la Salerno-Reggio Calabria; inoltre, vari indagini, giornalistiche e non, constatano addirittura che fra costi precedenti (di realizzazione) e futuri (per il pedaggio) era inutile realizzarlo, sia per uso commerciali che del privato cittadino. Tuttavia, se non ci fossero state altre priorità, si poteva benissimo realizzarlo.

Il problema, però, non è la necessità o meno del Ponte: una volta deciso che non si doveva realizzare, perchè tenere in vità una società come la Stretto di Messina spa, che nel 2006 senza dover più fare niente ha speso 1.600.000 euro solo per i gettoni di presenza degli amministratori. Di fronte a queste cifre, è ridicolo che Di Pietro giustifichi la sua scelta dicendo che sciogliendo la società si perdevano 500.000 euro in penali. Di Pietro, il paladino di quelli, come me, non vogliono sprechi e distribuzioni di poltrone in politica. Grazie a lui si continueranno a sprecare milioni di euro e a far campare nell'oro i fannulloni.



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