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il blog di Francesco Zanfardino
Ladrocinio di Stato
post pubblicato in Diario, il 11 agosto 2009


                                                

La regolarizzazione delle colf e delle badanti presta molti fianchi alle critiche. La principale è ovviamente quella di essere una discriminazione, o meglio una concessione di un privilegio a determinate categorie di lavoratori ed una porta chiusa alle altre. Inoltre, è un clamoroso dietrofont di fronte all'ideologia in tema di clandestinità portata avanti dalle forze governative finora, in nome evidentemente di una convenienza elettorale che fa mettere da parte la coerenza pur di mantenere i consensi delle famiglie borghesi del Nord (e non solo).

Ma oggi vi parlo di un altro aspetto della faccenda, che dimostra una natura alquanto "truffaldina" di questo Governo. Come forse molti di voi sapranno, infatti, per regolarizzare una colf o una badante occorrerà presentare apposita domanda all'Inps e versare un "contributo" forfettario di 500 euro. Quello che invece in pochi di voi sapranno è che, se la domanda verrà rigettata, lo Stato non restituirà i 500 euro. D'altronde, è ben specificato nel vademecum dell'Inps in materia (pagina 7), pubblicato sul sito del Ministero del Welfare: "Si precisa che, in caso di di irricevibilità, archiviazione o rigetto delle domande di emersione, non si procederà comunque alla restituzione del contributo forfettario di 500 euro".

Ora, sarò ignorante io, ma una simile procedura mi sembra alquanto anomala, e assolutamente non giusta. Per niente.

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Tagli per tutti, non per i 18 miliardi delle auto-blu
post pubblicato in Diario, il 29 dicembre 2008


                                             

In questi ultimi mesi abbiamo assistito a tagli per tutti i settori del servizio pubblico. Giusto per ricordare i più significativi: 8 miliardi tagliati a Scuola, Università e Ricerca; 3 miliardi tagliati alla Sanità; 9 miliardi tagliati agli Enti Locali. Con tutte le conseguenze sulla qualità dell'istruzione, sugli investimenti per lo sviluppo del Paese, sulla salute pubblica e sulle tasse locali.

Eppure, in questa furia sforbiciatoria, il Governo si è dimenticato di partire dagli sprechi maggiori: ovvero dai costi della politica. A cominciare dalle auto-blu, privilegio ultra-abusato e ultra-costoso. Infatti, da quanto emerge da un'indagine di Contribuenti.it, autorevole associazione i cui dati vengono più volte ripresi dai mezzi d'informazione, l'Italia è prima nel mondo per numero di auto-blu, con ben 607.918 unità, notevolmente superiore a quello degli altri Paesi. Circa una ogni 100 abitanti, contro l'una ogni 4.000 abitanti degli Stati Uniti. Un vero e proprio scandalo, se si pensa che un simile parco macchine pesa sui contribuenti Italiani per un costo complessivo di ben 18 miliardi l'anno. Tutto questo nonostante la legge che nel 1991 ne limitava l'utilizzo ai soli membri del Governo e ad alcuni Direttori Generali. Legge scavalcata da varie leggine e regolamenti che ne hanno esteso l'utilizzo anche a Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Asl, Enti Pubblici d'ogni tipo, perfino Società misto pubblico-private o a partecipazione pubblica.

Una cifra enorme. Ovviamente, trattandosi di un'indagine privata, pur se autorevole, i dati vanno valutati con il beneficio del dubbio. Certo, però, i dati reali non si discosteranno di molto. E allora, se anche fossero "solo" 300.000 auto-blu, e ci costassero "solo" 9 miliardi l'anno, il Governo provveda subito a tagliare le auto-blu, riservandole solo per le cariche più importanti e per una spesa comunque non superiore ai 200-300 milioni di euro. E con i miliardi risparmiati riveda i propri tagli indiscriminati Servizi pubblici, oppure agisca concretamente contro la crisi detassando e aiutando l'economia reale. Il resto sono solo chiacchiere e propaganda.

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