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il blog di Francesco Zanfardino
Fuori le mafie da Facebook
post pubblicato in Diario, il 4 gennaio 2009


                                                 

Negli ultimi mesi è esploso anche in Italia il "fenomeno Facebook", questo grandioso e divertente strumento che permette di raggiungere con pochi clic persone che non vedevi da una vita, o più semplicemente di tenerti in contatto con i tuoi amici, offrendoti la grande possibilità di raggiungere con i propri messaggi, le proprie idee un vasto numero di persone. Bisogna stare attenti ai messaggi, però.

Perchè Facebook non può essere inquinato da sostenitori delle fecce di questo mondo. A cominciare dalla mafia. Come denunciato proprio da un gruppo di Facebook, "Fuori la mafia da Facebook", infatti, il social network più famoso al mondo pullula di "gruppi" e "pagine" dedicate ai boss mafiosi, con migliaia di loro sostenitori che scrivono messaggi deliranti e inneggianti alle loro "imprese". Qualche esempio fornito dal gruppo: il "Bernardo Provenzano fans club" (650 membri), "Bernardo Provenzano santo subito" (208 membri), "Bernando Provenzano detto Binnu" (195 membri), "Fans di Totò Riina ... un uomo incompreso" (266 membri), "Se non ami Totò Riina la tua vita non ha senso" (100 membri). Ma basta cercare per trovare altri gruppi del genere, come le pagine dedicate allo stesso Provenzano (rispettivamente 316 e 69 fans), a Riina (ben 4.632 fans!), Matteo Messina Denaro (142 fans), eccetera, ma anche boss camorristi, come Raffaele Cutolo (la sua pagina conta 948 fans).

Ebbene, come riportato da Repubblica.it, Facebook si rifiuta di eliminare questi gruppi e queste pagine. "Sarebbe censura". Come come come? Sarebbe censura impedire che imbecilli diffondano i messaggi mafiosi su Facebook, frequentato da milioni di persone, in gran parte ragazzi? E' censura impedire qualsiasi aiuto alla mafia nel fare leva sulle future generazioni? E poi, con quale logica Facebook può sostenere la censura delle foto con allattamento al seno e non di questi gruppi? E poi il regolamento di Facebook parla chiaro: aderendo a Facebook si accetta di non usare il servizio per "caricare, pubblicare, trasmettere, condividere, memorizzare o rendere disponibili in altro modo contenuti che possono costituire, incoraggiare o fornire istruzioni a carattere criminale, violare il diritto di una parte, o che possono altresì violare qualsiasi tipo di legge locale, regionale, nazionale o internazionale". Più istituzione a carattere criminale di così!

Sono sicuro che alla fine Facebook porrà rimedio. Intanto, mi sono iscritto al gruppo "Fuori le mafie da Facebook". Fatelo anche voi.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Buone notizie dalla lotta alle mafie
post pubblicato in Diario, il 5 febbraio 2008


                 

La lotta alle mafie continua, dando speranza a chi nel Sud e non solo vuole liberarsi da questa "piovra". Certo, siamo lontanissimi da questa prospettiva, ma non è certo questa una buona motivazione per non guardare positivamente agli arresti dei boss.

Recentemente gli arresti "clamorosi" di Provenzano, poi quelli dei suoi discendenti (i Lo Piccolo). Oggi altre due buone notizie: nel Salernitano sono finiti in manette 23 persone in una retata anti-camorra. Praticamente, è stato cancellato il clan Fezza di Pagani (SA).
Inoltre, a Palermo sono stati sequestrati alla mafia beni per 309 milioni di euro.

Quest'ultima è forse la notizia più importante. Perchè è vero che l'arresto dei boss è comunque un duro colpo, ma morto un boss se ne fa un altro. Ma sottrarre i beni alla mafia significa colpirla nel profondo.
"Un successo dello Stato e di tutti i cittadini onesti"
post pubblicato in Diario, il 5 novembre 2007


                             <b>Mafia, arrestato Salvatore Lo Piccolo<br>Un nuovo pentito decisivo per le indagini</b>

"Un sucesso dello Stato e di tutti i cittadini onesti". Questo il commento del premier Prodi alla notizia dell'arresto del boss latitante Salvatore Lo Piccolo e del figlio Sandro. Parole di circostanza, certo, ma che ben riassumono il sentimento che certo pervade quella moltitudine di siciliani (e non solo) onesti che non vedono l'ora di liberare la loro bella terra da questa "piovra" che è la mafia. Certo, siamo ancora lontanissimi dalla soluzione, però l'arresto prima di Provenzano e adesso di Lo Piccolo sono comunque dei piccoli passi avanti. Ben consapevoli, però, che "morto un papa se ne fa un altro" e quindi l'attenzione dello Stato e della magistratura non deve mai venire meno. A questo proposito, complimenti al pool-antimafia di Palermo che, nonostante sembrasse in preda a conflitti interni, ha invece dimostrato sul campo di essere ancora efficace.


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permalink | inviato da Frank17Afragola il 5/11/2007 alle 18:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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