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il blog di Francesco Zanfardino
Fuori i nomi
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2010


"Dal lavoro dell'Antimafia sulle ultime elezioni amministrative emerge una certa disinvoltura nella formazione delle liste. Gremite di persone che non sono certe degne di rappresentare nessuno". Così Beppe Pisanu, Pdl, presidente della Commissione Antimafia, sulla composizione delle liste alle ultime amministrative.

Una dichiarazione bomba, specialmente da parte di un membro del Pdl (sì, credo nella superiorità morale del centrosinistra, nonostante tutto). E che non a caso ha generato malumori proprio in quella parte politica. Sappiamo bene, infatti, quanti problemi ha avuto soprattutto il centrodestra su questo fronte alle Regionali: soprattutto nella mia terra, in Campania, dove c'è voluto il mandato di arresto per non far candidare Cosentino, in forte odore di camorra, alla guida della Regione ... e dove è stato eletto un consigliere regionale, Roberto Conte, condannato per favori ai clan.

Ma Pisanu non può certo riferirsi solo a Conte, se parla di liste "gremite" di persone indegne. E allora tiri fuori i nomi il più presto possibile: gli elettori hanno il diritto di sapere. Se ha tirato il sasso, ora non deve certo ritirare la mano, caro Pisanu.

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Una domanda, Sarkozy
post pubblicato in Diario, il 22 agosto 2010


                                             

Ammettiamo pure che i rimpatri dei rom in Francia siano davvero conformi alla libera circolazione delle persone, perchè "volontari" (per quanto possano davvero essere volontari e non "indotti"). Facciamo pure finta che i rom in questione non possano tornare in Francia (perchè possono benissimamente farlo, anzi hanno avuto anche i soldi per farlo). Facciamo finta anche che questa non sia un'operazione per rilanciarsi elettoralmente dopo aver straperso alle ultime elezioni Regionali. E tralasciamo pure la Lega Nord che come al solito non perde occasione per cavalcare elettoralmente le paure degli Italiani.

Ma una domanda la voglio fare, Monsieur Sarkozyper quale motivo questo tipo di operazione è rivolto solo ai rom? Ovvero, per quale motivo non dare un incentivo per il rimpatrio anche ad Italiani, Tedeschi, Spagnoli, Americani, eccetera? Forse perchè la popolazione rom è da considerare di per sè pericolosa? Perche se fosse così, caro Sarkozy, questo sarebbe razzismo. Anzi, ricorderebbe nemmeno tanto vagamente un'operazione di pulizia etnica.

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Fascismo
post pubblicato in Diario, il 6 marzo 2010


                                              

Non ne abbia a male Napolitano, ma non mi viene altro termine per definire lo strupro della democrazia commesso dal Governo l'altra sera, anche con la sua complicità. "Fascista", d'altronde, è l'unico aggettivo adatto per definire una norma che modifica le regole del gioco a giochi già fatti, e questo è quello che fa il presunto "decreto interpretativo salvaliste".

Altro che interpretativo. Questo decreto concede alle liste non ammesse la possibilità di ricorrere al TAR anche un mese prima del voto, ma non la possibilità di ricorrere sulle liste ammesse; inoltre, concede alle liste di essere ammesse anche senza presentare formalmente le firme, ma semplicemente dimostrando di essere nei locali dell'ufficio elettorale (!); concede alle liste trovatesi in questa condizione di presentarsi ufficialmente a partire dal primo giorno non festivo successivo all'entrata in vigore del decreto; accorcia a soli sei giorni i giorni che devono passare dall'affisione del manifesto con le liste al giorno del voto. A prescindere dal "merito" (?!?) dei provvedimenti, in cosa questi provvedimenti sarebbero una interpretazione della legge esistente? Sono innovazioni a giochi fatti, e basta. Non solo: il secondo comma del'art. 15 della legge 400/1988, tuttora in vigore, impedisce espressamente di modificare con decreto le materie indicate nell'art. 72 della Costituzione, tra le quali la materia elettorale; d'altronde dovrebbe essere ovvio, dato che le regole elettorali sono una garanzia fondamentale della democrazia.

Eppure questo Governo "fascista" (ora possiamo dirlo) non si è fermato davanti all'ovvietà. Il problema, piuttosto, è chi doveva fermarlo, ovvero il sig. Giorgio Napolitano, che mi rifiuto a questo punto di definire Presidente della Repubblica, ovvero colui che dovrebbe il garante della legalità costituzionale, ha fatto finta di non vedere, per mancanza di "palle" evidentemente. Mi dispiace, perchè lo stimavo molto, ma mi ha deluso profondamente. Ormai non vedo più difese dai soprusi di questo Governo, se non la protesta popolare. Speriamo ci sia, e bella forte.

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Comiche finali / 3
post pubblicato in Diario, il 3 marzo 2010


                                             

Se questo è il popolo che voleva vedersi garantito il diritto al voto, beh, la Bonino vincerebbe anche con dieci liste PDL in gara. Evidentemente, il "popolo" è stanco di sentirsi strumentalizzato per le colpe dei suoi dirigenti ...

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Comiche finali / 2
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2010


                                                      

L'incredibile spettacolo offerto dal centrodestra sulle liste elettorali non smette di mostrare tutte le sue ridicoli mostruosità. Tra i tanti spunti forniti in tal senso in questi giorni voglio sottolineare una questione locale che, da campano, mi tocca da vicino: la polemica interna al PDL Campania sulla candidatura alle Regionali di Roberto Conte, ovvero un "ex ex", capace di cambiare casacca politica come si cambiano le paia di calzini, approdato da ultimo nel cartello elettorale "Alleanza di Popolo", messo in campo da alcune liste di area centrodestra in sostegno al candidato governatore Stefano Caldoro. Ma, soprattutto, Roberto Conte è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.

Un "curriculum" che discutibile è dir poco, insomma, e che ha scatenato la reazione "furibonda "di Caldoro, tanto da fargli dire che se vincerà grazie ai suoi voti, si dimetterà il giorno dopo l'elezione. La domanda sorge spontanea, ovviamente: ma chi l'ha candidato 'sto Conte? Secondo Caldoro la candidatura è avvenuta in extremis, a sua insaputa ... e, detto implicitamente, per mano di Nicola Cosentino, l'onorevole sottosegretario all'Economia e coordinatore campano del PDL che non solo ha dovuto rinunciare alla candidatura in favore di Caldoro dopo le polemiche suscitate dalla richiesta di arresto proprio per concorso esterno in associazione mafiosa, ma anche a "piazzare" un suo uomo alla provincia di Caserta sull'altare dell'alleanza con l'UDC in Campania. Cosentino ovviamente respinge le accuse al mittente, sottolineando che la responsabilità, semmai, è di chi doveva controllare le liste apparentate, ovvero Caldoro stesso, non i coordinatori di altri partiti (il PDL).

Insomma, il solito rimpallo di responsabilità con un unico risultatoil centrodestra candida un condannato di primo grado per camorra, alla faccia di tutte le "campagne" di legalità promossa a chiacchiere a livello nazionale. E con i suoi massimi rappresentanti locali incapaci persino di controllare le proprie liste, volendo credere alle loro scuse. Oltre che implicati anch'essi, a loro volta, in faccende oscure: a proposito, qualcuno vuol spiegarmi perchè il "semplice" senatore Di Girolamo si è dovuto dimettere per una richiesta di arresto per "riciclaggio e violazione della legge elettorale con aggravante mafiosa", mentre il sottosegretario on. Cosentino coordinatore campano del PDL non si è dovuto dimettere da nessuno dei suoi incarichi pur avendo una richiesta di arresto per concorso esterno in associazione camorristica?

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Comiche finali
post pubblicato in Diario, il 28 febbraio 2010


                                            

Perdere per un "panino". Questa l'incredibile sorte che potrebbe toccare tra un mese a Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla guida del Lazio, dopo l'esclusione ormai pressochè scontata della lista provinciale romana del Popolo delle Libertà (oltre il 40% un anno fa, alle elezioni Europee), presentata in ritardo dal rappresentante di lista che si era andato a fare un "panino". O almeno questa è la scusa che ha addotto, mentre risulta più probabile che si sia dovuto allontanare per fare delle modifiche alle liste dell'ultimo minuto.

E così si son fregati. La giusta punizione per coloro con liste e listini non hanno fatto altro che i soliti giochini di potere. Niente potrà salvarli: le regole sono regole, e vanno rispettate ... e sono anche regole giuste: un limite temporale per presentare le liste ci deve pur sempre essere. Inoltre, sono loro stessi ad ammettere il ritardo. "Un errore da dilettanti", ha dichiarato Silvio Berlusconi, e mai parole furono più azzeccate. Viene solo da chiedersi come dei "dilettanti" possano pretendere di governare una regione come il Lazio. Meglio Emma Bonino ... di lei "ti puoi fidare".

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Basta casini
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2010


                                                 

La mia, sul balletto delle Regionali, l'ho già detta più volte. E' una cosa squallida, e putroppo bipartisan. C'è però un aspetto della vicenda che merita una filippica durissima e speciale, e cioè l'atteggiamento dell'Unione di Centro.

Si tratta di un vero e proprio meretricio politico: Solo così può essere definito l'atteggiamento di un partito che non solo sta un po' di qua, un po' di là, un po' da soli, non solo in alcune Regioni passa da uno schieramento all'altro nel giro di poche settimane (potrebbe accadere in Calabria), ma ha la faccia tosta di appoggiare governatori uscenti cui ha fatto opposizione per anni (accadrà in Piemonte, Liguria, Marche e Basilicata). Il tutto senza cercare accordi sui programmi, altrimenti non si spiegherebbe perchè l'Udc ritiene impossibile appoggiare la Bonino per via delle questioni etiche e poi appoggi la Bresso che la pensa allo stesso modo, anche perchè in fondo un programma vero l'Udc non lo ha. Semplici giochi di convenienza, comuni a tutta la politica, ma che trovano nel comportamento dei "centristi" la più disgustosa rappresentazione.

Ecco, a proposito di "dialogo", io allora chiedo a PD e PDL di stringere l'unico accordo, l'unico "lodo" che dovrebbero attuare: far fuori l'Udc da tutte le alleanze. E' certamente una misura troppo radicale, perchè alcune alleanze con l'Udc sono concepibili (penso all'alleanza col centrodestra nel Lazio, dove c'è una candidata come la Polverini, o a quella con Dellai in Trentino qualche mese fa) ... ma è l'unico modo per porre insieme fine a questo scandaloso meretricio. Altrimenti, si rischia di risvegliarsi dopo le Regionali con un potere enorme dato ad un partito minoritario, senza una linea politica e senza coerenza. Ci pensino bene.

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Vertici e basi
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2010


                                                 

Come ho già avuto modo di sottolineare, le candidature per le Regionali sono diventate qualcosa di surreale. Credo proprio che, comunque vadano le elezioni, il giorno dopo la politica italiana sarà più debole: non potrebbe essere altrimenti, visto che i candidati non si stanno scegliendo in base alle idee, ai programmi, alla volontà delle "basi", ma solo in base a logiche di mera convenienza.

Qualcuno dirà: è sempre stato così. Vero. Ma adesso questo emerge in maniera così spudorata, come se ormai non si avesse più paura di farlo. L'UDC che si barcamena di qua e di là, sostenendo un giorno uno schieramento un giorno l'altro e l'altro giorno quello di prima, il PD incapace di dare la linea, il PDL schiavo della Lega tanto da sacrificare il Governatore più amato dai suoi correggionali. E, infatti, è proprio questa la grande assente dal bailamme delle candidature: la voce delle "basi". Tutto viene deciso nelle stanze romane, senza avere un minimo di riguardo nei confronti dei livelli locali dei partiti, e soprattutto dei militanti. Soprattutto il PD, nonostante le promesse di Bersani ai tempi del Congresso, rinuncia praticamente ovunque alle Primarie, che invece avrebbero consentito al PD di avere oggi una linea e un candidato in tutte le Regioni, oltre che far sentire partecipi i propri militanti alle scelte di "vertice". Il PDL, invece, quasi non mi sento di criticarlo: da loro, infatti, ci si aspetta che ignorino le "basi".

Vedremo cosa ne uscirà fuori a Marzo. Intanto, però, mancano una quarantina di giorni e non si parla ancora di politica, ma solo di nomi e nomenclature. Povere Regioni.

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Ci sarebbero le Primarie
post pubblicato in Diario, il 28 dicembre 2009


                                                

Fino al 25 Ottobre, Pierluigi Bersani giurava e spergiurava che lui no, non avrebbe ridimensionato il ruolo delle Primarie ... al massimo avrebbe rivisto il meccanismo delle "Primarie interne", quelle per decidere i dirigenti di partito, ma le avrebbe comunque conservate per scegliere il Segretario Nazionale. Nulla da eccepire, invece, per le Primarie usate per scegliere i candidati alle elezioni: anzi, andavano "valorizzate": Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, ne caldeggiava addirittura l'utilizzo per scegliere i candidati al Parlemento.

Ebbene, sono passati due mesi, eppure per i candidati alle Regioni il Partito Democratico è nel caos più totale, tra possibili candidati che si tirano indietro ed altri che vengono fatti fuori, in balia dei veti del (potenziale) alleato di turno ... e mancano solo tre mesi al voto. La domanda spontanea: perchè si è giunti a questo punto? Vista l'evidente incapacità di "dare la linea" e di imporla, non era meglio prendere tali decisioni tramite Primarie, lavorando fin da subito affinchè si svolgessero bene? Non sarebbe stato meglio un franco dibattito seguito da un vero voto popolare per decidere se andava archiviata l'era Vendola in Puglia per allearsi con l'Udc, se gli altri governatori uscenti, a cominciare da Loiero, meritassero di essere ricandidati o no? E non era meglio organizzare fin da subito le primarie in Veneto, Lazio e Campania, uniche Regioni in cui sembra (sembra! a poche settimane dal termine ultimo) si facciano le Primarie, anzichè ridurle ad una messinscena organizzata all'ultimo per consacrare il candidato prescelto a tavolino, ammesso che lo si trovi senza creare divisioni nocive per la campagna elettorale?

Certo, era meglio. Al di là di quanto possano dire gli "scettici delle primarie", era ovviamente meglio. Fare le Primarie, farle vere, farle subito, forse non avrebbo modificato le scelte di partito (ma proprio Vendola insegna che non sempre questo è vero), ma le avrebbe rese più forti, organizzate e anticipate. E non avrebbe certo "stressato" l'elettorato, perchè il vero elettorato del PD non si stanca mai di poter partecipare alle scelte del proprio partito, semmai si stressano i capibastoni e i finti elettori che portano a votare inquinando ogni volta le Primarie. Ma, questi dirigenti, anche le cose ovvie riescono a renderle complicate ... restano sempre migliori di quelli del PDL, dove le Primarie non sanno nemmeno cosa siano, ma nell'era berlusconiana non basta mica.

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Sarebbe l'ora
post pubblicato in Diario, il 1 dicembre 2009


                                                   

Secondo quanto si può leggere da Il Mattino di Napoli, l'europarlamentare PDL Enzo Rivellini, balzato all'onore delle cronache quando dopo la rielezione di Barroso a Commissario Europeo fece un discorso all'Europarlamento in dialetto napoletano, propone, per risolvere l'empasse del suo partito sulla candidatura alle Regionali dopo l'affaire-Cosentino, l'utilizzo delle primarie anche nel centrodestra per la scelta del candidato alle elezioni.

Bè, sicuramente le primarie non sono la panacea di tutti i mali, anzi. In gran parte dei casi non ribaltano ciò che è già stato deciso nel chiuso delle stanze, anche perchè la reale volontà dell'elettorato viene troppo spesso inquinata dai soliti "capibastone", che da "signori delle tessere" diventano immediatamente "signori delle primarie". Però, gli esempi di Renzi a Firenze e di Vendola in Puglia, solo per citarne i più clamorosi, dimostrano che, perlomeno, con le primarie c'è la possibilità che un out-sider sconfigga i candidati "designati". Specialmente se ci sono candidati forti e credibilmente innovativi.

Pertanto, sarebbe davvero una buona notizia se finalmente le primarie non le facesse solo il PD e il centrosinistra. Dubito che in Campania non vincerebbe Cosentino (per gli "inquinamenti" di cui prima), ma in ogni caso potrebbe cominciare ad aprirsi un circolo virtuoso per l'intera politica italiana, magari arrivando all'istituzione delle primarie per legge (come in America). E, comunque, in tempi di "antipolitica", sempre meglio che i candidati vengano decisi così, anzichè nel chiuso dei "palazzi". E poi, non si sa mai, potrebbe sempre uscir fuori un Renzi di destra ...

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Inopportuno a metà
post pubblicato in Diario, il 11 novembre 2009


                                           

Dopo che è finalmente arrivata la richiesta di arresto per Nicola Cosentino, relativamente ai suoi rapporti con il clan dei Casalesi denunciati da almeno cinque diversi pentiti, e secondo uno dei quali Cosentino è "un uomo a disposizione dei Casalesi", la politica italiana ha scoperto il valore della "insospettabilità".

Infatti, ora tutti dicono, compresa la maggioranza, che anche se Cosentino sarà innocente fino al giudizio definitivo, è "inopportuno" che si candidi alla Presidenza della Regione Campania. Meglio tardi che mai, visto che la richiesta di arresto era in fondo solo una formalità, di fronte ad un quadro indiziario già chiaramente emerso ... comunque, era una posizione sopportabile. Mentre candidare alle elezioni una persona che se non era parlamentare sarebbe stata arrestata per concorso esterno in associazione mafiosa non è affatto sopportabile, e sarebbe stato uno schiaffo alla decenza e alla dignità della Campania.

Vedremo se Cosentino davvero non verrà candidato. E vedremo chi verrà candidato al suo posto, visto che la camorra non ha certo in Cosentino l'unico suo riferimento nel centrodestra (e il centrosinistra campano certo non è immune da collusioni). Intanto, il centrodestra, e anche certi settori dell'opposizione sempre pronti a collaborare quando si tratta di salvaguardare i propri interessi, avranno il primo banco di prova alla Camera, quando si discuterà dell'autorizzazione per l'arresto di Cosentino, che è anche parlamentare. Lì vedremo se c'è davvero volontà di andare fino in fondo a questa vicenda. Resta un dubbio: se ora Cosentino non può candidarsi alla guida della Campania, perchè può invece continuare a gestire i nostri soldi come sottosegretario all'Economia?

P.S. Intanto, aderiamo in massa a "Vogliamo Roberto Saviano Governatore della Campania", gruppo nato su Facebook e che in pochi giorni ha raccolto ben oltre 3mila iscritti. Sicuramente non dovremmo doverci affidare a dei "simboli" per avere una buona amministrazione della cosa pubblica: ma, visto il livello della politica campana, forse è meglio che a guidarci ci siano scrittori coraggiosi anzichè politici di professione ma senza coraggio.

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Ri-promesse
post pubblicato in Diario, il 23 ottobre 2009


                                                

Ieri Berlusconi ha tirato fuori il coniglio dal cappello. Il solito coniglio pre-elettorale, direi. A cinque mesi dalle Regionali, è infatti arrivata la solita promessa di riduzione delle tasse: stavolta si taglia l'Irap, ragazzi. Per aiutare la ripresa delle imprese e quindi dell'economia italiana. Una eliminazione graduale, che però, dicono le opposizioni, costerà comunque una ventina di miliardi di euro, e quindi difficilmente sarà realizzabile. Ma tanto quelli delle opposizioni sono solo dei "poveri comunisti invidiosi", no?

Peccato che, come ci ricorda Stefano Lepri su La Stampa, Berlusconi abbia già promesso la stessa cosa, nelle stesse modalità, in altre due campagne elettorali, quelle del 2001 e del 2005. Forse si può anche essere un attimino scettici, no, visto anche che si è criticato tanto il Governo Prodi per aver aumentato le tasse e poi una volta al Governo ci si è "dimenticati" di togliere quelle tasse "inique"?

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