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il blog di Francesco Zanfardino
Ri-promesse
post pubblicato in Diario, il 23 ottobre 2009


                                                

Ieri Berlusconi ha tirato fuori il coniglio dal cappello. Il solito coniglio pre-elettorale, direi. A cinque mesi dalle Regionali, è infatti arrivata la solita promessa di riduzione delle tasse: stavolta si taglia l'Irap, ragazzi. Per aiutare la ripresa delle imprese e quindi dell'economia italiana. Una eliminazione graduale, che però, dicono le opposizioni, costerà comunque una ventina di miliardi di euro, e quindi difficilmente sarà realizzabile. Ma tanto quelli delle opposizioni sono solo dei "poveri comunisti invidiosi", no?

Peccato che, come ci ricorda Stefano Lepri su La Stampa, Berlusconi abbia già promesso la stessa cosa, nelle stesse modalità, in altre due campagne elettorali, quelle del 2001 e del 2005. Forse si può anche essere un attimino scettici, no, visto anche che si è criticato tanto il Governo Prodi per aver aumentato le tasse e poi una volta al Governo ci si è "dimenticati" di togliere quelle tasse "inique"?

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Tragedie
post pubblicato in Diario, il 20 agosto 2009


                                       

Oggi è emersa la notizia di una probabile nuova "tragedia della disperazione", ovvero la morte di tanti immigrati (circa 73), lasciati alla deriva nel Canale di Sicilia, senza alcun soccorso da parte delle pur tante imbarcazioni incrociate (dieci) e in un luogo che, almeno stando alle parole del Ministro Maroni, è sorvegliato 24 h su 24.

A dire il vero si tratta della ricostruzione fatta dagli unici cinque sopravvissuti. E, in effetti, la cosa è talmente grave che c'è da augurarsi che la faccenda sia davvero falsa, come suggeriscono i rappresentanti del Governo. Anche se non si capisce per quale motivo i sopravvisuti avrebbero dovuto dire il falso. Di certo è di cattivo, cattivissimo gusto questo scetticismo unanime da parte della maggioranza. E soprattutto che dicono all'opposizione di "non speculare".

Ricordo infatti a lor signori del centrodestra il video del "Berlusconi piangente" sul luogo della tragedia del 1997, quando un incrociatore italiano speronò un barcone di albanesi nell'Adriatico, con la morte di cento e più disperati. All'epoca tali tragedie suscitavono ancora una forte commozione, infatti, e Berlusconi immediatamente tentò di speculare. E' vero, sono passati 12 anni ... ma la decenza richiederebbe almeno un po' di rispetto, e non uno scetticismo pregiudiziale.

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I sogni possono diventare realtà
post pubblicato in Diario, il 5 novembre 2008


                                                           

Alla fine ce l'ha fatta. Barack Obama sarà il 44° Presidente degli Stati Uniti. Il verdetto è arrivato dopo una notte storica che, se non ci ha fatto rimanere svegli, ci ha fatto svegliare al mattino con trepidazione e con l'ansia di accendere il televisore per avere notizie. E abbiamo così scoperto che Obama ha stravinto, con il 6% in più dei voti di McCain, più del doppio dei suoi grandi elettori e tanti stati nei quali i democratici non vincevano da tanto tempo.

Inutile nascondervi la mia enorme soddisfazione. D'altronde, ho sempre sperato in Obama, ho sempre creduto che fosse la persona migliore per rappresentare i Democratici prima e gli Americani poi, anche quando lo conoscevano in pochi e la Clinton sembrava la candidata certa, certissima dei Democratici. Ma, devo dire la verità, all'inizio non ci avrei mai creduto che alla fine ce l'avrebbe davvero fatta. Perchè Obama ha davvero rappresentato una grandissima ondata di cambiamento, che poteva spaventare una società in cui dilagava la paura. Obama è davvero una grande novità: è di colore, innanzitutto; è molto giovane (46 anni) e con poca esperienza "governativa"; ha un programma davvero "innovativo", per niente mirato a soddisfare le paure degli elettori con atteggiamenti conservatori. Inoltre, Obama ha dovuto combattere contro la Clinton, ovvero contro una candidata che aveva dalla sua tutto l'establishment del Partito Democratico e tutti i finanziamenti (almeno all'inizio). Insomma, nessuno ci avrebbe scommesso un euro.

E invece Obama ce l'ha fatta, contro tutte le paure, contro tutti gli scetticismi, senza nessuno che gli stava dietro. Se non milioni di persone che è riuscito a mobilitare con la sola forza delle idee, della passione politica, della speranza di un America migliore. Insomma, Obama non ha realizzato un sogno, ma "il" sogno: ovvero ha dimostrato che è possibile fare qualsiasi cosa, basta impegnarsi e soprattutto crederci. Certo, è difficile, ma Yes, We Can. Si può fare, davvero. E vadano a quel paese tutti gli scettici, tutti quelli del "tu vivi sulla luna", "bello sognare, ma la realtà è un'altra", "tu vivi di ideali", "il mondo non funziona come vorresti tu" ...

P.S. E poi ha realizzato anche "un" sogno: quello di Martin Luther King. E scusate se è poco ...

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