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il blog di Francesco Zanfardino
Finalmente si torna a parlare di prostituzione
post pubblicato in Diario, il 28 novembre 2007


                                  

Domani il Consiglio dei Ministri esaminerà il ddl Amato sulla prostituzione. Si tratta di un aggiornamento della Legge Merlin, quella che 50 anni fa portò alla chiusura delle "case chiuse", gettando letteralmente tante donne in mezzo alla strada, creando una situazione "anarchica" che ha fatto sì che la prostituzione non solo sparisse ma peggiorasse, finendo nelle mani della malavita e degli sfruttatori. Finalmente, invece, un governo Italiano ha il coraggio di riprendere questo tema. Una ripresa di un dibattito che è stato ed è ostacolato da falsi moralismi e da visioni cieche della realtà. La prostituzione, cosi come l'omossessualità e il desiderio di porre fine ad una vita che non lo è più, sono realtà: non possiamo pesare che delle leggi proibizioniste ne cancellino l'esistenza. E votare leggi che garantiscano i diritti fondamentali a persone che fanno determinate scelte di vita non vuol dire condividerle. "Non sono d'accordo con te, ma darei la vita affinchè tu possa esprimere le tue idee", disse Voltaire. E tre secoli dopo, l'Italia ancora deve imparare la lezione. Almeno fino ad adesso.

Ma entriamo nel merito del ddl voluto dal Ministro Amato. Se il ddl sarà approvato così com'è, i sindaci potranno vietare la prostituzione nelle aree di "maggiore sensibilità" (scuole, chiese, ecc.) o comunque "lesivi della dignità o dell'incolumità delle persone coinvolte", ma comunque non si potrà più vietare la prostituzione su tutto il territorio comunale. Inoltre, chi affitta un appartamento ad un professionista del sesso non è più punibile, così come chi assiste queste persone. Questi provvedimenti sono accompagnati poi dalla "tolleranza zero verso sfruttatori e clienti di minorenni", oltre che sanzioni per i clienti sopresi nelle zone "off-limits".

In attesa di maggiori chiarimenti sul riconoscimento della prostituzione come un lavoro vero e proprio, importantissimo ai fini fiscali (per garantire a chi si prostituisce il diritti/doveri fiscali, come la pensione e il pagamento delle tasse), quelli presi nel ddl Amato sono comunque dei passi molto importanti per il riconoscimento legale della prostituzione. Finalmente.
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