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il blog di Francesco Zanfardino
Si è sempre "meridionali" di qualcuno
post pubblicato in Diario, il 28 settembre 2010


                                            

"Ho appreso con estremo stupore e con grande disappunto di questa campagna pubblicitaria che è odiosa, ha impronta razzista e fortemente demagogica. Rifiuto di pensare che i problemi del Canton Ticino siano i lavoratori frontalieri. A maggior ragione mi rifiuto di pensare che un Paese come la Svizzera che ha oltre 500 anni di democrazia possa accettare simili espressioni". Queste le parole con cui Marco Zacchera, onorevole PDL e sindaco di Verbania, ha commentato la campagna anonima "bala i ratt" con cui nel Canton Ticino, la Svizzera italiana, si sta puntando il dito, con manifesti e un sito internet , contro i lavoratori frontalieri, ovvero quei circa 50.000 persone residenti in Italia ma che ogni giorno attraversano la frontiera per andare a lavorare in Svizzera. 

All'on. Zacchera vorrei ricordare che tra poche ore darà la fiducia ad un Governo che ha l'appoggio decisivo di un partito, la Lega Nord, che usa contro gli immigrati nostrani gli stessi argomenti usati contro i frontalieri italiani  ("l'invasione", "ci tolgono il lavoro", "commettono più reati", eccetera). Argomenti d'altronde diffusi nel suo stesso partito, il PDL. E, se è sindaco a Verbania, lo deve proprio all'appoggio della Lega.

Quindi il paladino degli Italiani lo lasci fare ad altri. A chi è davvero espressione di quella democrazia che, le ricordo, dovrebbe essere il carattere distintivo anche dell'Italia, e se vogliamo anche da più di "500 anni". E ricordi ai suoi compagni della Lega che si è sempre meridionali di qualcuno. Che se si vuole nazionalizzare il Paese bisogna anche accettare che lo facciano gli altri. Che già c'è stata nella nostra storia una chiamata "all'autarchia", e si è visto come è andata miseramente a finire.

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Le tasse sì, però
post pubblicato in Diario, il 9 marzo 2009


                                                   

In un Paese normale, in una democrazia normale, Bossi sarebbe già stato mandato a casa. Più volte. Per una questione di dignità politica. E invece qui in Italia accettiamo tutto, e quando alle persone come me non ci tacciano di "non capire niente", di "essere distanti dai cittadini", di "dover imparare dalla Lega", ci dicono "vabbè, è solo folklore".

Che ha fatto oggi Bossi? Niente di che, l'ennesima sparata: stavolta su immigrati e piano casa. Secondo il Ministro delle Riforme e del Federalismo (!), infatti, non bisogna correre il rischio che con il (fumoso e sospetto) "piano casa" annunciato da Berlusconi di "commettere errori". Ed ecco cosa intende per "errore" il leader della Lega Nord: "Non vorrei che facessimo le case per darle agli extracomunitari. Non vorrei che l'errore fosse quello". Insomma, non è che poi facciamo 'ste case e le ottengono gli extracomunitari, regolari ma poveri? E poi io che gli dico ai miei padanari? Non solo: a chi gli chiedeva se, in un periodo di crisi come questo, nel mondo del lavoro come nel welfare, sia giusto preferire i cittadini italiani, Bossi ha risposto: "Sì che è giusto. Se non abbiamo posti di lavoro che dobbiamo fare? Almeno uno che abbia un posto al mondo dove sa che pensano più a lui che altrove".

Notare che Bossi non si riferisce ai clandestini, ma proprio ai cittadini immigrati regolari, con permesso di soggiorno o magari anche cittadini italiani, ma semplicemente "stranieri". Come dire: "prima gli Italiani", quindi fuori gli stranieri dal servizio sanitario, fuori dal mondo del lavoro, fuori dalle case, fuori dalle scuole, fuori da tutto. Ci diano solo le loro tasse e i loro figli, con le quali pagheremo i "nostri" servizi e le "nostre" pensioni. E magari lavorino a nero, sottopagati, magari gratis stile "schiavi", così da non pesare proprio in tempi di crisi sui bilanci delle "nostre" aziende, per cogliere i nostri pomodori, costruire le nostre case, badare ai nostri anziani e tutti quei lavoracci che a noi ci fanno tanto schifo, anche in tempo di crisi. Tu chiamale, se vuoi, leggi razziali.

P.S. A quando i campi di stermin.... ops, di lavoro?

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Solidarietà a Rita Bernardini
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2009


                                                                

Oggi, leggendo su Repubblica.it la notizia delle centinaia di insulti, oscenità e minacce rivolte all'onorevole Rita Bernardini, una dei parlamentari radicali eletti nelle file del Partito Democratico, mi sono vergognato. Mi sono vergognato che tanti miei connazionali potessero sfogare in questo modo orribile la propria rabbia, in maniera razzistica e sessista. Perchè poi? Perchè la Bernarardini ha "osato" fare visita ai 4 rumeni arrestati per lo stupro di Guidonia e che avevano denunciato percosse parte delle autorità.

D'accordo, il gesto poteva sembrare inopportuno. Ma i Radicali si sono sempre contraddistinti come accaniti difensori dei diritti civili, e hanno sempre sostenuto battaglie per i diritti dei carcerati. Battaglie difficilissime e coraggiosissime, perchè non è mai facile, specialmente in Italia e in questa Italia, dire "nessuno tocchi Caino". Perchè appena lo si dice, appena si prova a sostenere che anche i criminali colpevoli delle più efferate atrocità hanno dei diritti, innanzitutto quello ad esser trattati (pur nella pena) con dignità, si viene accusati di essere dalla parte dei criminali contro le vittime. Ma quando mai! Ma come si può ragionevolmente pensare che la giusta rabbia nei confronti di chi ha brutalmente stuprato quella povera donna, deve farci godere dei maltrattamenti altrui? Ma come si può ragionevolmente pensare di mettere da parte i diritti dei carcerati, pensando cose del tipo "quelle bestie dovevano essere trattate pure peggio", come ha detto Maurizio Battista in "Effetto Sabato" su Rai Uno, la principale rete TV pubblica, applaudito dal pubblico e sostenuto dalla conduttrice? Caro Battista, "In Italia, non esiste ancora una legge che sancisca che gli arrestati debbano essere presi ripetutamente a calci e a pugni qualsiasi delitto abbiano commesso. Chi ritiene, invece, che una legge così debba essere approvata, deve avere l'onestà di proporla. Io, da radicale, ho sempre pensato che uno Stato non si deve porre allo stesso livello dei criminali che deve combattere" (risposta della Bernardini ad una delle poche mail "civili" che ha ricevuto).Ma cosa vogliamo insegnare ai nostri bambini? Ma dove sono finiti i nostri valori, la nostra centenaria tradizione di civiltà? Noi, inventori dell'abolizione della pena di morte, ridotti ad un popolo di aspiranti torturatori e gognatori ... un popolo che lincia, che mette alla gogna, e tra l'altro solo quando si tratta di stranieri che violentano italiane, perchè quando invece vengono violentate le straniere, oppure quando i violentatori sono italiani, nessuno si strappa le vesti, nessuno organizza linciaggi, nessuno se ne strafotte ... quasi fosse che "noi Italiani possiamo stuprarci le nostre donne", gli altri no ... ma che fine ha fatto la nostra coscienza? Perchè i linciatori di Guidonia non hanno linciato quei quattro deficienti loro quasi-conterranei che hanno bruciato il marocchino che non c'entrava niente? Perchè ci sentiamo incazzati solo quando ci toccano "a noi", come se le sofferenze altrui non contassero?

Insomma, come possiamo sentirci migliori di quei criminali di Guidonia se godiamo (anche se non lo si ammette) quando picchiano "gli altri"? Come possiamo sentirci migliori di loro se diciamo "Fai veramente schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti scopa nessuno troia del cazzo, ti auguro pure che ti venga un tumore al cervello (se possibile visto che materia grigia non ne hai molta), e che te ne vada quanto prima tra atroci sofferenze, pregheremo tutti perchè tu muoia. Crepa puttana di merda" a chi semplicemente denunciava una possibile tortura, senza ovviamente condividere la loro violenta atrocità?

Solidarietà a Rita Bernardini. E a tutti coloro che, specialmente se politici, assistendo alla deriva razzistica e/o ghigliottinistica dell'opinione pubblica, ha il coraggio di assumere decisioni tremendamente impopolari ma ispirati dalle più elementari norme di democrazia e convivenza civile. Certamente 100mila volte meglio di chi promette sicurezza e poi si trova di fronte una situazione ingestibile, 100mila volte meglio delle false indignazioni e delle solidarietà vuote, 100mila volte meglio di chi non prende un accidente di decisione per salvare la vita e la dignità delle nostre donne ma poi va in TV a prendere i consensi con le parole e la propaganda.

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Stupri di serie A e serie B
post pubblicato in Diario, il 28 gennaio 2009


                                                

In questi giorni abbiamo tutti potuto assistere nei TG al violento tentativo di linciaggio che un nutrito gruppo di abitanti di Guidonia ha perpretato nei confronti dei ROM protagonisti dello stupro di Guidonia" (seguito, tra l'altro, da raid contro gli stranieri della zona).  Non mi soffermo sulla legittimità di tali gesti, anche se ovviamente sono sbagliati (ma posso parzialmente comprendere l'esasperazione e la paura che stanno alla base del tentativo linciaggio: aver paura di vedere sè o i propri figli subire una simile bestialità può far perdere la testa).

Quello che voglio sottolineare, invece, è che non abbiamo avuto notizia, però, di alcun tentativo di linciaggio nei confronti dell'italiano protagonista dello "stupro di Capodanno".

Che dite, è un caso oppure non sono poi così folli le persone che sostengono che in Italia sta dilagando un forte sentimento razzista, che fa ritenere più gravi gli stupri commessi da stranieri che quelli commessi da Italiani?

P.S. Scusate se in questo periodo non rispondo spesso ai commenti, e/o non ricambio sugli altri blog ... sono un po' impegnato ...

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Noooo, mica alimentano il clima di razzismo ...
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2008


                                                        

Oggi la bassezza politica della Lega ha raggiunto (per ora) il limite di più basso. E' vero, in questi anni ne abbiamo sentito di idiozie demagogiche sugli stranieri, ma questa forse è la più indecente. Anche perchè somiglia terribilmente troppo ad una legge razziale.

Ricordate i "negozi per ebrei"? Oppure i bagni per i neri (o qualsiasi delle aberranti separazioni dell'apartheid)? Ora arrivano le classi riservate agli immigrati. La proposta è della Lega, ma attenzione: non è un semplice annuncio, di quelli che ogni tanto la Lega fa per distogliere il suo elettorato da provvedimenti come i 140 milioni regalati al clan bancarottista di Catania. La proposta, infatti, sotto forma di mozione, è stata approvata alla Camera con 256 sì. La misura si è attirata ovviamente una marea di critiche, a partire dalle opposizioni, con un duro attacco di Veltroni, ma anchesindacati e persino di parte della maggioranza (che però l'ha votata...). Gli unici a difenderla fortemente sono i leghisti, che anzi sostengno che questa norma è "anti-razzista", "favorisce l'integrazione": secondo loro, infatti, i bambini immigrati possono assumere le basi linguistiche per integrarsi meglio successivamente nelle classi "normali". Ma che diamine significa? C'è bisogno di fare classi separate? Non è sufficiente fare dei corsi pomeridiani aggiuntivi? Quale integrazione si vuole ottenere separando gli immigrati, escludendoli?

E' una vergogna. L'Italia sta avendo una deriva razzista, sta diventando sempre più intollerante nei confronti del "diverso", vede qualsiasi cosa di diverso dalla realtà comune come un peso, se non come una minaccia, e il Governo cosa pensa di fare? Escludere, nascondere, emarginare. Poi dicono che non è vero che alimentano questo clima di razzismo ...

P.S. Tra l'altro, mentre scrivo mi accorgo che l'Unione Europea ha bocciato alcune norme del Ministro Maroni, precisamente l'allontanamento dei cittadini comunitari senza casa e reddito e il carcere per chi è senza permesso di soggiorno. Il Ministro, in audizione davanti al Comitato Schengen, è stato infatti costretto ad ammettere l'errore e ritirare queste norme a causa della bocciatura di Jacques Barrot, il Commisario UE che tratta della materia. Il bello è che Maroni aveva sbandierato un presunto "via libera" della UE alle sue norme, dichiarando che era stata "fatta giustizia su tutte le accuse della sinistra". Ora torna a casa con la coda tra le gambe, tentando di difendersi dichiarando: "Vabbè, la UE è in disaccordo solo su questi due punti". Ha detto niente! Praticamente la campagna del "Governo della sicurezza" si è basata solo su queste due norme, specialmente il carcere per gli irregolari! Ma Maroni non si preoccupi: i TG non hanno dato e non daranno notizia a questa bocciatura, o perlomeno non faranno lo stesso bailamme fatto quando sono state approvate... quindi l'effetto demagogico non svanirà.

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Morti sul lavoro, ombre e luci di una tragedia infinita
post pubblicato in Diario, il 15 luglio 2008


                                                   

Oggi l'Inail ha diffuso il suo rapporto annuale sulle morti sul lavoro. Ebbene, nel 2007 le morti sul lavoro sono calate del 9.8% rispetto al 2006. Ma non c'è da stare allegri: le "morti bianche", che poi di bianco non hanno nulla, sono state 1210, ovvero una media di 3-4 morti sul lavoro al giorno. Inoltre, invece di diminuire aumentano gli infortuni per lavoratori atipici (+5.7%) e stranieri (+13.6%). Ovviamente senza considerare gli infortuni e le morti non denunciate, visto il largo impiego di lavoratori clandestini. Ma la cosa più scandalosa è che, nonostante queste diminuzioni, l'Italia detiene il triste primato UE delle morti sul lavoro, come emerge dalla relazione dell'Anmil (febbraio 2008).

E' indecente. Un Paese civile non può definirsi tale con tutte queste morti sul lavoro. Morire di lavoro, ovvero morire mentre si sta contribuendo con i propri sforzi al benessere della propria famiglia e della società, non è tollerabile. Punto. E se qualcuno pensa che per contrastare questo fenomeno non servano adeguate sanzioni, bè, lasciatemelo dire, non è tollerabile nemmeno lui. La tolleranza zero, lo ripeto anche in questo post, non può fermarsi davanti ai cancelli delle fabbriche.

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Stupri di serie B
post pubblicato in Diario, il 16 maggio 2008


                                

In Italia gli stupri non sono tutti uguali. Esistono stupri di serie A e stupri di serie B. Alcuni vengono enfatizzati, altri no. Di alcuni si fa un polverone, di altri non si ritiene degni nemmeno di inserirli nelle "brevi".

Repubblica.it, 15 Maggio: ROMA - Una giovane romena è stata aggredita e stuprata da un 39enne italiano, A. A., che è stato arrestato dagli agenti della mobile. La ragazza, dipendente di una cooperativa di servizi, aveva appena iniziato a fare le pulizie in un call center in zona Vescovio quando è stata aggredita alle spalle da un uomo che, minacciandola con un taglierino, l'ha costretta a subire violenza sessuale. Subito dopo la violenza, la donna ha chiesto soccorso in un bar poco distante dal call center e ha chiamato la polizia. Le indagini, immediatamente avviate dalla Squadra Mobile, hanno consentito di identificare l'aggressore che è risultato essere il convivente della responsabile della cooperativa dove lavora la giovane.

Questa notizia non è stata diffusa da nessun telegiornale. Per venirne a conoscenza l'ho dovuta scovare su Internet, e non senza difficoltà, perchè era nel riquadro "ultima ora" del sito di Repubblica. Inutile ricordarvi il clamore mediatico per lo stupro avvenuto alla stazione di La Storta da parte di un rumeno. Era sempre a Roma. Era sempre uno stupro. Però c'era la campagna elettorale, e a commetterlo era un rumeno, mica un Italiano.

Ma vi rendete conto? I media e certa politica ci stanno inducendo a prendere una parte, fra chi difende gli stranieri e chi gli Italiani. Ma vi rendete conto? Io non sto nè dalla parte dei ROM nè degli Italiani. Io sto dalla parte delle vittime, contro i criminali. Di chi subisce violenza, contro chi usa la violenza. A prescindere da chi commette questi crimini: perchè, anche se vogliono farci sembrare il contrario, in queste due categorie rientrano sia gli italiani che gli stranieri. E la violenza non è più grave se la commette uno straniero: sono ugualmente gravissime.

Stiamo attenti a queste derive razziste. Sì, razziste, non abbiamo paura di dire le cose come stanno. "L'emergenza sicurezza" non si risolve eliminando un altro popolo (cosa che tra l'altro non avverrà mai, nonostante in molti si illudano che accada): io quasi lo auspico, così si potrebbe vedere come i problemi continuerebbero ad esserci, nella stessa intensità. L'emergenza sicurezza si può risolvere efficacemente solo con una Giustizia vera, una giustizia con la G maiuscola, che funzioni davvero. Giusta, certa e veloce. E soprattutto che non sia forte con i deboli, e debole con i forti.

Quei "terroni" dei Padani
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2008


                             

Vi segnalo questo articolo comparso ieri sul Corriere di Como. Sono le opinioni di Giuliano Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi, i fratelli svizzeri della Lega Nord, sui Comaschi (e quindi su tutti i "padani").

Leghisti ticinesi contro i comaschi

Il caso Reazioni indignate di edili e artigiani: «Tutto il Cantone dovrebbe ringraziarci»
Il leader Bignasca accomuna lariani e romeni: «Ci portano via il lavoro»

di Davide Cantoni

I comaschi' «Come i romeni». Così la pensa il Toro Seduto d'oltreconfine, Giuliano Bignasca, ex scalpellino luganese, oggi imprenditore e leader massimo della Lega dei Ticinesi. Il movimento è reduce dal grande successo elettorale delle comunali. Urne chiuse ma fibrillazioni da campagna elettorale per Bignasca, che ne ha per tutti.
E siccome il Sud del Ticino è la Lombardia, la minaccia sono, appunto, i lariani. In un'intervista al quotidiano La Stampa, Bignasca ha dato colpi di mannaia senza troppo badare alla forma.
«Il problema sono i romeni ma pure i comaschi che vengono qui a lavorare, non li controlla nessuno, si fanno pagare meno del dovuto, portano via lavoro ai ticinesi e riportano in Italia valuta», ha detto, tanto per cominciare.
L'analisi è questa: «I romeni e i comaschi, dal 2003, possono venire in Ticino, sono impiegati a tempo determinato nell'industria e nei servizi, si fanno pagare niente e rovinano il mercato del lavoro». Insomma il problema sono i frontalieri che hanno invaso il sacro suolo.
«Siamo stati sommersi dai frontalieri - dice il leader leghista - prima erano 35mila, adesso sono 50mila». Insomma, c'è sempre un Nord che sta più in alto. È questione di prospettive. Ma chiudere le frontiere non è cosa. «Non si può», dice Bignasca.
«E poi i frontalieri mica sono tutti uguali». Buoni e cattivi' Non esattamente. «Ci sono gli operai regolari - spiega - Noi non possiamo più fare quei lavori lì che fanno loro, nell'edilizia, nell'industria. Lavorino loro a 1.500 euro al mese. In Svizzera mica si vive con quei soldi. Ma è giusto che poi tornino a casa loro». Insomma va bene qualche comasco, se proprio si deve, ma la sera ciascuno dalla propria parte della frontiera. «Tutta colpa della globalizzazione», secondo l'inventore dei manifesti con gli indiani d'America (usati anche dalla Lega in Italia).
Gli indiani sono finiti nelle riserve, è la tesi, perché mancavano regole sull'immigrazione. «Fino a quando l'Italia non avrà il federalismo fiscale ci porteremo dietro tutti questi problemi. Bisogna convincere la gente a non fare più avanti e indietro dalle frontiere». Però.
«Chi guadagna bene è meglio che stia da noi. Gli altri non possono venire qui solo a lavorare, farsi pagare poco e poi spendere tutto in Italia. Questa cosa ci costa il 3-4% del bilancio». Questione di pecunia, non di antipatia dunque.
«Non sono dichiarazioni accettabili - è la secca replica del senatore lariano del Popolo della Libertà, Alessio Butti - Credo che Bignasca parli per nulla, la Svizzera ha sottoscritto accordi bilaterali che permettono ai comaschi e a tutti gli italiani di lavorare senza problemi. Semmai è il sistema italiano a registrare disagi, visto che molte delle nostre professionalità finiscono in Ticino. Se c'è danno è per le nostre imprese».
La strada da seguire è quella delle intese. «Credo che le aziende italiane ed elvetiche - dice Butti - debbano allearsi, questo è il percorso che stiamo seguendo e che ho sempre promosso. Il Ticino rappresenta il 5% delle imprese svizzere, la vera ricchezza sono le aziende del Nord e della Lombardia».
Bignasca è molto vicino al leader della Lega Nord, Umberto Bossi, alleato del Pdl. Un problema' «Fuori dall'Italia Bossi scelga gli alleati che crede. Ma Bignasca invece di cercare alleanze fa la guerra al Nord. Mi pare una politica squilibrata che non merita attenzione».
Sulla stessa linea Patrizio Tambini, assessore provinciale. «Sono affermazioni non supportate da elementi, lasciano il tempo che trovano. È enfasi post elettorale che denota superficialità».
Rapporti rovinati con il Ticino' «Non direi - dice Tambini - sono parole di un singolo. Cosa accadrebbe se, per esempio, perdessero gli infermieri comaschi' I lariani sono evidentemente più professionalizzati, altrimenti perché assumerli'». Sceglie la via della prudenza Edgardo Arosio, segretario provinciale della Lega Nord.
«Credo che queste affermazioni - dice - non appartengano a Bignasca per come lo conosco. Visti i rapporti che ci legano, credo che le sue parole siano state male interpretate. Ci sono molti temi che ci avvicinano, poi è chiaro come ciascuno voglia gestire in autonomia le cose in casa propria».
Prudenza. «Preferirei sentirle da lui queste cose - conclude Arosio - a volte le interviste possono essere fraintese. Io penso che possa chiarire».

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Provate a sostituire ai "ticinesi" i "padani" e ai "padani" i "terroni"
(o gli stranieri, che per loro sono la stessa cosa. Ne verrebbe fuori una bella lezione per Bossi & Co: tutto è relativo.
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