.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Presentate le liste: riecco "magnamortadella" e "lama"
post pubblicato in Diario, il 13 marzo 2008


                    

Quella sera del 24 Gennaio 2008 la politica italiana ha registrato uno dei suoi punti più bassi. Non per la caduta del Governo, ma per il comportamento indecente e diseducativo di molti senatori. Sarà ricordato come il "Senato dell'osteria", dove si brinda e si mangia mortadella. Si disse: "Non saranno più ricandidati": e invece rieccoli qua.

Cominciamo da Lamberto Dini e Giuseppe Scalera. Loro non hanno fatto niente di indecente, ma hanno sfiduciato il governo grazie al quale erano stati eletti. Dini, tra l'altro, era già passato dal centrodestra al centrosinistra nel '95. Era proprio necessario ricandidarli? Era proprio necessario "imbarcare" l'ennesimo partitino? E invece sì: i due esponenti liberaldemocratici sono stati candidati rispettivamente al Senato (Lazio) e alla Camera (Campania 1), e li rivedremo sicuramente in Parlamento. Il partito? Ovviamente, il Popolo delle Libertà.

Poi, le chicche. Il senatore Nino Strano, quello della mortadella, è stato ricandidato, nonostante le promesse di non farlo: precisamente, al 14esimo posto in Sicilia al Senato. Si è detto: "Lo abbiamo ricandidato, però è stato punito e non sarà eletto". Allora dovremmo credere che Berlusconi pensa di perdere in Sicilia, perchè chi vince là ottiene 15 senatori: quindi, a meno che l'MPA non prenda due senatori, Strano ci sarà.

Infine, il non-plus-ultra. Tommaso Barbato, quello dello "sputo", è stato ricandidato. Non dal PDL, ma dal suo alleato, l'MPA di Lombardo (al Senato in Campania). Aveva sputato e ricoperto di ingiurie il suo ex collega di partito, il senatore Cusumano, "reo" di aver tradito il suo leader Mastella (trascurando la lealtà a Prodi, capo della coalizione in cui Mastella e Udeur erano stati eletti). Salvo poi lasciare pochi giorni fa egli stesso l'Udeur con questa dichiarazione: "Dopo quindici anni di impegno intenso e vero nel partito di Clemente Mastella, durante i quali non mi sono mai risparmiato in Campania, per la mia gente, e, da ultimo, nell'aula parlamentare del Senato, giungo alla dolorosa decisione di lasciare il partito. Un partito nel quale ho dato fino ad oggi il massimo di lealtà e per il quale non mi sono mai tirato indietro, anche nei momenti più difficili".

Anche nei momenti più difficili...... Ridicolo.

Alla fine, solo Mastella, dei protagonisti in negativo di quella serata al Senato, non è stato ricandidato. Povero Clem.
L'osteria
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2008


                

Approfitto di questa giornata non particolarmente fitta di notizie interessanti per tornare su un episodio di una decina di giorni fa che non ho molto approfondito. Ovvero ciò che è successo al Senato dopo che il presidente Marini ha annunciato ufficialmente la caduta di Prodi.
Il noto blogger Mario Adinolfi ha secondo me sintetizzato bene la questione: ciò che passerà alla storia non sarà certo la prima frase di Marini, ovvero quella della sfiducia, ma la seconda: "Senatori ... quella bottiglia là ... non siamo mica all'osteria!".

Ecco. In quel momento erano collegati milioni di Italiani, chi amareggiato, chi al settimo cielo. Ma se c'è una cosa che, credo, abbia accomunato tutti gli Italiani è il senso di disgusto per il comportamento di chi ci rappresenta, o perlomeno di una parte. Perchè è semplicemente disgustoso che in un aula di Parlamento si brindi alla faccia dell'avversario. Che si mangi la mortadella a mò di sfottò. Che si sputi in faccia ai propri colleghi. Che si dica ch...ca, fr...io, ch...ca sq....lida, pezzo di m....., eccetera ai propri colleghi. 
Per non parlare poi dei dibattiti politici, nei quali fin troppo spesso i politici si accavallano fra di loro, si urlano in faccia, senza il rispetto delle più comuni regole della convivenza civile. Per non parlare poi delle dirette parlamentari, nei quali si vedono aule che dire semi-vuote è un complimento, dove chi parla è applaudito solo dal compagno affianco, mentre gli altri sono indaffarati in tutt'altre vicende. Per non parlare di politici che festeggiano con cannoli l'esser stati condannati "solo" a cinque anni. Ma che decenza è questa?

Come possono i professori e i genitori educare alla civiltà e al senso dello Stato i propri figli, se poi questi ultimi guardano Senatori della Repubblica comportarsi peggio di bambini dell'asilo? E parlamentari senza il minimo rispetto per il proprio lavoro?

E poi si mandano le classi in "viaggio di istruzione" al Parlamento.........

P.S. Scusate se posso essere sembrato demagogico: tengo a precisare che ovviamente non tutti si comportano così. Per fortuna, nonostante tutto, ci sono ancora molti politici che ci credono in quel che fanno.
Sfoglia febbraio        aprile
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca