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il blog di Francesco Zanfardino
E no, questo no!
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2008


                                           

Sul tema delle morti del lavoro, si sentono le opinioni più disparate. C'è chi addossa le intere responsabilità alle imprese, e chi ai lavoratori. Ma nessuno, prima d'oggi, aveva provato a sminuire il problema.

Prima d'oggi. Perchè oggi il sottosegretario alle Infrastutture Roberto Castelli ha dichiarato: "le statistiche sulle morti sul lavoro sono fasulle". Secondo l'esponente leghista, "soltanto in Italia esiste il paradosso per cui si contano come morti sul lavoro anche quelle avvenute negli incidenti stradali capitati mentre si va o si torna dal lavoro. E' il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere e' ai migliori livelli europei".

Si tratta di un ignobile tentativo di sminuire di una tragedia quotidiana. Innanzitutto, le statistiche dell'Inail, e Castelli dovrebbe saperlo, vengono pubblicati a mesi e mesi di distanza, proprio per dare un consuntivo più veritiero del problema. Passando poi ai "migliori livelli europei", ricordo a Castelli lo studio del Censis diffuso ieri e che ha fatto tanto scalpore, in quanto provocatoriamente invertiva le ormai consuete percezioni di sicurezza degli Italiani (e dell'azione di Governo), invitando a "mandare i militari nei posti di lavoro, e non sulle strade". Gli omicidi in Italia sono in continuo calo (nel 2006 erano 663, nel 2007 sono diminuiti ancora di più) e l'Italia è di fatto il paese più sicuro d'Europa per quanto riguarda gli omicidi. Le morti sul lavoro, invece, nel 2005 sono state 918, e stavolta l'Italia è sì ai primi posti, ma come numero di morti. E, tra l'altro, se anche fosse vero che le morti nelle manifatture sono poche rispetto alla media europea, allora vuol dire che in agricoltura e in edilizia (che non sono certo gli ultimi settori dell'economia) le morti sono ancora più elevate rispetto alla media europea. La matematica non è un opinione.

Per questo non bisogna sminuire il problema, ma risolverlo. Magari la strada non è quella dei militari, che comunque era una provocazione, ma certo una maggiore attenzione del Governo non guasterebbe. La ricetta è una sola: controlli, sanzioni, informazione. E invece il Governo, quando non sminuisce il problema, punta esclusivamente sull'informazione, addossando l'intera colpa ai lavoratori, "che non indossano le protezioni e non sono informati". Un'idea malsana e sbagliata, come quella di chi vuole solo sanzioni. E invece ci vuole non solo l'informazione, ma anche adeguate sanzioni (non è accettabile che si dia l'aggravante agli extracomunitari e invece si prevedano zero sanzioni per le imprese: la tolleranza zero non può non valere anche per le imprese che sbagliano) e più controlli.

E, magari, se non è uno sforzo troppo grande, anche meno idiozie.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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