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il blog di Francesco Zanfardino
La pillola
post pubblicato in Diario, il 31 luglio 2009


                                                 

E' la notizia del giorno. L'Agenzia del Farmaco ha finalmente consentito l'utilizzo in Italia della RU-486, meglio nota come "pillola abortiva", dopo cinque anni di estenutanti discussioni.

Eppure le
polemiche non si placano affatto. Il Vaticano ha reagito durissimamente, promettendo la scomunica a chiunque "prescriva, assuma o influisca in qualsiasi modo sull'iter" della pillola. Per il Movimento della Vita la pillola "banalizza" l'aborto. Per Isabella Bertolini, deputata PDL, "aumenta il rischio per la salute della donna", probabilmente riferendosi ai 29 casi di decesso che sono accaduti nel mondo, presenti anche in tante altre dichiarazioni contrarie, unitariamente alle dichiarazioni del tipo "non è vero che è indolore, comunque ci sono delle complicanze". Per il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ex radicale ora paladina "teocon", con la RU-486 si arriverebbe ad una sorta di "clandestinità legalizzata" dell'aborto, contraria allo spirito della legge 164 (quella sull'aborto). Gabriella Carlucci, deputata Pdl e vicepresidente Commissione Infanzia: "Legalizzato l'aborto fai da te". Gianluigi Gigli, responsabile Sanità dell'UDC: "E' un regalo alle multinazionali".

A me tutte queste dichiarazioni sanno di "oscurantismo". Per carità, sono legittime, come tutte le posizioni, d'altronde. Ma ciò non mi vieta di dire che sono assurde ed incomprensibili. Innanzitutto, chiariamo una cosa. Si può non essere d'accordo sull'aborto. Io stesso ho tantissimi dubbi in merito: per esempio non ho nulla contro la legge 194, anzi, meno male che c'è (e quanto c'è voluto!), ma fatico a ritenere l'aborto "un diritto", come molti fanno. C'è pur sempre una (potenziale) vita di un terzo soggetto. Quindi, personalmente ed al momento (vorrei proprio parlarne con qualcuno dei due "fronti", per chiarirmi le idee), lo ritengo una "concessione" per evitare una situazione peggiore (più aborti, e soprattutto clandestini). In ogni caso, l'obiettivo deve essere, almeno idealmente, quello di una società a "zero aborti". Ma questo non c'entra un'acca con l'introduzione della "pillola". RU o non RU, chi vuole abortire lo può fare lo stesso. Si tratta unicamente di introdurre un nuovo strumento per abortire, aggiuntivo a quelli già presenti. Quindi, risultano del tutto strumentali e incomprensibili le posizioni di chi è contrario a priori perchè è contario all'aborto. A meno di non voler fare delle riflessioni del tipo "Hanno voluto l'aborto? Bene, allora soffrano come cagne!", che è inutile commentare. Seguendo questa logica, inoltre, altro che pillola, dovremmo tornare direttamente ai ferri delle mammane.

Stessa identica logica andrebbe applicata ad una delle altre motivazioni contrarie, ovvero quella della presunta "banalizzazione" dell'aborto. Infatti, a parte il fatto che non vedo come una decisione come quella di abortire possa correre il rischio di assumere i toni della "banalità", allora anche i metodi attuali sarebbero "banalizzanti" rispetto ai cari vecchi ferri delle mammane (e scusate la ripetizione!). Per quanto riguarda invece i presunti "aumentati rischi per la salute delle donne", a parte il fatto che bisognerebbe mettersi d'accordo, perchè non si può contemporaneamente paventare rischi di banalizzazione e poi evocare una pericolosità maggiore, le ricerche scientifiche e l'utilizzo in tutti i Paesi d'Europa (l'Italia era assieme ad Irlanda e Polonia l'unica a non consentire l'uso della "pillola") dimostrano che tali rischi non esistono. I dolori simil-mestruativi conseguenti al suo utilizzo sono comunque inferiori ai metodi chirurgici tradizionali, così come sono minori le conseguenze psicologiche (minore degenza ospedaliera, niente stress da operazione). Ed è ridicolo chi parla di "29 morti": un numero insignificante per 20 anni di utilizzo in mezzo Mondo. Si vadano a leggere la letteratura sui casi di morte per infezione conseguenze ad intervento chirurgico abortivo, e poi parlino. Per chi invece parla di "aborto fai da te" e "clandestinità legalizzata", invece, si palesa una forte ignoranza, dato che la "pillola" rientra nei meccanismi della legge 194, dunque potrà essere assunta solo in ospedale, e sarà il medico a stabilire quando e come la donna potrà tornare a casa. Ridicolo, infine, chi parla di "regalo alle multinazionali" ... se dovessimo parlare di tutti i regali che vengono fatti alle multinazionali, l'elenco non finirebbe più. A cominciare dai recenti regali fatti alle "multinazionali" produttrici del Tamiflu. E poi le attuali tecniche abortive non prevedono forse l'utilizzo di anestetici ed altri strumenti medici? E non sono forse questi prodotti da multinazionali?

Quindi, cari amici "anti-abortisti", ascoltate un consiglio: invece di perdere tempo in incomprensibili battaglie, concentrate i vostri sforzi per chiedere legislazioni che eliminino le premesse sociali ed economiche dell'aborto. E' quella l'unica vera strada di successo per una società "senza aborto". Il resto è solo strumentalizzazione ed oscurantismo.

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Truf-Fas
post pubblicato in Diario, il 30 luglio 2009


                                              

Alla fine tutta la "tarantella" sul Partito del Sud è rientrata. O perlomeno così sembra. A quanto pare, è bastato che Re Silvio promettesse un "piano Marshall" per il Sud, in cui è previsto lo "sblocco" di 4 miliardi di euro di fondi FAS per la Sicilia (l'epicentro del terremoto "sudista") da parte del CIPE (il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica).

C'è un però. La cifra indicata da Berlusconi è straordinariamente uguale a quella già stanziata dal CIPE lo scorso 6 marzo, con provvedimenti poi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 16 Giugno. Dove, alla pagina 4 di 6, si legge chiaramente che dei 17.8 miliardi sbloccati all'epoca dal FAS proprio 4.093.784.000 euro venivano stanziati per la Sicilia. Dato che la "premiata ditta" Berlusconi-Tremonti ci ha già abituato a questi magheggi propagandistici, per i quali venivano annunciati sempre nuovi stanziamenti fatti in realtà con gli stessi soldi, il sospetto che il fantomatico "piano Marshall" sia in realtà un "piano Farsa-ll" è più che fondato.

Così come assume sempre più i toni della farsa la "rivolta sudista". Uno dei loro leader, Miccichè, infatti, è proprio sottosegretario al CIPE, e quindi dovrebbe sapere di questo "magheggio". Così come dovrebbe sapere che, dei 64 miliardi di fondi FAS stanziati da Prodi nel 2007 (poi non sbloccati a causa della crisi di Governo, e Berlusconi se ne è subito appropriato il merito mediatico, ovviamente), ben 20 miliardi sono stati stanziati per altri scopi e non per lo sviluppo del Sud (e i 17 miliardi stanziati all'epoca ne sono solo una minima parte).

Quindi trovino una scusa migliore per finire a "tarallucci e vino" con Berlusconi, lor signor "sudisti" ... altrimenti è meglio che se ne stiano a casa.

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Morte alla pena di morte
post pubblicato in Diario, il 29 luglio 2009


                                        

Arriva il nuovo Rapporto annuale di Nessuno Tocchi Caino, e come al solito porta buone notizie. Buone relativamente al passato, ovviamente, perchè non c'è niente di positivo in migliaia di persone che ogni anno muoiono in nome dello Stato (regimi o democrazie che siano). Però è bello sapere che l'impegno di tante associazioni e singole attivisti stia facendo segnare ogni anno dei piccoli passi in avanti verso la vita e la democrazia, "semplicemente" attraverso il risvegliare delle coscienze.

Nel 2008 le esecuzioni capitali sono state 5.727, ovvero 124 in meno rispetto all'anno precedente. Altri 14 Paesi hanno abbandonato la pratica della pena di morte. E nella stessa "mortifera" Cina, responsabile del 90% delle esecuzioni capitali di tutto il mondo, è stata introdotto per le sentenze capitali un passaggio obbligatorio alla Corte Suprema (che ne ha annullate circa il 15%). Merito certamente anche del clima innescato dalla storica approvazione nel Dicembre 2007 della "moratoria universale sulla pena di morte", frutto di anni di battaglie del movimento radicale e dei Governi Italiani. Eh sì, ogni tanto questo nostro Paese riesce anche a farci inorgoglire per davvero ...

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Fuori di test
post pubblicato in Diario, il 28 luglio 2009


                                      

I giornali di domani probabilmente apriranno con l'ennesima stronzata della Lega (scusate i termini, ma d'altronde sono loro stessi ad usare parole ben peggiori): introdurre un "test di dialetto" per i professori.

In realtà la proposta è ben peggiore di quella che già può sembrare: tale test riguarda più in generale "il livello di conoscenza della storia, della cultura, delle tradizioni e della lingua della regione in cui vogliono insegnare", ma soprattuto la Lega chiede che il suo superamento sia indispensabile per poter poi avere la possibilità di essere assunto.

Non commento la proposta. Si commenta ampiamente da sè. Intendo invece replicare con una contro-proposta: dato che per lorsignori leghisti per insegnare è necessario conoscere gli usi e costumi del luogo, converanno che i rappresentanti delle Istituzioni dovranno necessariamente conoscere ciò che dovrebbe essere il loro pane quotidiano, ovvero la Costituzione, e che quindi dovranno superare un test su di essa per poter accedere alle varie cariche. Inoltre, mi pare minimo che, successivamente, dovranno anche necessariamente presenziare alle varie festività nazionali, oltre che rispettare i simboli nazionali, a cominciare dal Tricolore e dall'inno. Mi pare il minimo, no? Facciamo 'sto scambio? Mi sa di no.

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Mezzogiorno di fuoco
post pubblicato in Diario, il 27 luglio 2009


                            

Ogni estate ha la sua boutade politica. Nemmeno tanto "boutade", visto che se due estati fa la registrazione dal notaio di nome e logo del PDL da parte di Michela Vittoria Brambilla fu seguita pochi mesi dopo dall'effettiva nascita di quel partito, c'è da (temere?) aspettarsi che le manovre politiche in atto in Sicilia e non solo intorno alla nascita del "Partito del Sud" si concretizzino a breve in forma più consolidata.

D'altronde, l'interesse di tanti "capibastone" del Sud, dall'infuriato Lombardo al suo ex nemico Miccichè, da Dell'Utri alla Poli Bortone, da Loiero a Bassolino (che di recente ha fondato l'ennesima "fondazione" di area PD, un fantasioso "Sudd"), e persino l'interessamento di personalità come Vendola, unito alle tante dimostrazioni di insofferenza dimostrate dall'MPA e dai parlamentari siciliani della maggioranza nelle votazioni in Parlamento, sono molto più che la spia di qualche malessere. Sono un vero e proprio segnale a Berlusconi & company che non si può più andare avanti con le scelte effettuate dal Governo finora, altrimenti qualche scossone potrebbe accadere. E un movimento come "Forza Sud", come denominato da Miccichè, potrebbe strappare voti preziosi, e molti, proprio nella roccaforte dei berlusconiani, il Sud. E, cosa ancora più grave, potrebbe minare la stabilità dello stesso Governo, trasformando la netta maggioranza in Camera e Senato in maggioranze di tipo "prodiano", se non peggio.

In effetti, le politiche del Governo finora sono state fin troppo "nordiste". La "golden share" della Lega Nord si è fatta sentire, in mancanza di un solido contrappositore di forze "sudiste", e ogni provvedimento del Governo Berlusconi è stato indirizzato quasi sempre a favore del Nord. Sia quando si trattava di tematiche vicine all'elettorato padano, sia quando si tratta di veri e propri finanziamenti. Il simbolo di tutto ciò è il cosiddetto "scippo dei Fondi Fas", ovvero quegli stanziamenti che l'Unione Europea destina per lo sviluppo delle aree disagiate, e che dovrebbe andare per l'85% al Mezzogiorno e per il 15% alle restanti zone d'Italia. Dovrebbe, poichè, come ci racconta un buon servizio del Tg3 nella sua seconda parte, le decine di miliardi di euro contenuti nei Fas sono stati prevalentamente usati invece dal Governo per realizzare tutt'altro. Una sorte di "pozzo delle meraviglie" da cui attingere per coprire ogni falla di bilancio. Manca un miliardo per il taglio dell'ICI? Presi dai fondi Fas. Servono 18 miliardi per l'occupazione, per le infrastrutture, per la Finanziaria? Ancora i fondi Fas. Servono soldi per la ricostruzione a L'Aquila? Sempre fondi Fas. Serve un miliardo per salvare i sindaci amici di Roma e Catania? Preso dai fondi Fas. Servono soldi per realizzare le inutilizzate opere per il G8 in Sardegna? Usati i fondi Fas. Servono soldi per abolire il ticket sanitario? I fondi Fas, naturalmente. E così allo sviluppo del Sud è rimasto ben poco. Ma lo stesso andazzo del "federalismo fiscale", strutturato così come, rischia di danneggiare pesantemente il Mezzogiorno.

La domanda è: questo "Partito del Sud" può essere un credibile portabandiera degli interessi del Meridione? La risposta è un netto no. Questo "PDS" non è altro che l'organizzazione di numerosi apparati clientelari e personalistici intorno alla difesa di denari che vengono sottratti al Sud, ma unicamente per metterci le mani e non per destinarli ad un reale sviluppo del Sud. Insomma, gli autori del disastro del Mezzogiorno intendono solo perpetuarlo, in base a logiche localistiche, clientelari e collusiviste con mondi della facile impresa e della malavita. E' quello che temono e denunciano Lega e PDL, dimenticandosi che essi stessi adottano quei sistemi e che certo non poso lamentarsi, dato che la Lega è essa stessa un partito di quel tipo.

Certo è che la "questione meridionale" deve tornare al centro del dibattito nazionale. E se questi quattro "uappi" riusciranno a farlo, sarà comunque un fatto positivo. Ma al Sud serve ben altro.

P.S. A proposito di Sud e "rivoluzioni", ho creato questo gruppo su Facebook per gettare le basi per una "rivoluzione democratica" che, attraverso le Primarie Regionali del PD in Campania, porti avanti quella sfida di rinnovamento di cui quella regione in primis e l'Italia tutta necessitano fortemente. L'appello ha suscitato molti interessamenti, aiutatemi a diffonderlo!

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Silenzio di "tomba"
post pubblicato in Diario, il 26 luglio 2009


                                        

Ad ormai una settimana dalla pubblicazione del primo blocco, seguito da altri due, di registrazioni effettuate dalla escort Parizia D'Addario durante gli "incontri" con Silvio Berlusconi, è ora di fare un bilancio dell'attenzione mediatica dedicato al caso.

Ebbene, mi sarei aspettato che persino in questa Italia se ne sarebbe parlato massicciamente. Mi aspettavo che, a presciendere dalle opinioni in merito, o dalle conseguenze "politiche", in questa Italia chiacchericcia delle registrazioni che provano che il Premier, all'epoca ancora sposato, va a prostitute, con dovizia di particolari (uso del preservativo, consigli sulle masturbazioni, "dolori" penetrativi, instancabilità da "toro", eccetera), avrebbero fatto litigare gli organi di informazione per parlarne. Così come pensavo fosse stata degna di notizia l'incoerenza fra ciò che si professa in pubblico e ciò che si fa in privato: non solo la smentita delle ferme negazioni del Premier in proposito (aveva detto che erano tutte invenzioni), ma l'incoerenza di una persona che tra i primi atti del suo Governo promuove una legge contro la prostituzione, e poi va a prostitute lui stesso; oppure di una persona che va al Family Day, che si professa come difensore dei "mores cristiani" e poi fa quel che fa. Oppure pensavo avesse fatto scandalo la notizia che pur di costruire il suo villone in Sardegna il Premier se ne è altamente fregato dei ritrovamenti di tombe antiche (che tra l'altro sono di proprietà dello Stato, come sancisce la Costituzione) nei suoi terreni.

D'altronde, altrove, è bastato molto meno per scatenare uno scandalo. In America, per esempio, è bastato che fosse smentita la menzogna (UNA!) di un Presidente riguardo ai suoi rapporti con una stagista (non una prostituta di mestiere!) per scatenare un "sexgate" che fece parlare abbondantemente tutto il mondo, compresa l'Italia. In Italia, invece, a parte qualche servizio del Tg3, e qualche servizio "evanescente" di altri Tg (in cui si mettevano in evidenza le repliche dei Berluscones, ma senza dire a che cosa replicassero) nei Tg nostrani non si è parlato di un bel nulla. D'altronde, già quando la vicenza Berlusconi-D'Addario era emersa settimane fa, il neo direttore del Tg1, la rete ammiraglia del servizio pubblico, quella che dovrebbe parlare "di tutto, di più" e imparzialmente, aveva ammesso orgogliosamente in pubblico che il suo TG stava oscurando la notizia. Come se ad Augusto Minzolini, quando gli hanno insegnato cosa fa un giornalista, gli avessero detto di dover selezionare le notizie in base ai suoi convincimenti personali e non in base all'interesse degli ascoltatori/lettori. All'estero, invece, servizi ed articoli non si risparmiano, ogni giorno, in piena evidenza. Ovunque.

Evidentemente le tombe fenicie devono aver contagiato con il proprio silenzio anche l'intera servitù telegiornalistica nostrana. D'altronde, ci sono notizie molto più interessanti, come il cane che fa da guida ad un cane cieco o il malore di Sarkozy. O no?

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Ariecco i bamboccioni
post pubblicato in Diario, il 25 luglio 2009


                                 

Intervenuto all'assemblea dei circoli di "Nuova Italia" ad Orvieto, il ministro del Welfare Sacconi ha dichiarato: "La crisi può essere per i giovani una frustata salutare, affinchè prendano in mano le sorti del proprio destino senza attendere l'iniziativa di altri".

Circa due anni fa l'allora Ministro dell'Economia Padoa Schioppa osò sintetizzare con un "così mandiamo i bamboccioni fuori di casa" alcuni provvedimenti a favore degli under 30, come le detrazioni fiscali sugli affitti e un nuovo piano di edilizia popolare. Vangate di polemiche, mal di pancia nell'allora stessa maggioranza di Governo, campagna denigratoria nel mondo mediatico e nella società civile. E tutto ciò per una battuta sicuramente molto infelice ma che perlomeno era accompagnata da qualche provvedimento utile per i destinatari della "battuta".

Invece Sacconi non solo non fa niente per la questione lavorativa dei giovani, ma li "offende" ritendoli, appunto, alla stregua di "bamboccioni" incapaci di operare autonomamente, ritenendoli necessitevoli di una bella "frustata" dalla crisi. D'altronde non si capisce cosa possa esserci di "salutare" in una crisi che ha fatto licenziare tantissimi precari e quindi tantissimi messo tantissimi giovani alle prese con enormi difficoltà e senza alcuna protezione sociale.

Mi sa che a meritare una bella "frustata" sia il Governo, non i giovani. Invece di parlare tanto per dare aria alla bocca, dovrebbero prendere provvedimenti seri contro la crisi. Ammesso sempre che ammettano che esista.

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Buon(i) lavoro
post pubblicato in Diario, il 24 luglio 2009


                                         

"Diamo a Silvio quel che è di Silvio", quella rara volta che lo merita. Mi riferisco ad un provvedimento sul "lavoro occasionale" voluto fortemente dal Ministro del Welfare Sacconi, adottato da un Cdm di qualche mese fa e che sta avendo la sua ribalta mediatica con l'ennesimo spot istituzionale (ormai sulla RAI si vedono solo quelli, praticamente) sulle reti televisive.

Si tratta dei cosidetti "buoni lavoro", o più correttamente "voucher", con i quali da adesso è possibile pagare tutti quei "lavoretti" che normalmente finiscono nella spirale del "lavoro nero" insieme ad altre prestazioni di ben altra fattura e con ben altra determinazione e volontà di finire nel lavoro nero. Ho sempre pensato al fatto che tali prassi lavorativa fosse dannosissima non solo per lo Stato (che perdeva tanto in tasse evase) ma soprattutto per il lavoratore, che non aveva diritto ad alcuna protezione infortunistica e a nessuna copertura pensionistica. Eppure ho sempre ritenuto "comprensibile" quella scelta, perchè l'alternativa era praticamente assente (a meno di non voler ingaggiare una lunghissima e complicatissima trafila burocratica, per prestazioni spesso dal valore di poche decine d'euro).

Ebbene, d'ora in poi non si avranno scuse. Già la famigerata legge Biagi aveva introdotto questo nuovo strumento, ripreso poi dal Governo Prodi con alcune sperimentazioni nel mondo dell'agricoltura, ma con il provvedimento di Sacconi famiglie, privati, aziende, imprese familiari, imprenditori agricoli (ed in alcuni casi enti senza fini di lucro ed enti pubblici) potranno, nel mondo agricolo, del commercio e del turismo a conduzione familiare, del lavoro domestico (manutenzione, insegnamento privato, porta a porta, colf e badanti) pagare le prestazioni lavorativi con buoni da 10 euro, di cui 7.50€ come retribuzione netta e 2.50€ come contributi Inps e Inail, ritirabili all'Inps ed incassabili alle Poste. Oppure con buoni multipli di 50€ (di cui 37.50€ come retribuzione netta). Notare che la retribuzione è esentasse. Ovviamente, c'è un limite: in un anno un lavoratore può ricevere massimo 5.000 € in "voucher", mentre per cassaintegrati e lavoratori in mobilità il limite scende a 3.000 €.

Si tratta secondo me di un'ottimo provvedimento. Una riforma del lavoro ben più sostanziosa secondo me di tante altre di cui si parla. Certo, pensare che faccia emergere tutta quella fetta di lavoro nero di cui parlavo prima è un'illusione, però perlomeno offre un'alternativa ai datori di lavoro che vogliono fare tutto in regola e ai lavoratori che non vogliono ritrovarsi senza una protezione antinfortunistica e soprattutto senza la dovuta pensione. Bravo Sacconi dunque ... quasi quasi mi viene il sospetto che ci sia qualcosa di sbagliato ;)

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Calmierare, please
post pubblicato in Diario, il 23 luglio 2009


                                                           

Stasera seguendo i vari Tg ho trovato una notizia interessante (evento!): arrivano gli esodi estivi, accompagnati dai "prezzi caldi" della benzina. Nei vari servizi si metteva appunto in evidenza quello che gli automobilisti sanno da sempre, ovvero che quando avvengono grandi esodi (non solo quelli estivi, ma anche in occasione di Pasqua, Natale e ponti vari), per una "strana coincidenza", lievitano i prezzi dei carburanti.

Ora mi domando: si è tanto discusso sui metodi per combattere le speculazioni sulla benzina. Si è parlato di tasse troppo care, e si sono proposti tagli delle accise; si è parlato di troppa poca concorrenza, e si è proposta una liberalizzazione. Tutto giusto e da realizzare, ma perchè buttare a mare l'altra possibilità, ovvero quella di "calmierare" i prezzi? D'accordo, così si ammazza il mercato. Ma è davvero un'assurdità chiedere di trovare un sistema per "calmierare" i prezzi temporaneamente nel periodo degli esodi? Magari ancorando i prezzi alla materia prima, per esempio, entro un certo intervallo di prezzi. Oppure trovando un sistema che eviti eccessivi sbalzi di prezzo rispetto al periodo precedente. Oppure ... che ne so, si trovi un sistema migliore di questi ... basta risolvere questo problema, e non far finta di ignorarlo.

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Doparie: un po' di doping alla democrazia
post pubblicato in Diario, il 22 luglio 2009


                                               

Oggi vi parlo di un progetto "scientifico" molto interessante, ideato dal ricercatore del CNR Raffaele Calabretta, su una nuova forma di democrazia partecipativa: le "doparie". Detto sbrigativamente, si tratta di un incrocio fra primarie e referendum, ma l'argomento merita una spiegazione ben più esauriente.

In pratica il prof. Calabretta propone che i partiti, le coalizioni, i Governi, quando si trovino in difficoltà su determinate tematiche e/o decisioni, chiamino a raccolta i propri iscritti, i propri simpatizzanti, la società civile a decidere al loro posto. Si pensi agli infiniti problemi dell'Unione, i cui partiti erano perennemente in conflitto su ogni argomento: giusto per elencarne qualcuno, le missioni all'estero, la tassazione delle rendite, la Tav, i diritti civili, eccetera ... Estenunanti discussioni che ne hanno messo a repentaglio la capacità di governare, con gli elementi estremisti di centro e di sinistra che a turno (anzi contemporaneamente) minacciavano il veto perchè convinti di avere ragione e di avere l'elettorato dalla propria parte. Ma che soprattutto ne hanno provocato l'enorme scollamento dalla propria base "elettorale", delusa dalla realtà promessa prima delle elezioni e quella concretamente realizzatasi dopo le elezioni, a causa di questi conflitti. Ebbene, applicando il "metodo Calabretta", l'Unione avrebbe dovuto convocare ogni volta una "doparia di coalizione", sul modello delle primarie di Prodi, solo che stavolta l'oggetto della competizione sarebbe stata una questione di governo e non la leadership, e a candidarsi sarebbero stati dei progetti di legge: dopodichè, gli elettori del centrosinistra avrebbero scelto la linea di governo migliore. L'Unione ne avrebbe guadagnato in capacità decisionale e soprattutto in compattezza: infatti, all'epoca della riforma delle pensioni, i sì provenienti dal referendum sindacale misero a tacere la contrarietà, in quel caso, dell'estrema sinistra, che al quel punto non poteva dire di avere l'elettorato dalla propria parte.

Ecco dunque il perchè del nome "dop-arie": perchè in effetti sono una sorta di primarie, che però si fa "dopo" le elezioni (mentre le "prima-rie" si fanno, appunto, prima), e perchè danno un po' di "dop-ing" alla politica, innestandovi i benefici della partecipazione popolare. Benefici per la politica, certamente, ma anche per la comunità: uno studio effettuato sulla Svizzera (dove ogni Cantone ha una legislazione diversa in materia di partecipazione popolare), infatti, ha dimostrato che nei Cantoni dove la popolazione ha più capacità di incidere (tramite Referendum, abrogativi e/o propositivi) sulle decisioni governative la popolazione è ovviamente più felice che nei Cantoni più "chiusi" alla partecipazione popolare. Introdurre le doparie, insomma, significa introdurre una sorta di "politica della felicità".

Avrete dunque capito il perchè di come il prof. Calabretta sia riuscito a coinvolgere in questa battaglia riformatrice della politica tantissime persone, anche dai nomi illustri, e a farne parlare su molti giornali e network nazionali, oltre a guadagnare un certo seguito su Facebook. In particolare nell'ultimo periodo si è concentrato nella battaglia congressuale del Partito Democratico, dove la partecipazione popolare ha già molto più spazio che nel resto dello scenario politico italiano: i "dopagiani" (ovvero "partigiani delle doparie"), come amano definirsi, sono riusciti a far inserire le "doparie" in tutte le mozioni, tranne quella di Bersani (per ora). Ed ora sono pronti a presentarsi come "idea-candidato" al Congresso del PD: non per partecipare alla competizione per la leadership, ma per far discutere delle "doparie" in tutti i circoli del PD (come spetta di diritto a qualsiasi candidato con la propria mozione). Servono però molte firme di tesserati per presentarsi, ed il termine scade domani: dunque, se siete interessati, mettetevi in contatto con loro su www.doparie.it o su Facebook (aggiungete come amico "Doparie Dopoleprimarie"). Anche se magari si sostengono alti candidati: tanto loro le tessere per candidarsi già ce l'hanno, e sostenere una candidatura non obbliga certamente a votarla ... D'altronde, per come è iniziato 'sto congresso, avere un candidato con una proposta è già un evento. Quando poi a candidarsi è la proposta stessa ...

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Piano, casa
post pubblicato in Diario, il 21 luglio 2009


                                        

2000 euro. Nella migliore delle ipotesi, 5500 euro. Sono le cifre con il quale il Governo pensa di costruire una casa. Sembra assurdo, ma è quello che si avvince dagli annunci contenuti nel "piano casa" approvato oggi dopo il parere favorevole della Conferenza Stato-regioni e del Cipe. Dopo lo stralcio della discussa norma sugli "aumenti di cubatura" (che verrano discusse successivamente), infatti, sono rimasti solo 200 milioni di euro di stanziamenti (che in futuro dovrebbero diventare complessivamente 550 milioni) per realizzare 100mila alloggi in 5 anni, almeno stando agli annunci contenuti nel "piano".

Forse il Governo ha "confuso" il numero di alloggi con il numero di persone cui il "piano" darebbe un tetto (in ogni caso gli stanziamenti sarebbero insufficienti). Forse non si tratta di "case popolari", ma di case costruite da privati con un minimo incentivo statale (e, in tal caso, si tratterebbe di grandi affari per i privati, mentre i cittadini che ne "beneficeranno" pagheranno affitti per niente popolari, senza tra l'altro versarli allo Stato ma a privati). In ogni caso, però, il messaggio che è passato è questo: il Governo Berlusconi costruisce 100mila nuove case. E, come mi suggerisce il mio osservatorio berlusconiano domestico, è un messaggio molto, molto incisivo elettoralmente.

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Ambulanza di quartiere
post pubblicato in Diario, il 20 luglio 2009


                                           

Quasi sempre scrivo su questo blog di fatti e misfatti in maniera ben documentata. Quasi, perchè a volte invece utilizzo il blog "solo" per condividere delle "pensate" che mi vengono in mente, cercando di verificare tramite i vostri commenti se sono in effetti delle buone idee, o delle gran boiate come in effetti temo possano essere.

E' successo che oggi ho incrociato un ambulanza mentre guidavo. Riflettendo sul come a volte la vita possa dipendere dalla velocità di un ambulanza, ho pensato: ma se le ambulanze, invece di stazionare in Ospedale, stazionassero in "punti strategici" delle città? Insomma, giusto per fare un paragone: le volanti della polizia, almeno in teoria, girano per le strade e poi, alla chiamata radio della "Centrale", le volanti più vicine si recano al posto del misfatto (almeno così ci fanno vedere nei telefilm...). Ora, non pretendo che le Ambulanze girino in lungo e in largo, ma farle stazionare in diversi punti di una città anzichè in Ospedale constentirebbe, a parità di costi, una maggiore prontezza d'intervento. E in questi casi anche pochi secondi possono fare la differenza fra la vita e la morte.

Che ne dite?

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