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il blog di Francesco Zanfardino
Piace vincere facile? Berlusconi e il PPL
post pubblicato in Diario, il 18 novembre 2007


                       (Infophoto)
      
Oggi il Cavaliere ha escogitato l'ennesimo colpo di scena, di quelli grazie ai quali è il dominatore indiscusso della scena politica italiana da quindici anni. Ha fatto un vero e proprio Silvio-show a Milano, a conclusione della tre giorni di raccolta firme contro il governo Prodi. <<Abbiamo raccolto 7 milioni di firme contro Prodi: e la metà di queste non vengono da elettori del centrodestra. Oggi nasce un nuovo partito: il Partito del Popolo delle Libertà, in cui si scioglierà Forza Italia. Basta con i parrucconi della politica>>. Analizziamo un pò questo discorso.

"7 milioni di firme, di cui metà non da elettori del centrodestra". Bum. Come sia riuscito a capire se chi firmava era di CD o CS, non si sa. Forse Berlusconi voleva dire che "metà delle firme non vengono da elettori", poi gli è scappato "del centrodestra".

"Basta con i parrucconi della politica". Ha proprio ragione. Che si facciano avanti i giovani. Piccolo dettaglio: Silvio Berlusconi ha "soli" 72 anni.

"Nasce un nuovo partito: il Partito del Popolo delle Libertà". Che bello, finalmente il centrodestra segue la scia del rinnovamento del Partito Democratico. Anche qui un piccolo dettaglio: il PD è nato con un preciso programma politico, coinvolgendo i suoi elettori nel determinare le cariche politiche (potendo anche scegliere fra diversi candidati, e nuovi), dalla più bassa alla più alta, aprendosi ai sedicenni, garantendo la parità fra sessi, unendo forze politiche diverse e quindi riducendo la frammentazione. Il PPL, il "nuovo" partito di Berlusconi, ha coinvolto i suoi elettori su un'unico programma: mandare a casa Prodi (piace vincere facile? direbbe qualcuno). Nessuna proposta, tant'è vero che Berlusconi non ha nessuna intenzione di partecipare al dialogo sulle riforme (forse perchè non ha nessuna proposta da fare). Nessun coinvolgimento nello scegliere le cariche di partito: d'altronde, Forza Italia è probabilmente l'unico partito italiano in cui le cariche sono decise dall'alto, in cui gli iscritti non contano niente. Infine, il PPL non riduce la frammentazione: sia Udc che Lega e AN hanno rifiutato l'ingresso nella nuova formazione. Che, a questo punto, rischia di diventare la copia di Forza Italia, con lo stesso presidente, con la stessa forma organizzativa, con lo stesso verticismo. Alla faccia della novità.

E, intanto, i suoi alleati (?) Fini, Casini e perfino il fido Bossi lo criticano fortemente per il suo rifiuto a partecipare al dialogo sulle riforme. Si sono finalmente resi conto che con la strategia della spallata non si va da nessuna parte. E invece Berlusconi, dopo la figuraccia fatta in Finanziaria ("10 senatori passeranno con noi", non se ne è visto nemmeno uno), continua imperterrito nella sua non-politica. Forse Berlusconi con la demagogia riuscirà a fare meglio dei suoi alleati: ma il bene del Paese? Quello non fa voti.
Tutte le cifre su decreto fiscale e Finanziaria
post pubblicato in Diario, il 17 novembre 2007


                            

Come ormai saprete, la Finanziaria 2008 è stata approvata giovedì sera senza fiducia dall'aula del Senato con 161 sì e 157 no (157 a 156 senza i senatori a vita). Precedentemente era stato approvato anche il decreto fiscale collegato. Ma quali sono le misure contenute in questi dispositivi economici? Ecco tutte le cifre (fonte: ANSA-CENTIMETRI) (in milioni di euro).

Da notare che questa Finanziaria, diversamente dalla precedente, non ha aumentato le tasse (anzi, le ha leggermente diminuite di 3,2 mld di €): gli 11 miliardi di euro investiti sono stati coperti dalla riduzione dei costi (4,6 mld) e, soprattutto, dal maggiore gettito fiscale (6,6 mld), ottenuto soprattutto dalla lotta all'evasione.

DECRETO FISCALE COLLEGATO ALLA FINANZIARIA 2008
(totale stanziamenti 7.540 milioni di euro)

RIDUZIONI FISCALI 2.770
Bonus per famiglie più deboli 1.900
Vittime del dovere e del terrorismo 170
Sostegno per libri scolastici 150
Casa 550
INVESTIMENTI 2.860
Anticipo spese Ferrovie e Strade Statali 1.250
Infrastutture (Salerno-Reggio, metro Roma e Napoli, mobilità Milano, Moge Venezia, altro) 1.610
AIUTO COOPERAZIONE E SVILUPPO 910
ANTICIPO CONTRATTO PUBBLICO IMPIEGO 500
altro 500
TOTALE STANZIAMENTI 7.540

FINANZIARIA 2008
(interventi per 11.000 milioni di euro)

COPERTURA RISORSE                                                             11.000

MAGGIOR GETTITO FISCALE 6.350
RIDUZIONE SPESE 4.650
Riqualificazione spesa 3.720
Contenimento spesa enti previdenziali 400
Contenimento forme contrattuali flessibili nel pubblico impiego 150
altro 380

INTERVENTI

FISCO 3.200
Riduzione ICI e sgravi affitti 2.000
Proroga agevolazioni fiscali 1.000
Interventi per i non autosufficienti 200
PUBBLICO IMPIEGO (soprattuttoi scuola e forze di sicurezza) 1.850
PREVIDENZA 2.080
Protocollo e revisione dello "scalone" 1.200
Fondo per l'occupazione 800
Protocollo agricoltura e amianto 80
UNIVERSITA' 300
PROVVEDIMENTI GIA' DISCUSSI (sicurezza e immigrazione) 330
FONDI AI MINISTERI 1.240
ALTRO (Kyoto, spettacolo, 5 per Mille, servizio civile, tutela donne, altro) 2.000
TOTALE INVESTIMENTI 11.000
Primo sì alla moratoria sulla pena di morte
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2007


                            
 
Ieri è stata una giornata storica. La terza commissione dell'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato la moratoria delle esecuzioni capitali con 99 sì, 52 no e 33 astensioni. Un grande successo per la giustizia e per l'Italia, che ha presentato la moratoria e che si è battuta per far approvare questa risoluzione. Mai prima d'ora ci si era riusciti: tutti i tentativi precedenti erano falliti. Stavolta, invece, la giustizia è finalmente uscita vincitrice.

Certo, manca ancora il passo decisivo, e cioè l'approvazione dell'Assemblea Generale. Ma se queste sono le premesse, c'è da sperare bene.


"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestono e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio" (Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene)

E il Tapirone va a Berlusconi....
post pubblicato in Diario, il 15 novembre 2007


                                      

Finalmente la consegna del Tapirone. Alle undici meno un quarto arriva il voto finale sulla Finanziaria 2008: 161 sì, 157 no. Senza senatori a vita, 157 sì e 156 no. In pratica, dei 158 senatori che la maggioranza ha avuto dalle elezioni solo Turigliatto è andato contro, non votando. La maggioranza quindi ha retto anche "politicamente". Dunque, Berlusconi non ha scusanti: ha fatto una figuraccia e dovrà ammetterlo. Dei "14 senatori pronti a passare con la CdL" non se ne è visto nemmeno uno.

Da sottolineare, comunque, le dichiarazioni di voto dei senatori Dini e Bordon (che rappresentano anche D'Amico, Scalera e Manzione). Hanno, in parole povere, dichiarato che la maggioranza deve cambiare rotta, che non c'è più una maggioranza vera e propria, che valuteranno di volta in volta i provvedimenti del Governo. Non si può dichiarare la maggioranza non c'è più e poi votarla per "senso di responsabilità". Se davvero credono che ci sia di meglio a questa maggioranza, che la facciano cadere. Inoltre, una soluzione per loro ci sarebbe: dimettersi, così verrebbero sostituiti da altri senatori dell'Ulivo e non sarebbero più costretti a votare provvedimenti "inadeguati" e contemporaneamente non avrebbero responsabilità. Invece no: rimarranno lì in Senato, a prendere i soldi e a soddisfare la loro mania di protagonismo, "facenn a muin" solo per ottenere attenzione dal governo. Che bassezza politica.

P.S. Lasciatemi una piccola soddisfazione...ho indovinato il risultato finale (161 a 157) :-)
A chi andrà il Tapirone del 2007? Prodi o Berlusconi?
post pubblicato in Diario, il 14 novembre 2007


     

Purtroppo, la sfida sulla Finanziaria non si è conclusa. Mancavano solo 4 articoli da votare, ma l'attesa "resa dei conti" di mercoledì 14, tanto vagheggiata da Berlusconi, non ha avuto luogo. Infatti, il centrodestra ha scatenato un violento ostruzionismo, grazie al quale in 8 ore di seduta sono stati approvati solo due articoli (91 e 92). Mancano due articoli, quindi per domani il cammino della Finanziaria dovrebbe terminare. Dovrebbe: mai porre limiti all'ostruzionismo.

Certo oggi si è assistito ad uno spettacolo indecente. Per cosa poi? Per salvare Berlusconi dalla figuraccia del fallimento della spallata, costringendo il governo a porre la fiducia che aveva promesso di non mettere? Se è così, Prodi ha dichiarato che non ci sarà fiducia. Oppure la CdL cerca di guadagnare tempo, sperando di convincere qualche senatore? In ogni caso, il centrodestra ha dimostrato incoerenza. Non sono lontani i tempi in cui l'allora governo di centrodestra criticava il centrosinistra proprio su questo punto. Poi, una volta all'opposizione, fanno lo stesso.

Certo è che comunque dopodomani uno fra Prodi e Berlusconi dovrà andare a casa, alquanto "attapirato". A chi andrà il Tapiro d'oro? A Prodi, che illuso di avere una maggioranza mai così compatta, si vedrà tradito da qualche senatore, o a Berlusconi, che dei 14 senatori pronti a passare all'opposizione, non ne vedrà nemmeno uno? Ai senatori l'ardua sentenza.
Il punto sulla tenuta del Governo
post pubblicato in Diario, il 13 novembre 2007


                              

Domani sarà una giornata decisiva per il governo Prodi. Infatti, probabilmente mercoledì notte in Senato ci sarà il voto finale sulla Finanziaria 2008. E, come al solito, torna il "toto-spallata": d'altronde, è da qualche settimana che il centrodestra la invoca: Berlusconi dichiarò addirittura che una decina di senatori sarebbero passati con la CdL, e che comunque aveva già convito un senatore campano ex-Margherita.

Nel frattempo, però, la Finanziaria è approdata al Senato, e sugli innumerevoli emendamenti presentati sugli altrettanti articoli (95, una decina ancora da esaminare) la maggioranza è scivolata solo una volta (proprio oggi su un emendamento di AN). Quindi, la fiducia del centrodestra è venuta meno, tant'è vero che AN e UDC, in caso di approvazione della Finanziaria, chiederanno l'abbandono della strategia della "spallata" a Berlusconi. Che, intanto, dichiara ai giornalisti dubbiosi sull'esito della spallata "wait and see". Aspettate e vedrete. E noi aspettiamo: del resto le incognite sono tantissime.

La situazione è questa. Il Senato conta 322 senatori, di cui 7 senatori a vita (Colombo, Ciampi, Pininfarina, Scalfaro, Andreotti, Cossiga e la Montalcini) e 315 eletti. Di questi, le elezioni hanno assegnato 159 senatori all'Unione e 156 alla CdL: però il presidente del Senato Marini, dell'Unione, non partecipa alle votazioni e quindi i numeri sono 158 a 156 per l'Unione (queste cifre ci fanno capire come abbia avuto ragione Calderoli a definire la sua legge una "porcata"). Nel frattempo, il sen. De Gregorio è passato dal centrosinistra al centrodestra, il sen. Follini ha invece compiuto il passaggio inverso. Siamo quindi sempre 158 a 156 per l'Unione.

Dei 158 senatori dell'Unione, 8 sono gli "instabili": Turigliatto (ex Rifondazione), Rossi (ex Comunisti Italiani), Fisichella (ex Ulivo), Dini, Scalera e D'Amico (ex Ulivo, adesso Liberaldemocratici) e Bordon e Manzione (ex Ulivo, adesso Unione Democratica). Di questi, Turigliatto ha dichiarato il suo no, Rossi il suo non voto (e non astensione, che al Senato vale voto contrario), Bordon-Manzione il loro sì. Fisichella e i liberaldemocratici si esprimeranno alla fine (da tenere conto che oggi hanno votato contro il governo su quell'emendamento, tranne D'Amico). Dei 7 senatori a vita, invece, sicurì i sì di Colombo, Scalfaro, Montalcini e Andreotti, mentre Cossiga va verso il no (Ciampi e Pininfarina se verranno, voteranno sì).

In conclusione, la Finanziaria passerà quasi sicuramente. Ora, bisogna vedere se con una maggioranza "politica" (solo eletti) o "pannolona" (con i senatori a vita), anche se, non essendo un voto di fiducia, questo discorso non dovrebbe valere. Comunque, essendo i numeri iniziali 158 a 156 per l'Unione, basterebbero due "passaggi" o 3 astensioni (non-voti) per far venir meno la maggioranza "politica". Una mia previsione? Secondo me finirà 161 a 158 per l'Unione, con Turigliatto e Cossiga che votano con la CdL, mentre Ciampi e Pininfarina non si presentano (e quindi, considerando solo gli eletti, 157 a 157).
4 anni da Nassiriya: giusto ricordare, ma dare le medaglie...
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2007


                              

Oggi è il 12 Novembre 2007. Quattro anni fa, nella base Italiana di Nassiriya (Iraq), 28 persone (19 italiani, 9 iracheni) morirono durante un attentato terroristico. Fu una delle pagine più nere della storia militare italiane, dove tante vite innocenti furono spezzate dalla follia di quattro pazzi. Persone morte nell'esercizio delle loro funzioni: funzioni sbagliate o giuste, non importa.

Oggi si sono svolte le solite cerimonie di commemorazione. Solite frasi di circostanza da parte delle autorità. Ma una dei parenti delle vittime pone un questione importante: dare o no le medaglie al valor militare ai caduti di Nassiriya?.

Ora, qualcuno potrebbe dire sì, tanto una in più, una in meno che fa. Inutile dire che invece le medaglie hanno un significato ben preciso e non si possono dare a tutti (un pò come le lauree ad honorem, che giustamente il ministro Mussi vuole regolamentare, visto che sono state date a chiunque negli ultimi tempi). Ebbene, che senso ha dare le medaglie al valor militare ai caduti di Nassiriya? Quale impresa militare eroica hanno fatto? Se la risposta è che sono caduti nell'esercizio delle loro funzioni, allora sono vittime, non eroi.
 
Le medaglie vanno dati agli eroi. Non alle vittime. E, personalmente, penso che ne abbiano più diritto coloro che hanno il coraggio di denunciare la mafia che i caduti di Nassiriya. Quelli sì che sono veri eroi.

Basta violenze, sospendiamo le trasferte
post pubblicato in Diario, il 11 novembre 2007


                               

Oggi abbiamo assistito ad una delle pagine più brutte del calcio italiano. Un calcio che è infangato continuamente dalle azioni di gruppi di esagitati che hanno una visione distorta dello sport e del tifo: tifare non vuol dire aggredire gli altri che non tifano la tua squadra. Basta violenza, basta.

Non intendo entrare nel merito della faccenda del poliziotto: innanzitutto perchè non sono ancora chiare le circostanze, e poi perchè l'eventuale errore del poliziotto non cancella le violenze che sono avvenute oggi ad Arezzo, Bergamo e altre parti d'Italia. E che accadono ogni domenica da anni e anni. ADESSO BASTA.

Inutile sospendere i campionati per poi riaprirli una giornata dopo, senza risolvere i problemi. Adesso bisogna agire. Il problema principale sono le trasferte. Ora, o si sospendono del tutto, o si fanno trasferte organizzate, controllate dalla polizia. Ma con tutti i problemi che ci sono in Italia, adoperare così tanti poliziotti per questi problemi irrivelanti. Quindi, si devono sospendere le trasferte e ripristinarle solo quando ci saranno le condizioni per ripristinarle.

Solo così si possono evitare tragedie come quella di oggi. Che la morte di Gabriele Sandri serva a qualcosa.

La mia proposta sul sistema elettorale
post pubblicato in Diario, il 11 novembre 2007


                                     

Ormai da molti mesi si parla di legge elettorale. Più precisamente, da Aprile 2006, quando tutt'Italia si rese conto di come la legge "Porcellum" di Calderoli avesse creato uno stato di difficilissima governabilità. Da, allora, tutti si sono interessati alla questione, sbandierando chi il sistema tedesco, spagnolo o francese. Ben venga la discussione, ma prima o poi si deve agire: il Referendum (e forse non solo quello) incalza. Male Berlusconi, quindi, quando parla di elezioni anche senza cambiare la legge elettorale. Bene Fini e Casini, che oggi dichiarano la loro disponibilità a dialogare su un'eventuale proposta del Governo.
Intanto, anch'io mi sono cimentato. Eccovi una mia idea. Tenete conto della mia contrarietà al Referendum, che assegna il premio di maggioranza alla lista (e non alla coalizione), determinando di fatto la formazione di super-cartelli elettorali, partiti "unici" che si scioglierebbero dopo le elezioni. Inoltre, il Referendum non risolve un problema fondamentale: la possibilità che fra Camera e Senato si formino maggioranze diverse, poichè assegna il premio alla lista più votata alla Camera e quella più votata al Senato (e non è detto siano le stesse: si pensi alle ultime elezioni, dove l'Unione ha vinto alla Camera, ma non al Senato).

Ecco la proposta. E' un "proporzionale corretto", cioè con premio di maggioranza (alla coalizione) e sbarramenti (bassi), ripristino delle preferenze, diminuzione dei parlamentari, negazione del voto di fiducia ai senatori a vita, diminuzione dell'età minima per essere eletti alla Camera.




1 – Circoscrizioni
È prevista un’unica circoscrizione nazionale: le circoscrizioni preesistenti sono trasformate in “sub-circoscrizioni”, cui non sono assegnati seggi, ma servono unicamente a determinare la distribuzione locale dei seggi ottenuti da un partito a livello nazionale (v. punto 7). Possono essere previste anche altre circoscrizioni per la Val d’Aosta, il Trentino Alto Adige e l’estero.

2 – Numero di seggi
Sono stabiliti 400 seggi per la Camera e 200 per il Senato (numeri modificabili).
In aggiunta a questi (o eventualmente compresi in queste cifre), alcuni seggi possono essere dedicati a circoscrizioni diverse da quella nazionale, e in particolare: 1 alla Camera e 1 al Senato per la Val d’Aosta, 10 alla Camera e 5 al Senato per il Trentino Alto Adige, 10 alla Camera e 5 al Senato per l’estero (quindi si possono raggiungere massimo 421 seggi alla Camera e 211 al Senato).

3 – Candidature
Ci si può candidare alla Camera dai 18 ai 55 anni, al Senato dai 40 ai 75 anni. Non ci si può candidare in più sub-circoscrizioni.

4 – Partiti e coalizioni
I partiti si possono presentare in coalizioni. Sia le liste non collegate che le coalizioni indicano un candidato premier e non sono obbligate a presentarsi in tutte le sub-circoscrizioni.

5 – Scheda elettorale
All’elettore è presentata un’unica scheda. Per ogni riquadro sono presenti il simbolo della lista / coalizione, il suo candidato premier, i simboli degli eventuali partiti che la compongono. Ognuno di questi è affiancato da due spazi, uno per esprimere una preferenza alla Camera, l’altro per il Senato (le schede consegnate agli elettori sotto i 25 anni contengono solo lo spazio per la Camera).

6 – Distribuzione dei seggi a livello circoscrizionale
Per la Val d’Aosta i seggi sono assegnati uninominalmente, mentre per il Trentino Alto Adige e l’estero i seggi sono assegnati con il metodo proporzionale semplice.

Per la circoscrizione nazionale i seggi sono assegnati con il metodo proporzionale corretto da sbarramenti e premi di maggioranza
.
Gli sbarramenti sono del 10% per le coalizioni, 4% per le liste non collegate, 2% per le liste collegate.
Il premio di maggioranza scatta solo se almeno una lista / coalizione ottiene più del 45% dei voti. In questo caso, alla coalizione vincente sono assegnati 210 seggi alla Camera (aumentati di 6 ogni 1% in più al 45%) e 105 al Senato (aumentati di 3 ogni 1% in più al 45%).
I restanti seggi sono poi distribuiti con il metodo proporzionale semplice fra le forze politiche che hanno superato gli sbarramenti.

7 – Distribuzione a livello sub-circoscrizionale
Stabilito il numero di seggi assegnato ad ogni partito a livello circoscrizionale, questo numero è poi ripartito con il metodo proporzionale semplice fra le varie sub-circoscrizioni in cui il partito si è presentato.

8 – Scelta degli eletti
Una volta determinato a livello circoscrizionale (e nel caso della nazionale, a livello sub-circoscrizionale) il numero dei seggi attribuito ad un partito, gli eletti saranno scelti a seconda delle preferenze ottenute.
In caso di accettazione di incarico di governo, gli eletti perdono il seggio e saranno sostituiti dal successivo candidato nelle graduatoria di preferenza della sua sub-circoscrizione di elezione (la stessa procedura si utilizza ogniqualvolta un eletto rinunci al mandato parlamentare).

9 – Senatori a vita
I senatori a vita hanno gli stessi diritti dei senatori eletti, tranne che per il voto di fiducia: in questo caso potranno esprimere il loro voto, ma questo non sarà conteggiato ai fini della fiducia.

Considerazioni finali

1 – L’unificazione di tutte le circoscrizioni in una sola è dovuta all’esigenza di far coincidere il risultato nazionale con la rappresentazione in Parlamento. La loro conversione in sub-circoscrizioni garantisce comunque la rappresentatività locale.

2 – La riduzione del numero di seggi è indispensabile per adeguare il Paese al resto d’Europa e per ripristinare l’immagine della politica, tramite la riduzione dei suoi costi.

3 – Lo stabilire di precise “forchette” di età per l’eleggibilità a Camera e Senato serve a differenziare, almeno a livello di età, le due camere. Inoltre, l’abbassamento dell’età minima per l’eleggibilità alla Camera da 25 a 18 anni, e lo stabilire di limiti massimi di età per entrambe le camere, hanno l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale.

4 – L’indicazione preventiva delle alleanze e del candidato premier servono ad evitare che i governi non siano determinati dagli elettori, ma dagli eletti.

5 – L’utilizzo di una sola scheda e quindi l’abolizione del voto disgiunto fra Camera e Senato hanno lo scopo di evitare il formarsi di maggioranze diverse fra le due camere. La reintroduzione delle preferenze, inoltre, ripristina il rapporto diretto fra elettori ed eletti.

6 – L’utilizzo degli sbarramenti (3-4-10%) serve ad evitare di favorire la frammentazione politica, senza tuttavia essere troppo alti tanto da generare “cartelli elettorali”. La soglia minima del 45% per ottenere il premio di maggioranza serve invece ad evitare la sproporzione eccessiva fra maggioranza parlamentare e maggioranza effettiva; inoltre, la non eccessiva quantità di seggi assicurati dal premio garantisce, oltre che la governabilità, anche la possibilità dell’opposizione di esprimersi.

8 – La perdita del seggio per gli eletti che ricevono mandato di governo ha lo scopo di evitare l’accumulo di cariche.

9 – La non valutazione del voto dei senatori a vita ai fini della fiducia è giustificato dall’esigenza di evitare che i governi possano reggersi su di essi e non sugli eletti.

La mia proposta sulla legge elettorale
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2007


                                    

Ormai da molti mesi si parla di legge elettorale. Più precisamente, da Aprile 2006, quando tutt'Italia si rese conto di come la legge "Porcellum" di Calderoli avesse creato uno stato di difficilissima governabilità. Da, allora, tutti si sono interessati alla questione, sbandierando chi il sistema tedesco, spagnolo o francese. Ben venga la discussione, ma prima o poi si deve agire: il Referendum (e forse non solo quello) incalza. Male Berlusconi, quindi, quando parla di elezioni anche senza cambiare la legge elettorale. Bene Fini e Casini, che oggi dichiarano la loro disponibilità a dialogare su un'eventuale proposta del Governo.
Intanto, anch'io mi sono cimentato. Eccovi una mia idea. Tenete conto della mia contrarietà al Referendum, che assegna il premio di maggioranza alla lista (e non alla coalizione), determinando di fatto la formazione di super-cartelli elettorali, partiti "unici" che si scioglierebbero dopo le elezioni. Inoltre, il Referendum non risolve un problema fondamentale: la possibilità che fra Camera e Senato si formino maggioranze diverse, poichè assegna il premio alla lista più votata alla Camera e quella più votata al Senato (e non è detto siano le stesse: si pensi alle ultime elezioni, dove l'Unione ha vinto alla Camera, ma non al Senato).

Ecco la proposta. E' un "proporzionale corretto", cioè con premio di maggioranza (alla coalizione) e sbarramenti (bassi), ripristino delle preferenze, diminuzione dei parlamentari, negazione del voto di fiducia ai senatori a vita, diminuzione dell'età minima per essere eletti alla Camera.




1 – Circoscrizioni
È prevista un’unica circoscrizione nazionale: le circoscrizioni preesistenti sono trasformate in “sub-circoscrizioni”, cui non sono assegnati seggi, ma servono unicamente a determinare la distribuzione locale dei seggi ottenuti da un partito a livello nazionale (v. punto 7). Possono essere previste anche altre circoscrizioni per la Val d’Aosta, il Trentino Alto Adige e l’estero.

2 – Numero di seggi
Sono stabiliti 400 seggi per la Camera e 200 per il Senato (numeri modificabili).
In aggiunta a questi (o eventualmente compresi in queste cifre), alcuni seggi possono essere dedicati a circoscrizioni diverse da quella nazionale, e in particolare: 1 alla Camera e 1 al Senato per la Val d’Aosta, 10 alla Camera e 5 al Senato per il Trentino Alto Adige, 10 alla Camera e 5 al Senato per l’estero (quindi si possono raggiungere massimo 421 seggi alla Camera e 211 al Senato).

3 – Candidature
Ci si può candidare alla Camera dai 18 ai 55 anni, al Senato dai 40 ai 75 anni. Non ci si può candidare in più sub-circoscrizioni.

4 – Partiti e coalizioni
I partiti si possono presentare in coalizioni. Sia le liste non collegate che le coalizioni indicano un candidato premier e non sono obbligate a presentarsi in tutte le sub-circoscrizioni.

5 – Scheda elettorale
All’elettore è presentata un’unica scheda. Per ogni riquadro sono presenti il simbolo della lista / coalizione, il suo candidato premier, i simboli degli eventuali partiti che la compongono. Ognuno di questi è affiancato da due spazi, uno per esprimere una preferenza alla Camera, l’altro per il Senato (le schede consegnate agli elettori sotto i 25 anni contengono solo lo spazio per la Camera).

6 – Distribuzione dei seggi a livello circoscrizionale
Per la Val d’Aosta i seggi sono assegnati uninominalmente, mentre per il Trentino Alto Adige e l’estero i seggi sono assegnati con il metodo proporzionale semplice.

Per la circoscrizione nazionale i seggi sono assegnati con il metodo proporzionale corretto da sbarramenti e premi di maggioranza
.
Gli sbarramenti sono del 10% per le coalizioni, 4% per le liste non collegate, 2% per le liste collegate.
Il premio di maggioranza scatta solo se almeno una lista / coalizione ottiene più del 45% dei voti. In questo caso, alla coalizione vincente sono assegnati 210 seggi alla Camera (aumentati di 6 ogni 1% in più al 45%) e 105 al Senato (aumentati di 3 ogni 1% in più al 45%).
I restanti seggi sono poi distribuiti con il metodo proporzionale semplice fra le forze politiche che hanno superato gli sbarramenti.

7 – Distribuzione a livello sub-circoscrizionale
Stabilito il numero di seggi assegnato ad ogni partito a livello circoscrizionale, questo numero è poi ripartito con il metodo proporzionale semplice fra le varie sub-circoscrizioni in cui il partito si è presentato.

8 – Scelta degli eletti
Una volta determinato a livello circoscrizionale (e nel caso della nazionale, a livello sub-circoscrizionale) il numero dei seggi attribuito ad un partito, gli eletti saranno scelti a seconda delle preferenze ottenute.
In caso di accettazione di incarico di governo, gli eletti perdono il seggio e saranno sostituiti dal successivo candidato nelle graduatoria di preferenza della sua sub-circoscrizione di elezione (la stessa procedura si utilizza ogniqualvolta un eletto rinunci al mandato parlamentare).

9 – Senatori a vita
I senatori a vita hanno gli stessi diritti dei senatori eletti, tranne che per il voto di fiducia: in questo caso potranno esprimere il loro voto, ma questo non sarà conteggiato ai fini della fiducia.

Considerazioni finali

1 – L’unificazione di tutte le circoscrizioni in una sola è dovuta all’esigenza di far coincidere il risultato nazionale con la rappresentazione in Parlamento. La loro conversione in sub-circoscrizioni garantisce comunque la rappresentatività locale.

2 – La riduzione del numero di seggi è indispensabile per adeguare il Paese al resto d’Europa e per ripristinare l’immagine della politica, tramite la riduzione dei suoi costi.

3 – Lo stabilire di precise “forchette” di età per l’eleggibilità a Camera e Senato serve a differenziare, almeno a livello di età, le due camere. Inoltre, l’abbassamento dell’età minima per l’eleggibilità alla Camera da 25 a 18 anni, e lo stabilire di limiti massimi di età per entrambe le camere, hanno l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale.

4 – L’indicazione preventiva delle alleanze e del candidato premier servono ad evitare che i governi non siano determinati dagli elettori, ma dagli eletti.

5 – L’utilizzo di una sola scheda e quindi l’abolizione del voto disgiunto fra Camera e Senato hanno lo scopo di evitare il formarsi di maggioranze diverse fra le due camere. La reintroduzione delle preferenze, inoltre, ripristina il rapporto diretto fra elettori ed eletti.

6 – L’utilizzo degli sbarramenti (3-4-10%) serve ad evitare di favorire la frammentazione politica, senza tuttavia essere troppo alti tanto da generare “cartelli elettorali”. La soglia minima del 45% per ottenere il premio di maggioranza serve invece ad evitare la sproporzione eccessiva fra maggioranza parlamentare e maggioranza effettiva; inoltre, la non eccessiva quantità di seggi assicurati dal premio garantisce, oltre che la governabilità, anche la possibilità dell’opposizione di esprimersi.

8 – La perdita del seggio per gli eletti che ricevono mandato di governo ha lo scopo di evitare l’accumulo di cariche.

9 – La non valutazione del voto dei senatori a vita ai fini della fiducia è giustificato dall’esigenza di evitare che i governi possano reggersi su di essi e non sugli eletti.

Da Treviso per l'integrazione
post pubblicato in Diario, il 9 novembre 2007


                                   
                            
Treviso. Una terra nota per l'atteggiamento dei politici locali a dir poco indifferente ai problemi degli extracomunitari. Eppure proprio da Paderno di Ponzano Veneto (Treviso) viene un piccolo ma importante segnale di integrazione: don Aldo, parroco della locale chiesa di Santa Maria Assunta, ha aperto alcuni dei locali della chiesa ai musulmani. Infatti, il parroco era da tempo impegnato in progetti con le comunità straniere nella zona, e, visto che dopo una recente ristrutturazione la chiesa disponeva di nuovi locali, ha deciso di concedere questi locali prima ad una comunità protestante e, adesso, alla comunità musulmana. E' stato difficile fare accettare questa decisione ai cittadini: come ha dichiarato lo stesso don Aldo, "la gente teme che il diverso sia per forza anche pericoloso e spesso dimentica le parole di Giovanni Paolo II, "non abbiate paura". Dobbiamo sfondare il muro del pregiudizio".
Dalle corporazioni alle caste
post pubblicato in Diario, il 8 novembre 2007



                                  

Il 19 Novembre, più degli altri giorni, converrà stare bene in salute. Infatti, quel giorno i cittadini italiani che malauguratamente si dovessero recare in una farmacia si troveranno con una sorpresa alquanto sgradita: dovranno pagare tutti i farmaci, anche quelli pagati dal Servizio Sanitario Nazionale. Lo annuncia Federfarma, la Federazione dei titolari di farmacia, come protesta contro le liberalizzazioni del Decreto Bersani.

Ad essere preso di mira è in particolare il provvedimento che prevede la possibilità anche per i supermercati di vendere i farmaci "da banco", quelli cioè per i quali non c'è bisogno di prescrizione medica. E il motivo di tanta contrarietà è evidente: le farmacie hanno paura della concorrenza. Infatti, introducendo i farmaci da banco nei supermercati, aumenta la concorrenza e di conseguenza scendono i prezzi. Senza contare il fatto che più giovani entreranno nel mondo delle farmacie, riuscendo così ad aprire un varco in quel mondo di parentele che spesso si riscontra nella gestione delle farmacie.

Ma i farmacisti sono in buona compagnia. Anche per i benzinai c'è stato un provvedimento analogo. E analoghe proteste. Una volta le chiamavano corporazioni, oggi caste: la sostanza però non cambia.
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