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il blog di Francesco Zanfardino
Buone notizie dalla lotta alle mafie
post pubblicato in Diario, il 5 febbraio 2008


                 

La lotta alle mafie continua, dando speranza a chi nel Sud e non solo vuole liberarsi da questa "piovra". Certo, siamo lontanissimi da questa prospettiva, ma non è certo questa una buona motivazione per non guardare positivamente agli arresti dei boss.

Recentemente gli arresti "clamorosi" di Provenzano, poi quelli dei suoi discendenti (i Lo Piccolo). Oggi altre due buone notizie: nel Salernitano sono finiti in manette 23 persone in una retata anti-camorra. Praticamente, è stato cancellato il clan Fezza di Pagani (SA).
Inoltre, a Palermo sono stati sequestrati alla mafia beni per 309 milioni di euro.

Quest'ultima è forse la notizia più importante. Perchè è vero che l'arresto dei boss è comunque un duro colpo, ma morto un boss se ne fa un altro. Ma sottrarre i beni alla mafia significa colpirla nel profondo.
Povero Casini, e povera Italia
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2008


                              

In questi momenti il Presidente del Senato Marini è da Napolitano, probabilemente per rinunciare all'incarico. E' poco credibile, infatti, che Marini, dopo il "niet" di Berlusconi ad un governo di responsabilità nazionale, vada a cercare la fiducia delle Camere, magari trovando l'appoggio di questo o quel senatore. E, a questo punto, Napolitano sarà costretto a sciogliere le Camere e ad indicare la data delle elezioni: tenuto conto del fatto che devono passare 70 giorni dal decreto di scioglimento delle Camere, e del fatto che Napolitano farà almeno votare il rifinanziamento delle missioni militari, si dovrebbe andare ad elezioni Domenica 20 Aprile, o comunque intorno a questa data.

Intanto, cominciano già a delinearsi le alleanze, seppure con molte incognite. La grande incognita è il PD: che farà? Da quel che si sente dai media, si dovrebbe pensare che il PD andrà da solo. In realtà, approfondendo per bene le dichiarazioni, in realtà c'è una "piccola" sfumatura: ovvero, il PD presenterà un proprio programma, ma se qualcuno vorra condividerlo nella sua interezza, sarà bene accetto. Addirittura oggi il Vannino Chiti si è spinto oltre: "Per noi sarà decisivo il voto sul rifinanziamento delle missioni militari. Chi voterà contro, potrà già ritenersi fuori". Insomma, sembra proprio che si vada ad una spaccatura tra Sinistra Arcobaleno (RIfondazione, Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Democratica) e l'area-PD (PD, Socialisti, Radicali, Italia dei Valori - Di Pietro), che probabilmente si presentaranno in due liste unite, ma separate fra di loro. A meno di una molto poco credibile trasformazione della Sinistra da sinistra di piazza a una vera sinistra riformista.

E se a sinistra sparisce la frammentazione ma emerge la spaccatura, a destra scompaiono le spaccature, ma emerge la frammentazione. Infatti, la "Casa delle Libertà", dopo il "terremoto" dello scorso Novembre (fallimento della "spallata" sulla Finanziaria e creazione del PPL, con reciproci scambi di accuse e di "ectoplasmi" fra Casini, Fini e Berlusconi, con annesse dichiarazioni di "fine corsa" per la stessa CdL), si ricostruisce a tempi di record, con più "stanze" per tutti (è gia pronto il condono .... ). Infatti, nella futura coalizione in appoggio al penta-candidato premier Silvio Berlusconi si preparano numerose liste. Oltre alle ovvie, ovvero Forza Italia, UDC, Lega Nord ed Alleanza Nazionale, ci saranno: La Destra di Storace (che probabilmente raccoglierà tutte le forze di estrema destra, come la Mussolini, Romagnoli, Thilger), l'Udeur di Mastella, i Liberal-democratici di Dini, la DC di Rotondi, i Repubblicani, il Mov.per l'Autonomia, i Pensionati di Fattuzzo (più altri come i Liberali, il Nuovo PSI). Ovviamente, tutti questi partiti, tranne la Destra, si dovranno sistemare nelle liste dei partiti maggiori, o faranno una lista comune, o entrambe le cose. A meno che Berlusconi non segua il consiglio di Fini (sarebbe la prima volta) di rinunciare all'alleanza con i "cespugli", e di mandare finalmente a quel paese gente come Dini e Mastella.
Il tutto aggiunto al fatto che, chiunque vinca, con il Porcellum al Senato non avrà vita facile
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Che bella prospettiva per il futuro dell'Italia .....

P.S. Intanto, Giovanardi lascia definitivamente l'UDC, e con lui l'area "berlusconiana" del partito (verso Forza Italia o quel famoso "listone"?). La decisione viene dopo quella di Baccini e Tabacci, ovvero l'area "antiberlusconiana" dell'UDC, di lasciare la CdL per dare vita ad un centro autonomo, la Rosa Bianca. Insomma, il povero Pierferdy paga lo scotto di mille titubanze, di una politica del "siamo nella CdL, ma anche fuori" (scontentando entrambe le anime del partito: Giovanardi aveva il 15%, Baccini il 20%). Altro che Veltroni.
Diritto alla vita. E diritto alla morte
post pubblicato in Diario, il 3 febbraio 2008


                  

"La vita deve essere tutelata e servita sempre, ancora più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale". Lo ha dichiarato Benedetto XVI nell'occasione della Giornata della Vita, promossa dalla Cei.

Le parole del Papa, tuttavia, arrivano in coincidenza con la diffusione del documento degli ospedali di 4 atenei romani, nel quale si dichiara che "un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio e assistito adeguatamente". Insomma il neonatologo deve rianimarlo, "anche se la madre è contraria, perchè prevale l'interesse del neonato". "Tuttavia, se ci si rendesse conto dell'inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico".

Bene. Peccato che i cattedratici romani non pongano nessuna nuova questione: il codice deontologico, infatti, impone già ai medici di intervenire quando il neonato abortito è vitale. Quindi, un documento superfluo. Semmai, visti i progressi della medicina che permettono la sopravvivenza del feto anche prima dei 6 mesi previsti per l'aborto (in casi di malattie tipo sindrome di Down, negli altri casi il limite è di 3 mesi), si potrebbe abbassare il "tetto d'aborto" alla 22°settimana (ovvero 5 mesi), per evitare una vita d'inferno ai feti rianimati che dovessero sopravvivere . Ma questo assolutamente senza mettere in discussione i principi e la struttura della legge 194 sull'aborto
Papa Ratzinger ha dichiarato che "la misura della civiltà si vede dalla difesa della vita". Beh, si vede anche dal diritto all'autodeterminazione della donna. L'aborto è un diritto della donna, e non va toccato.

Ma l'appello del Papa, l'ennesimo, affronta anche un altro tema: quello della difesa della vita fino al suo "naturale tramonto". Ovvero, niente eutanasia. Quello della "dolce morte" è un tema alquanto controverso. Ma l'eutanasia non va assolutamente confuso con il "diritto al suicidio". Non si può concedere un simile diritto, quando il "suicidante" ha tutte le possibilità di vivere e soprattutto potrebbe non essere in possesso pieno delle proprie facoltà (nel senso che, superata la crisi, potrebbe pensare: meno male che non mi sono ucciso). Ma quando il "suicidante" è in pieno possesso delle proprie facoltà e non ha nessuna possibiità di tornare ad una vita dignitosa (o comunque una vita) e vive solo grazie alle macchine (e già questo farebbe pensare rispetto al "naturale tramonto"), perchè non dargli il diritto di togliersi la vita, se non può farlo?
Il riferimento, ovvio, è al caso Welby. Ecco, io non mi scandalizzerei se si desse il "diritto alla morte" alle persone nelle stesse condizioni di Welby.

La civiltà è anche riconoscere questi diritti.  

L'osteria
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2008


                

Approfitto di questa giornata non particolarmente fitta di notizie interessanti per tornare su un episodio di una decina di giorni fa che non ho molto approfondito. Ovvero ciò che è successo al Senato dopo che il presidente Marini ha annunciato ufficialmente la caduta di Prodi.
Il noto blogger Mario Adinolfi ha secondo me sintetizzato bene la questione: ciò che passerà alla storia non sarà certo la prima frase di Marini, ovvero quella della sfiducia, ma la seconda: "Senatori ... quella bottiglia là ... non siamo mica all'osteria!".

Ecco. In quel momento erano collegati milioni di Italiani, chi amareggiato, chi al settimo cielo. Ma se c'è una cosa che, credo, abbia accomunato tutti gli Italiani è il senso di disgusto per il comportamento di chi ci rappresenta, o perlomeno di una parte. Perchè è semplicemente disgustoso che in un aula di Parlamento si brindi alla faccia dell'avversario. Che si mangi la mortadella a mò di sfottò. Che si sputi in faccia ai propri colleghi. Che si dica ch...ca, fr...io, ch...ca sq....lida, pezzo di m....., eccetera ai propri colleghi. 
Per non parlare poi dei dibattiti politici, nei quali fin troppo spesso i politici si accavallano fra di loro, si urlano in faccia, senza il rispetto delle più comuni regole della convivenza civile. Per non parlare poi delle dirette parlamentari, nei quali si vedono aule che dire semi-vuote è un complimento, dove chi parla è applaudito solo dal compagno affianco, mentre gli altri sono indaffarati in tutt'altre vicende. Per non parlare di politici che festeggiano con cannoli l'esser stati condannati "solo" a cinque anni. Ma che decenza è questa?

Come possono i professori e i genitori educare alla civiltà e al senso dello Stato i propri figli, se poi questi ultimi guardano Senatori della Repubblica comportarsi peggio di bambini dell'asilo? E parlamentari senza il minimo rispetto per il proprio lavoro?

E poi si mandano le classi in "viaggio di istruzione" al Parlamento.........

P.S. Scusate se posso essere sembrato demagogico: tengo a precisare che ovviamente non tutti si comportano così. Per fortuna, nonostante tutto, ci sono ancora molti politici che ci credono in quel che fanno.
"Basta processi mediatici". Ok, ma tutti
post pubblicato in Diario, il 1 febbraio 2008


                     

Oggi Corrado Calabrò, garante per le telecomunicazioni, ha detto basta ai "processi mediatici"
. "In TV - ha dichiarato Calabrò - il processo, lo pseudo processo o la mimesi del processo non si possono fare. L'informazione deve essere equilibrata, obiettiva e deve garantire il contraddittorio senza anticipare giudizi su questioni ancora subjudice. Questo non vuol dire porre limiti alla libertà di informazione. Ma l'informazione non può diventare gogna mediatica nè spettacolarizzazione ispirata più all'amore per l'audience che all'amore per la verità".

Bene. Sottoscrivo. Anche se sarebbe bene che, per una buona volta, non si intervenisse solo quando sono in gioco i politici. Perchè le parole di Calabrò non sono casuali e non avvengono in un momento qualsiasi: esse si riferiscono, infatti, al programma "AnnoZero" di Santoro (sotto accusa sono tre puntate, quelle dedicate al caso "De Magistris", al caso "Berlusconi-Saccà" e al caso "riforma Gentiloni"). E vengono il giorno dopo della puntata, sempre di AnnoZero, dedicata a Cuffaro (che non era presente, anche se invitato, e comunque in presenza di alleati politici).
Ora, si può anche essere d'accordo sul fatto che quelli di Santoro siano "processi mediatici". Ma perchè ci si muove sempre quando si tocca la sensibilità dei politici, e mai quando sono in gioco le comuni persone? Perchè si permette ai telegiornali o a conduttori come Vespa e Mentana di "deliziarci" per almeno il 50% dei loro spazi con "caso Cogne", "caso Erba", "caso Meredith", eccetera? Non sono anche questi "processi mediatici"?

Certo che lo sono. Ma i comuni cittadini non sono presenti nel consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle COMunicazioni. Nell'AGCOM, invece, i politici ci sono, eccome.
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