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il blog di Francesco Zanfardino
"Com'è ridicolo Vittorio Feltri"
post pubblicato in Diario, il 18 aprile 2008


                       

Quando ho letto questa notizia mi sembrava davvero incredibile. Mai avrei pensato che il giornalismo (si fa per dire) si potesse abbassare a simili livelli.

Quella che vedete in allegato (cliccateci su per vedere meglio) non è una prima pagina ritoccata, è proprio quella vera di "Libero", il quotidiano libero e indipendente (seh.....) diretto da Vittorio Feltri. Nella foto sbattuta in prima pagina c'è un uomo, un accompagnatore di Miuccia Prada, definita da Feltri "icona chic dei progressisti", che sale su un aereo salendo sulle spalle della sua guardia del corpo. Secondo Feltri, "la fotografia vale più di qualsiasi saggio (politologico e sociologico) spiegando perfettamente cosa sia la Sinistra e perchè ha perso le elezioni". Nemmeno una mente delirante poteva associare le due cose. Inoltre, Feltri parlava di quel "poveraccio, un essere umano ridotto peggio che in schiavitù e usato come cosa dove mettere i piedi da una persona incurante dell'umiliazione che gli infligge". E così via.

Arriva la smentita di Patrizio Bertelli, patron di Prada, che parla di uno "scherzo tra vecchi amici". Cosa confermata da una lettera di precisazione degli stessi protagonisti del "misfatto", compreso il "poveraccio": "era un gioco tra uomini che scherzavano vantandosi della rispettiva forma fisica, tanto da mettersi l'uno, a fare le flessioni proprio ai piedi della scaletta e l'altro, ad appoggiargli il piede sulla schiena". D'altronde, si vede chiaro dalla foto che il "poveraccio" era in "assetto da flessione".

Voi direte: Feltri si sarà sicuramente scusato. E invece no. "Personalmente, non ho nulla da scusarmi con Miuccia Prada".

No, Feltri, non ha nulla da scusarsi. D'altronde, inventarsi una balla clamorosa, infangare delle persone chiamandole "disumane" e "nuovi negrieri", mettere in relazione queste cose con la sinistra e con una sconfitta alle elezioni, non sono cose di cui scusarsi.

Di fronte a questo scempio del giornalismo, viene da chiedersi se non ha ragione Beppe Grillo a volere elimanare il finanziamento pubblico ai giornali. Pensare che noi paghiamo più di 5 milioni di euro all'anno per finanziare questo giornale ridicolo.
Il Papa si dimentica (per ora) della pena di morte
post pubblicato in Diario, il 17 aprile 2008


                       

Papa Benedetto XVI è negli USA da due giorni
. Ha incontrato Bush alla Casa Bianca, poi vari incontri e visite. E ha parlato di molti argomenti.

In particolare, papa Ratzinger ha posto l'accento sullo scandalo dei "preti-pedofili", che ha sconvolto l'opinione pubblica americana. Il Papa ha rafforzato l'autocritica e promette una linea dura: "I pedofili saranno completamente esclusi dal sacerdozio. Ci vergognamo profondamente e faremo tutto il possibile affinchè questo non si ripeta in futuro". Ma non solo: il Papa ha ricordato le "ingiustizie" commesse dai colonizzatori nei confronti dei nativi americani e poi nella tratta degli schiavi. Inoltre, il Papa ha parlato di "crollo dei valori" nella società americana, poichè molti fedeli compiono scelte di vita contrarie ai precetti della fede.

Infine, nello Studio Ovale Bush e Ratzinger hanno parlato di "difesa della vita" e "tutela dei diritti umani". Eppure, nell'anno della moratoria dell'ONU sulle esecuzioni capitali, e a poche ore dalla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato legittimo l'uso dell'iniezione letale (riaprendo la strada alla ripresa delle esecuzioni, ferme da Settembre), non una parola è venuta dal Pontefice sul tema della pena di morte.

E' una grave dimenticanza. Speriamo che il Papa se ne ricordi prima di tornarsene in Vaticano.

Parlamento rosa pallido
post pubblicato in Diario, il 16 aprile 2008


                      

Ieri avevo parlato di un Parlamento "quasi normale", riguardo alla presenza di pochi partiti e maggioranze solide. Ovviamente siamo ancora lontani dall'affrontare altri problemi, come il numero eccessivo di parlamentari. E la presenza femminile in Parlamento.

Le elezioni del 2008 hanno infatti riservato un leggero miglioramento, facendo guadagnare 17 posizioni nella graduatoria mondiale per presenza di donne in Parlamento. Ma siamo ancora al 50° posto, con circa il 20% di donne parlamentari. Un rosa pallido, dunque. Ma ecco la "classifica" dei partiti riguardo a presenza femminile:

Partito Democratico (28% Camera, 33% Senato)
Popolo della Libertà (19% Camera, 8% Senato)
Lega Nord (16% Camera)
Italia dei Valori (10% Camera)

C'è da dire che, se proprio la legge elettorale doveva prevedere le liste bloccate, poteva perlomeno prevedere le "quote rosa". E' vero anche però che non ci dovrebbe essere l'obbligo, e che i partiti dovrebbero spontaneamente aumentare la presenza femminile. Diamine, almeno un terzo! Può essere mai che solo un partito (il Partito Democratico) faccia ciò?
Un Parlamento davvero nuovo, quasi normale
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2008


                          

Il voto di ieri e l'altro ieri ci ha consegnato un nuovo Parlamento. Che si avvicina alla "normalità", ovvero ci avvicina agli altri Paesi europei. La coalizione di Berlusconi ha ottenuto infatti una solida maggioranza sia alla Camera (346 seggi su 612)  che al Senato (174 seggi su 322). Inoltre, in Parlamento ci saranno solo 6 partiti: PDL, Lega, MpA, Pd, Idv, Udc (più le varie sigle autonomiste). Infine, una tendenza al bipartitismo, con i due principali partiti intorno al 35% (PdL 37.4%, Pd 33,2%). Infine, una riduzione della estreme di ispirazione ideologica. Ma analizziamo bene i dati.

Innanzitutto, si nota uno "spostamento a destra" dell'elettorato. Complessivamente, l'area di centrodestra raggiunge il 55%, rispetto al 45% del centrosinistra. Spostamento dovuto principalmente al flop della Sinistra Arcobaleno e al grande successo della Lega.

La Sinistra Arcobaleno ha infatti ottenuto un misero 3,1%. Dalle prime analisi dei flussi, ma anche da semplici ragionamenti, si comprende come il 10% ereditato dal 2006 dalle forze costituenti la SA è andato per circa un terzo a Pd-Idv per la logica del "voto utile", un terzo è andato perduto nell'astensionismo e nel passaggio diretto alla Lega Nord (notevole il successo di quest'ultima a B.Arstizio), mentre il rimanente terzo ha votato Bertinotti. Le ragioni del tracollo della SA sono probabilmente dovute alla delusione delle forte aspettative con le quali era stato caricato quell'elettorato nel 2006, deluse dal Governo Prodi (alla faccia del tanto paventato spostamento a sinistra di quel governo). E da una classe dirigente vecchia e chiusa nelle proprie ideologie, cieca di fronte alle reali necessità del proprio elettorato, che infatti ha deciso di dimettersi in massa.

Anche il Partito Socialista è crollato. Risultato prevedibile, e segno del fallimento del soggetto unitario del PS. Boselli si è dimesso, e d'altronde era sua la scelta del suicidio, ovvero di non accettare l'accordo con il PD.

Il Partito Democratico si è affermato al 33,2%. Un risultato non catastrofico, si pensava ad un 34-35%. E comunque migliore dell'Ulivo nel 2006, soprattutto al Senato. C'è da sottolineare che comunque non ha "sfondato", non ha preso nell'elettorato l'idea dell'andare "soli", dell'innovazione nelle liste, eccetera. Insomma, benino ma poteva andare meglio.

L'Italia dei Valori può ritenersi contenta. Non vince Veltroni, ma raddoppia il suo consenso, arrivando al 4,4%. Probabile effetto del paladino dell'anti-politica "impegnata", ovvero Di Pietro.

L'Unione di Centro può ritenersi soddisfatta. Ha tenuto (5,6%) di fronte al terremoto di queste elezioni, ottenendo una trentina di deputati e qualche senatore.

Il Popolo delle Libertà è il primo partito (insomma, partito in divenire) con il 37,4%. Non un enorme successo, a dire la verità, in quanto conferma la somma FI-AN del 2006.

La Lega Nord è la vera vincente di queste elezioni. Ha più che raddoppiato i consensi rispetto al 2006 (e allora si presentò anche assieme all'MPA), raggiungendo percentuali superiori al 20% in Lombardia e Veneto. Probabile effetto della campagna leghista contro i "capri espiatori" immigrati.

Il Movimento per l'Autonomia ottiene un discreto risultato, ovvero l'1,1%. Ovviamente concentrato in Sicilia, dove ottiene gli unici senatori, grazie all'effetto Lombardo e al recupero dei voti UDC.

La Destra è andata discretamente, ottenendo il risultato che tutti si aspettavano, ovvero il 2,4%. Non male, ma non vanno in Parlamento.

Tra gli altri, discreti risultati delle liste ultra-comuniste (PCL 0,6% SC 0,5%) e flop della lista antiabortista di Ferrara (0,4%).

Un nuovo Parlamento, dunque. Che secondo alcuni studi dovrebbe consentire circa 26 milioni di euro di risparmi, grazie alla riduzione dei gruppi parlamentari. Dovremmo ringraziare qualcuno....
Intanto ci sono in numeri per una stagione riformista. Berlusconi non avrà scuse.
Vince bene Berlusconi, benissimo la Lega, malissimo la Sinistra
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2008


                     

Scrivo un post se volete "inutile", perchè tutti quanti sapete i risultati. Silvio Berlusconi sarà per la terza volta alla guida del Paese, e, a scanso di soprese, per 5 anni, visto la vittoria forte alla Camera e buona al Senato (c'è ancora qualche incertezza su Liguria, Lazio, Sardegna e Abruzzo, ma comunque ben al di sopra dei 160 senatori). Circa l'8% il vantaggio su PD-IdV.

Le soprese principali provengono dal grandissimo successo della Lega Nord, che ha raggiunto più dell'8% (il doppio del 2006), ed è andata ben oltre il 20% in Lombardia e Veneto. Malissimo invece la Sinistra Arcobaleno, che incredibilmente non avrà rappresentanza al Senato, ma soprattutto alla Camera: ha ottenuto infatti meno del 4%.

Rinvio le analisi nel dettaglio a domani, con dati definitivi.

P.S. Comunque, una bella notizia è la tenuta dell'elettorato: circa l'80% di partecipazione, con meno di 4% di astensione rispetto al 2006. Certo, non è poco il tasso di astensionismo: ma certamente si tratta della sconfitta della forte voglia di astensionismo provocato dall'effetto Casta-Grillo.
Previsioni FrankMedia Polls
post pubblicato in Diario, il 13 aprile 2008


                   

Oggi è l'Election Day. In attesa dei dati veri, che arriveranno probabilmente anche questa volta dopo una giornata di passione, nessuno si può esimere dal fare la propria previsione. Ebbene, ecco le previsioni di FrankMedia Polls (ovvero io ...):

Berlusconi = 41-45%
    PdL = 36-38%
    Lega = 4-6%
    Mpa = 0-2%
Veltroni = 39-43%
   PD = 36-38%
   IdV = 3-5%
Bertinotti = 6-8%
Casini = 5-7%
Santanchè = 1-3%
altri = 0-2%

Sui seggi al Senato:

Berlusconi = 152-160
Veltroni = 147-155
Bertinotti = 3-8
Casini = 0-3
Santanchè = 0-2
Pallaro = 0-1

Come avete visto, ho usato delle "forchette", ma se volete calcolate il valore medio.

Verificheremo poi i risultati ...... buon voto!
Perchè votare
post pubblicato in Diario, il 12 aprile 2008


                           

Ecco la mia "lettera" al popolo degli astenuti-scheda bianca-scheda nulla.

Caro astensionista,
ti scrivo a proposito del voto del 13 e 14 Aprile. Sappi innanzitutto che comprendo il tuo stato d'animo. La qualità della politica italiana, complessivamente, non è granchè. Ma chiunque si voti, l'importante e andare a votare. Tu mi risponderai: no, mi sono stancato, i politici sono tutti uguali, i partiti sono tutti uguali, la politica è una Casta, non ci sono le preferenze, eccetera eccetera. Analizziamo uno ad uno questi problemi.
Innanzitutto, non è vero che i politici sono tutti uguali. Dicendo così stai mettendo sullo stesso piano Bertinotti e la Santanchè, Di Pietro e Berlusconi, Veltroni e Calderoli, Casini e Boselli, la Bonino e Giovanardi, eccetera eccetera. E non è vero nemmeno che i partiti sono tutti uguali. Esistono differenze sia nei programmi (tra chi vuole il Ponte sullo Stretto e chi no, tra chi vuole ridurre le aliquote massime e chi quelle minime, tra chi vuole il matrimonio gay e chi i Cus e chi niente, tra chi vuole l'abolizione dell'aborto e chi no, tra chi vuole investire sul nucleare e chi no, tra chi vuole le liberalizzazioni e chi no, eccetera eccetera) sia nelle azioni di governo passate sia nel modo di comportarsi in questa campagna elettorale. Dunque, a seconda delle tue opinioni, ci deve per forza essere il "migliore" o comunque, come direbbe Montanelli, il "meno peggio".
Poi, la politica non è (interamente) una Casta. C'è chi lotta per la riduzione dei privilegi e chi no. C'è chi fa seriamente e con passione il proprio lavoro e chi no. Ma anche se la politica fosse tutta una Casta, cosa pensi se ne freghi della tua astensione? Assolutamente niente. Anzi, ne sarebbe contenta, perchè si è levata un possibile fastidio da torno. Invece, tu con il tuo voto puoi contribuire a premiare le persone di cui sopra. E comunque, nel peggiore dei casi, il "meno peggio".
Infine, anche se non ci sono le preferenze (e su questo in buona parte condivido la tua amarezza), dovremmo forse per questo privarci anche del diritto di scegliere il partito e il candidato premier?
Spero di averti convinto. Come ricorda la Costituzione, votare è un diritto e un dovere civico. Un diritto-dovere che tanti si sono battuti e morti per ottenerlo. Un diritto-dovere che in molti Paesi non esiste, e sono quei Paesi in cui si vive peggio.
Ti lascio con un passo di una famosa canzone di Giorgio Gaber:

Libertà non è star sopra un albero,
non è neanche non avere un'opinione,
la libertà non è avere uno spazio libero,
LIBERTA' E' PARTECIPAZIONE.

                                                                             Sentitamente tuo, Frank17Afragola
Perchè votare Partito Democratico, ovvero il coraggio di un'Italia libera
post pubblicato in Diario, il 11 aprile 2008


                          

Concludo la mia serie di analisi sui motivi che, secondo me, dovrebbero spingere a votare o no determinati partiti. Dopo Sinistra Arcobaleno (e con essa i partiti cosiddetti "minori"), Unione di Centro e Popolo delle Libertà, oggi è il turno del Partito Democratico (intendendo anche IdV).

Siccome ho più volte spiegato come secondo me votare è un diritto e soprattutto un volere, e siccome ho espresso un giudizio negativo sul voto agli altri partiti, capirete facilmente che la mia opinione sul voto al PD è positiva. I motivi sono vari, ma cominciamo da uno: ovvero la caratteristica del PD di essere un "partito di sintesi": ovvero, non la semplice coesistenza di due atteggiamenti diversi, ma la loro sintesi. Ad esempio non un partito che tenta (inesorabilmente fallendo) di fare solo gli interessi dei lavoratori (Sinistra Arcobaleno) o degli imprenditori (come spesso fa il PdL), ma un partito che fa coincidere l'interesse comune, che è quello della reciproca crescita. Ad esempio non un partito che faccia solo gli interessi di determinate aree geografiche ed attacca l'unità nazionale (Leghe varie), ma un partito che veda nella crescita di tutto il Paese, unitaria e senza divisioni, l'interesse comune di tutti. Ad esempio non un partito che abbia visioni ideologiche marcate ed antiquate (come tuttò ciò che non è Pd e in parte PdL), ma che sintetizzi le parti migliori (quelle riformiste) di queste "aggiornandole al futuro".

Ma le parole che megliono definiscono il motivo per cui secondo me si dovrebbe votare PD sono innovazione e coraggio. Due parole strettamente collegate, perchè per innovare ci vuole coraggio. E attenzione che l'innovazione non è solo nel programma (altrimenti non ne avrei parlato, perchè, come ho detto in questi post, non è possibile verificare adesso la loro realizzazione), ma nelle cose già fatte in questa campagna elettorale. Innanzitutto nelle candidature: il PD non ha ricandidato 134 parlamentari eletti solo due anni fa, ha candidato il 42% di donne (e le 52 uscenti saranno sostuite da 100-130, a seconda del risultato elettorale), ha candidato il 30% di under-40 alla Camera (quattro di loro capilista) e le "new-entry" saranno da 125 a 248 (a seconda del risultato elettorale). Inoltre, zero condannati ed indagati per i reati cosidetti gravi. E ci vuole coraggio per queste scelte, perchè si rinuncia a pacchetti di voto importanti: come il caso di De Mita in Campania (poi passato all'UDC) e i vari indagati in Calabria. Mentre, dalle altre parti, si candidano gente come Cuffaro (condannato in primo grado per favoreggiamento semplice alla mafia) e Dell'Utri (condannato definitivamente per associazione mafiosa). E si candidano solo il 20% di donne (PdL), pochi giovani e new-entry.

Ma soprattutto l'innovazione e il coraggio si è visto con la rottura del vecchio sistema di alleanze. E' stato il PD, fin da prima della caduta del governo Prodi, a rompere con la logica del mettere insieme tutti, dal primo all'ultimo partitino. E per questo si è preso le critiche dei suoi alleati, e lo scetticismo degli altri. E invece il PD l'ha fatto: non ci sono più le varie sinistre estreme, i verdi, i socialisti, l'Udeur, Bordoniani e Diniani, microformazioni varie. Solo l'alleanza con l'Italia dei Valori, il più fedele tra i partiti del governo Prodi, e l'inglobamento dei Radicali. Ed insieme formeranno un solo gruppo parlamentare, che finalmente renderà il PD libero "da" ricatti e libero "di" fare. Non più lunghi e affollati vertici di maggioranza, non più ministri in piazza, ma moltà più stabilità e possibilità di fare. Che poi si faccia o meno, questo nessuno lo può assicurare: ma almeno in partenza il PD è l'unica forza politica credibile, mentre prima già in partenza si sapeva che CdL e Unione non erano in grado di attuare quella politica riformista di cui l'Italia ha disperato bisogno. Anche perchè dall'altra parte, anche se con il tentativo in parte riuscito di migliorare, non si è fatto granchè: se da un lato si è abbandonati La Destra storaciana, dall'altro però si è rinunciato ai moderati di Casini, permanendo invece l'alleanza con le Leghe (la cui dannosità evidente ho spiegato nel post di ieri) e mettendo in piedi a due mesi dall'elezioni un cartello elettorale (come ho spiegato sempre ieri), ovvero il PdL. E non ci sarà da quelle parti un unico gruppo parlamentare.

E infine un'ultima cosa, che può sembrare particolare e non generale, ma che ben rende il "coraggio" del PD. Ovvero il continuo richiamo alla lotta a tutte le mafie, con la sfida aperta e continuamente ripetuta ai mafiosi a "scegliere chi si vuole, ma non il PD" e il riferimento continuo, anche nel programma, all'anti-mafia (ed anti-racket). Qualcuno dirà: e vabbè, fanno presto a parlare, poi in realtà fanno gli accordi sottobanco. Ok, ma se è così facile dire le cose che dice il PD, perchè gli altri non fanno lo stesso? Perchè ci hanno messo giorni e giorni, prima di balbettare qualcosa anche loro?

P.S. Ripeto la solita avvertenza. Questo non è un blog di propaganda. Non vedrete mai slogan politici, banner politici, link politici, eccetera, eccetera. Con questi post cerco solo di sottolineare gli aspetti fondanti dei vari partiti che li rendono, sempre secondo il mio modestissimo parere, poco adatti o no a guidare l'Italia. Aspetti che abbiamo potuto già verificare in questa campagna elettorale (per questo non parlo granchè dei programmi, perchè non possiamo verificare adesso la loro futura realizzazione).
Perchè non votare Popolo delle Libertà, ovvero il partito populista delle Leghe
post pubblicato in Diario, il 10 aprile 2008


                     

Proseguo la mia analisi sui motivi che dovrebbero spingere a votare o no a votare determinati partiti. Dopo Sinistra Arcobaleno ed Unione di Centro, oggi è il turno del Popolo delle Libertà (intendendo anche Lega Nord e Mpa) che candida Silvio Berlusconi a premier.

Anche qui è un giudizio negativo. E attenzione: non parlerò delle battute di Berlusconi, delle leggi ad personam, delle finanze del governo Berlusconi, eccetera. Ma, come sempre, parlerò degli aspetti fondanti della coalizione di centrodestra. Innanzitutto, il populismo: intendendo con questo un atteggiamento propagandistico, teso a demonizzare l'avversario e a santificare se stessi. E quando non si santifica, si dà la colpa a qualcos'altro: i comunisti, i brogli, i magistrati, le istituzioni, gli immigrati, i francesi di Air France ........... fino al povero Casini, a cui addossa tutte le colpe delle poche cose che, a suo parere, non sono state fatte bene dal suo Governo.

Poi, la mancanza di pensiero liberale, per quanto si vantino di essere liberali.
Lo dimostra la vicenda Alitalia che, sempre per il populismo di cui sopra, è stata sfruttata dal centrodestra a fini propagandistici, attaccando AirFrance e gridando all'italianità e alla salvezza di Alitalia, senza proporre però alcuna alternativa (e nel frattempo ci sono 3 milioni di euro al giorno di perdite): alla faccia dei liberali attenti alle leggi del mercato. Ma quale schieramento liberale si sarebbe comportato così nel resto del mondo?
Lo dimostra il ritorno al protezionismo e ai dazi prospettato da Tremonti, che Berlusconi ha annunciato sarà il prossimo Ministro dell'Economia. Bel pensiero liberale, devo dire.
Lo dimostra la vicinanza agli interessi corporativi, con la candidatura dei protagonisti degli scioperi dei taxi e dei TIR contro le tentate liberalizzazioni di Bersani. A proposito, i cinque anni del governo "liberale" del centrodestra non hanno visto nessuna liberalizzazione, nemmeno tentata.
Lo dimostra la facilità a fare condoni fiscali, che vanno contro le più elementari norme di "equità del mercato", favorendo coloro che evadono.

Infine, un altro aspetto su cui mi voglio soffermare è la litigiosità della coalizione e la divisione in Leghe. Dopo due anni di governo Prodi, caratterizzato e limitato dall'estrema litigiosità e inconciliabità della sua coalizione, e dopo cinque anni di governo Berlusconi, che, nonostante le maggioranze bulgare sia alla Camera che al Senato, ha avuto una crisi di governo, 23 ministri dimissionari e 99 volte in cui l'esecutivo è andato sotto, gli Italiani si aspettano più stabilità e più omogeneità dal futuro Governo, un Governo che, prima ancora di farle le cose che dice, deve essere in grado di farle. Soprattutto quando la svolta del Partito Democratico ha messo il PDL in condizione di non perderci niente nel cambiare il suo schieramento.
E invece, Berlusconi ha messo insieme a tre mesi dal voto un partito, o meglio un partito-coalizione, in cui ha sistemato tutti i protagonisti del 2006: Fini, Rotondi, Giovanardi, la Mussolini, i Pensionati, eccetera. Con l'aggiunta di nuovi venuti, come Dini e De Gregorio. E se questi formeranno un solo gruppo parlamentare, al di fuori del gruppo ci saranno comunque la Lega Nord di Bossi e quella Sud di Lombardo. Solo Storace e Casini sono stati esclusi. Ma volete mettere questo ambaradan con la scelta del PD di rinunciare alle sinistre rosse (le varie), ai Verdi, ai Socialisti, a Mastella? Un PD nato da un lungo processo di aggregazione, e non per la necessità di rispondere alla novità degli altri, a poche settimane dal voto.
E a proposito di Bossi e Lombardo, la coalizione di centrodestra si caratterizza per essere la "coalizione delle Leghe". Leghe irrispettose dell'Italia: lo dimostrano le innumerevoli frasi e azioni contro il Sud, contro l'Italia, contro il Tricolore. Lo dimostra la mancata risposta di Berlusconi (o meglio, lo ha dichiarato "irricevibile") al "patto per l'Italia repubblicana" proposto da Veltroni, in cui si chiedevano quattro cose ovvie in qualunque Paese, ma evidentemente non per il centrodestra (la difesa dell'unità nazionale, il rifiuto di ogni forma di violenza attuata o predicata, la fedeltà ai principi della prima parte della Costituzione, il riconoscimento e rispetto della nostra storia, del tricolore e dell'inno). Leghe che ostacolerebbero l'azione di governo, in quanto detentrici di un potere di ricatto da sfruttare per i propri interessi particolaristici e localistici, frenando l'azione riformista che, di centrodestra o di centrosinistra, deve essere l'attributo fondamentale di un qualsiasi governo.

P.S. Ripeto la solita avvertenza. Questo non è un blog di propaganda. Non vedrete mai slogan politici, banner politici, link politici, eccetera, eccetera. Con questi post cerco solo di sottolineare gli aspetti fondanti dei vari partiti che li rendono, sempre secondo il mio modestissimo parere, poco adatti o no a guidare l'Italia. Aspetti che abbiamo potuto già verificare in questa campagna elettorale (per questo non parlo granchè dei programmi, perchè non possiamo verificare adesso la loro futura realizzazione).
Perchè non votare Unione di Centro
post pubblicato in Diario, il 9 aprile 2008


                          

Proseguo la mia analisi sui motivi che, secondo me, dovrebbero spingere o no a votare determinati partiti politici. Oggi è il turno dell'Unione di Centro, che candida a premier Pierferdinando Casini.

Rispetto alla Sinistra Arcobaleno, mi è un po più difficile trovare argomenti. Forse perchè in questa campagna elettorale l'UDC non si è granchè distinta, se non per gli attacchi al "Veltrusconi" e al vittimismo sugli spazi TV (cosa comune a tutti i partiti cosiddetti "minori"). Comunque, è possibile cogliere alcuni aspetti fondanti, e il principale è l'attaccamento ai valori cristiani, più volte richiamato da Casini. Tuttavia, questo attaccamento finisce per riportare le lancette del tempo indietro di qualche secolo. Chiarisco: i valori cristiani sono sempre attuali. Il problema è quando questi valori diventano gli unici valori possibili, discrimando gli altri: insomma, un attacco alla laicità dello Stato. Da condannare non è solo il "laicismo anticlericale" di determinati partiti, ma anche, appunto, il "clericalismo". Un partito che su temi come il riconoscimento delle coppie conviventi, il testamento biologico, la ricerca scientifica, l'aborto, non è disponibile (di fatto) al dialogo, ritenendo le proprie idee incontestabili, è un partito poco adatto a governare un Paese dove il dialogo fra le varie parti è indispensabile. Basta con clericalismi e anticlericalismi: in generale, ma soprattutto sulle questioni etiche, rimanere arroccati nelle proprie ideologie è da Medioevo.

Poi una piccola questione "tecnica" e in realtà da applicare anche agli altri partiti. Ma ancora di più all'UDC: ovvero la questione del clientelismo. Proprio in un momento in cui da più parti si sta facendo qualcosa per allontanarsi da questo cancro della politica e della società, mi sarei aspettato più serietà da un partito che fa della serietà la sua bandiera. Penso al Senato, dove praticamente le uniche due regioni dove l'UDC ha buone possibilità di superare il quorum sono Sicilia e Campania: e questo grazie a Cuffaro e De Mita. Il primo, recentemente condannato in primo grado a 5 anni per favoreggiamento semplice alla mafia, e gestore di una potente rete clientelare in grado di raggiungere da solo il quorum; il secondo, altrettanto simbolo del clientelismo che domina in Campania (un pò in tutte le forze politiche, come in Sicilia), da 11 legislature in Parlamento, e che ha aderito all'UDC a 1-2 mesi dal voto. Insomma, avrei preferito che si fossero prese le distanze da simili esponenti. Sia chiaro: il clientelismo è dappertutto. Ma, nel momento in cui il PD ha deciso di rinunciare a De Mita, forse forse era meglio lasciarlo a piedi.

P.S. Ripeto la solita avvertenza: questo non è un blog di propaganda: non vedrete mai qui slogan politici, banner politici, link politici ecc.ecc. Cerco solo di analizzare quelli che, secondo il mio modestissimo parere, sono gli aspetti fondanti che rendono i vari partiti adatti o no a guidare il Paese.
Perchè non votare Sinistra Arcobaleno, ovvero il partito del no
post pubblicato in Diario, il 8 aprile 2008


                        

Oggi comincio una serie di interventi in cui spiegherò quali, secondo me, sono le ragioni che dovrebbero spingere a non votare determinati partiti e a votare altri. Parlerò in particolare dei quattro partiti maggiori, ovvero PDL, PD, SA ed UDC (considerando IDV e Leghe parti integranti di PD e PDL), mentre per motivi di tempo non parlerò dei partiti cosiddetti "minori".  Comunque, per questi ultimi consiglio di non votare, poichè hanno programmi ed idee troppo "particolaristiche" e specifiche, in alcuni casi anche estremistiche: in entrambi i casi, poco adatte a guidare un Paese. Esulano in parte da questo ragionamento il Partito Socialista, che però al di là delle battaglie laiche (a volte laiciste), dell'attacco al "Veltrusconi" e del vittimismo sugli spazi TV, ben poco offre. E La Destra, che avrei voluto trattare separatamente, ma come ho detto non potrò: comunque, troppo estremista e troppo tesa ad orientare lo scontento popolare addosso agli immigrati, con la logica del "prima gli Italiani" (andrebbe approfondito questo punto, ma comunque lo giudico negativo perchè illude che così si risolvano i problemi degli Italiani; inoltre, non tiene conto dell'indispensabilità dell'immigrazione all'economia nazionale e dell'uguaglianza tra un italiano onesto e uno straniero onesto e fra un italiano disonesto e uno straniero disonesto: quindi, punire i clandestini e i criminali, come avviene per gli Italiani, senza comunque spalancare le porte dell'Italia, ma regolando i flussi).

Iniziamo con "La Sinistra - L'Arcobaleno". Secondo me non si dovrebbe votare Sinistra Arcobaleno non tanto per posizioni estremistiche, se per questo intendiamo il punto di vista ideologico, più proprie di Sinistra Critica, PCL e Alternativa Comunista. Ma per la sua essenza di "partito del No": no-Tav, no-inceneritore, no-rigassificatore, no-discarica, no-Vat, no no no ..... Dire di no a tutto, senza proporre alternative realmente concrete, è la migliore espressione del conservatorismo che la Sinistra dovrebbe tanto osteggiare. L'esempio migliore è la crisi dei rifiuti in Campania: per anni i partiti della Sinistra Arcobaleno (specialmente loro, ma purtroppo non solo quelli a livello "locale") hanno osteggiato discariche e termovalorizzatori, secondo il principio del "non nel mio giardino". Proponendo una sola alternativa: la raccolta differenziata. Bene, io sono un paladino della differenziata: ma sono anche un cittadino campano, ed è da folli pensare che si possa risolvere una simile crisi solo con la differenziata, in mancanza di un sistema di raccolta adeguato (e soprattutto: una volta differenziata, la "monnezza" deve pur andare da qualche parte, no? Infatti, anche dove la differenziata è ai massimi livelli ci sono discariche e termovalorizzatori).
Non capire che è meglio mettere i rifiuti nelle discariche e bruciarli negli inceneritori, anzichè lasciarli in mezzo alla strada e bruciarli lì, è proprio il banale esempio che fa capire la mentalità della Sinistra Arcobaleno e la sua poco adeguatezza a guidare il Paese.
E poi un'altra cosa: un partito che pensa a difendere solo gli interessi dei lavoratori, senza comprendere che se non si fanno anche quelli degli imprenditori (quelli onesti, e sono la maggioranza) va tutto a rotoli, perchè senza imprenditori non esisterebbero operai (e viceversa), è davvero adatto a guidare l'Italia? A me affermazioni come "tra l'operaio e l'imprenditore c'è ne è uno di troppo" sembrano da Ottocento. A voi?

P.S. Per quelli che non visitano spesso il mio blog, sottolineo che questo non è un blog di propaganda. Non vedrete mai slogan politici, banner politici, link politici, eccetera eccetera. Con questi post cerco solo di sottolineare gli aspetti fondanti dei vari partiti che li rendono, sempre secondo il mio modestissimo parere, poco adatti a guidare l'Italia. Senza andare granchè nel merito dei programmi (perchè non si può garantire il loro realizzamento), ma analizzando le possibilità che determinate visioni (aspetti fondanti, appunto) possano governare un Paese.
Povero Gesù ...
post pubblicato in Diario, il 7 aprile 2008


                          

Povero Gesù ... anche lui sfruttato a fini propagandistici
. Di solito ci si contende l'eredità dei grandi politici del passato (Berlinguer, Moro, De Gasperi, Almirante). Ma alla fine anche il Nazareno è finito nel tritacarne della campagna elettorale.

Ha cominciato, suscitando gran scalpore, il Partito Socialista di Enrico Boselli. Sì, proprio il Partito Socialista tanto avversato dalla Chiesa per le sue battaglie laiche (o meglio laiciste). Un video basato sulla concezione di Gesù come "primo socialista della storia". Ovviamente subito sono scoppiate le polemiche politiche, con le accuse degli ambienti cattolici e dell'UDC di Casini contro Boselli. Anche se, riflettendoci, l'interpretazione del PS non è proprio un abominio...

Oggi, invece, è il turno di Silvio Berlusconi. Con una delle sue solite "battute", si paragona a Gesù: "Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verità. Andate, predicate e convertite le genti. Mi hanno già detto che certe volte penso di essere Gesù e gli vado dietro...". Tra l'altro, questo dopo aver sostenuto anche la benedizione del Papa alla sua candidatura: "Il Papa tornerà a Settembre e quando verrà vorra dire che tornerò anch'io, ci faremo benedire per averci ridato la Sardegna e l'Italia..." (fonti: diretta Repubblica.it, minuti 19:32 e 19:45).

A questo punto, mi aspetto solo che la Santanchè si definisca Madonna, Veltroni invece San (di) Pietro .... 
E Mastella ....... vi lascio immaginare........

P.S. Adesso ho capito perchè si usa una "croce" per votare.....
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