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il blog di Francesco Zanfardino
'A sceneggiata
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2009


                                                         

Oggi nella Camera dei Deputati si è assistiti a qualcosa di incredibile che sfocia miseramente nel ridicolo. Si discuteva, tra le altre cose, alla mozione di sfiducia contro il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, presentata dai parlamentari del centrodestra.

Innanzitutto, c'è da dire che la mozione è totalmente infondata dal punto di vista giuridico. Di fatti, i relatori della mozione l'hanno motivata con motivi di "ordine pubblico", richiamando un precedente del 1993 in cui un ente locale fu sciolto per questo motivo. Ma certamente i motivi specificati della mozione, ovvero malagestione dei rifiuti, termovalorizzatore, persino la mancata organizzazione dell'America's Cup (!) non rientrano in questa categoria. L'hanno provato a far capire in tutti i modi i deputati del Partito Democratico, e tant'è vero che alla fine il rappresentante del Governo ha dovuto esprimere parere contrario alla mozione proposta dalla sua maggioranza, dovo varie tribolazioni in cui si è passati da pareri negativi a pareri positivi a pareri semi-negativi, cercando di sostituire parole nella mozione con parole di significato uguale, tanto che il Presidente della Camera di turno ha candidamente ammesso di "non capirci più niente". Nonostante ciò, i presentatori della mozione non l'hanno ritirata, causando le proteste di PD e IDV, che hanno poi abbandonato l'Aula, mentre i parlamentari del centrodestra hanno votato a favore, e dunque contro il loro Governo.

E così, probabilmente per la prima volta della storia della Repubblica, un Parlamento approva una mozione di sfiducia contro un amministratore locale eletto dai cittadini non per questioni "ordine pubblico", non per questioni di indagini o coinvolgimenti giudiziari, ma per un giudizio soggettivo ed opinabile sull'operato amministrativo dello stesso. Un precedente pericoloso, il tutto per sfruttare, con un atto di arroganza, l'onda mediatica delle indagini sul Comune di Napoli (inchiesta "global service"). Un atto di arroganza, tra l'altro, che viene da pulpiti ben poco qualificati: basti pensare che il primo firmatario della mozione, l'on. Amedeo Laboccetta (PDL), è indagato proprio nell'inchiesta Global Service, assieme al suo collega di partito on.Italo Bocchino, i quali sono stati i "protagonisti" del PDL nella discussione della mozione. A tal proposito, una parentesi va dedicata anche all'altra mozione, quella presentata dall'Italia dei Valori, sempre contro la Iervolino (il partito di Di Pietro anch'esso ha marciato sui problemi giudiziari del comune di Napoli, ritirandosi dalle giunte del Comune di Napoli e della Regione Campania e chiedendone il ritorno alle urne), il cui relatore era Nello Formisano, esponente campano dell'IDV anch'esso coinvolto nell'inchiesta, anche se non ufficialmente indagato.

Che dire ... verrebbe da dire "da che pulpito viene la predica". E se è lecito in Italia assistere, mò ci vuole, a sceneggiate napoletane di questo tipo.

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Per salvare le banche sfrattano le famiglie
post pubblicato in Diario, il 3 febbraio 2009


                                                              

Una notizia che ha dell'incredibile. E che stupisce che a doverla rivelare sia il Codacons, e non una qualsiasi delle forze dell'opposizione (anche coloro che si vantano di fare "opposizione dura" ... ma de che!). Nel decreto "anticrisi" (sì, quello da 5 miliardi contro i 30-40 stanziati mediamente dagli altri paesi europei), all'art.32 comma 7, infatti, Tremonti ha inserito una norma che comporta l'abbassamento della soglia minima di morosità del mutuo per lo sfratto da 8.000 a 5.000 euro. Ovvero se una famiglia in difficoltà con il mutuo salta qualche rata ed arriva ad una morosità di 5000 euro, la banca potrà pignoragli la casa. Prima invece bisognava arrivare ad 8.000 euro.

Ci hanno raccontato che salvare le banche non costa nulla, che sono sbagliati i ragionamenti del tipo "salvano le banche, che salvassero prima le famiglie". Bè, sarà, ma questa è palesemente una norma per far recuperare liquidità alle banche sulle spalle delle povere famiglie italiane.

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Solidarietà a Rita Bernardini
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2009


                                                                

Oggi, leggendo su Repubblica.it la notizia delle centinaia di insulti, oscenità e minacce rivolte all'onorevole Rita Bernardini, una dei parlamentari radicali eletti nelle file del Partito Democratico, mi sono vergognato. Mi sono vergognato che tanti miei connazionali potessero sfogare in questo modo orribile la propria rabbia, in maniera razzistica e sessista. Perchè poi? Perchè la Bernarardini ha "osato" fare visita ai 4 rumeni arrestati per lo stupro di Guidonia e che avevano denunciato percosse parte delle autorità.

D'accordo, il gesto poteva sembrare inopportuno. Ma i Radicali si sono sempre contraddistinti come accaniti difensori dei diritti civili, e hanno sempre sostenuto battaglie per i diritti dei carcerati. Battaglie difficilissime e coraggiosissime, perchè non è mai facile, specialmente in Italia e in questa Italia, dire "nessuno tocchi Caino". Perchè appena lo si dice, appena si prova a sostenere che anche i criminali colpevoli delle più efferate atrocità hanno dei diritti, innanzitutto quello ad esser trattati (pur nella pena) con dignità, si viene accusati di essere dalla parte dei criminali contro le vittime. Ma quando mai! Ma come si può ragionevolmente pensare che la giusta rabbia nei confronti di chi ha brutalmente stuprato quella povera donna, deve farci godere dei maltrattamenti altrui? Ma come si può ragionevolmente pensare di mettere da parte i diritti dei carcerati, pensando cose del tipo "quelle bestie dovevano essere trattate pure peggio", come ha detto Maurizio Battista in "Effetto Sabato" su Rai Uno, la principale rete TV pubblica, applaudito dal pubblico e sostenuto dalla conduttrice? Caro Battista, "In Italia, non esiste ancora una legge che sancisca che gli arrestati debbano essere presi ripetutamente a calci e a pugni qualsiasi delitto abbiano commesso. Chi ritiene, invece, che una legge così debba essere approvata, deve avere l'onestà di proporla. Io, da radicale, ho sempre pensato che uno Stato non si deve porre allo stesso livello dei criminali che deve combattere" (risposta della Bernardini ad una delle poche mail "civili" che ha ricevuto).Ma cosa vogliamo insegnare ai nostri bambini? Ma dove sono finiti i nostri valori, la nostra centenaria tradizione di civiltà? Noi, inventori dell'abolizione della pena di morte, ridotti ad un popolo di aspiranti torturatori e gognatori ... un popolo che lincia, che mette alla gogna, e tra l'altro solo quando si tratta di stranieri che violentano italiane, perchè quando invece vengono violentate le straniere, oppure quando i violentatori sono italiani, nessuno si strappa le vesti, nessuno organizza linciaggi, nessuno se ne strafotte ... quasi fosse che "noi Italiani possiamo stuprarci le nostre donne", gli altri no ... ma che fine ha fatto la nostra coscienza? Perchè i linciatori di Guidonia non hanno linciato quei quattro deficienti loro quasi-conterranei che hanno bruciato il marocchino che non c'entrava niente? Perchè ci sentiamo incazzati solo quando ci toccano "a noi", come se le sofferenze altrui non contassero?

Insomma, come possiamo sentirci migliori di quei criminali di Guidonia se godiamo (anche se non lo si ammette) quando picchiano "gli altri"? Come possiamo sentirci migliori di loro se diciamo "Fai veramente schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti scopa nessuno troia del cazzo, ti auguro pure che ti venga un tumore al cervello (se possibile visto che materia grigia non ne hai molta), e che te ne vada quanto prima tra atroci sofferenze, pregheremo tutti perchè tu muoia. Crepa puttana di merda" a chi semplicemente denunciava una possibile tortura, senza ovviamente condividere la loro violenta atrocità?

Solidarietà a Rita Bernardini. E a tutti coloro che, specialmente se politici, assistendo alla deriva razzistica e/o ghigliottinistica dell'opinione pubblica, ha il coraggio di assumere decisioni tremendamente impopolari ma ispirati dalle più elementari norme di democrazia e convivenza civile. Certamente 100mila volte meglio di chi promette sicurezza e poi si trova di fronte una situazione ingestibile, 100mila volte meglio delle false indignazioni e delle solidarietà vuote, 100mila volte meglio di chi non prende un accidente di decisione per salvare la vita e la dignità delle nostre donne ma poi va in TV a prendere i consensi con le parole e la propaganda.

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E allora, 'sto inceneritore?
post pubblicato in Diario, il 1 febbraio 2009


                                                      

L'inceneritore (o termovalorizzatore? fate voi) di Acerra è un tormentone ormai da tanti anni, che ha visto polemiche accese, contrarietà bipartisan, proteste fuoriose, inchieste giudiziarie e stop imposti dalla magistratura. E così questa opera che da sola avrebbe, se non evitato, molto ridotto i problemi connessi all'emergenza rifiuti in Campania, visto che dovrebbe smaltire circa 2mila tonnellate al giorno (la produzione giornaliera in Campania si aggira intorno alle 7mila tonnellate quotidiane), non ha ancora visto la luce dopo anni dalla sua prima ideazione.

Ma poi è arrivato "San Silvio Santo Subito", e ha messo tutti in riga. Basta con le proteste, basta con le ideologie vetuste del "no" ad ogni costo, basta con l'immobilismo: viva il decisionismo! Il sito di costruzione del termovalorizzatore è diventato persino "sito di interesse strategico nazionale", protetto/occupato da militari. E tutti a festeggiare l'annuncio della futura apertura dell'inceneritore: entro Gennaio 2009. Oddio, la data non è una novità, dato che anche il precedente commissario De Gennaro l'aveva indicata  ... dunque nessuna "svolta decisionista" nelle date ... vabbè accontentiamoci!

E le cose sono cambiate ... pensate che addirittura a Dicembre si parlava di inaugurazione entro il 23 Dicembre! Vabbè, evidentemente erano solo indiscrezioni giornalistiche molto ottimistiche. Berlusconi aveva detto a Gennaio, no? Infatti, ecco la conferma da parte dello stesso Berlusconi (13 Gennaio): "Andrò a giorni ad inuagurare il termovalorizzatore di Acerra".  E così abbiamo tutti atteso con fiducia la nuova mirabolante impresa del premier "Santo Subito" ... prima abbiamo atteso il 23 Gennaio, data che veniva data ormai per certa per l'inaugurazione. E invece niente. Vabbè, sarà successo qualche problemuccio con l'organizzazione della cerimonia. E così abbiamo atteso di nuovo, fiduciosi ...

Ma poi è venuto oggi, 1 Febbraio. Gennaio è finito, e il termovalorizzatore ancora non vede luceE così scopriamo le gelide parole di Bertolaso: "L'inaugurazione si farà a Marzo ... non vogliamo fare inaugurazioni finte, la faremo quando inizieremo a bruciare spazzatura". Peccato che ci avevate promesso di bruciare i primi rifiuti già a Gennaio, nella prima linea del termovalorizzatore. E pensare che non avrebbe dovuto comportare grandi difficoltà completare in 8 mesi il 10% dell'impianto ... soprattutto con la "svolta decisionista"!

E vabbè, attendiamo Marzo. Tanto, mese più mese meno, che cambia ... ma perlomeno non ci vengano a parlare di "svolte decisioniste", o non ci facciano annunci inutili (come gli "a giorni" di Berlusconi) sul termovalorizzatore di Acerra così come per tutte le altre questioni connesse all'emergenza rifiuti che ripeto immutate nel post di metà mese ormai da Novembre, e che spero di non dover ripetere anche il 15 Febbraio. Ad majora ...

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