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il blog di Francesco Zanfardino
Garantismo a corrente alternata
post pubblicato in Diario, il 7 marzo 2009


                                                 

La vicenda dello "stupro della Caffarella", con i due romeni arrestati ma poi scagionati dal DNA, insegna che bisogna sempre essere attenti quando si punta il dito contro qualcuno, e aspettare il giusto processo. Anche quando sembra il colpevole più ovvio. E dovrebbe insegnare a certi giornalisti che prima di scrivere titoloni del tipo "Ecco le belve romene", dando per certo ciò che certo non è, bisognerebbe riflettere. Specialmente quando si tratta di casi così mediatici, che possono rovinare la reputazione delle persone.

Ma la cosa che mi fà più indignare è che gli stessi giornalisti che titolano in maniera così pesante su questi casi, e gli stessi politici che chiedono ai magistrati di essere meno "perdonisti" (come detto dalla Carfagna oggi), spesso sono gli stessi giornalisti e gli stessi politici che fanno i "garantisti" quando nel mirino della magistratura sono i politici. E che gridano al "giustizialismo", alle "toghe rosse" quando qualche magistrato indaga su qualche politico, o quando qualche altro politico o cittadino denuncia la leggi fatte per salvare qualche politico ... per non parlare dello stracciamento di vesti quando qualche politico viene mandato agli arresti domiciliari, per non parlare degli incarceramenti (rarissimi)!

Politici e privati cittadini sono la stessa cosa. Siamo tutti uguali dinanzi alla legge, anche se qualcuno sembra esserselo dimenticato. Si può essere garantisti, si può essere giustizialisti, così come si possono essere tutte le posizioni intermedie fra questi due estremi: ma non si può essere garantisti per pochi, e giustizialisti per molti. A meno di non perdere la faccia e la coerenza, ma in questo Paese evidentemente l'incoerenza premia.

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Super-Marchionne
post pubblicato in Diario, il 6 marzo 2009


                                                  

Di dinamiche industriali capisco poco, dunque perdonate se magari scriverò delle boiate. Però la cosa mi sembra talmente assurda ed evidente che difficilmente mi sarò sbagliato.

Mi riferisco alla Fiat, e alle sue "strategie". Come saprete, la Fiat, come tutte le case automoblistiche di questo mondo, è in grave crisi di vendite. Causa la crisi, le auto non si vendono più, e così rischiano di chiudere diversi stabilimenti (se non le case automobilistiche stesse). Anche la Fiat pensa di chiudere degli stabilimenti, in particolare quello di Pomigliano, in provincia di Napoli, dove una settimana fa un'intera città si è mobilitata per gridare la necessità di salvare quello stabilimento, che è la principale fonte di lavoro in Campania e dà lavoro, direttamente e indirettamente, a migliaia di lavoratori, in una terra dove l'alternativa è putroppo rappresentata dalla malavita. La motivazione della chiusura? A Pomigliano si producono auto non coperte dagli incentivi governativi e che dunque non si venderanno più. Evidentemente soldi per riconvertire lo stabilimento non ce ne sono, oppure uno stabilimento del genere non rientrerebbe nelle strategie dell'azienda.

Tuttavia, contemporaneamente la Fiat si è arrischiata in una impresa quasi senza precedenti: sbarcare nel mercato americano, rilevando di fatto, tramite alleanza, le redini della terza compagnia statunitense, la Chrysler. Tant'è vero che oggi Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, si è recato in America alla task force messa in campo dal Governo USA per salvare il settore.

La domanda è: ma se 'sta Fiat è tanto in crisi da non poter salvare Pomigliano, come può coerentemente salvare una compagnia come la Chrysler? Due sono le cose: o Marchionne vuole fare un salto nel buio, mandando a gambe all'aria l'azienda più importante d'Italia (con tutte le conseguenze economiche), oppure se ne strafrega di 5-6mila lavoratori per vivere il "sogno americano". In entrambi i casi ... a prenderlo in quel posto è sempre la povera gente.

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"Chi vota Berlusconi è ignorante"
post pubblicato in Diario, il 5 marzo 2009


                                                   

Causa fretta e assenza di vere notizie interessanti per il blog, oggi post "quiz-soft". Provate ad indovinare chi ha pronunciato questa frase, orgogliosamente: "Il movimento di Berlusconi è nato con un appello rivolto al popolo, ma al popolo non colto. La sinistra ha il monopolio della cultura in Italia". Ecco le opzioni:
- un comunista;
- uno snob che si sente "superiore intelettualmente";
- uno del PD che non ha capito niente e continuerà a perdere per i prossimi 10 anni;
- uno dei consiglieri di Berlusconi.

La risposta? Qui.

Questi comunisti ... si infiltrano proprio dappertutto.

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Contro la crisi, digitalizziamo gli archivi
post pubblicato in Diario, il 4 marzo 2009


                                           

In questo periodo pullulano le ricette anti-crisi. Spesso, però, queste proposte sono campate in aria, oppure sono generiche, oppure sono ovvie, oppure sono senza copertura, oppure fanno il gioco delle tre carte ... Nessuno, però, fa le proposte che servirebbero davvero: proposte "a impatto zero", che non costino nulla (immmediatamente o nel medio termine), che non tocchino risorse destinate ad altro, che creino posti di lavoro, che taglino gli sprechi ed aumentino l'efficienza, e che magari aiutino l'ambiente.

In questo blog ne ho proposte varie. Oggi vi propongo un'idea che mi è venuta in mente guardando la montagna di scartoffie che riempiva un'intera stanza di un ufficio a Napoli. E se digitalizzassimo tutti gli archivi degli uffici pubblici italiani, di qualunque tipo? Non è un'idea peregrina: si tratterebbe di assumere un bel po' di disoccupati, affidargli uno scanner e una stanza d'archivio, e fargli digitalizzare tutte le scartoffie. Dopodichè gli archivi vengono svuotati, e venduti dallo Stato, che così recupera, con guadagno, i soldi spesi per le assunzioni e gli scanner. Inoltre, la digitalizzazione li renderebbe anche più facilmente consultabili e senza rischi di smarrimento. Ovviamente andrebbero prese tutte le accortenze del caso, tutte le misure di sicurezza possibili, e comunque andrebbero conservate le copie cartacee dei documenti davvero importanti. Ma sarebbe un'ottima idea per creare posti di lavoro e semplificare la vita amministrativa, tra l'altro guadagnandoci economicamente. Che ne dite?

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La parità dei furbi
post pubblicato in Diario, il 3 marzo 2009


                                                    

Bene, alla fine il Governo è uscito allo scoperto. Quando Brunetta per la prima volta annunciò l'intenzione di innalzare l'età pensionabile delle donne a 65 anni, equiparandola a quella maschile, nella maggioranza si cercò di smorzare l'annuncio, di nasconderlo, addirittura smentirlo. Poi a mano a mano le voci sono diventate sempre più forti. Ed oggi l'annuncio definitivo. Secondo il progetto del Governo, l'età pensionabile delle donne verrà gradualmente innalzata dai 60 anni attuali ai 65 del 2018. La motivazione? Semplice: ce lo impone l'Unione Europea. Infatti, secondo la UE, la situazione attuale sarebbe una discriminazione nei confronti dell'uomini.

Giusto. E' una discriminazione, e va sanata. Ma, allora, tutte le discriminazioni vanno sanate ... non solo quelle che fanno comodo. Perchè, come ha dichiarato la stessa Avvocatura dello Stato difendendosi alla UE, in Italia esiste una profonda discriminazione lavorativa nei confronti delle donne, e dunque esiste l'età pensionabile più bassa come parziale compensazione. E allora, caro Brunetta e caro Governo: rispettate la sentenza della UE, ma ogni singolo euro che guadagnerete dall'operazione spendiatelo per sanare le altre discriminazioni, quelle ai danni delle donne. Costruite più asili nido, impedite che le donne possano venire licenziate per una gravidanza, favorite (magari temporaneamente tramite "quote" obbligatorie") la parità di accesso delle donne agli incarichi importanti, ecc. ecc. ecc. E che non un solo euro venga speso per altro. Altrimenti, non abbiate la faccia tosta di parlare di parità ...

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Soluzione geniale
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2009


                                                   

Qualcuno, guardando i dati di Repubblica.it sulla scuola elementare, che mettono in evidenza come a causa dei tagli della Gelmini che quel 90% di famiglie Italiane che ha scelto il modulo a 30 ore (quello attualmente adoperato, salvo eccezioni, ovvero le 40 ore del "tempo pieno) non potrà essere soddisfatto, per mancanza di fondi e insegnanti (e quindi dovranno adeguarsi quasi tutti ai moduli a 27 o, più probabilmente, a 24 ore), si è preoccupato del fatto che molte famiglie di lavoratori avrebbero avuto difficoltà con l'accompagnare e/o venire a prendere i loro figli da scuola (oltre a tutte le conseguenze di tale situazione sull'offerta formativa e sulla pedagogia).

Ma quei saputelli di Repubblica non hanno capito un'acca: la strategia del Governo è coerente e chiara. Nessun problema: basta lasciar diventare disoccupati milioni di Italiani ... magari da precari, così non avranno nemmeno gli ammortizzatori sociali (o i sussidi proposti da Franceschini, che Berlusconi ha rifiutato di adottare, visto che evidentemente in tempi di crisi qualche sacrificio sui propri privilegi proprio non si può fare) così avranno tutto il tempo e i modi per accudire i figli! Semplice, no?

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Sangue buttato
post pubblicato in Diario, il 1 marzo 2009


                                                   

Dalle mie parti si dice "agg' 'ittat o sang" ("ho buttato il sangue") per dire che "ho fatto una fatica immane" (quel "buttato" va inteso come "versato"). Il nostro Governo, invece, a quanto pare, pur di non "buttare il sangue", ovvero pur di non fare uno sforzo (minimo), tra l'altro per la vita che dice tanto di voler difendere, "butta il sangue" nel vero senso del termine.

Mi riferisco al sangue del cordone ombelicale, che è una fonte di cellule staminali emopoietiche adulte in grado di curare varie malattie, soprattutto infantili (morbo di Gunther, sindrome di Hunter, sindrome di Hurler, leucemia linfocitica acuta, ecc.). E che forse in futuro potrebbe servire anche come fonte di cellule staminali per la cura di molte altre malattie e per la riparazione di tessuti ed organi danneggiati, come studi scientifici stanno facendo sempre di più emergere. Conservare questo sangue, il cui prelievo è assolutamente indolore e privo di qualsiasi conseguenza per madre e figlio, è dunque molto importante per la salute di tutti: per guarire malattie già attualmente guaribili, e per guarirne altre in futuro, dando alla ricerca materiale su cui lavorare. Tuttavia, solo il 10% degli ospedali in Italia è oggi in grado di funzionare da "banca dei cordoni", ovvero è in grado di conservare il sangue ombelicale (per il quale servono trattamenti particolari). E così, anche per colpa di un certo deficit di informazione sulla questione, attualmente solo un cordone su 228 è "conservato". E, se si pensa che nel 2007 ci sono state 570mila nascite, ciò vuol dire che si sono "buttate" 567.500 sacche di sangue prezioso per la ricerca e la salute di noi tutti.

Ebbene, qualche giorno fa, leggendo il bel blog dell'On.Sarubbi (PD), ho scoperto che il Governo ha rifiutato di allargare la "rete" delle banche cordonali, respingendo alla Camera, durante la discussione sul "decreto milleproroghe", un "ordine del giorno" (non un emendamento, che non potevano presentare, visto che ormai il Governo mette la fiducia su ogni provvedimento) che chiedeva al Governo di non rinviare per l'ennesima volta l'emanazione del decreto attuativo di un provvedimento preso dal Governo Prodi a fine 2007 proprio per allargare suddetta rete. E così l'emanazione del decreto è stata "prorogata" ancora una volta, stavolta al 2010, per il momento. Certo, l'operazione sarebbe costata qualcosa: ma la salute e la ricerca dovrebbero essere la priorità del Paese, e non una voce da tagliare. E magari si potevano investire in questo modo, che so, i 400milioni di euro buttati per assecondare il capriccio della Lega Nord di scorporare elezioni Europee e referendum elettorale.

P.S. Per qualsiasi informazione sul sangue da cordone ombelicale, compreso l'elenco dei centri di raccolta, visitate il sito dell'ADISCO, Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale.

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