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il blog di Francesco Zanfardino
I frutti della demagogia
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 29 giugno 2008


                                             

Era prevedibile. Lo dissi fin dall'inizio che la rinuncia ad AirFrance non avrebbe portato a niente di buono per Alitalia e i suoi dipendenti. Putroppo sono stato buon profeta, così come Casini, Veltroni e tanti altri che subito compresero come il comportamento demagogico di Berlusconi in campagna elettorale su Alitalia avrebbe arrecato più danni che altri.

Son passati più di tre mesi da quando Berlusconi annunciò la sua ferma opposizione ad AirFrance e l'arrivo di una "cordata italiana in pochi giorni". E' vero che, come ci insegna Einstein, il tempo è un concetto relativo, ma tre mesi non sono "pochi giorni". Nel frattempo i conti di Alitalia sono peggiorati, e noi cittadini ne paghiamo le conseguenze, costretti a sborsare sia per le perdite di Alitalia (2-3 milioni al giorno) sia per i 300mln di euro del "prestito-ponte", ponte verso il nulla, visto che ad oggi non c'è nessun acquirente all'orizzonte. E molto difficilmente ci saranno imprenditori disposti ad investire miliardi di euro in una compagnia con un piede e mezzo nella fossa e con un prezzo del petrolio alle stelle, che continua la sua corsa folle verso i 200 dollari al barile (ora è nei pressi dei 150 dollari).

Il Governo ha poi affidato ad Ermolli il compito di vendere per conto del Governo Alitalia (ricordate la caciara del centrodestra su Rovati, stretto collaboratore di Prodi, che aveva osato parlare con Provera di Telecom? E ora come la mettiamo?) e ha nominato Banca Intesa come consulente per un nuovo piano di salvataggio. Piano oggi anticipato in parte da questi articoli dei siti del Corriere e della Repubblica, dove si parla di circa 4000 tagli di personale per Alitalia, il doppio dell'ultimo piano AirFrance presentato ai sindacati, quello che suscitò le reazioni indignate dei sindacati e di Berlusconi ("condizioni irricevibili"). Ma potrebbero non bastare, secondo Banca Intesa: "Il piano Alitalia? Stiamo per chiudere. Ma non è detto che arriveremo a presentarlo. Allo stato attuale non siamo in gtrado di dire se la situazione è recuperabile o meno (...) Quattromila tagli? Visto come stanno le cose, rischia di essere una stima troppo prudenziale".

Sono i frutti della demagogia. Berlusconi ha vinto anche per queste cose, sfruttando temi sensibili in maniera demagogica: perchè certamente è più facile dire no a priori alla "invasione francese" che salvaguardare il futuro della compagnia e le tasche dei contribuenti, oltre che i lavoratori. Ma putroppo prima o poi se ne pagano le conseguenze.

P.S. Intanto, come potete verificare dal quadro delle notizie del Centro d'ascolto, nessun telegiornale italiano (tranne il TG3) ha riportato la notizia. In compenso, si è trovato il giusto spazio per veri problemi come i problemi personali di Madonna, il caro-prezzi in Francia, la sonda Phoenix su Marte, la possibile estinzione del "pesce pagliaccio" e i campionati di skate di Ostia Lido. Che bella informazione utile che abbiamo in Italia ... e pensare che prima ci martellavano con ogni minima notizia su Alitalia ...

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