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L'autunno del Governo (?)

  
                         
                                       
Autunno. Tempo di cambiamenti (in peggio). 

Autunno. Cadono le temperature, cadono le foglie, cadono i governi.
 
Autunno. Momento della verità(l'ennesimo) per il Governo Prodi e il centrosinistra.
Tra Finanziaria, Welfare, pensioni, molte le prove che la maggioranza(?) dovrà affrontare in questi mesi, rischiando sempre di più di ripetere lo scivolone di Gennaio. Ma stavolta sarebbe molto difficile ricompattarsi di nuovo come se niente fosse successo.
E intanto, Silvio Berlusconi affila le armi. Presente alla festa del capogruppo della Lega al Senato, Roberto Calderoli, dichiara: «Prodi cadrà la seconda settimana di novembre. Con noi - ha sostenuto l'ex premier - passerà un senatore campano della Margherita di un certo peso, in tutti i sensi... Sono tantissimi al Senato ad essere a piè di lista, certi che non saranno più rieletti».
Metà novembre, dunque la Finanziaria. Una manovra economica che è stata letteralmente ricoperta di emendamenti, perlopiù della stessa maggioranza. Berlusconi è davvero certo di averla vinta? O semplicemente cerca di approfittare di questa atmosfera di estrema tensione, aggravata dalla manifestazione di Rifondazione e PdCI sul welfare (cui tuttavia non parteciperanno ministri)?
D'altronde, la storia della "spallata" risale ad Aprile 2006, appena dopo le elezioni.
Tuttavia, stavolta potrebbe essere più realistica, se lo stesso Romano Prodi non nasconde i suoi timori. «Il complottone è partito, da qui a fine novembre ogni giorno sarà buono per tentare di metterci sotto. È dura, ma possiamo giocarcela: proviamoci. Se andrà male, dovrà essere chiaro a tutti di chi è la responsabilità», ha dichiarato ai suoi il premier. Potrebbe essere il canto del cigno, o forse Prodi sta passando al contrattacco, serrando le fila della sua maggioranza, minacciando giustamente la gogna pubblica ai "traditori". Ma da dove potrebbe venire il pericolo? Certo non dai partiti della sinistra (tranne i Turigliatto della situazione) che, caduto Prodi, si ritroverebbero "con un pugno di mosche in mano". Sicuramente non da Mastella che, già subissato da anti-politica e scandali giudiziari, non ha certo bisogno di azzerare definitivamente il suo consenso con un tradimento. Forse Di Pietro, che su Grillo e anti-politica ci sta guadagnando molto, ma anche per lui un tradimento potrebbe essere controproducente. E allora non rimangono che i senatori della Margherita non entrati nel Pd (Dini, Bordon, Manzione e altri), che, come appunto detto da Berlusconi, per questa loro scelta difficilmente saranno rieletti e quindi vedono di buon'occhio la possibilità di accassarsi in CdL (specialmente se permanesse questa legge elettorale con le liste bloccate). Dunque, riparte la compravendita dei senatori (che l'ex premier afferma di non stare facendo...), e ricomincia dalla Campania, dopo l'acquisto di De Gregorio grazie alla presidenza della Commissione Difesa. Qui le alternative non mancano, da Roberto Manzione (che con Bordon ha fondato Unione Democratica) a Giuseppe Scalera (passato con i liberaldemocratici di Dini). 

Chissà cosa starà pensando mister Ancelotti, che certo preferibbe che il suo presidente ogni tanto si dedicasse alla campagna acquisti anche del suo Milan......    




Pubblicato il 20/10/2007 alle 11.25 nella rubrica Diario.

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