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Il punto sulla tenuta del Governo

                              

Domani sarà una giornata decisiva per il governo Prodi. Infatti, probabilmente mercoledì notte in Senato ci sarà il voto finale sulla Finanziaria 2008. E, come al solito, torna il "toto-spallata": d'altronde, è da qualche settimana che il centrodestra la invoca: Berlusconi dichiarò addirittura che una decina di senatori sarebbero passati con la CdL, e che comunque aveva già convito un senatore campano ex-Margherita.

Nel frattempo, però, la Finanziaria è approdata al Senato, e sugli innumerevoli emendamenti presentati sugli altrettanti articoli (95, una decina ancora da esaminare) la maggioranza è scivolata solo una volta (proprio oggi su un emendamento di AN). Quindi, la fiducia del centrodestra è venuta meno, tant'è vero che AN e UDC, in caso di approvazione della Finanziaria, chiederanno l'abbandono della strategia della "spallata" a Berlusconi. Che, intanto, dichiara ai giornalisti dubbiosi sull'esito della spallata "wait and see". Aspettate e vedrete. E noi aspettiamo: del resto le incognite sono tantissime.

La situazione è questa. Il Senato conta 322 senatori, di cui 7 senatori a vita (Colombo, Ciampi, Pininfarina, Scalfaro, Andreotti, Cossiga e la Montalcini) e 315 eletti. Di questi, le elezioni hanno assegnato 159 senatori all'Unione e 156 alla CdL: però il presidente del Senato Marini, dell'Unione, non partecipa alle votazioni e quindi i numeri sono 158 a 156 per l'Unione (queste cifre ci fanno capire come abbia avuto ragione Calderoli a definire la sua legge una "porcata"). Nel frattempo, il sen. De Gregorio è passato dal centrosinistra al centrodestra, il sen. Follini ha invece compiuto il passaggio inverso. Siamo quindi sempre 158 a 156 per l'Unione.

Dei 158 senatori dell'Unione, 8 sono gli "instabili": Turigliatto (ex Rifondazione), Rossi (ex Comunisti Italiani), Fisichella (ex Ulivo), Dini, Scalera e D'Amico (ex Ulivo, adesso Liberaldemocratici) e Bordon e Manzione (ex Ulivo, adesso Unione Democratica). Di questi, Turigliatto ha dichiarato il suo no, Rossi il suo non voto (e non astensione, che al Senato vale voto contrario), Bordon-Manzione il loro sì. Fisichella e i liberaldemocratici si esprimeranno alla fine (da tenere conto che oggi hanno votato contro il governo su quell'emendamento, tranne D'Amico). Dei 7 senatori a vita, invece, sicurì i sì di Colombo, Scalfaro, Montalcini e Andreotti, mentre Cossiga va verso il no (Ciampi e Pininfarina se verranno, voteranno sì).

In conclusione, la Finanziaria passerà quasi sicuramente. Ora, bisogna vedere se con una maggioranza "politica" (solo eletti) o "pannolona" (con i senatori a vita), anche se, non essendo un voto di fiducia, questo discorso non dovrebbe valere. Comunque, essendo i numeri iniziali 158 a 156 per l'Unione, basterebbero due "passaggi" o 3 astensioni (non-voti) per far venir meno la maggioranza "politica". Una mia previsione? Secondo me finirà 161 a 158 per l'Unione, con Turigliatto e Cossiga che votano con la CdL, mentre Ciampi e Pininfarina non si presentano (e quindi, considerando solo gli eletti, 157 a 157).

Pubblicato il 13/11/2007 alle 19.38 nella rubrica Diario.

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