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Putin e Chavez, gli interessi economici autorizzano la dittatura

                       <b>Venezuela, urne aperte per il referendum<br>Chavez punta a essere presidente a vita</b> 

Il clima di confusione che c'è ora nella politica italiana non deve farci dimenticare una cosa fondamentale: che siamo in un paese democratico. Se pensiamo infatti a paesi come la Russia e il Venezuela, non stiamo poi così male.

Oggi in Russia un centinaio di milioni di elettori sono stati chiamati al voto per il rinnovo della Duma (il parlamento russo). Il partito del presidente Putin, Russia Unita, secondo gli exit-pool è dato per vincente al 61%. Ma, secondo tutti i leader delle opposizioni a Putin, si tratta di "elezioni farsa", "le elezioni meno democratiche della storia russa". E hanno ben motivo di dirlo.

Putin ha fatto tutto il possibile per stravincere (la semplice vittoria era infatti scontata): per ottenere quindi i 2/3 dei parlamentari, grazie ai quali si possono effettuare riforme costituzionali, come, "per esempio", l'abolizione del limite di due mandati presidenziali (infatti tra poco ci saranno le presidenziali, e Putin non potrà ripresentarsi per la terza volta). Quindi Putin ha letteralmente zittito gli avversari politici, varando una serie di leggi che impediva loro di fare manifestazioni, diffondere materiale elettorale e avere visibilità sui media, con la conseguenza che la campagna elettorale è stata dominata solo dal suo partito, Russia Unita (a Mosca erano presenti solo giganteschi manifesti di Russia Unita con scritto "Mosca sceglie Putin", e basta). Inoltre, nei seggi gli elettori erano "sorvegliati" dalla polizia e addirittura da agenti dei servizi segreti, invece che da osservatori internazionali. Infine, una particolare legge praticamente autorizza a fare brogli a favore di Russia Unita: infatti, se si è elettori di Russia Unita, unicamente di Russia Unita, basta presentarsi in un seggio che non è il tuo e chiedere di esservi iscritto per motivi di lavoro o di impedimento particolare (e così alcuni nemici di Putin hanno dichiarato di aver votato in tre volte, in tre seggi diversi).vTutto questo per garantire una schiacciante vittoria a Putin. E la democrazia va a farsi fottere.

Lo stesso sta avvenendo anche nel Venezuela di Chavez, dove gli elettori sono chiamati a votare su un referendum che, se approvato, abolirebbe il limite di mandati presidenziali, consentendo a Chavez di ricandidarsi a vita. Ma non solo: il referendum prevede anche la ridefinizione del concetto di proprietà, una maggiore limitazione delle libertà e la fine dell'indipendenza della banca centrale. Il tutto accompagnato da una serie di proposte demagogiche, volte ad ottenere il consenso del "populino", soprattutto la riduzione della giornata lavorativa, ma anche l'estensione della protezione sociale al settore dellìeconomia informale e un maggiore protezionismo sul petrolio.

Putin e Chavez. Russia e Venezuela. Due paesi che, tramite la "democrazia", si stanno avviando verso la dittatura. Ci ricorda qualcosa.... basta pensare a Hitler e Mussolini. E, come allora, la comunità internazionale fa finta di niente. Perchè Russia e Venezuela, il primo per il gas, il secondo per il petrolio, hanno un ruolo molto importante nell'economia mondiale: tant'è vero che Chavez ha promesso che se gli USA tenteranno di ostacolarlo, sarà pronto a tagliare le forniture di petrolio (il 60% del petrolio venezuelano va agli USA).

E allora, in nome dell'economia, la democrazia va a farsi fottere.

Pubblicato il 2/12/2007 alle 19.22 nella rubrica Diario.

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