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Nonostante Napolitano, resta la sfiducia

                         

Nel suo discorso di fine anno il Presidente della Repubblica invitava gli Italiani ad avere fiducia
. "Non bisogna abbandonarsi alla sfiducia, perchè molti e diversi sono i fatti che smentiscono le rappresentazioni malevoli di un'Italia in declino", diceva Napolitano, indicando in particolare la crescita delle esportazioni e la discesa del tasso di disoccupazione.

Ma l'invito di Napolitano non sembra essere stato accolto. Almeno per quanto riguarda proprio il mondo del lavoro: un sondaggio della Commissione Europea sulle aspettative degli europei per il 2008 per quanto riguarda l'occupazione ha rivelato come solo il 20% degli Italiani crede in un miglioramento della situazione occupazionale italiana (40% se l'aspettano identica, il 35% peggiore e il 5% non sa). In peggioramento rispetto all'anno precedente.

Questo nonostante l'anno nuovo dovrebbe portare al rinnovo di molti contratti collettivi nazionali di lavoro scaduti. E nonostante sembra ormai decisamente avviata la discussione sul restituire potere d'acquisto ai lavoratori dipendenti, verso cui spingono non solo i sindacati, ma anche il Governo e addirittura Confindustria (il cui dialogo ha già portato con successo all'approvazione del Protocollo Welfare). 
Ma, soprattutto, nonostante i dati ISTAT sul tasso disoccupazione, sceso al 5,6%: il più basso dal '92 (e pensare che ad inizio 2006 era al 7,6%).

Due sono le cose: o gli Italiani sono affetti da "sfiducite" cronica, o non sono (stati) bene informati.
A voi la scelta.

Pubblicato il 7/1/2008 alle 20.48 nella rubrica Diario.

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