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Mission Impossible / 2

                   

Continuo a dedicare lo spazio questo esile frammento della blogosfera alla crisi del Governo. D'altronde, non si può parlare d'altro. Anche se ricordo che oggi si sono tenute le celebrazioni per il 60° anniversario della Costituzione Italiana, la nostra carta di valori, quelli ai quali tutti dovremmo aderire per intero.

Celebrazioni alle quali il Presidente della Repubblica ha dichiarato che serve un impegno da parte di tutte le forze politiche per fare le riforme, perchè "se la prima parte è immutabile, la seconda si può modificare, per adeguarla ai tempi". Insomma, Napolitano ha annunciato la sua intenzione, dopo una eventuale (?) caduta del Governo, di lavorare per un "governo istituzionale". Ipotesi osteggiata da tutte le forze politiche (tranne l'UDC). Almeno a parole.

Nel frattempo, il premier-precario Romano Prodi ha ottenuto la fiducia alla Camera: 326 sì contro e 275 no. Astenuti i deputati dell'Udeur. Domani è previsto il voto di fiducia al Senato. Ma è molto difficile che si faccia davvero. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, Prodi stasera dovrebbe rimettere il suo mandato nelle mani di Napolitano. Perchè questo cambiamento di strategia?
Semplicemente Prodi inizialmente pensava di poter fare a meno dei tre senatori Udeur. Infatti, il centrosinistra conta "idealmente" su 164 senatori contro 156: 158 dalle elezioni, più i 6 senatori a vita (che in realtà sono sette, ma Pininfarina è quasi sempre assente). Quindi, la defezione dei tre Udeur avrebbe portato gli equilibri a 161 contro 159. Ma l'uscita dell'Udeur è venuta dopo le defezioni di Fisichella (ex AN e Ulivo, ora Gruppo Misto) e il "comunista ribelle" Turigliatto, passati decissamente all'oppozione (dalle opposte parti, ovviamente). E che hanno confermato il loro no. La notizia di oggi, inoltre, è che anche Dini voterà no, così come il suo "discepolo" Scalera (ma non D'Amico, che voterà sì anche se contro Dini). Insomma, stando alle dichiarazioni, i voti scenderebbero a 157 contro 163: e a questo punto nemmeno clamorosi sviluppi, tipo la "migrazione" dei due senatori del Movimento per l'Autonomia (che è sempre stato abbastanza smarcato dalla CDL, e che non ha completamente chiuso alla possibilità di trattare, se Prodi prometterà di fare il Ponte sullo Stretto), potrebbero portare alla fiducia.

Quindi, Prodi potrebbe decidere di andare da Napolitano per prendere tempo, come in occasione dell'ultima crisi di Febbraio. Certo, il paragone è un po difficile. Ma Prodi potrebbe approfittare di questo tempo per recuperare Dini e Scalera, sfruttando le divisioni interne ai Liberaldemocratici, e magari tentare la "mossa a sorpresa" dei 2 senatori dell'MPA, o altri.

Comunque, sono sempre convinto che sia una "Mission Impossible".

Pubblicato il 23/1/2008 alle 18.54 nella rubrica Diario.

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