Blog: http://discutendo.ilcannocchiale.it

Perchè votare Partito Democratico, ovvero il coraggio di un'Italia libera

                          

Concludo la mia serie di analisi sui motivi che, secondo me, dovrebbero spingere a votare o no determinati partiti. Dopo Sinistra Arcobaleno (e con essa i partiti cosiddetti "minori"), Unione di Centro e Popolo delle Libertà, oggi è il turno del Partito Democratico (intendendo anche IdV).

Siccome ho più volte spiegato come secondo me votare è un diritto e soprattutto un volere, e siccome ho espresso un giudizio negativo sul voto agli altri partiti, capirete facilmente che la mia opinione sul voto al PD è positiva. I motivi sono vari, ma cominciamo da uno: ovvero la caratteristica del PD di essere un "partito di sintesi": ovvero, non la semplice coesistenza di due atteggiamenti diversi, ma la loro sintesi. Ad esempio non un partito che tenta (inesorabilmente fallendo) di fare solo gli interessi dei lavoratori (Sinistra Arcobaleno) o degli imprenditori (come spesso fa il PdL), ma un partito che fa coincidere l'interesse comune, che è quello della reciproca crescita. Ad esempio non un partito che faccia solo gli interessi di determinate aree geografiche ed attacca l'unità nazionale (Leghe varie), ma un partito che veda nella crescita di tutto il Paese, unitaria e senza divisioni, l'interesse comune di tutti. Ad esempio non un partito che abbia visioni ideologiche marcate ed antiquate (come tuttò ciò che non è Pd e in parte PdL), ma che sintetizzi le parti migliori (quelle riformiste) di queste "aggiornandole al futuro".

Ma le parole che megliono definiscono il motivo per cui secondo me si dovrebbe votare PD sono innovazione e coraggio. Due parole strettamente collegate, perchè per innovare ci vuole coraggio. E attenzione che l'innovazione non è solo nel programma (altrimenti non ne avrei parlato, perchè, come ho detto in questi post, non è possibile verificare adesso la loro realizzazione), ma nelle cose già fatte in questa campagna elettorale. Innanzitutto nelle candidature: il PD non ha ricandidato 134 parlamentari eletti solo due anni fa, ha candidato il 42% di donne (e le 52 uscenti saranno sostuite da 100-130, a seconda del risultato elettorale), ha candidato il 30% di under-40 alla Camera (quattro di loro capilista) e le "new-entry" saranno da 125 a 248 (a seconda del risultato elettorale). Inoltre, zero condannati ed indagati per i reati cosidetti gravi. E ci vuole coraggio per queste scelte, perchè si rinuncia a pacchetti di voto importanti: come il caso di De Mita in Campania (poi passato all'UDC) e i vari indagati in Calabria. Mentre, dalle altre parti, si candidano gente come Cuffaro (condannato in primo grado per favoreggiamento semplice alla mafia) e Dell'Utri (condannato definitivamente per associazione mafiosa). E si candidano solo il 20% di donne (PdL), pochi giovani e new-entry.

Ma soprattutto l'innovazione e il coraggio si è visto con la rottura del vecchio sistema di alleanze. E' stato il PD, fin da prima della caduta del governo Prodi, a rompere con la logica del mettere insieme tutti, dal primo all'ultimo partitino. E per questo si è preso le critiche dei suoi alleati, e lo scetticismo degli altri. E invece il PD l'ha fatto: non ci sono più le varie sinistre estreme, i verdi, i socialisti, l'Udeur, Bordoniani e Diniani, microformazioni varie. Solo l'alleanza con l'Italia dei Valori, il più fedele tra i partiti del governo Prodi, e l'inglobamento dei Radicali. Ed insieme formeranno un solo gruppo parlamentare, che finalmente renderà il PD libero "da" ricatti e libero "di" fare. Non più lunghi e affollati vertici di maggioranza, non più ministri in piazza, ma moltà più stabilità e possibilità di fare. Che poi si faccia o meno, questo nessuno lo può assicurare: ma almeno in partenza il PD è l'unica forza politica credibile, mentre prima già in partenza si sapeva che CdL e Unione non erano in grado di attuare quella politica riformista di cui l'Italia ha disperato bisogno. Anche perchè dall'altra parte, anche se con il tentativo in parte riuscito di migliorare, non si è fatto granchè: se da un lato si è abbandonati La Destra storaciana, dall'altro però si è rinunciato ai moderati di Casini, permanendo invece l'alleanza con le Leghe (la cui dannosità evidente ho spiegato nel post di ieri) e mettendo in piedi a due mesi dall'elezioni un cartello elettorale (come ho spiegato sempre ieri), ovvero il PdL. E non ci sarà da quelle parti un unico gruppo parlamentare.

E infine un'ultima cosa, che può sembrare particolare e non generale, ma che ben rende il "coraggio" del PD. Ovvero il continuo richiamo alla lotta a tutte le mafie, con la sfida aperta e continuamente ripetuta ai mafiosi a "scegliere chi si vuole, ma non il PD" e il riferimento continuo, anche nel programma, all'anti-mafia (ed anti-racket). Qualcuno dirà: e vabbè, fanno presto a parlare, poi in realtà fanno gli accordi sottobanco. Ok, ma se è così facile dire le cose che dice il PD, perchè gli altri non fanno lo stesso? Perchè ci hanno messo giorni e giorni, prima di balbettare qualcosa anche loro?

P.S. Ripeto la solita avvertenza. Questo non è un blog di propaganda. Non vedrete mai slogan politici, banner politici, link politici, eccetera, eccetera. Con questi post cerco solo di sottolineare gli aspetti fondanti dei vari partiti che li rendono, sempre secondo il mio modestissimo parere, poco adatti o no a guidare l'Italia. Aspetti che abbiamo potuto già verificare in questa campagna elettorale (per questo non parlo granchè dei programmi, perchè non possiamo verificare adesso la loro futura realizzazione).

Pubblicato il 11/4/2008 alle 20.23 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web