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Stiamo ancora aspettando (e sborsando sempre più soldi)

                          

Niente da fare. La fantomatica cordata italiana per Alitalia non si è ancora materializzata. Nonostante siano ormai passati due mesi dal suo annuncio da parte del neopremier Berlusconi, in piena campagna elettorale. E aveva detto: "In 3 o 4 settimane la cordata". S'è visto.

Intanto, arrivano ulteriori brutte notizie per le tasche dei contribuenti. Il CdA di Alitalia ha comunicato che le perdite prima delle imposte nel primo trimestre del 2008 sono state di 215 milioni di euro, 62 milioni in più rispetto al precedente. Il che vuol dire che, prima ancora di pagare le tasse, Alitalia già perde 2.400.000 euro al giorno. E, se continua questa tendenza, ovvero l'aumento delle perdite del 40% ogni trimestre, sfonderemo di sicuro il muro dei due miliardi di euro di perdite all'anno. Che, diviso per i 38 milioni di contribuenti italiani, fanno 53 euro all'anno per ogni contribuente.

E' una nuova tassa, la prima di Berlusconi. La "tassa cordata", o "tassa Alitalia", o "tassa italinità", o "tassa prima-o-poi-arriverà-qualcuno-che-se-la prende".

E se alla fine la cordata arriverà, e non dovesse proporre un'offerta migliore di quella di AirFrance, dovesse causare più problemi ai lavoratori, dovesse sacrificare comunque Malpensa, e contemporaneamente ho anche pagato per aspettare ...vabbè, "però è italiana". Forse.

P.S. Direbbe Totò: "E io pago".

Pubblicato il 14/5/2008 alle 19.36 nella rubrica Diario.

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